
Di fronte all'indifferenza religiosa sempre più dilagante e di fronte all'emorragia di presenze dalla Chiesa, in alcuni nasce l'inquietante domanda: "Il cristianesimo avrà un futuro?". Don Battista Borsato, autore molto apprezzato e seguito, ritiene che il cristianesimo avrà certamente un futuro, ma sarà un cristianesimo diverso da quello di oggi: vivremo un cristianesimo meno di massa e più di convinzione. Essere cristiani sarà una decisione libera senza il condizionamento di fattori esterni. Terminerà il regime di cristianità in cui tutto era cristiano. Questa situazione può spaventare e creare nella Chiesa delle reazioni negative. Se assunta invece nella linea del vangelo, essa apre la strada verso il volto di un cristianesimo nuovo. Non più la coincidenza tra società civile e religiosa, non più un'adesione scontata e dovuta al cristianesimo. All'interno di una proposta libera e gratuita si apre il tempo di un cristianesimo di grazia: è il grande travaglio che esso è chiamato a vivere. Prefazione di Raniero La Valle.
In questo libro don Battista Borsato prosegue la sua ricerca teologica e afferma ulteriormente la convinzione che Gesù è stato non un uomo religioso ma laico, con tutto ciò che ne consegue. Gesù, per quanto lo si avvicini e lo si scruti, afferma l'Autore, ha un pensiero sempre altro. La riflessione di Borsato si concentra sul rapporto che il Nazareno ha avuto con i diversi e con gli stranieri. Ne emerge l'insegnamento chiave che è l'amore al prossimo ciò che importa, non la confessione religiosa della fede. Perché leggendo il libro del nostro teologo sorgono domande vitali per il futuro del cristianesimo. Occorre che appassisca un cristianesimo identificato solo con i riti e i sacramenti affinché possa sbocciare un cristianesimo esistenziale impegnato nella giustizia. Prefazione di Gianni Giolo.
Il libro del teologo Battista Borsato affronta un tema cruciale, oggi: l' "al di là", la "vita dopo la morte", la "sopravvivenza della nostra identità", interrogando grandi autori, filosofi e teologi, citati e commentati scrupolosamente. Sono le grandi domande sulle "cose ultime" (eschata) nella consapevolezza che le risposte che ancora troviamo nei catechismi sono "gravate dalle problematiche del passato" e vanno dunque alleggerite e riportate al Vangelo così come alla ragione e al cuore dell'essere umano. "Perché non pensare all'al di là come il compimento dell'al di qua? Più si realizza in questa esistenza la fraternità, la giustizia e la gioia, più si vive e si annuncia l'al di là. Più questa vita è stata segnata dalla qualità di scelte e di comportamenti, più vi sarà pienezza nel mondo futuro. Sono due mondi non alternativi, ma correlati." Prefazione di Luigi Accattoli.
Il nome Borgia accende l'immaginario e rinvia spesso a narrazioni da saga, in cui un onnipresente cocktail fatto di delitti, intrighi, scandali e vizi ha alimentato nel tempo una sterminata letteratura e trasposizioni artistiche di vario tipo. Ma oltre agli arcinoti Rodrigo, Lucrezia e Cesare ? i protagonisti maggiori della «leggenda nera» dei Borgia ?, il celebre casato annovera anche rappresentanti mirabili, tra cui svetta la figura ricca e complessa di Francesco. Da politico di spicco della Corona spagnola a terzo Generale dei gesuiti, la sua fu una vita poliedrica. Uomo pragmatico e di governo, dotato però anche di grande profondità spirituale, è stato decisivo per Ignazio di Loyola e il decollo della Compagnia di Gesù. Dopo una panoramica sul contesto e la storia personale del protagonista, il libro si addentra nella sua interiorità, approcciando l'espressione matura dell'intima fisionomia borgiana: il Diario spirituale. L'Autrice esce dagli stereotipi univoci e riduttivi entro cui il «santo Duca» è stato a lungo costretto, mostrando anche quanto ancora egli sia interessante per l'oggi.
"Dio vive nelle città, e la Chiesa vive nelle città. Non è solo la città moderna ad essere una sfida, ma lo sono state, lo sono e lo saranno ogni città, ogni cultura, ogni mentalità e o gin cuore umano.
Occorre raggiungere con la Parola di Gesù i nuclei più profondi dell'anima della città".
La consapevolezza dell'iniziativa di Dio come favorisce la nostra preghiera e la nostra apertura ontologica a Lui? Dove si svolge la relazione con Lui e quali sono le sue tracce in noi e attorno a noi? Come portare l'esperienza mistica nella ricerca dei giovani e nel dialogo con le altre religioni e con i non credenti? Esistono delle costanti di una mistica naturale? Queste le domande da cui si sono mossi i lavori del Convegno internazionale di mistica cristiana, svoltosi ad Assisi dal 27 al 29 settembre 2024, sul tema "Mistica e preghiera. Per un dialogo nel mondo", nel contesto dell'Anno della Preghiera indetto da papa Francesco, in preparazione all'anno giubilare.
Aprire lo spazio del confronto tra la fedeltà a un carisma istituzionalizzato come quello di Teresa d’Avila e l’interpretazione creativa nell’oggi della storia è un’operazione rischiosa, ma da farsi. Può portare fuori strada, se non avviene sotto la guida fantasiosa dello Spirito per rispondere alle sfide lanciate dalla società odierna, oltre che dai nuovi orizzonti della teologia e della teologia della vita consacrata. Come figli di Teresa di Gesù abbiamo un’identità e un’appartenenza a un’istituzione che non possiamo svendere né sostituire per restare in superficie confusi e smarriti. È alla riscoperta di questa identità e del carisma fondazionale di Teresa di Gesù che intendo dedicarmi in questo lavoro, lasciando intenzionalmente che sia Teresa a raccontare di Teresa. La narrazione che la Santa fa della sua esperienza di vita attinge il proprio soggetto da Dio che le parla e verte sulla sua personale esperienza. Appunto per questo, il percorso narrativo non procede più dalla Parola di Dio a Teresa, ma da questa a Dio che le parla, spingendola a raccontare le meraviglie che egli ha compiuto nella sua vita.
Testimoni dell'Invisibile e dell'Ineffabile, i mistici sono come degli esploratori che, entrati nella comunione delle divine Persone, sono poi tornati indietro a riferire ciò che hanno visto e udito, con un linguaggio che deve necessariamente fare uso di similitudini, metafore, analogie, invenzioni di figure letterarie. In realtà, ciò che più si avvicina a esprimere l'Ineffabile sono la musica, la poesia, le arti plastiche e figurative, che traducono con un linguaggio tutto proprio l'esperienza mistica, nata nell'anima sotto l'impulso dello Spirito.
"Questo libro è il frutto di una vita". Così esordisce il prefatore di questo testo, monsignor Domenico Sorrentino, vescovo di Assisi, affermando una verità profonda, che da sola già dice la ricchezza del volume che il lettore si trova fra le mani: avendo, infatti, dedicato tutta la sua esistenza di consacrato ad approfondire quella che è la straordinaria esperienza della vita umana, quando abitata dalla spiritualità credente cristiana, padre Luigi Borriello offre in queste pagine una formidabile sintesi introduttiva alla teologia della vita spirituale, pescando in una secolare tradizione (biblica ed ecclesiale) e traducendo nel mondo contemporaneo e nella cultura secolare il centro del mistero cristiano, in maniera attenta al linguaggio e ai bisogni dell'uomo d'oggi. La vita spirituale, infatti, secondo la teologia che ne studia le manifestazioni e le descrive, rivela, quando ben compresa, la vocazione "mistica- di ciascuna persona: ognuno di noi è chiamato a esistere secondo una "vita trinitaria", centrata sulla preghiera come incontro personale con Cristo "Dio fatto carne". Borriello non dimentica, tra l'altro, che a differenza di molti spiritualismi in auge, la spiritualità cristiana ha bisogno di relazioni umane per svilupparsi appieno e, dunque, non può che manifestarsi che nella Chiesa e nei processi esistenziali e comunitari della storia umana e cristiana. Non un libro di "teoria", dunque, ma un libro incarnato nell'esistenza e che, perciò, presenta, come ancora sottolinea Sorrentino, «a lettori e ascoltatori non solo dei concetti, ma degli orientamenti di vita», che speriamo possano essere fecondi per chiunque lo avrà fra le mani.
Il presente volume va a comporre, con "La vita spirituale del cristiano", un dittico sull'esperienza interiore del credente: se nel precedente testo, che l'autore stesso definiva "il lavoro di una vita", veniva messa al centro la descrizione della singolarità del vivere salvato del credente in Cristo, qui l'autore affronta il tema di quella che può essere descritta come la "vita trinitaria" che raggiunge il credente e lo invita a sperimentare un'esistenza che, lungi dal non essere più umana, è però divina: è l'esistenza di colui che è diventato "uomo integrale", "essere vivente unitario", persona cristificata nella comunione divina che è, appunto, comunione trinitaria d'amore. Luigi Borriello percorre in queste pagine la storia della mistica, radicandola fin nelle pagine originarie di Genesi, per giungere alle grandi figure anche contemporanee di questa ricerca ininterrotta del mistero che siamo chiamati ad abitare. Ne viene una storia affascinante, in cui il lettore si trova a essere guidato nella comprensione delle più alte vette dell'esperienza di Dio nel cristianesimo: da Dionigi Areopagita a Giovanni della Croce, da Meister Eckhart a Edith Stein, in un percorso di straordinario fascino. Prefazione di Nunzio Galantino.
Questo terzo Convegno di mistica cristiana mette a tema la Bellezza come trasparenza del divino. Il presente volume invita – soprattutto oggi – a contemplare la natura nella sua interezza con l’occhio indagatore di chi non si sofferma semplicemente sull’esteriorità di ciò che vede. A cominciare dalla bellezza della vita, che al di là di ogni nostro stato e condizione, diventa l’abbrivio che innesta un percorso esistenziale verso l’eternità, in un flusso di conoscenze, riflessioni, scoperte che ci arricchiscono sempre e comunque. E questa può essere la chiave di lettura del presente volume. Tutto è compreso nell’esperienza cristiana perché tutto è assunto in Cristo, bellezza rivelata, nel quale tutto è salvo. La via del mistico, di conseguenza, è lasciarsi portare in un rapporto sempre più vivo con il Mistero rivelato in Cristo. È questa, e non altro, la percezione della forma informante: il Cristo sofferente e glorioso. Il mistico è colui che testimonia il divino Trascendente; pura trasparenza di Dio, ne rivela l’infinita Bellezza. Più ancora, egli rivela la pura Luce di Dio ricevuta come dono, lo splendore della gloria celeste.
Il presente volume fa parte della collana "Esperienza e Fenomenologia Mistica" diretta da Luigi Borriello, OCD e Maria Rosaria Del Genio e contiene gli Atti del II Convegno Internazionale di mistica cristiana tenutosi ad Assisi dal 15 al 17 settembre 2014. Scopo principale dei relatori del Convegno - e di Lorenzo Chiarinelli, vescovo emerito di Viterbo, autore della Presentazione è sottolineare con i loro contributi che "ogni uomo si apra al Dio di ogni misericordia". Il mistico di oggi, come si legge nella Postfazione, è "rispondente già a quanto Paolo VI affermava [...] non sperimenta necessariamente fenomeni mistici, né fisici (ad esempio stimmate), né spirituali (ad esempio rapimenti)" e neppure "quella semplice 'esperienza' mistica, cioè quel tocco divino che segna la vita dell'uomo". All'interno del volume è presente anche una anche le quattro figure emblematiche di mistici: "Don Elia Bellebono, profeta e sacerdote del Sacro Cuore nel secolo XX (Carlo Colonna), san Giuseppe da copertino, il santo dei voli (Raffaele di Muro), Venerabile Padre Marcello Marton (Raffaele Bakos) e Luisa Piccarreta (Sergio Pellegrini) aperte alla "Bellezza, trasparenza del divino" che è il tema del III Convegno Internazionale di mistica (Assisi: 23-24 novembre 2015)".

