
«Qualsiasi teoria cerchi di spiegare l'esistenza delle menti e della coscienza ignorando il sistema nervoso è destinata al fallimento ... D'altra parte, qualsiasi teoria si appoggi esclusivamente sul sistema nervoso ... è destinata a fallire anch'essa». Riprendendo e rielaborando le acquisizioni della sua ricerca sperimentale, Antonio Damasio condensa qui, in un'incalzante esposizione, ogni aspetto dell'«intelligenza biologica» che caratterizza gli organismi viventi. In particolare, analizzando i passaggi evolutivi attraverso i quali si sono via via differenziate le varie forme di quell'intelligenza, delinea in modo inedito la differenza tra «concetti insidiosi» come mente e coscienza, ridimensiona l'incidenza filogenetica del linguaggio - ancora egemone in tante teorie - nell'emergere del processo cosciente, e chiarisce come l'obiettivo di costruire «macchine capaci di sentire» debba seguire la strada di una robotica e di un'intelligenza artificiale capaci di sostituire strutture rigide con altre sempre più flessibili e regolabili. Ma soprattutto, nel rimarcare i «traguardi esclusivi» raggiunti dalla nostra specie, Damasio ci ricorda come i «fondamentali dispositivi» di cui ci siamo serviti non siano che trasformazioni e aggiornamenti di meccanismi già utilizzati da altre forme di vita, in una lunga storia di successi individuali e sociali.
La deriva funzionalistica, spersonalizzante e burocratica della medicina va di pari passo con una crisi di vocazione. Di qui un cahier de doléances che nasce osservando luoghi e modi della pratica medica: sanità standardizzata e ospedali, operatori sanitari e orari di lavoro, specialismo e anonimato. Gabriel Marcel lancia un appello al recupero dell'anima umanistica della medicina: del rapporto diretto medico/paziente; dell'ammalato che è persona più che un caso fra tanti; della terapia che è pure un incontro. Il vissuto e il racconto del malato riguardo la sua sofferenza non sono irrilevanti per la serietà scientifica della medicina.
La pandemia da Covid-19 ha sollevato numerosi problemi etici: nell'ambito delle politiche pubbliche, tra affermazione della libertà individuale e riconoscimento della responsabilità sociale; nel contesto delle scelte in merito a se e chi curare, con quale priorità, data la scarsità delle risorse sanitarie disponibili; nella sperimentazione di nuove cure con implicazioni relative all'informazione ai soggetti partecipanti, soprattutto i più fragili; nella ricerca, produzione e distribuzione dei vaccini, tra obbligo e scelta. Il volume offre uno sguardo complessivo sui temi centrali della bioetica nella pandemia da Covid-19, nell'ambito della discussione interdisciplinare e pluralista che si è svolta nel nostro Paese, e in ogni Paese del mondo, evidenziando gli interrogativi e i tentativi di risposta dell'etica - o delle etiche - ai dilemmi emersi ed emergenti nella prassi. In tutta la sua tragicità, la pandemia ci costringe a pensare nuovi percorsi per evitare gli errori commessi e proteggere e promuovere la salute individuale e della comunità globale: la bioetica può offrire un contributo critico e propositivo in questa direzione.
Il 22 febbraio 2020, pochi giorni dopo l'esplosione del COVID-19 in Italia, Walter Ricciardi viene chiamato dal ministro Roberto Speranza a fargli da consulente nella drammatica lotta alla pandemia. Inizia così l'avventura professionale e umana raccontata in questo libro che incrocia l'esperienza più drammatica nella storia di questo Paese dopo la guerra. Ricciardi è stato chiamato a condividere decisioni difficilissime e spesso contestate, dalle modalità del lockdown nei diversi settori ai conflitti con le Regioni e alla chiusura delle frontiere. Attraverso di lui seguiamo le riunioni concitate tra i responsabili della salute dei diversi Paesi europei e le polemiche tra clinici, virologi ed epidemiologi, il ruolo delle istituzioni, la difficoltà a veicolare attraverso i media informazioni chiare. In ultimo, la decisiva e molto complessa partita delle vaccinazioni, la cui riuscita è vitale. Ma questo libro non è solo il racconto di ciò che ci è accaduto. È anche la presa d'atto che solo una buona sanità pubblica può salvarci da una nuova pandemia. Questo dovrà essere l'impegno di tutti per il futuro.
Buchi neri, particelle elementari e multiversi. La fisica contemporanea, in particolare quella teorica, è la disciplina scientifica che più di ogni altra si confronta quotidianamente con diversi concetti - il nulla, l'inizio e la fine, lo spazio e il tempo - propri della filosofia e della teologia. Il metodo che guida matematici, fisici e cosmologi tuttavia non consente loro di allargare il campo a valutazioni e considerazioni di carattere metafisico. Guardando alla storia del pensiero, ci si accorge che tale frattura è recente. Nel mondo antico, infatti, soprattutto in quello greco, i primi filosofi si interessarono prevalentemente di fisica e nel ricercare le cause dei fenomeni naturali non abbandonarono mai il loro legame col divino. Metafisica e teologia furono accantonate solo in seguito, quando il rapporto fra fede e ragione si incrinò e prevalse il carattere razionale e pratico della ricerca. In questo volume Antonio Nasuto ripercorre la storia travagliata dei legami fra fisica e teologia nel pensiero occidentale, dai filosofi presocratici alla moderna cosmologia sperimentale passando per pensatori unici ma fondamentali, fra cui Spinoza. Le figure di grandi scienziati contemporanei, come Stephen Hawking e Carlo Rovelli, costituiscono il punto d'arrivo del percorso qui proposto. Una tappa dopo l'altra l'autore mostra come tra scienza e teologia può esistere una feconda amicizia reciproca, necessaria alla scienza per mantenere aperto il suo orizzonte epistemologico e alla teologia per rinnovare il suo linguaggio e per aggiornare il suo sistema categoriale.
Dal gennaio del 2020, una nuova peste ha attraversato il mondo, negando sicurezze che sembravano acquisite da tempo, e per sempre. All'improvviso, ci siamo trovati in balia di un nemico sconosciuto, esposti alla minaccia di un "niente" inafferrabile. E siamo stati colti da paure ormai dimenticate. A queste paure torna Roberto Escobar, ritrovandole e rielaborandole nelle cronache, nelle testimonianze e nelle opere letterarie e filosofi che di chi delle pesti ha sofferto secoli e millenni prima di noi. E riscoprendo in esse i nostri stessi sentimenti, i nostri autoinganni, la nostra speranza. La lettura di Far fronte all'ombra è un cammino attraverso parole e immagini del passato che possono orientarci nel presente: un viaggio verso la consapevolezza che al "niente" delle pesti possiamo contrapporre il "tutto" del nostro coraggio quotidiano e della nostra solidarietà.
La salute è un diritto di tutti: un accesso universale alle cure è necessario e possibile L'epidemia da Covid-19 e la discussione che si è sviluppata attorno alle licenze sui vaccini, ci hanno drammaticamente mostrato che il nostro sistema economico, e in particolare l'istituto del brevetto e della proprietà intellettuale in campo medico, richiedono un prezzo alto da pagare in termini di monopoli e di disuguaglianze. È possibile immaginare un futuro in cui tutti possano godere dei frutti della scienza e della tecnologia eludendo il salato pedaggio che il mercato ci chiede? È possibile ripensare la brevettabilità di ciò che è necessario alla salute? Tra ricette immediatamente attuabili - purché la politica lo consenta - e soluzioni visionarie quasi ai limiti dell'utopia, la riflessione di un grande farmacologo su uno dei temi più urgenti del nostro tempo.
Come funziona la scienza? Riesce a dirci come è fatto veramente il mondo? Che cosa la rende diversa dagli altri modi di comprendere l'universo? In "Teoria e realtà", Peter Godfrey-Smith affronta queste domande, accompagnando il lettore nel grande viaggio attraverso un secolo di dibattiti sulla scienza. Il risultato è un'introduzione perfettamente comprensibile ai più grandi temi della filosofia della scienza. Numerosi esempi e digressioni riescono a coinvolgere anche gli studenti alle prime armi, un glossario dei termini spiega i concetti chiave, e sono inclusi suggerimenti di lettura al termine di ogni capitolo. Diversamente dagli altri testi di questa natura, "Teoria e realtà" combina un'analisi della storia recente della filosofia della scienza con dibattiti oggi cruciali, attraverso un linguaggio comprensibile per ogni lettore critico.
È ora tempo che la dura lezione appresa con l'esperienza del coronavirus diventi opportunità per cambiare in modo strutturale la sanità pubblica in Italia. Molto si può e si deve fare, cominciando col puntare su una buona governance e una leadership preparata, attuando piani di prevenzione e garantendo la medicina territoriale, migliorando la qualità della vita con l'integrazione degli interventi socio-sanitari, valorizzando le avanguardie della scienza medica e le tecnologie digitali dedicate alla cura... Un paradigma nuovo, che Walter Ricciardi delinea in Sanità pubblica senza fare sconti, con l'urgenza e la passione che lo contraddistinguono, in una vera e propria agenda per scienziati e politici affinché «la più importante "opera pubblica" mai varata, il Servizio Sanitario Nazionale, diventi davvero motore di sviluppo e prosperità per il Paese».
«Voi sezionate gli animali e io li studio vivi. Voi ne fate un oggetto che ispira orrore e pietà, mentre io li faccio amare. Voi lavorate in laboratori di torture, io conduco le mie indagini sotto l’azzurro del cielo, al canto delle cicale. Voi sottoponete la cellula e il protoplasma ai reagenti, io studio l’istinto nelle sue espressioni più alte. Voi scrutate la morte, io osservo la vita. Ma vorrei dire di più: come i cinghiali hanno intorbidato la limpida acqua delle fonti, la storia naturale, questo meraviglioso studio delle prime età, a forza di perfezionamenti è diventata cosa odiosa e respingente. E se scrivo per gli scienziati e per i filosofi, che un giorno tenteranno di gettare luce sull’arduo problema dell’istinto, scrivo anche e soprattutto per i giovani, ai quali vorrei tanto far amare questa storia naturale, che voi invece riuscite solo a fare odiare».
Nel momento in cui si discute di vaccini, ecco il testo che ne è all'origine. Un modello di letteratura scientifica: l'indagine, condotta in modo esemplare dal punto di vista del metodo, che ha cambiato per sempre la storia della medicina e dell'umanità. «Ecco, dunque, il problema che Edward Jenner si trovò a fronteggiare: "scacciare dal mondo - come egli disse - una delle sue maggiori calamità". Certo, il problema del vaiolo era un problema tragicamente e urgentemente pratico che, per venir risolto, necessitava di una teoria che risultasse valida ad una rigorosa prova dei fatti. Come sempre, nulla vi è di più pratico che una buona teoria». (Dario Antiseri)
"Il lavoro migliore di una vita di ricerca può saltare fuori per caso: lo si incontra su una strada percorsa per andare da un'altra parte." "Le idee spesso sono come un boomerang: partono in una direzione ma poi vanno a finire altrove. Se si ottengono risultati interessanti e insoliti, le applicazioni possono apparire in campi assolutamente imprevisti." Realtà sperimentali che sembrano sfuggire a ogni legge, ricerche che portano a scoperte che sorprendono lo stesso ricercatore, il lampeggiare dell'intuizione fisica e matematica: è il mondo indagato da più di cinquant'anni da Giorgio Parisi, vincitore nel 2021 del premio Nobel. Dall'ingresso, nel 1966, all'istituto di Fisica di Roma (dal retro, perché gli studenti dei primi due anni non potevano passare dalla porta principale) al Nobel sfiorato già all'età di venticinque anni, dagli studi pionieristici sulle particelle all'interesse per fenomeni enigmatici come le trasformazioni di stato, i "vetri di spin" e il volo degli storni, dalle riflessioni su come nascono le idee a quelle sul senso della scienza nella nostra società, questo libro è un viaggio nella mente geniale di un fisico che ha cercato le regole dei sistemi complessi, perché quelli semplici gli sono sempre sembrati un po' troppo noiosi.

