
Il mistero dell'ascensione al cielo viene trattato spesso come un'appendice della resurrezione. Questo libro tematizza proprio l'andare al Padre del Figlio Gesù, il Crocifisso risorto che ora sta nel seno del Padre (Gv 1,18). In Dio così si fa spazio a una nuova presenza, mentre l'umanità, percorrendo i cieli, è attraversata dalla presenza di Dio. Alla salita di Gesù corrisponde la discesa dello Spirito: se l'ascesa di Gesù è un attrarre l'uomo a Dio, la discesa dello Spirito è uno spingere l'uomo verso Dio.
Il lemma Storia della Salvezza appartiene a quelle parole della fede che prendono le mosse dalla forma stessa dell'esperienza ebraico-cristiana. È un'espressione che prova a dire come la fede si dia un percorso di umanizzazione grazioso, preceduta sempre dal dono di Dio - che ama per primo (I Gv 4,29) - e al contempo donata all'esistenza dell'uomo.
Nel tentativo di dire la salvezza all'uomo contemporaneo, il Concilio Vaticano II ha fatto della storia il luogo in cui rinvenire Dio e ha detto Dio nel suo darsi in una storia. Il libro di Mario Bracci muove da questa feconda intuizione, indagando come il tessuto storico della Rivelazione abbia nella narrazione la forza con cui manifestare e rinsaldare il rapporto tra realtà e parole, ma anche come solo queste vicende per le Scritture siano la forma attraverso la quale Dio parla al mondo. Nel passato, nel presente e nel futuro per lo Spirito.
La teologia, nel suo insieme, fa del mistero di Dio il centro della sua riflessione. Ora, così come esiste un trattato dedicato alla persona e all'opera del Figlio Gesù Cristo (la cristologia) e un trattato per la Terza Persona della Trinità, lo Spirito Santo (la pneumatologia), per il nostro autore è giunto il momento di dedicare anche alla persona del Padre un trattato a sé, la Paterologia appunto. Ecco l'assoluta novità e originalità di questo volume. Riflettere su Dio Padre, oltre a farci comprendere meglio il mistero del Figlio e del dono di sé che coincide con il dono del Padre e la via di Gesù come via unica e sola al Padre, ci aiuta a mettere a fuoco anche l'importanza della figura paterna, in un orizzonte culturale che vede l'assenza e l'evaporazione di questa figura essenziale e fondamentale all'interno dei rapporti e legami familiari. Un volume che, di fronte all'assenza della figura paterna dall'orizzonte della cultura e della vita sociale contemporanea, ci invita a prendere sul serio la possibilità di dire e dirsi di Dio Padre.
L'occasione dei 65 anni del professor Maurizio Gronchi è stata salutata da alcuni amici, compagni di viaggio, colleghi e studenti. Per anni don Maurizio Gronchi si è distinto nella ricerca teologica con oltre 260 titoli tra monografie, collaborazioni e articoli, offrendo il proprio contributo come ordinario di Cristologia nella Pontificia Università Urbaniana. Nonostante l'impegno a servizio della Chiesa Universale come Consultore per il Dicastero per la Dottrina della Fede dal 2012 e come Consultore della Segreteria Generale del Sinodo dei Vescovi dal 2015, Gronchi non ha mai smesso di orientare la propria vita al servizio di persone con disabilità fisica, psichica e socialmente svantaggiate, come nell’edificazione di un sogno: Casa Ilaria. In questa miscellanea ciascuno, nello spazio delle proprie competenze ed esperienze di vita, ha voluto ringraziarlo lasciando così uno scorcio delle relazioni, degli affetti, delle sfide che con don Maurizio sono state vissute e condivise.
Che cos'è la Tradizione? Una domanda che da sempre interessa la teologia ma che, recentemente, è tornata al centro del dibattito culturale ed ecclesiale contemporaneo. Per questo motivo nasce un'opera che non vuole essere ripetitiva, ma intenzionata a dischiudere le grandi problematiche della Tradizione a tutti. Attraverso un percorso che, dalle scienze umane alla Bibbia, dalla storia della teologia ai pronunciamenti del Magistero della Chiesa, vuole mostrare come il fondamento ultimo della Tradizione risieda in Dio stesso, nell'intimità della Trinità che si rivela a noi e ci salva. Un'analisi accessibile a tutti ma che non rinuncia alla scientificità teologica. Un'analisi tra eredità teologica del passato e nuove prospettive sistematiche. Un'opera che sa muoversi sul piano della teologia, piuttosto che fermarsi a vicende storiche contingenti, ma che di esse sa fornire la chiave di lettura.
Consapevoli che nessuna forma di teologia che partecipa in questo mondo della scientia Dei et beatorum sia in sé perfetta e immutabile, la proposta elaborata da Réginald Garrigou-Lagrange (1877 - 1964) ha ancora molto da insegnare alla nostra generazione di credenti studiosi. Svolgere un'analisi sistematica di questa offerta di pensiero giova senz'altro a superare quelle difficoltà di accesso dettate dall'accantonamento di categorie teologiche strategiche, che il Tomismo sa donare, e a fare memoria degli sforzi genuini che ci hanno precorso. La dedizione al tema dell'esperienza della grazia brilla per la centralità che assume nella comprensione dell'identità del cristiano che, necessariamente e inscindibilmente, rimanda sempre all'identità intima di Dio. Prefazione di Manfred Hauke.
"Il profondo bisogno del magico spiega il successo di opere letterarie e cinematografiche come la saga di Harry Potter, che il giovane e promettente studioso di teologia Gianluca Bracalante ha voluto leggere e studiare con passione e competenza". (dalla Prefazione di Giuseppe Lorizio)"È un'originale, serio e affascinante tentativo di poter cogliere nel "fantasy" della saga di Harry Potter il "logos" dell'amore per il prossimo e della fede nel Dio che è Amore".(dalla Postfazione di Bruno Forte)
Che rapporto esiste fra parola di Dio e liturgia? L'espressione "sacramentalità della Parola", comparsa in un recente testo del magistero (Verbum Domini, n. 56), costituisce il frutto di un lungo cammino di ripensamento di quel rapporto. Il presente volume, scritto a quattro mani da un biblista e da un teologo, intende mettere a fuoco il significato dell'espressione attraverso un itinerario strutturato in quattro momenti. Il primo ricostruisce il percorso che ha condotto il magistero a formulare il tema, seguendo le tappe principali della sua acquisizione. Il secondo si interroga sulla possibilità di un discorso biblico sul carattere sacramentale della parola di Dio, alla luce di alcuni passi scelti dell'Antico e del Nuovo Testamento. Il terzo momento esamina criticamente le proposte teoriche più rilevanti che, nel corso del Novecento, hanno offerto un'elaborazione coerente dell'argomento. La sezione conclusiva è infine dedicata a una ripresa delle questioni bibliche e teologiche implicate nel tema.
Il volume raccoglie gli atti del convengo di studio tenuto nel marzo 2016 presso la Scuola. Il profondo cambiamento culturale in atto a riguardo delle forme e delle figure dell'amore investe in modo specifico l'istituzione della famiglia. L'analisi dell'ethos mette in rilievo possibilità e sfide che suscitano interrogativi etici di fondamentale rilevanza antropologica. E per rapporto a questa consapevolezza che la riflessione teologica è sollecitata a ripensare "la buona notizia del matrimonio". In uno scenario dove non è scontata la visione religiosa del legame nuziale si tratta di riscoprire il valore di "fede" che assume l'atto delle libertà quando responsabilmente si uniscono. La questione teologica del sacramento appare infatti direttamente connessa alla qualità antropologica della scelta. Anche alla luce del recente cammino sinodale, la comunità cristiana si vede impegnata a rinnovare la propria missione pastorale con e a favore delle famiglie, per offrire la testimonianza di una alleanza che custodisce il mistero stesso di Dio.
La speranza conosce bene la nostra incompiutezzea e i nostri fallimenti; non li sottovaluta, ma non vi si arrende.
Andrea Bozzolo, salesiano sacerdote, è laureato in Lettere Classiche e dottore in Sacra Teologia. Ha partecipato come esperto alla XV e alla XVI Assemblea generale ordinaria del Sinodo dei vescovi.
Attualmente è professore ordinario di Teologia dogmatica presso Università Pontificia Salesiana di Roma, di cui nel 2021 è divenuto Rettore Magnifico. Gli ambiti delle sue ricerche sono la teologia sacramentaria, la teologia del matrimonio e la pastorale della famiglia, la spiritualità salesiana.
Il volume raccoglie una serie di saggi di teologia sacramentaria, accomunati dall’interesse per il profilo fondamentale della riflessione, alla ricerca delle categorie e degli approcci che meglio consentono di elaborarla. Il titolo del volume, Il rito di Gesù, ne segnala l’orientamento. Esso attesta l’assunzione delle provocazioni emerse nel dibattito liturgico contemporaneo, che ha sollecitato la teologia a ripensare la nozione di sacramento, attribuendo più chiaro risalto alla sua identità di azione rituale. Esso sottolinea però anche l’esigenza di far emergere la “singolarità” del sacramento cristiano, evitando il rischio che il riferimento cristologico appaia come un semplice incremento di significato rispetto ad una nozione di rito già precostituita.
L’idea di fondo è che nelle forme simboliche dell’agire liturgico si sintetizza l’appello che la rivelazione divina indirizza all’uomo e il dono di grazia che gli offre. L’efficace comunicazione della grazia, però, non si attua se non sollecitando la coscienza a compiere quel “lavoro” che costituisce la sua vita: il lavoro di credere. Proprio a rendere possibile, nelle diverse situazioni della vita, tale dono laborioso è indirizzato il rito di Gesù che è il sacramento.
Andrea Bozzolo, Salesiano sacerdote, ha conseguito nel 1992 la Laurea in Lettere Classiche presso l’Università di Torino e nel 2002 il Dottorato in Teologia Sistematica presso la Facoltà Teologica dell’Italia Settentrionale di Milano. Insegna Teologia sacramentaria presso la Sezione di Torino della Facoltà di Teologia dell’Università Pontificia Salesiana, di cui dal 2008 è anche Preside. È membro della redazione di Rivista Liturgica e docente incaricato di Teologia Sistematica presso la Facoltà Teologica dell’Italia Settentrionale di Milano. Ha pubblicato: La teologia sacramentaria dopo Rahner. Il dibattito e i problemi, LAS, Roma 1999; Mistero, simbolo e rito in Odo Casel. L’effettività sacramentale della fede, Libreria Editrice Vaticana, Città del Vaticano 2003.

