Il volume raccoglie gli atti del 52° Congresso dell' Associazione Canonistica Italiana, tenutosi a Sanremo dal 5 ettembre 2022. In esso giudici,avvocati, docenti e medici si sono interrogati e confrontati sul rapporto tra sinodalità e realtà processuale nella Chiesa. E intervenuto il Decano della Rota Romana, S.E. Mons. Alejandro Arellano Cedillo, con una prolusione dal titolo ;L'agire sinodale nell'attività giudiziaria della Chiesa in cui ha sottolineato che la sinodalità è «una dimensione che qualifica la natura comunionale della Chiesa e un modo di essere, di vivere e di agire che riguarda tutta la vita ecclesiale, le sue modalità di intendere e di praticare il discernimento e le sue forme di funzionamento, con implicazioni sul governo, e in particolare su alcune questioni giuridico-ecclesiali, quali le strutture di partecipazione e di corresponsabilità nella Chiesa».
Gli "occhiali" del diritto con i quali, in questo libro, vengono analizzati i primi milletrecento anni della storia della Chiesa cattolica si rivelano particolarmente penetranti per illustrare la straordinaria evoluzione dell'ordinamento canonico e comprendere tematiche oggi vivacemente dibattute (il ruolo dei laici e quello delle donne, il celibato ecclesiastico, la qualificazione contrattuale e sacramentale del matrimonio...). Ma con quegli stessi occhiali si possono esplorare le radici di numerosi istituti di cui ancora oggi i sistemi normativi statuali si avvalgono e gli sviluppi sociali, politici e del pensiero di cui sono stati il frutto, oppure la causa. Aprendo agli studenti universitari di scienze giuridiche, ma anche ai lettori non esperti di diritto, squarci suggestivi su aspetti fondamentali e spesso poco noti della formazione dell'Occidente cristiano.
Il testo si propone di rispondere all'esigenza di consegnare ai Superiori e agli Istituti un sussidio pratico circa le necessarie conoscenze e le procedure da seguire nei casi di abusi, compiuti nei confronti di minori e di adulti vulnerabili da parte di membri dell'istituto da loro governato. Gli abusi, visti nella loro origine (si pensi a quelli spirituali e sessuali) non sono atti isolati, ma hanno origine nell'identità della persona che li agisce e tendono a diventare stile di vita, basato sull'abuso dell'autorità che si ricopre e del potere che si esercita. Questi orientamenti si propongono come aiuto ai Superiori Maggiori per il discernimento e la corretta prassi giuridica da mettere in atto.
Lo studio analizza i conflitti tra le associazioni private di fedeli e l'autorità ecclesiastica nel Diritto Canonico latino, conflitti basati su rivendicati diritti di legittimità ed opportunità nell'agire da parte di entrambe le parti e giuridicamente fondati sul can. 323 che sancisce sia l'autonomia delle associazioni private che la vigilanza ed il governo dell'autorità. Esso parte dall'analisi di questi concetti per fornire un quadro di come sono applicati nel vigente ordinamento canonico. Viene poi studiato il processo che porta alla nascita della nuova forma giuridica delle associazioni private, non presenti nel precedente Codice, per giungere ad analizzare la normativa promulgata. La ricerca prosegue esaminando alcuni casi di conflitti reali, anche recenti, trattati dai Dicasteri della Curia Romana o dal Supremo Tribunale della Segnatura Apostolica. Si giunge così alle ultime due parti della ricerca ovvero: l'analisi delle possibili azioni che l'autorità può compiere per tentare di sanare il conflitto - soffermandosi in modo approfondito sulla questione del commissariamento delle associazioni private e su altri provvedimenti come la rimozione del moderatore - e, dall'altra parte, le possibili azioni che può compiere l'associazione per difendere i suoi diritti in risposta all'azione dell'autorità.
Chi ancora pensasse che il diritto processuale sia arida e tecnica materia scoprirà, nella lettura di questo libro, che le cose stanno diversamente. Per restituire l'atmosfera che si respirava nelle aule giudiziarie agli inizi del mondo ch'è nostro c'era solo un mezzo: quello di lasciar parlare i protagonisti, gli avvocati, i professori di diritto. Documenti inaccessibili al lettore non specializzato, ma così vivi, così carichi di pathos da meritare d'essere riletti, tradotti dal latino all'italiano, divulgati a distanza di secoli. In questo risiede la novità del manuale che qui si presenta: non soltanto uno strumento utile a comprendere taluni aspetti del processo contemporaneo, né ancora un libro che cerca modestamente un proprio spazio tra opere monumentali, ricche di dottrina ma improponibili a un lettore moderno. Chi si è dedicato alla fatica di raccogliere l'estesa documentazione e ricomporla in un quadro d'insieme si riterrà soddisfatto d'aver almeno scostato la tenda d'un sipario dietro il quale palpita una vicenda antichissima e purtuttavia sempre uguale a se stessa.
Il tema del bonum coniugum è stato oggetto di costante discussione sia da parte della dottrina canonica e teologica sia della Giurisprudenza de Tribunali Ecclesiastici. Nel libro è affrontato con un linguaggio allo stesso tempo preciso e accessibile, tracciandone la storia, approfondendone gli aspetti gurisprudenziali ed esaminando le sentenze rotali in merito, senza tirarsi indietro di fronte alle tematiche più spinose a esso legate, tra cui la relazione tra bonum coniugum e la vera comprensione del significato e del contenuto dell'amore coniugale e il fatto che il bonum coniugum riguardi tutta la persona nella sua coniugalità e non solo qualche aspetto parziale della dimensione sessuale delle persone dei coniugi.
«Se gli studi sulla recente riforma della Curia Romana, vuoi di indole teologica vuoi di indole canonistica, si concentrano di solito, come è del resto naturale che sia, sulla costituzione apostolica Praedicate Evangelium, promulgata il 19 marzo 2022, il nostro Autore sceglie di approcciare lo stesso tema a partire da un altro punto di osservazione, quello dei discorsi del Santo Padre alla Curia Romana, tradizionalmente svolti in occasione dello scambio degli auguri natalizi. Il suo è un punto di osservazione meno scontato, che a qualcuno potrebbe apparire di primo acchito minore o secondario. Si tratta, invece, di una prospettiva interessante, perché consente al lettore di ripercorrere il "filo rosso" della riforma voluta da Papa Francesco attraverso i suoi graduali sviluppi e, ancor più, alla luce dei suoi imprescindibili presupposti teologici, spirituali e pastorali». (dalla Presentazione del Card. Mario Grech). Introduzione di Ernesto Preziosi.
Questo volume è il frutto di 42 anni d'insegnamento dell'Autore nella Facoltà di Teologia della Pontificia Università Gregoriana e dell'esperienza di professore ordinario della Facoltà di Diritto Canonico della stessa Università, nonché di Consultore per tanti anni di vari Dicasteri della Curia Romana. Opera di un unico Autore, che abbraccia tutto il Codice di Diritto Canonico, il volume è espressione di una profonda unità di pensiero e di metodologia. Esso è pensato per l'utilità di docenti e gli studenti di Diritto Canonico nelle Facoltà di Teologia e nei Seminari; utile anche per i cultori del Diritto Canonico in genere. A seconda dei casi, vengono dati i fondamenti teologici dei canoni, alla cui luce viene esposta la disciplina positiva, che così appare veramente una disciplina ecclesiale per il conseguimento del bene soprannaturale dei fedeli sia come singoli che come comunità. Essendo il volume pensato per l'utilità degli studenti di primo ciclo di Teologia, l'Autore ha voluto essere appositamente sobrio nelle note, riportando comunque tutti i documenti ufficiali di riferimento. Il volume contiene anche una ricca e aggiornata bibliografia, un indice analitico per materia e un indice dei canoni commentati.
Il volume prende in esame il delicato argomento della beatificazione e canonizzazione di un militare, vale a dire se un combattente, nonostante il divieto ecclesiastico della "effusio sanguinis", possa essere indicato dalla stessa Chiesa come modello da imitare per tutti i fedeli. L'autrice, una valente canonista bolognese, analizza la questione proponendo dei puntuali riferimenti a diversi temi altrettanto problematici che affliggono i giorni nostri, come la legittimità del ricorso alla guerra, la distinzione tra guerra giusta e ingiusta, il discernimento tra pacifismo e pacificazione, il potenziale distruttivo dei moderni arsenali militari. Ne scaturisce dunque uno studio di grande attualità, che, alla luce delle fonti canonistiche e delle acquisizioni del Vaticano II sul concetto di santità, ribadisce l'antico convincimento della Chiesa secondo cui "militare non est peccatum".
Decreta selecta inter ea quae anno 2011 prodierunt cura eiusdem apostolici tribunali edita
Volumen XXIX