
La libertà costituisce certamente una delle sfide poste oggi dalla questione antropologica. Essa si trova allo snodo di scelte e comportamenti che riguardano la scienza, l'economia, la vita sociale. Le riflessioni sull'argomento riportate in questo libretto si sviluppano con argomentazioni profonde e stringenti. In una visione aperta al trascendente è difficile sfuggire alle conclusioni tratte con grande rigore logico sul senso vero della libertà umana.
In questo libro vengono proposti al lettore alcuni scritti del cardinale Carlo Caffarra sul tema della coscienza, luogo cardine nella sua riflessione teoretica e pastorale durante l'intera sua vita. Verità e libertà sono parole tra le più abusate e oggi tra le più confuse ed ambigue, ridotte ad una accezione puramente soggettiva, autoreferenziale, che ne contraddice lo stesso significato. L'uomo sempre più di frequente dipende dalle circostanze e dagli imput che riceve dall'esterno. Il consumismo, la dipendenza affettiva, l'egoismo sono solo alcuni esempi che si possono fare sulla limitazione spesso inconsapevole che la libertà subisce. Per avere una piena consapevolezza di se stessi e del mondo che ci circonda, per donare un nuovo e pieno significato alla nostra vita, per emanciparsi dalle dipendenze di ogni genere, per recuperare una corretta capacità critica, occorre percorrere un cammino che porti l'uomo ad emanciparsi dalle raffinate e inconsapevoli schiavitù del XXI secolo dando compimento all'invito evangelico secondo il quale solo la ricerca della verità rende libero l'uomo.
Il volume raccoglie alcuni interventi del cardinale Carlo Caffarra tra il 2009 e il 2017, diversi dei quali scritti nell'ultimo periodo della sua vita, un paio addirittura mai pronunciati, a causa della morte improvvisa. È strumento pastorale e teologico per affrontare questioni impellenti tanto per la vita personale quanto per la società: procreazione, sessualità, cura, tecnologia, medicina. Il libro è un invito - rivolto a credenti e non credenti - a riflettere su alcuni temi decisivi del vivere personale e civile: coscienza, natura, vita, famiglia, amore, bene comune, politica e leggi civili. In esso traspare l'animo del pastore, sensibile alle inquietudini del suo tempo e desideroso di illuminarle alla scuola del Vangelo. La collezione di testi raccolti in questo volume è una finestra che apre al pensiero, profondo e fecondo, del Cardinale Caffarra, proiettando una luce, che illumina la vita della Chiesa e della società tutta.
In questo volume si offre una breve esposizione della morale cristiana. L'autore utilizzando un linguaggio accessibile a tutti e toccando solo marginalmente dibattiti propriamente teologici, offre un manuale semplice e completo per comprendere e assimilare alcuni punti fondamentali della morale cattolica. Il saggio e diviso in tre parti: - Esposizione dei principi costitutivi della nostra vita in Cristo. - Esposizione delle norme che regolano la nostra vita in Cristo. - Esposizione dell'attuazione concreta della nostra vita in Cristo. Dopo ogni capitolo l'autore ha inserito una pagina desunta dal magistero, o dai Padri della Chiesa, o dagli scritti di alcuni santi e di alcuni teologi in modo tale che la meditazione della Chiesa sul tema trattato nel capitolo sia espressa in modo particolarmente felice e fecondo
Il libro cerca di costruire un percorso che dalla Scuola si dirige verso la ricerca di Dio, prima di tutto facendo conoscere la possibilità stessa di questo raccordo.
Trattandosi, in fondo, di un unico cammino di maturazione, si mettono in luce alcuni aspetti che favoriscono questo percorso e altri che lo ostacolano.
Non mancano le provocazioni e i paradossi che vorrebbero togliere smalto a certi luoghi comuni, soprattutto riguardanti l'uso massiccio di immagini grazie alle varie tecnologie: se queste non sviluppano l'attenzione, non potranno favorire ulteriori maturazioni.
Per quale motivo seguire e amare la Chiesa? Con parole chiare e semplici, attingendo anche a quanto si dice nel Nuovo Testamento e a quanto hanno detto i Padri della Chiesa, l'Autore cerca di rispondere a questo interrogativo.
Convinto che la Bibbia dichiari l’imminente fine del mondo, il diciottenne americano Charles Taze Russell organizza, verso il 1870, un gruppo di studenti che oltre mezzo secolo dopo assume il nome di Testimoni di Geova.
Per molti anni i seguaci utilizzano Bibbie protestanti. Poi, a cominciare dagli anni Cinquanta, pubblicano, in volumi separati, la Traduzione del Nuovo Mondo delle Sacre Scritture, riunita in un solo volume nel 1967 e in seguito rivista. Nel 2017 esce una versione un po’ rivoluzionaria rispetto alle precedenti, quella attualmente in uso.
L’ambizione di Battista Cadei è di presentare, proprio a partire da un confronto sulla Bibbia, alcuni aspetti della fede cattolica messi a confronto con la dottrina e le prassi dei Testimoni di Geova. «Quando si avvia un dialogo, non si sa dove condurrà», precisa l’autore. «Potrebbe smarrirsi tra le nebbie del sincretismo, incagliarsi nelle secche dello scetticismo o finire in rovinose collisioni. Ma la realistica considerazione dei rischi non giustifica l’ancorarsi sulle proprie sicurezze ignorando i travagli e le eventuali grida di aiuto dei nostri fratelli in umanità».
La "Chiesa del Calvario" così efficacemente descritta nelle pagine seguenti è la Chiesa del Risorto, primizia di quella novità di cui Benedetto XVI dice: "La nostra vocazione e il nostro compito di cristiani consistono nel cooperare perché giunga a compimento effettivo, nella realtà quotidiana della nostra vita, ciò che lo Spirito Santo ha intrapreso in noi col Battesimo: siamo chiamati infatti a divenire donne e uomini nuovi. (...) portatori della gioia e della speranza cristiana nel mondo".
Alla Chiesa, dunque, è affidato il compito di proclamare e di testimoniare in Cristo Gesù l'uomo nuovo, l'uomo perfetto, il modello a cui sono chiamati a ispirarsi ogni visione antropologica e ogni progetto personale e collettivo.
Con la scelta del tema educativo come perno attorno a cui ruota l'impegno pastorale del decennio in corso, la Chiesa in Italia ha dato ampia prova di avere compreso e di essersi fatta carico di questa responsabilità. La stessa "carità della memoria" di cui parlano gli autori nel presente volume è una dimensione fondamentale dell'azione educativa
Mistagogia è parola che si potrebbe tradurre con «introduzione al mistero». Mistero è Cristo stesso; mistero sono anche i sacramenti attraverso i quali incontriamo Dio. Per gli adulti che chiedono il battesimo è previsto dal Rito per l’iniziazione cristiana degli adulti un itinerario formativo così che essi possano vivere attraverso i riti e le preghiere il loro incontro e il loro rapporto con Dio.
In un momento in cui la Chiesa italiana si interroga su come ripensare la comunicazione della fede e come organizzare itinerari di fede per i credenti praticanti, per chi torna dall’indifferenza o per gli immigrati che chiedono il battesimo, l’arcivescovo di Bari-Bitonto propone la mistagogia come una scelta pastorale complessiva.
Invita a prendere sul serio il fatto che ogni battezzato deve essere «introdotto al mistero» attraverso la mistagogia. Si tratta di una proposta «capace di armonizzare tra loro catechesi, liturgia e vita, e di favorire il coinvolgimento della comunità, in tutte le sue componenti, nell’agire pastorale».
Il volume spiega il perché della proposta, la sua origine, la forte accentuazione liturgica, come essa sia in grado di costruire l’impegno nella vita e come aiuti il costituirsi della comunità.
Sommario
Introduzione. La mistagogia in un mondo che cambia. La mistagogia: il mistero di Cristo, vita del cristiano. La mistagogia: sintesi tra Parola, celebrazione, vita. La mistagogia per una comunità testimone di speranza. Conclusione.
Note sull'autore
Francesco Cacucci (Bari, 26.4.1943), sacerdote dal 1966, è stato parroco, docente di teologia, vescovo ausiliare della sua diocesi (1987-1993), arcivescovo di Otranto (1993-1999). Dal settembre 1999 è arcivescovo di Bari-Bitonto e dal 2005 è presidente del Comitato dei congressi eucaristici nazionali. Tra le varie pubblicazioni segnaliamo: Teologia dell’immagine: prospettive attuali, Roma 21971; Il prete nel cinema italiano, Bari 1980; La domenica pasqua settimanale. Per un cammino mistagogico nell’anno liturgico. Ciclo/A, Città del Vaticano 2004. Presso le EDB ha pubblicato Catechesi liturgia vita. Una proposta pastorale, Bologna 22000, che contiene in germe le idee sviluppate nel presente volume.
La definizione del genere letterario agiografico ha sempre costituito un problema storiograficamente controverso, in ragione del carattere peculiare di queste fonti - che un'autorevole tradizione pone alla stessa altezza della proclamazione della Parola - e della complessità della loro redazione, che trasforma un accadimento storico - la sequenza del martirio - in un evento teologico - la perfetta imitazione di Cristo condotta sino a una piena comunione con Lui -, evento che trova quale luogo di celebrazione la liturgia. Il Martyrium Polycarpi può ben essere assunto quale archetipo di questa funzione ecclesiale: nel documento princeps dell'agiografia cristiana, I'eredità della riflessione tardogiudaica sulla morte violenta del giusto che nell'apocalittica trova la sua più alta espressione - viene elaborata in un contesto squisitamente cristologico, attraverso un processo in cui la figura del martire si dissolve nel simbolo della croce. La stessa 'coordinata agiografica' del testo, che situa la morte del vescovo smirneo in un giorno di 'grande sabato', deve allora essere letta non già come una mera indicazione cronologica, ma piuttosto come una cifra ermeneutica che perfeziona il rapporto di partecipazione tanto del martire a Cristo quanto del martirio alla Pasqua. La pregnanza del sabato nella Bibbia, non meno che nell'elaborazione teologica, paleocristiana, comporta un arricchimento di questa dinamica: nella direzione di un'escatologia che individua nello stesso 'giorno del Signore'...
Atti del X Convegno storico di Greccio: Greccio, 4-5 maggio 2012. La Cina fu per secoli la terra più lontana, irrangiungibile. Furono proprio i francescani, con l'impeto della propria epopea missionaria in Cina, a offrire all'Europa cristiana una migliore conoscenza dell'Asia e delle sue civiltà. Il libro aiuta a delineare le principali vicende, le azioni più memorabili, la persistenza di condizioni storiche, culturali e religiose che rendono ancora oggi l'Asia, e la Cina in particolare, un esempio di alterità irriducibile.
DESCRIZIONE
La complessa figura di Iacopone da Todi (1230 ca.-1306) rimane ancora non del tutto svelata. In possesso di una tecnica abilissima, Iacopone rifiuta la lirica allora in voga per affermare una sua visione originale. La finezza e la profondità della sua esperienza anche poetica diverranno un punto di riferimento soprattutto per i grandi mistici che non comprendono la fede cristiana come un’evasione dall’urgente bisogno di vivere, ma coinvolgono nell’esperienza mistica tutta la vita umana, segnata dal desiderio e dalla passione, dall’amore trasformante e dal dolore deformante, giungendo infine a quella sapienza in grado di svelare il senso ultimo del vivere e del morire.
AUTORE
ALVARO CACCIOTTI frate Minore, insegna Mistica medievale nella Pontificia Università Antonianum e presso la Pontificia Università Lateranense di Roma. Si interessa in particolare dei rapporti tra teologia e mistica (secc. XIII-XIV), con particolare riferimento alla produzione degli autori francescani

