
Il libro ripercorre alcuni passaggi della vita di Gesù attraverso il Vangelo secondo Luca. Le meditazioni sono incentrare sulla figura del Maestro come modello per annunciare la Parola. L'autore ci riporta poi ai nostri giorni per attualizzare la missione della Chiesa con spunti interessanti e stimoli sempre originali. Testimonianze e citazioni rendono il libro ricco di spunti di riflessione e meditazione.
Le centurie di Nostradamus, quartine in rima, sono raccolte in un’opera intitolata Centuries et prophéties, datata 1555. Sono in tutto dieci centurie contenenti cento quartine, a eccezione della settima che ne contiene ottantatré. In questo libro l’autrice fornisce un’interpretazione della prima centuria e di una parte della seconda.
A differenza delle centinaia di pubblicazioni già presenti, questo libro è decodificato in modo consequenziale, una quartina dopo l'altra. Non si tratta infatti di dare un significato alle quartine, come sino ad ora è stato fatto, ma sono le quartine che seguono il libro di storia. Perché quello che per Nostradamus era il futuro, per noi ora è in buona parte storia passata e contemporanea, fino all’attuale pandemia e alla guerra tra Russia e Ucraina.
Il volume contiene la raccolta completa delle lettere tra un prete cattolico e un laico anglicano (con testo latino e traduzione italiana a fronte). Lo scambio epistolare fra i due uomini si svolge tra il 1947 e il 1954 e poi continua con don Pedrollo fino alla morte dell'autore delle lettere di Berlicche, che sono la causa dell'incontro epistolare tra Lewis e don Calabria. Il volume intende essere un tassello per la biografia dello scrittore anglicano e del prete fondatore di una importante congregazione.
La Chiesa sinodale in Cristo Gesù è il popolo di Dio in cammino, profezia della fraternità universale e del Regno. La sinodalità ha caratterizzato, anche se con termini, istituzioni e modalità diversi, il cammino della Chiesa fin dall'inizio, manifestandone l'identità e la missione. I diversi doni carismatici e ministeriali, la stessa costituzione gerarchica della Chiesa non precedono la comune vocazione sinodale, ma la servono. Vivendo a fondo questa chiamata comunitaria i carismi e i ministeri, laicali e ordinati, sfuggono da ogni pericolo di contrapposizione e di opposizione, depotenziando in questa prospettiva ogni logica di potere e facilitando la comunione e il servizio. La tensione sinodale è connaturale a ogni dono carismatico, ministeriale e gerarchico. In questo panorama teologico, ecclesiologico e sacramentale si colloca la rilettura sinodale della Chiesa, popolo di Dio, dei carismi e dei ministeri che la costituiscono e della sua stessa missionarietà. È questa la proposta e la prospettiva che l'autore vuole offrire alla comunità ecclesiale e alla riflessione teologica.
Il volume riformula il trattato sulla Chiesa usando come punto di riferimento centrale la Trinità. Anzitutto l'articolazione di Padre, Figlio e Spirito viene proiettata a definire alcuni modi d'essere della Chiesa nella storia; la missione, la relazione Chiesa-mondo e la mariologia si presentano in prospettive rinnovate, perché il mistero di Dio è conformativo della vita e del mistero della Chiesa. La Chiesa si colloca all'interno di una dinamica soprannaturale, che ha certamente una caratterizzazione storica, ma secondo la natura della storia della salvezza. I criteri di identità della Chiesa sono gli stessi di Cristo, i suoi dinamismi sono legati all'azione dello Spirito Santo, il fine è la glorificazione del Padre.
La vocazione alla santità è rivolta a tutti coloro che, chiamati da Dio in modo gratuito e libero, accolgono, con fede e amore, la sua Parola, la custodiscono nell'intimo del loro cuore e della loro coscienza e s'impegnano, in modo responsabile, a vivere il dono della comunione con Dio e con i fratelli nella quotidianità del tempo e della storia. Questa vocazione interpella la persona nella propria individualità e nei suoi diversi ambiti di vita: la famiglia, la chiesa, il lavoro, la scuola, le differenti attività ricreative, culturali e sportive. Il cristianesimo non può essere ridotto a una proposta ideologica, rituale, confessionale, dottrinale o semplicemente etico-culturale; investe l'intera esistenza umana e sociale e si caratterizza per la sua rilevanza esistenziale.
Nell'esperienza ecclesiale è possibile cogliere sia meravigliosi esempi di unità sia drammatici momenti di divisione. Il Concilio Vaticano II ha indicato le dimensioni essenziali, che possono aiutare i credenti a preservare, purificare e far crescere l'unità, che è un dono e un compito per la Chiesa. Nel dono dell'unità la Chiesa annuncia al mondo che la comunione con Dio e tra gli uomini è possibile, se si accoglie e si vive nello Spirito Santo il Vangelo del Regno di Dio. Nonostante il dramma delle divisioni, la Chiesa è segno profetico per il mondo, in quanto accoglie e cerca di testimoniare il dono della carità, che è il frutto della vittoria di Cristo sul peccato e sulla morte ed è il segno del dono della pace e dell'unità, offerto a tutta l'umanità.
L AUTORE, DOCENTE DI DIRITTO CANONICO PER MOLTI ANNI, AFFRONTA ORA QUESTO TEMA TENENDO PRESENTE I TESTI E TUTTI I VARI PRONUNCIAMENTI SUSSEGUITISI IN QUESTI ANNI SUGLI IST. DI VITA CONSACRATA (COMPRESE LE SOC.DI VITA APOSTOLICA).
Questo volume prende in esame il singolare invio di Geremia, da parte di Yhwh, al gruppo dei Recabiti, paradigma dello straniero, da cui non ci si può aspettare nulla. Ma pur essendo lontani da Dio, essi offrono paradossalmente un insegnamento a chi si ritiene fedele e vicino a Dio.
Lo studio mette in evidenza il contrasto tra la fedeltà possibile (Recabiti) e l’infedeltà ostinata e reiterata (popolo di Giuda). Il desiderio di Yhwh, che auspica il «ritorno», s’incrocia dunque con la libertà del popolo che continuamente lo ripudia. L’atto pedagogico di Yhwh, il cui progetto è di richiamare il popolo di Giuda all’ascolto, all’obbedienza e alla fedeltà alla vigilia dell’imminente catastrofe e anche attraverso la lezione di fedeltà dei Recabiti, si pone come obiettivo il capovolgimento di ogni situazione bloccata.
Tra i molti sentimenti che attraversano il Nuovo Testamento, dai Vangeli all’Apocalisse, in evidenza ci sono quelli della paura, dello spavento, dello sbigottimento, dello stupore, dell’estasi, del timore e del timore di Dio.
I protagonisti del NT sono Gesù e sua Madre Maria, ma anche gli apostoli in particolare e tutti i discepoli in generale.
L’autore esamina in modo magistrale il lessico che riguarda la psicologia dei sentimenti come la paura e il timore nei vari libri del NT, sottolineando l’abbondanza e la varietà lessicologica della lingua greca, in cui fu esposta la narrazione degli eventi che vanno dall’annunzio dell’Incarnazione del Figlio di Dio all’Apocalisse.
Da non sottovalutare la difficoltà oggettiva nel tradurre in italiano – o in un’altra lingua contemporanea a noi tutta questa ricchezza di sfumature.
Il volume è corredato da un ampio indice dei testi biblici e degli autori antichi, da un indice del lessico greco e da una ricca bibliografia.
Autore: Antonio Caiazza è nato a Sarno (SA) l’8 giugno 1940. Si è laureato in Lettere classiche presso l’Università degli Studi di Napoli e ha insegnato Lettere nei licei della provincia di Salerno. Ha pubblicato libri di storia, in particolare sul brigantaggio meridionale (La banda Manzo e Giuseppe Tardio). Con la MIMEP ha curato il volume delle Omelie di Antioco di San Saba.
Un approfondito e documentato studio sul Nuovo Testamento in cui si confrontano due termini apparentemente inconciliabili: misericordia e giustizia.
Con la consueta ricchezza di citazioni e approfondimenti l’autore, eminente professore dell’Università di Napoli, esamina i temi evangelici legati alla misericordia: misericordia tra gli uomini, misericordia di Gesù per gli uomini e Maria madre di misericordia.
Passa poi ai temi della giustizia: giustizia come giudizio, giustizia divina giustizia come giustificazione.
Ecco che questi due termini che a noi sembrano inconciliabili in Gesù si possono incontrare, egli solo è in grado di giudicare alla fine dei tempi ogni essere umano con misericordia e giustizia che, come dice il salmo “si baceranno”.
Antonio Caiazza è nato a Sarno (SA) l’8 giugno 1940. Si è laureato in Lettere classiche presso l’Università degli Studi di Napoli e ha insegnato Lettere nei licei della provincia di Salerno. Ha pubblicato libri di storia, in particolare sul brigantaggio meridionale (La banda Manzo e Giuseppe Tardio). Con la MIMEP ha curato il volume delle Omelie di Antioco di San Saba.

