
Ne perdantur: perché nessuno si perda. È il criterio politico, educativo e spirituale che anima il Pontificio Oratorio San Paolo. È la decisione di non accettare che qualcuno venga lasciato indietro. È il rifiuto dello scarto come normalità. È la convinzione che l'educazione, quando è vera, genera futuro e responsabilità condivisa. Nel cuore di un tempo segnato da frammentazione sociale, solitudini educative e impoverimento dei legami comunitari, questo testo attraversa l'esperienza del Pontificio Oratorio San Paolo come avamposto di un nuovo umanesimo: un luogo dove comunità, sport e spiritualità non sono ambiti separati, ma linguaggi intrecciati di una stessa visione educativa che nasce dal basso, dalla vita concreta dei giovani, dalla co-educazione reale, dalla corresponsabilità degli adulti, dalla fiducia come atto politico. È rivolto a educatori, formatori, dirigenti, comunità e a chiunque non si rassegni a un'educazione ridotta a servizio o prestazione. A chi continua a credere nel futuro con speranza. A chi desidera che nessuno sia perduto. Ne perdantur.
Tra memoria, profezia e giustizia sociale si gioca la nostra fedeltà al presente. La memoria custodisce le radici e impedisce di smarrirci, la profezia denuncia le ombre e apre strade nuove, la giustizia sociale traduce tutto in scelte concrete. Tre vie che si intrecciano in un unico principio, semplice e radicale: Ne perdantur - che nessuno vada perduto. Questo libro non è un saggio astratto, ma un cammino militante: attraversa la voce dei profeti, le intuizioni pedagogiche di San Leonardo Murialdo, l’eredità di Joseph Cardijn e della GiOC (Gioventù Operaia Cristiana), i sogni di giovani che chiedono futuro, i testi del magistero di Papa Francesco e le sfide di una Chiesa che vuole ancora "abitare il mondo" con umanità. È un’opera che raccoglie esperienze educative, riflessioni sulla governance, narrazioni di comunità e pratiche di giustizia sociale, per dire che la fedeltà al Vangelo oggi passa attraverso la scelta di non perdere nessuno. Ogni pagina è un invito a custodire la memoria, a vivere la profezia e a trasformare la giustizia sociale in responsabilità condivisa. Un manifesto educativo e pastorale che chiede di sporcarci le mani nella storia, con lo sguardo alto e il cuore saldo. Questo libro è per formatori, educatori, operatori pastorali, militanti, comunità: per tutti coloro che non vogliono rinunciare al sogno di una società più giusta e di una Chiesa che cammina con i poveri e i giovani. Ne perdantur: la promessa che ci tiene insieme, il principio che ci spinge avanti.

