
Il volume offre una rilettura originale degli scritti di Teresa di Lisieux (1873-1897) e accompagna il lettore in un percorso spirituale cadenzato dalle tappe di vita della Santa. Ciascuno degli undici capitoli si apre con una sezione biografica e propone tre meditazioni che mettono in luce la profondità del suo pensiero, trovano echi nella grande letteratura (Dante, Hugo, Dostoevskij, Bernanos…) e offrono spunti per la riflessione personale. I trentatré temi affrontati (dalla gratitudine alla carità, dalla semplicità alla speranza, dalla bellezza alla fede) compongono un inaspettato itinerario spirituale che svela la vera statura della più giovane tra i dottori della Chiesa - forse la più conosciuta, ma meno compresa: Teresa di Lisieux, un'anima ardente.
All’inizio erano solo una manciata di straccioni, per lo più giovanissimi, in rottura con le loro famiglie. Occupavano abusivamente le chiese abbandonate della piana di Assisi, alloggiavano dentro delle capanne, o nei boschi. Di villaggio in villaggio, di città in città, annunciavano la pace, l’amore e il perdono. Alla loro guida, un uomo appena più anziano che rifiutava di essere un capo, ma che agiva come una regola vivente. Attraverso una lettura attenta delle fonti e l’uso di mappe e resoconti, Francesco e i suoi fratelli punta i fari su un movimento radicale e dissidente che fu sin da subito attraversato da tensioni non appena l’autorità ecclesiastica romana ne impose l’istituzionalizzazione. Tuttavia, il senso del progetto originario non fu mai completamente dimenticato finché i compagni di Francesco seppero conservarne la fiamma - una fiamma che, da allora, non ha mai cessato di ispirare nuovi discepoli di Francesco. Unendo rigore storico, una prosa evocativa e un approccio narrativo appassionante, Sylvain Piron getta una luce inedita sulla vita di Francesco d’Assisi e rivela episodi a lungo ignorati. Francesco e i suoi fratelli è un saggio biografico scritto magnificamente che non si limita a rinnovare l’immagine del francescanesimo, ma lo rende di nuovo presente e lo illumina come una fonte viva d’ispirazione.
Il custode del ponte rinvia a un ruolo previsto nelle Consuetudini della Certosa (64,1): metafora della custodia del silenzio. Il ponte infatti, segnando un passaggio e una distinzione, delimita l’identità e la vocazione di una forma di vita alla sequela Christi. Dalla declinazione della Regola come forma di vita prendono avvio, in questo libro, alcuni percorsi di comprensione dell’attuale testo di Costituzioni o Codice fondamentale (can. 587). La Regola di vita, originata dall’esperienza ecclesiale del carisma del fondatore o fondatrice, individua ed elabora nel tempo un proprio patrimonio (can. 578) generativo della tradizione stessa. In questo contesto è possibile ricondurre i vari percorsi di comprensione della Regola alla luce della sequela di Cristo proposta dal Vangelo (can. 662). Sotto questa luce, il ponte, metafora di un limite ma anche di un passaggio, ci ricorda che la Regola di vita, seppure tracciata nel tempo, non perde di vista la tensione verso l’Eterno.
Il percorso di riflessione e approfondimento per il nuovo anno pastorale per la condivisione e la crescita delle fraternità presbiterali. «La Prima Lettera di Pietro offre una sintesi luminosa del volto della Chiesa che siamo chiamati a edificare: una comunità che vive una "gioia indicibile" anche nelle prove, composta da pietre vive corresponsabili della stessa missione e capace di rendere ragione della speranza con dolcezza e rispetto. È una Parola che illumina il ministero ordinato e invita tutti a riscoprirne la radice battesimale e missionaria. Per questo il Quaderno 17 propone una formazione sempre più condivisa tra presbiteri, diaconi, consacrate e consacrati, laiche e laici, perché la sinodalità si apprende anzitutto camminando insieme. In questa prospettiva assume un particolare rilievo l'incontro dedicato all'Enciclica Magnifica Humanitas di papa Leone XIV (7 novembre 2026), che ci aiuterà a leggere evangelicamente le profonde trasformazioni culturali e tecnologiche del nostro tempo e a custodire la dignità della persona umana nell'epoca dell'intelligenza artificiale.» (dall'Introduzione di mons. Ivano Valagussa, vicario episcopale per la Formazione Permanente del Clero)
In queste pagine, nate dalla lunga frequentazione con tantissimi sacerdoti e anche con alcuni vescovi incontrati in occasione di ritiri e conferenze, Enzo Bianchi delinea l'identità del prete di oggi. Lontano da ogni idealizzazione astratta, il volume affronta con franchezza i nodi decisivi della vita presbiterale: la spiritualità radicata nel ministero, il rapporto con il tempo, la comunione ecclesiale, il celibato, la preghiera, la predicazione e la liturgia. L'identità del presbitero non si costruisce per sovrastrutture, ma nell'obbedienza quotidiana al Vangelo, nella fraternità, nell'ascolto della Parola e nella celebrazione dei misteri della fede. Alla Chiesa del nostro tempo servono vescovi e presbiteri che sappiano unificare vita interiore e servizio pastorale, contemplazione e responsabilità, fedeltà personale e amore per il popolo di Dio loro affidato. Un libro che interpella e incoraggia; una proposta spirituale di grande profondità, capace di parlare non solo ai ministri ordinati, ma a chiunque desideri comprendere più a fondo la forma evangelica del servizio nella Chiesa di oggi.
Senza la Regola Bollata il fascino e il carisma di Francesco si sarebbero esauriti con lui. La Regola Bollata è il vertice mistico di Francesco: dal ‘noi' sognato da lui al ‘noi' sognato con Dio. È la sua notte dello spirito, la sua crisi meno nota: non di fede, non di fraternità, ma di futuro. Lo scritto che Francesco sente meno suo («lo feci scrivere») è nello stesso tempo quello che porta a compimento il suo Ordo Amoris. Egli inventa un nuovo genere letterario: una Regola per fratelli. Non un punto di arrivo ma di partenza. La Regola Bollata è il passaggio dalla paternità possessiva a quella che dona vita e sa farsi da parte. Qui vediamo un Francesco vicino a chiunque - sia un genitore, un educatore, un leader - abbia mai dovuto imparare che governare non significa legiferare, ma custodire e consegnare un mistero.
Il volume affronta il tema della sessualità umana nella sua dimensione antropologica e spirituale, evidenziandone la nobiltà alla luce della Rivelazione e l'orientamento escatologico. Muovendosi nel quadro delineato dal canone 599 del Codice di Diritto Canonico, l'autore analizza le condizioni necessarie per un autentico vissuto della castità consacrata, offrendo criteri concreti per custodire questo dono e prevenirne scandali e abusi. La normativa ecclesiale viene così riletta come uno strumento di tutela e valorizzazione dei carismi della vita religiosa, richiamando la responsabilità delle persone consacrate a una coerente adesione alla propria vocazione. L'intera riflessione è guidata dalle intuizioni di sant'Agostino, punto di riferimento autorevole e fecondo per comprendere appieno il significato umano e spirituale della castità.
Il volume affronta il tema del diaconato nella storia della Chiesa. Si parte dalle testimonianze degli autori antichi e da quanto sappiamo o ignoriamo rispetto alla rilevanza di figure apparse nel corso del primo millennio. Dopo aver progressivamente perso importanza lungo i secoli, riducendosi a una tappa di passaggio verso il sacerdozio, con il Concilio Vaticano II il diaconato maschile recupera un suo ruolo, sebbene non omogeneo nei diversi scenari geografici. Vengono inoltre analizzati i motivi dell'esclusione delle donne da tale servizio, mostrando come le diverse commissioni di studio degli ultimi cinquant'anni hanno portato a conclusioni diverse rispetto alla declinazione solo maschile del diaconato. Forse nel giro di qualche anno la situazione potrebbe cambiare, e in questo senso il libro delinea una proposta di studio e di ricerca.
«Spero che risulti abbastanza chiaro che il centro focale di tutto non è Francesco d’Assisi, ma colui che ha riempito la sua vita e di cui egli è stato un’icona vivente, Gesù Cristo. Non saprei, diversamente, come farmi perdonare da Francesco l’aver osato aggiungere un ennesimo titolo all'immensa bibliografia su di lui». Così l’autore riassume il senso di questo ebook, che raccoglie un saggio su Francesco d’Assisi come genio religioso (inedito in lingua italiana) e diversi scritti più brevi su aspetti particolari della santità del poverello, che coprono un arco di più di quattro decenni: dall'VIII centenario della nascita del Santo, nel 1982, fino all'ascesa al soglio pontificio del cardinal Bergoglio che, per primo nella storia, ha scelto di chiamarsi con il nome del Poverello d’Assisi.
Augustine Thompson a livello internazionale è uno dei maggiori storici dell’Ordine dei Predicatori e della cristianità medievale. In queste pagine ci presenta l’evoluzione dell’identità del frate laico, cioè non sacerdote, nell’Ordine dei Frati Predicatori. Si sofferma anche nel raccontare la vita e le opere di alcuni di questi frati laici. Alcuni di essi sono santi, come Martino de Porres, e Giovanni Macias. Altri sono beati, come il tedesco Giacomo da Ulm, eccellente maestro vetraio.
La fragilità del clero e l’umanizzazione delle sue ferite è un libro coraggioso e necessario che attraversa, senza sconti né retorica, le zone d’ombra del ministero presbiterale. Attraverso storie vere, clinicamente fondate e umanamente intense, l’autore dà voce a una sofferenza spesso silenziosa: solitudine, stanchezza emotiva, crisi vocazionali, disagio psichico, burnout. Lungi dall’offrire soluzioni facili, il testo propone uno sguardo integrato – psicologico, spirituale e teologico – capace di restituire dignità alla fragilità, riconoscendola non come fallimento ma come luogo possibile di verità e di cura. Un invito rivolto alla Chiesa tutta a custodire l’umanità dei suoi pastori, perché solo un clero riconciliato con le proprie ferite può annunciare un Vangelo credibile e incarnato.
Negli ultimi mesi della sua vita, san Francesco attraversa luoghi, memorie e strade che la tradizione ha custodito solo in parte. Questo saggio ricostruisce, con rigore documentario e passione storica, il soggiorno del Santo nel territorio di Nocera Umbra e il suo ultimo viaggio verso Assisi. Attraverso il confronto tra fonti francescane, testimonianze locali e documenti d'archivio, Angelo Menichelli propone una rilettura affascinante e fondata di uno dei passaggi più intensi della vicenda francescana.

