Una iniziazione alle vie della preghiera: della preghiera personale e, soprattutto, della preghiera liturgica, ecclesiale. Una iniziazione alla verità perché la preghiera - e il suo vertice, l'eucaristia - è il luogo epifanico della verità: Dio si rivela in tutta la luce della sua gloria, e cioè del suo amore e l'uomo, in tutta la sua notte, e cioè in tutta la sua indigenza di amore, non si nasconde. Dio e l'uomo si incontrano nella verità. Non è lo storico della preghiera e della liturgia a parlare in questo libro. Ma l'uomo di fede - lo avverti in ogni pagina -. Un uomo che prega, che abita incessantemente la preghiera. Un uomo che partecipa regolarmente e appassionatamente al culto della Chiesa, che lo vive con tutto il suo essere. Che lo vive estasiato. E che quindi può iniziarti, da teologo - «è teologo chi prega», ci ricorda Evagrio - al suo mistero. Solo chi ha "patito" le cose divine può diventare guida al mistero, mistagogo. Evdokimov ti prende dunque per mano e piano piano ti conduce - anche con l'apparato storico e patristico delle sue conoscenze - nella fornace di fuoco dell'eucaristia. Lì dove fai esperienza del Regno che è già venuto, che sempre viene e che verrà.
Una ricchezza di argomenti che fa del commento, oltre che un ritratto a tinte vivaci di Paolo, una delle migliori esposizioni del pensiero paolino.
Il volume raccoglie contributi dedicati alla cultura dei Goti tra IV e VI secolo, con particolare attenzione alla traduzione gotica della Bibbia attribuita a Vulfila, uno dei testi fondamentali dell’età tardoantica e il più antico documento di ampia estensione conservato in una lingua germanica. Attraverso approcci filologici, storici, teologici e archeologici, i saggi indagano il complesso intreccio tra identità germanica, tradizione romana e cristianesimo. Ampio spazio è riservato all’arianesimo e alla sua ricezione nel mondo goto, alle forme della trasmissione testuale e manoscritta, nonché alle dinamiche politiche e culturali che segnarono il regno ostrogoto in Italia. Nel loro insieme, i contributi offrono un quadro articolato di un’epoca di transizione cruciale per la formazione della cultura europea.
Il Pensiero cristiano ha una proposta precisa: risalire (quoad nos) al Padre da cui (quoad se) tutto discende. Ecco la proposta nella grande Forma di Occidente [tomo I: Agostino, Ildegarda, Bonaventura, Tommaso, Dante]: una sinfonia metafisica, stretta intorno alla Via, il Verbo Incarnato, riconduce all’Atto stesso dell’essere, il Padre donde la Generazione del Figlio (in cui è innestata la partecipazione degli enti) e con il Figlio la Processione dello Spirito co-amato. Ecco la proposta nella grande Forma di Oriente [tomo II: Cappadoci, Dionigi, Massimo, Damasceno... Italogrecità, Florenskij, Evdokimov]: lo Spirito nel creato concreto illustra Gesù teandrico, Volto del Padre, dal quale il Figlio è generato e lo Spirito - Ermeneuta divino - procede. Le Tradizioni occidentale ed orientale sono colte in dialogo con grandi teologi contemporanei (Balthasar, Ratzinger) in rapporto anche a nodi speculativi odierni, dall’antropologia alla liturgia [t. III].
Il Pensiero cristiano ha una proposta precisa: risalire (quoad nos) al Padre da cui (quoad se) tutto discende. Ecco la proposta nella grande Forma di Occidente [tomo I: Agostino, Ildegarda, Bonaventura, Tommaso, Dante]: una sinfonia metafisica, stretta intorno alla Via, il Verbo Incarnato, riconduce all’Atto stesso dell’essere, il Padre donde la Generazione del Figlio (in cui è innestata la partecipazione degli enti) e con il Figlio la Processione dello Spirito co-amato. Ecco la proposta nella grande Forma di Oriente [tomo II: Cappadoci, Dionigi, Massimo, Damasceno... Italogrecità, Florenskij, Evdokimov]: lo Spirito nel creato concreto illustra Gesù teandrico, Volto del Padre, dal quale il Figlio è generato e lo Spirito - Ermeneuta divino - procede. Le Tradizioni occidentale ed orientale sono colte in dialogo con grandi teologi contemporanei (Balthasar, Ratzinger) in rapporto anche a nodi speculativi odierni, dall’antropologia alla liturgia [t. III].
Bonaventura da Bagnoregio non ha composto un opera dedicata espressamente alla Vergine Maria con quel carattere organizzato al quale siamo abituati quando ragioniamo in termini di saggi di teologia sistematica. Il suo «pensare», il suo «argomentare» e il suo «dire» sulla Vergine Maria, che dipendono sostanzialmente dalla sua cristologia, si trovano presenti, in misura più o meno consistente, in quasi tutte le sue opere, in forme e occasioni diverse: questioni dottrinali, commenti ai vangeli, conferenze, opuscoli spirituali e francescani, sermoni. Pur muovendosi nel solco di una tradizione consolidata, il maestro francescano ha impresso alla sua riflessione mariologica il carattere originale della propria forma mentis et cordis pervasa da un pronunciato afflato spirituale e affettivo. Mentre illustra e celebra l'incomparabile grandezza di Maria, Bonaventura ne tiene ben presenti i risvolti in ordine sia alla sua influenza spirituale, sia alla sua funzione esemplare.
La gloriosa Vergine Maria Madre di Dio ha sperimentato in modo assolutamente singolare e ci insegna la partecipazione amorosa ai «sentimenti» del suo Figlio, il Signore nostro Gesù Cristo, contraddistinta dai sensi spirituali. Inoltre, Bonaventura insegna ed esorta appassionatamente a ricorrere alla sua potente intercessione presso il Signore Gesù, poiché lei è stata costituita dalla Santa Trinità Madre di misericordia, Avvocata di grazia e Porta del cielo. Organizzato secondo queste traiettorie tematiche, il saggio elaborato da Vincenzo Battaglia propone la ricostruzione organica e completa del pensiero mariologico del Dottore Serafico.
VINCENZO BATTAGLIA O.F.M. è professore emerito della Pontificia Università Antonianum; dal 2002 al 2017 è stato presidente della Pontificia Accademia Mariana Internazionale. Numerose le pubblicazioni a sua firma. Tra le più recenti: Sentimenti e Bellezza del Signore Gesù. Cristologia e contemplazione 3 (EDB 2011); Il profumo dell'amore. Un percorso di cristologia affettiva (EDB 2016); «E il Signore!» (Gv 21,7). Invito ad un'esperienza cristologica (PUA 2022); Il Cantico dei Cantici nella interpretazione di Bonaventura da Bagnoregio (EBF 2024).
Tra i riferimenti più importanti per comprendere le origini del cristianesimo gli autori dei primi scritti cristiani di poco successivi al Nuovo Testamento sono fondamentali: parliamo del piccolo trattato della Didachè, della lettera e del racconto del Martirio di san Policarpo, delle lettere di san Clemente Romano, di sant'Ignazio di Antiochia e di Barnaba, oltre a quella, di autore ignoto, a Diogneto. Questi testi vengono qui riproposti in una edizione, corredata da schede che aiutano la comprensione e la possibilità di utilizzo per i singoli e nelle comunità cristiane di oggi. Il volume è il primo di una serie con la quale la casa editrice intende riproporre ai suoi lettori e lettrici gli scritti fondamentali della Chiesa dei primi secoli, non come opere appartenenti a un lontano passato, da tramandare passivamente, ma come testi vivi, preziosi tanto per la loro originalità quanto per la capacità di parlare ancora oggi agli uomini e alle donne di fede.
La traduzione e le note del trattato "L'amicizia spirituale" che proponiamo nella collana "Economica dello spirito" sono le stesse presenti nella collana "Letture cristiane del secondo millennio". Rispetto all'edizione maggiore, è qui inserita una versione abbreviata dell'introduzione (sempre a cura di Domenico Pezzini), per rispettare la natura tascabile della collana economica. Così disponibile al pubblico, anche in questa veste, il dialogo in cui Aelredo di Rievaulx raccoglie quanto ha vissuto, letto e pensato sull'amicizia. In queste pagine l'autore approfondisce il dono umano e cristiano dell'amicizia e la legge nelle sue dimensioni di relazione interpersonale e di pregustazione della gioia celeste della piena comunione con Dio. Per aiutarci a riconoscere la vera amicizia, l'autore ricorre alla Bibbia e alla sapienza spirituale (per aiutarci a distinguere, ad esempio, tra amicizia e amore), ma anche all'esperienza e all'osservazione psicologica (come quando ci dice quali sono i tipi di persone con le quali l'amicizia non può essere sincera). Le parti del testo ne indicano la profondità: natura e origine dell'amicizia; vantaggi e limiti dell'amicizia; la scelta degli amici e la pratica dell'amicizia.
Come devono comportarsi i pastori della Chiesa, cioè i vescovi e tutti quelli che si propongono di guidare una comunità? Intorno all’anno 590, poco dopo essere diventato papa, Gregorio Magno scrisse questo testo in cui approfondisce, in modo particolare, quali siano le qualità morali e spirituali richieste a chi vuole guidare una comunità, quale debba essere la sua condotta morale, come debba essere elaborato il suo messaggio ai diversi tipi di ascoltatori e, infine, come sia necessario che persegua sempre il massimo grado di umiltà. Il testo divenne il manuale di riferimento per la formazione dei vescovi in tutto il Medioevo. Qui se ne propone una nuova traduzione italiana, con un importante saggio introduttivo di Alessandro Cossu che ne approfondisce i vari aspetti inserendolo nel contesto delle opere di Gregorio.
Pensatore straordinario già agli occhi dei contemporanei, Tommaso d’Aquino risulta ancora oggi una figura di grande fascino intellettuale e spirituale, di cui si continuano ad apprezzare il genio speculativo e il rarissimo e armonico connubio dello scienziato e del santo. Come mostra questa voce enciclopedica di Martin Grabmann e Franz Pelster, suoi autorevoli studiosi, ha saputo spaziare dalla teoria della conoscenza alla metafisica, dalla filosofia naturale alla psicologia, dall’estetica all’etica, fino alla filosofia sociale e politica, indagando magistralmente sia i misteri del cristianesimo sia la complessità della metafisica aristotelica. Pasquale Porro, che a Tommaso ha dedicato numerosi studi, colloca il saggio nel contesto della medievistica della prima metà del Novecento, cogliendovi la presenza di tutti i temi classici del neotomismo dell’epoca.
Agostino di Ippona narra il suo personale "errare" alla ricerca della verità, in un percorso che conduce da un materialismo volumetrico alla scoperta della coerenza di una sostanza spirituale, passaggio necessario per riconoscere la centralità della persona, che si costituisce nel rapporto vocativo tra l'Io e il tu. La fase culminante dell'errare di Agostino sta nella accettazione della caro, contraddittoria e reale, che viene assunta dalla Veritas nell'Incarnazione. Da autobiografia ad "antropografia", le Confessiones diventano la parabola di ogni uomo errante alla ricerca della verità.
«1873, 1883, 2023»: tre date sono all'origine della presente edizione di materiali che aiutano a fare il punto sugli studi relativi alla Didaché e ad offrire elementi per continuare nel cammino di approfondimento di questo singolare documento. L'anno 2023 è stato e permane come richiamo per i 150 anni dalla scoperta del codice greco, e 140 dalla prima edizione ad opera di Philotheos Bryennios. A partire dall'anno successivo - il 1884 - fino agli inizi del terzo millennio, la Didaché è stata oggetto di una serie infinita di studi - come si può vedere nell'amplissima Bibliografia che racchiude ben 503 schede -, sorretti da varie edizioni, cui merita farvi riferimento per cogliere le innumerevoli attenzioni che il testo ha suscitato. Se la Introduzione invita ad una conoscenza diretta del documento attraverso i percorsi che numerosi Autori hanno già realizzato, il lettore può osservare il testo latino secondo l'edizione del Funk, e soprattutto valorizzarne il linguaggio attraverso i risultati della Concordanza verbale. Il mare magnum della bibliografia è un indicatore significativo dell'attenzione che il documento ha suscitato e sicuramente potrà ancora suscitare qualora possano emergere da qualche biblioteca altri testimoni della Didaché. L'amplissima serie di schede se da una parte certifica il lavoro svolto, dall'altra può costituire un invito a proseguire nello studio sia a livello terminologico che tematico, magari in dialogo con documenti pressoché coevi o appena successivi. Sarà un modo per cogliere lo sviluppo di una traditio che fa parte della vita e della vitalità della Chiesa. La presente pubblicazione intende offrire uno strumento di ricerca e di approfondimento. Si tratta di due aspetti che l'ampia bibliografia - e l'insieme della concordanza - intendono facilitare e stimolare. Lo scorrere gli innumerevoli titoli permette di cogliere la multiforme varietà di studi: quelli realizzati indicano quanto vasto sia l'orizzonte di ricerca anche in un breve documento come la Didaché; ma indicano pure prospettive che possono ulteriormente essere sviluppate. Con la concordanza si offre l'opportunità di lavorare sulla terminologia: essa costituisce la chiave per approfondire un determinato aspetto legato ad una parola o ad una espressione, ma invita pure a cogliere il fondamento biblico e i risvolti che un determinato termine può offrire in ordine allo sviluppo di concetti teologici o alla comprensione relativa all'organizzazione della Comunità e delle sue celebrazioni. Uno sviluppo che le pagine introduttive hanno cercato di tracciare avvalendosi di quanto prodotto nell'arco di un secolo e mezzo!