
Un approfondito e documentato studio sul Nuovo Testamento in cui si confrontano due termini apparentemente inconciliabili: misericordia e giustizia.
Con la consueta ricchezza di citazioni e approfondimenti l’autore, eminente professore dell’Università di Napoli, esamina i temi evangelici legati alla misericordia: misericordia tra gli uomini, misericordia di Gesù per gli uomini e Maria madre di misericordia.
Passa poi ai temi della giustizia: giustizia come giudizio, giustizia divina giustizia come giustificazione.
Ecco che questi due termini che a noi sembrano inconciliabili in Gesù si possono incontrare, egli solo è in grado di giudicare alla fine dei tempi ogni essere umano con misericordia e giustizia che, come dice il salmo “si baceranno”.
Antonio Caiazza è nato a Sarno (SA) l’8 giugno 1940. Si è laureato in Lettere classiche presso l’Università degli Studi di Napoli e ha insegnato Lettere nei licei della provincia di Salerno. Ha pubblicato libri di storia, in particolare sul brigantaggio meridionale (La banda Manzo e Giuseppe Tardio). Con la MIMEP ha curato il volume delle Omelie di Antioco di San Saba.
Come che vada o venga, è sempre vero che non è mai troppa. La pazienza, come l'attesa, dona sapore alle cose. Le pagine del libro sono incentrate «su quattro personaggi e sulle loro storie; si tratta, indubbiamente, di storie "vere", nel senso che diamo oggi a questa parola, in quanto le fonti a disposizione sono indubbiamente di prim'ordine anche dal punto di vista storico; quattro storie, ma non quattro mondi diversi: i primi due protagonisti sono infatti madre e figlio (Monica e Agostino), mentre gli altri (Francesco e Chiara) appaiono indissolubilmente legati dalla sequela di Gesù povero, un percorso sulle vie di Dio nel quale l'uno fu guida sapiente per l'altra, che dal proprio canto lo riconobbe come un punto di riferimento indiscusso, la sua più grande consolazione - così scrisse nel proprio Testamento - dopo Dio. Quattro itinerari diversi, attraverso cui i protagonisti hanno dovuto apprendere sulla loro stessa pelle cosa significhi aver pazienza, non stancarsi, non irrigidirsi, non deflettere dai propri obiettivi. Quattro storie che possono insegnare tanto a persone come noi, sempre di corsa, sempre in ritardo, incapaci di attendere anche un minuto in più, ai quali è stato tanto difficile abituarsi alla quarantena forzata che il Covid-19 ci ha imposto (e che ha propiziato la scrittura di queste pagine)» (dall'Introduzione).
Oggi la sinodalità è sempre più compresa come dimensione costitutiva della Chiesa, in grado di spalancare nuovi scenari. Si tratta di uno dei temi cardine del pontificato di papa Francesco, il quale nell'autunno del 2022 ha messo in agenda un Sinodo dei vescovi - Per una Chiesa sinodale: comunione, partecipazione e missione - che sarà preparato e accompagnato, com'è facile prevedere, da un vivace dibattito. Che cosa s'intende precisamente per sinodalità? Quali sono i tratti di una Chiesa sinodale? Si profila forse un nuovo stile di Chiesa? L'intento di questo libro non è di dire tutto, visto che si tratta di un tema inesauribile, ma di offrire uno sguardo panoramico che faccia gustare il sogno di una Chiesa più sinodale e accenda il desiderio di tentare l'impresa.
L'opera più importante di don Julio Meinvielle tradotta in italiano in versione integrale, senza censure e fedele in tutto all'originale spagnolo. Questo libro si propone di dimostrare come nel corso della storia vi siano due soli atteggiamenti di vita e di pensiero: uno, quello cattolico, che è la tradizione ricevuta da Dio tramite Adamo, Mosè e Gesù Cristo, il cui insuperato espositore è stato S. Tommaso d'Aquino; l'altro, quello gnostico e cabalistico, che alimenta gli errori dei popoli: quelli pagani, quelli che apostatarono dal primo ebraismo e persino quelli che abiurarono il cristianesimo, così come accade in particolar modo nel mondo moderno. La tradizione perversa prende origine da quella buona, corrotta dalla malizia dell'uomo. La grande tentazione gnostica del "sarete come dèi" attecchisce nel genere umano e lo conduce alla perdizione. È il Mistero della redenzione, che sebbene abbia un frutto esclusivamente salvifico non si compie se non per l'intervento delle due forze - le cattive e le buone. Un libro da studiare profondamente per capire quale sia la vera natura dei mali che ci circondano.
Oggi sarai con me in Paradiso! Cristo è risorto anche noi risorgeremo! Sì ma come risorgeremo? Cos'è il Paradiso? Dov'è? Come vivremo?
A queste legittime domande cerca di rispondere questo libro.
Lo fa con un linguaggio evocativo e al tempo stesso teologicamente preciso, ma non specialistico da tratta escatologico. Espone in maniera piana una compiuta riflessione sul Paradiso, a partire dal libro del Nuovo Testamento che più diffusamente ne parla: l'Apocalisse e dalla sua affermazione centrale, il Paradiso è Cristo!
Particolarità del saggio è il riferimento alle esperienze dei santi: chi meglio di loro, teologi per eccellenza, può parlare del paradiso? Fra tutti i santi spicca poi la singolarità di Maria, nella quale tutto si è già compiuto; Ella è in Paradiso, ma si manifesta a noi tutti.
Simone Giusi è Vescovo di Livorno, catecheta e saggista. Tra i suoi saggi si può ricordare: "Solo l'Amore salva" ed. Paoline e su temi prettamente escatologici il libro: "Corri tempo si avvicina la festa", ed. Pharus.
Chi sono i teologi e le teologhe? L’interrogativo deve essere necessariamente posto in forma plurale: non esiste oggi (se mai sia esistita) una “figura-standard”. Differenze di età, di genere, di provenienza sociale e religiosa, di cultura, di sensibilità e di formazione, anche nel pur piccolo contesto italiano, determinano una pluralità di volti e di storie, come mostrano i racconti biografici narrati in questo libro. In tutti i casi, ci troviamo davanti a credenti che ricercano – nel pensiero e nella prassi – unità di fede e di vita nella sequela di Gesù; uomini e donne di Chiesa, uomini e donne che esprimono una parola inquieta e significante; persone responsabili che proprio nel fare teologia offrono il loro contributo al bene ecclesiale e sociale. Un “destino scelto”, una vocazione consegnata, una possibilità scoperta nelle circostanze della vita, un'identità progressivamente costruita, a confronto con gli altri.
Contributi di Marinella Perroni, Antonio Autiero, Enzo Biemmi, Giorgio Bonaccorso, Piero Coda, Cristina Simonelli, Antonietta Potente, Fulvio Ferrario, Paolo Boschini, Sergio Tanzarella, Paolo Gamberini, Andrea Grillo, Simone Morandini, Riccardo Battocchio, Pier Davide Guenzi, Serena Noceti, Claudio Monge, Massimo Faggioli.
Sommario
Prefazione (E. Castellucci). Narrazioni, prismi ed esplorazioni: volti e luoghi di teologia in Italia (S. Morandini - S. Noceti). Esegesi storica come intelligenza della fede (M. Perroni). Teologia morale come passione per l’umano. Un profilo essenziale (A. Autiero). Narrare (E. Biemmi). Percorsi di riflessione (G. Bonaccorso). Nell’humus del Vaticano II: al soffio del carisma dell’unità (P. Coda). Teologia da un altrove (C. Simonelli). Fare teologia è scrutare l’universo fantastico (A. Potente). La teologia che cambia l’esistenza (F. Ferrario). Respirare con due polmoni (P. Boschini) Da una scuola di paese (S. Tanzarella). Pensare al crocevia - Via crucis del credere (P. Gamberini). Autoritratto teologico (A. Grillo). In dialogo: teologia per la creazione (S. Morandini). I «doppi pensieri», il quadro, la cornice, il chiodo (R. Battocchio). Dentro il farsi drammatico della vita e del pensiero. Una traccia del mio lavoro teologico (P.D. Guenzi). Restituiti alla Parola: «Noi» siamo Chiesa (S. Noceti). Interrogare la storia per scorgervi «tracce di assoluto» (C. Monge). Storia, tra Ferrara e gli USA (M. Faggioli). Autrici e autori.
Note sull'autore
Simone Morandini, docente di Teologia della creazione all'Istituto di Studi Ecumenici San Bernardino in Venezia, di cui è vicepreside, e alla Facoltà Tologica del Triveneto, è membro dell'Associazione Teologica Italiana per lo Studio della Morale.
Serena Noceti, docente stabile ordinario di Teologia sistematica all’Istituto Superiore di Scienze Religiose della Toscana, tiene corsi alla Facoltà Teologica dell’Italia centrale di Firenze ed è socia fondatrice del Coordinamento Teologhe Italiane.
Qesto manuale introduttivo alla teologia si propone di superare il metodo apologetico ed ecclesiastico di molta parte delle pubblicazioni di settore in Italia, di divulgare i risultati più convincenti della ricerca teologica degli ultimi due secoli e di collocarsi oltre le polemiche con la ragione moderna.
In questo tentativo il discorso acquisisce spesso la forma della narrazione storica: sembra ancora essere questo il metodo migliore e più immediato per aiutare a comprendere la strada che ha portato all’esperienza della secolarizzazione e allo studio della figura di Gesù di Nazaret e della sua interpretazione cristiana.
Sommario
Premessa breve. I. Teologia e secolarità: a partire da tre termini ambigui. II. Questioni teologiche attorno al testo biblico. III. Alla ricerca di un discorso storico su Gesù di Nazaret. IV. Gesù, l’ebreo. V. Giorni di morte e risurrezione. VI. Il cammino verso il dogma. VII. Ridire la fede cristiana: come conclusione.
Note sull'autore
Gianluca Montaldi insegna Teologia all'Università Cattolica di Brescia e alla Pontificia Facoltà Teologica Marianum di Roma. È segretario della Società italiana per la ricerca teologica (SIRT) e segretario operativo dell’International Association the Conciliar Theology; è inoltre membro del comitato internazionale della rivista Concilium e del comitato scientifico della collana “Vestire l’indicibile”.
Il pluralismo religioso rappresenta uno degli elementi più importanti di un cambiamento in atto, non facile da interpretare, che richiede un ripensamento dell’autocomprensione del cristianesimo.
La prima parte di questo libro tratteggia la ricaduta del pluralismo nella riflessione teologica e nel suo metodo, individuando gli itinerari che hanno condotto all’elaborazione di idee-chiave per interpretare la relazione tra cristianesimo e religioni.
La seconda si concentra sull’esigenza di individuare le coordinate principali per svolgere il compito teologico che scaturisce da un confronto aperto e critico con la riflessione del pluralismo.
Il volume si colloca in una collana di testi rigorosi e agili a un tempo, rivolti soprattutto al pubblico di università, facoltà teologiche, istituti di scienze religiose e seminari.
Sommario
Introduzione. 1. La teologia del pluralismo religioso: identità e metodo. 2. La teologia delle religioni. Un percorso storico. 3. La teologia delle religioni. Alcuni modelli interpretativi. 4. Teologia biblica delle religioni: l’Antico Testamento. 5. Teologia biblica delle religioni: il Nuovo Testamento. 6. La particolare universalità religiosa del cristianesimo. 7. L’evento Gesù Cristo e il pluralismo religioso. 8. Il compito della Chiesa tra dialogo interreligioso e cura della laicità. Considerazioni conclusive.
Note sull'autore
Carmelo Dotolo è professore ordinario di Teologia delle religioni alla Pontificia Università Urbaniana, dove è stato decano della Facoltà di Missiologia. Presidente della Società Italiana per la Ricerca Teologica dal 2004 al 2014 e rieletto nel 2019, è docente invitato all’Università di Urbino Carlo Bo. Alcune sue opere sono tradotte in inglese, spagnolo e portoghese. Fra le ultime uscite: Teologia e postcristianesimo. Un percorso interdisciplinare (Queriniana 2017); Dio, sorpresa per la storia. Per una teologia post-secolare (Queriniana 2020).
Il Lògos del Dio trinitario - Dio che si rivela compiutamente e definitivamente all'uomo predestinato nel Crocifisso risorto e glorioso -, unico vero oggetto della riflessione teologica, pone nelle condizioni di osare parlare umanamente della Parola di Dio; avendo udito questa Parola, il teologo la «possiede», al punto da mettersi a pensare attraverso e dentro tale Parola. Ora, esattamente la riflessione sulla figura della teologia - scienza o «intelligenza della fede», riflessione o «reazione» del credente all'interno della Parola di Dio - mostra che a vari livelli la storicità ne contrassegna e imprime il carattere. I testi contenuti in questo volume, già apparsi nella «Rivista di Teologia di Lugano» e in questa sede riproposti secondo una successione non cronologica, ma metodologica, affrontano sotto molteplici aspetti il metodo teologico e alcune figure storiche rilevanti della teologia medioevale. La storia del pensiero cristiano genera sempre un genuino fascino; innestata nell'adesione di fede e senza rinunciare alla ragione, ricorda all'uomo la perenne attualità del mistero cristiano e dell'amorevole disegno di Dio.
Collezione in cinque volumi di definizioni dottrinali dei Padri della Chiesa organizzate intorno alle frasi-chiave del Credo Niceno-Costantinopolitano. Il secondo volume della collana raccoglie testi che fungono da commento alle proposizioni della prima sezione cristologica del Credo niceno-costantinopolitano, dalla definizione della natura del Figlio e del suo rapporto con il Padre, alla sua funzione cosmogonica, fino all'incarnazione. I testi sono corredati da note e introduzioni sul contesto storicoteologico.
«Il Compendio dell'Orazione mentale cavato dalle opere di Santa Teresa dal Venerabile Padre Fra Tommaso di Gesù Carmelitano Scalzo apparve a Verona nel 1749. Il testo scritto originariamente in lingua spagnola fu pubblicato per la prima volta a Roma nel 1610 quando i lavori per la beatificazione della Santa erano in pieno fervore e fu accolto tanto favorevolmente, che nel giro di pochi anni ne apparvero subito diverse edizioni. Nel Prologo Padre Tommaso scrive che l'orazione mentale si può dividere in due specie: l'orazione acquisita e l'orazione infusa. L'orazione acquisita sale a Dio con passo lento, si ottiene con mezzi umani e mediante l'uso della ragione tuttavia sorretta dalla grazia divina. L'orazione infusa viene direttamente dalla grazia e dalla ispirazione divina, assecondata per altro dalla nostra cooperazione. Si procede poi nel distinguere l'"orazione di raccoglimento", di "quiete", di "unione" e di "rapimento", fino al culmine dell'ascesi spirituale, il "matrimonio spirituale". Dal raccoglimento interiore nasce nell'anima una quiete e una pace per cui le sembra che non le manchi nulla. Questa orazione dona una grande soddisfazione alla volontà ed è una piccola scintilla che Dio accende nell'anima; in essa l'anima comprende che è vicina a Dio e può trasformarsi in Lui. Nel matrimonio spirituale, poi, oltre al grande diletto che si sente, l'anima o meglio il suo spirito è diventato una sola cosa con Dio, che anch'egli è spirito e volendo mostrare l'amore, che porta alle sue creature, ha voluto unirsi a lei e non vuole più separarsi da lei, come avviene nel matrimonio tra gli sposi, che non possono più separarsi. Un percorso spirituale e mistico valido anche per l'uomo contemporaneo». Dall'Introduzione di Elisabetta Zambruno.
La ricerca contemporanea sul Gesù storico ha portato alla luce le insufficienze degli studi dei secoli trascorsi, riscoprendo aspetti essenziali della figura di Gesù, in particolare l'appartenenza di Gesù al mondo ebraico. Tre libri che in Italia hanno suscitato particolare interesse - "Gesù e il giudaismo" di E.P. Sanders, "Un ebreo marginale" di J.P. Meier e "La memoria di Gesù" di J.D.G. Dunn - conducono Giorgio Jossa a chiedersi se si è davanti a opere propriamente storiografiche o non piuttosto di teologia, e se quello che vi si delinea sia realmente il Gesù storico. In un'analisi puntuale e lineare l'autore fa emergere i lati discutibili dei maggiori esponenti della biblistica odierna e indica quali dovrebbero essere i requisiti imprescindibili di una ricerca su Gesù che miri a dirsi effettivamente storica.

