
Testi di Antonio M.Sicari, Jesus Castellano, Walter Ruspi, Costante Marabelli, Pierluigi Fiorini, Anna Vicini, Roberto Morozzo della Rocca, Giovanni Santambrogio, Emanuela Moglia, Cristina Siccardi, Elio Guerriero, Maria Antonietta Crippa.
Come annunciare il Dio cristiano in una società in cui l'Islam cresce, la new age affascina molti e le religioni orientali esercitano un forte richiamo? Come può un clero sempre meno numeroso e sempre più anziano proporre ai giovani i valori dello spirito? L'impegno nel campo della carità e nel volontariato non rischia di confinare la Chiesa nel ruolo di infermiera della storia? La parrocchia è davvero una formula ormai superata? Questi ed altri interrogativi sono stati rivolti a un campione rappresentativo di preti impegnati nell'azione religiosa di base, a contatto quotidiano con i bisogni e le domande della gente. Uno spaccato della società e della Chiesa italiana all'inizio del nuovo secolo.
La Società italiana per la ricerca teologica (SIRT), che organizza periodicamente simposi per promuovere l’investigazione critico-scientifica interdisciplinare in campo teologico, ha deciso di concentrare i propri interessi di studio attorno al "simbolo di fede". Al tema ha già dedicato il volume curato da C. Dotolo, Il Credo oggi. Percorsi interdisciplinari (EDB, Bologna 2001). I saggi raccolti in questa sede rappresentano i contributi offerti al VI Simposio della SIRT sul tema Ridire il simbolo della fede oggi. Credo in Dio Padre onnipotente Creatore del cielo e della terra, in collaborazione con il Servizio nazionale per il progetto culturale della CEI (Prati di Tivo [TE] 4-8.7.2001): essi vertono attorno al primo articolo del Simbolo apostolico, che specifica gli attributi divini di Padre e Creatore. Lo sforzo di tutti gli studiosi è stato quello di ridire Dio nel contesto spazio-temporale in cui oggi ci troviamo a vivere, affinché la professione di fede possa ancora essere reale strumento di trasmissione della medesima fede nel mutato contesto culturale.
Note sul curatore
Giovanni Giorgio (Potenza, 1961), socio e segretario della Società italiana per la ricerca teologica (SIRT), è sacerdote della diocesi di Teramo-Atri dal 1988. Ha conseguito la licenza in teologia e filosofia presso la Pontificia Università Gregoriana e la laurea in filosofia presso l'Università degli Studi "G. D'Annunzio" di Chieti. Ha pubblicato Il Dio ultimo come origine della verità. Saggio sul pensiero di Martin Heidegger (Edizioni Dehoniane, Roma 1998). Da dieci anni insegna filosofia presso l'Istituto teologico abruzzese e molisano di Chieti e teologia dogmatica presso l'Istituto di scienze religiose di Teramo e l'Istituto superiore di scienze religiose G. Toniolo di Pescara. Collabora con la rivista della SIRT Ricerche Teologiche e con la rivista del Centro ricerche personaliste Prospettiva Persona.
Il sacramento della Confermazione si trova attualmente in una situazione critica e problematica. L’Autore fa parlare direttamente i testi delle “fonti” (biblica, magisteriale, patristica, liturgica) e invita a giungere a conclusioni il meno possibile arbitrarie.
Il suo è uno studio teologico-storico-sacramentario, che se riferito prevalentemente alla liturgia occidentale (latina), tuttavia non dimentica le originalità orientali; e, partendo dagli Atti giunge alla Costituzione Divinae consortium naturae frutto di una laboriosa quanto difficoltosa ricerca incoraggiata da Paolo VI.
Arturo Elberti, sj, è incaricato dell’insegnamento della Teologia dei Sacramenti e della Liturgia presso l’Istituto di Scienze Religiose e la Facoltà di Teologia della Pontificia Università Gregoriana e la Facoltà Teologica del Pontificio Ateneo Antonianum (Roma).
Tra le sue opere: La Liturgia delle Ore in Occidente. Storia e teologia (Roma 1998); Prospero d’Aquitania. Teologo e discepolo (Roma 1999); Dalla religiosità naturale alla fede. Centralità del mistero pasquale nella riforma liturgica (Bologna 20012).
Presso le Edizioni San Paolo: Lo Spirito e il sacramento della Confermazione (2003), nella collana “Alle fonti della Liturgia”.
Un bilancio prospettico del Novecento teologico, steso da teologi noti in campo internazionale, che ripercorrono i tratti essenziali delle linee di riflessione emerse nel XX secolo, in particolare negli ultimi decenni, aperte a sviluppi ulteriori agli inizi del XXI secolo.
Dalla quarta di copertina:
L’opera si presenta come un bilancio prospettico del Novecento teologico, steso da teologi/teologhe noti/e in campo internazionale, che ripercorrono i tratti essenziali delle linee di riflessione emerse nel XX secolo, in particolare negli ultimi decenni, aperte a sviluppi ulteriori agli inizi del XXI secolo. I saggi sono sondaggi e non una panoramica enciclopedica esaustiva e riescono a coniugare memoria e prospettiva sul futuro.
Contributi di: M. Amaladoss, E. Arens, C. Geffré, E. Green, G. Gutiérrez, W. Jeanrond, S. Kalamba Nsapo, J.B. Metz, D. Mieth, J. Moltmann, P. Neuner, R. Schreiter, G. Segalla, Y. Spiteris, D. Tracy, M. Vidal, H. Waldenfels
La ricerca biomedica avanza, il progresso segue il modello della genetica: l'autore mostra dove stanno i problemi morali, quando il futuro deventa fantascienza e si rinuncia ai valori essenziali.
Un libro documentato e coraggioso sul rapporto tra Magistero e teologia firmato da uno dei più noti teologi cattolici canadesi.
Il libro riproduce sostanzialmente il saggio introduttivo del cardinale Biffi al volume d'arte "Le avventure di Pinocchio" edito da ART'E'. In esso l'arcivescovo di Bologna fornisce un'originale lettura teologica dell'opera di Collodi. Nello sviluppo delle vicende e dei personaggi della favola traspaiono chiaramente gli interrogativi dell'esistenza umana e si colgono in modo velato, quasi parabolico, le risposte che vengono dalla visione cristiana della vita.

