
Gödel fornisce, in questo piccolo scritto, una dimostrazione logica dell'esistenza di Dio: impresa che oggi potrà anche sembrare anacronistica, ma che si situa nella scia di una tradizione millenaria. La dimostrazione fu concepita nel 1941, rimaneggiata nel 1954, e perfezionata nel 1970. Nel febbraio dello stesso anno Gödel mostrò la versione definitiva al logico Dana Scott, e nell'agosto dichiarò all'economista Oskar Morgenstern di esserne soddisfatto, ma di non volerla pubblicare: non intendeva rivelare i suoi interessi teologici; la dimostrazione gli interessava solo da un punto di vista logico.
Il filosofo Carl Friedrich von Weizsäcker afferma: «Non credere a qualcosa che hai compreso prima di essere riuscito a dirla con parole semplici, tali che chiunque possa comprenderla». Questo principio guida l'«introduzione», anzi il «seducente invito» a filosofare, a cui mira l'Autore in questo libro: l'avventura del pensare in prima persona assomiglia molto al travaglio che si prova quando si è colpiti dal dardo di Eros. I temi proposti per co-riflettere con altri pensatori e per pensare-oltre sono: Come si entra nella filosofia?; Ragione e fede: avversarie o alleate?; Sulla verità; L'arte del comprendere; Che cosa dobbiamo fare?; L'enigma dell'essere un io; La speranza può avere delle ragioni? Ciò che distingue questa introduzione sono la chiarezza del dettato e l'attenzione prestata all'interesse di teologi/teologhe.
Il "desiderio di Dio" è indubbiamente uno dei temi più classici della storia del cristianesimo e, forse, di ogni autentica esperienza religiosa. Eppure appare oggi come un tema piuttosto trascurato. Forse perché di Dio, in generale, si parla poco, ma forse anche perché molti - intimoriti più che istruiti da elementari nozioni di psicologia - si sentono in imbarazzo di fronte a una riflessione sul proprio desiderio, tanto più se accostato al nome di Dio. Si deve, però, riconoscere che le esperienze cristiane più significative e le pagine cristiane più profonde - in ogni epoca - hanno trovato proprio nel tema del desiderio di Dio la loro origine e il loro fine. È per questo che il Centro Studi di Spiritualità della Facoltà Teologica dell'Italia Settentrionale, ha dedicato al tema una settimana residenziale di studio nel luglio 2005 a Marola (RE) e ora ne raccoglie in un volume gli atti. Bravi maestri hanno aiutato a ripercorre la questione e comprenderla illustrandone il contesto filosofico-culturale nella contemporaneità (Antonio Margaritti), ritrovandone le radici bibliche (Patrizio Rota Scalabrini), approfondendone la comprensione teologica (Alberto Cozzi) e rileggendone alcune esemplari esperienze di santi (Ezio Luca Bolis).
Quest'opera di Dobschütz rappresenta un lavoro importante per quanto riguarda le raffigurazioni di Cristo e i significati profondi che si nascondono dietro di esse nel corso dei secoli. Partendo dalle immagini degli dèi greci "non fatte da mano umana", ma cadute miracolosamente dal cielo, l'autore spiega come attributi di statue e dipinti di divinità pagane, primo fra tutti il potere di proteggere la città che li possiede, si trasferiscano in epoca cristiana alle icone di Cristo, di Maria e dei santi. Dobschütz descrive nei minimi dettagli, servendosi di numerose testimonianze, le leggende legate alle più famose immagini sacre, da quella dell'antica città di Camuliana al famoso panno di lino in cui Gesù lasciò l'impronta del proprio volto per donarlo ad Abgar, sovrano di Edessa. Le varie leggende, tra cui quella della Veronica, s'intrecciano e si sovrappongono, creandone a loro volta di nuove. Un classico che spazia dall'archeologia alla storia del culto, dall'agiografia all'arte, dalla storia del teatro alla teologia. Lo scopo principale di questo studio di religione è l'analisi della "psicologia religiosa del popolo" che si esprime molto meglio nella leggenda che negli atti di un concilio o in opere di teologia.
In questo libro l'autore esamina le principali risposte che la storia ha fornito alla ricerca del bene, dall'antichità classica fino a oggi. L'autore si concentra su due concezioni molto diverse della "vita buona": da una parte la prospettiva genericamente laica, radicata nell'attenzione verso la natura e la condizione umana; dall'altra la prospettiva trascendentale, che colloca la fonte dei valori morali al di fuori dell'uomo. Nel mondo moderno, plasmato dallo sviluppo della scienza a partire dal XVII secolo, le due concezioni si sono fronteggiate in un conflitto sempre più aspro, che giunge fino ai nostri giorni manifestandosi come uno dei principali problemi del nostro tempo.
Come è giunto il cattolicesimo, con le sue credenze e le sue pratiche, ad essere quello che è attualmente? Questa vivace presentazione spiega che cosa è tipicamente cattolico, senza perdere di vista gli altri cristiani e le altre religioni. Un’introduzione al cattolicesimo autorevole e accessibile per il lettore moderno.
Dalla quarta di copertina:
Come è giunto il cattolicesimo, con le sue credenze e le sue pratiche, ad essere quello che è attualmente? Questa presentazione vivace e leggibile fornisce un’introduzione aggiornata a tale questione, spiegando che cosa sia tipicamente cattolico senza perdere di vista gli altri cristiani e le altre religioni. Gli autori percorrono la storia per sintetizzare le caratteristiche attuali del cristianesimo cattolico e le principali prove che si trova ad affrontare nel terzo millennio. Esponendo le questioni in maniera nuova ed originale, essi rendono giustizia all’eredità cattolica e mostrano che il cattolicesimo è una fede dinamica e vivente. Ben strutturato, altamente informativo e scritto con chiarezza, il libro non elude le questioni scottanti – come il ministero delle donne e il dialogo con le altre religioni – e la parte negativa della vicenda. O’Collins e Farrugia esplorano le sfide che impegnano i cattolici e gli altri cristiani e affrontano le questioni morali contemporanee. Questo libro è un’introduzione al cattolicesimo autorevole e accessibile per il lettore moderno.
«Può essere letto con profitto e godimento come una testimonianza alle grandi verità e ai temi centrali del cristianesimo storico. Un risultato superbo» (Rowan Williams, arcivescovo di Canterbury).
«Nella loro impressionante rassegna delle tradizioni cattoliche passate e presenti, i padri O’Collins e Farrugia esibiscono un’immensa cultura e offrono una visione complessiva davvero maestosa» (Philip Jenkins, Pennsylvania State University).
Linee di teologia morale e biblica nel Vangelo di Matteo. Questo libro si pone nella prospettiva di riscoprire le radici ebraiche dell'etica di Gesu, che dall'Antico Testamento si prolungano nel Vangelo. Grazie a esse e nel confronto con esse intende cosi raggiungere una piu adeguata comprensione dell'insegnamento etico di Gesu che viene proposto nel Vangelo di Matteo.
Il volume passa in rassegna le componenti fondamentali che hanno segnato il metodo di quella teologia. Si tratta di "ingredienti" sia largamente proseguiti dal passato, come eredità patristiche e filosofiche che continuano a vivere nel medioevo, sia originalmente e criticamente elaborati dagli stessi autori medievali in una vera rinascenza, dove non mancarono motivi di accese tensioni e vivaci polemiche. La loro conoscenza rappresenta una premessa e una introduzione indispensabili per la comprensione del modo con cui i medievali, soprattutto nei secoli dodicesimo e tredicesimo, ma anche prima e dopo, hanno pensato ed esposto la fede cristiana, e quindi hanno fatto teologia.

