
Queste stimolanti meditazioni, sviluppate a partire da un corso di esercizi spirituali, ripercorrono le pagine bibliche dell’Esodo, rileggendo alla luce del vangelo di Gesù quel cammino di riscatto e di crescita, di salvezza e liberazione.
L’Esodo racconta l’epopea del popolo di Israele che esce dall’Egitto, percorre un itinerario nel deserto ed entra nella terra promessa. Nello stesso tempo, però, quelle vicende sono paradigmatiche: permettono di accedere a un dato che non è solo ebraico e cristiano, ma tocca uomini e donne di tutti i tempi.
In quel cammino spirituale viene offerta una metafora della vita universalmente umana, una emblematica parabola della libertà umana nel suo sbalorditivo incontro con la libertà di Dio. Ed è una via che riguarda ciascuno di noi, che oggi ci mettiamo in ascolto della Parola rivelata: tra promessa e compimento.
L'amore, il dono e la giustizia sono nozioni spesso usate e abusate nel linguaggio ordinario. Ma anche nel pensiero critico, teologico e filosofico, non è facile giungere a un loro chiarimento teorico. Il testo che presentiamo propone di approfondire le nozioni di amore e di giustizia, a partire dalla riflessione, filosofica e biblica, di Paul Ricoeur. Ma in quest'opera il suo pensiero sarà lo spunto per elaborare anche una riflessione sulle questioni fondamentali in esso implicate. Quale contributo dà la riflessione di Ricoeur a tali interrogativi? Quale significato ha l'idea di amore, intesa da lui nel senso teologico e meta-etico di agape, non riducibile ad un comandamento? Quale rapporto ha l'agape teologica, all'interno di una economia del dono gratuito, con l'esperienza umana che si caratterizza come esperienza 'morale'? Quale è il nesso tra la giustizia del politico, la vita buona dell'etico e il teologico dell'agape?
C'è un umano comune che renda possibile il dialogo, l'incontro, il confronto, attraverso e oltre gli scontri, le contrapposizioni, le incomprensioni, le chiusure, le ingiustizie, le supremazie e gli assoggettamenti? Quale ruolo possono giocare le religioni e in particolare i cristiani in questo contesto paradossalmente così frammentato e interconnesso? Come possiamo affrontare questi grandi interrogativi, a partire dalle nostre società occidentali, in un modo che sia virtuoso e fecondo?
Il volume si prefigge di mettere a tema i nodi critici fondamentali sottesi alle argomentazioni del cap. VIII di Amoris laetitia. Nel seguire il solco del dibattito e della riflessione teologica, secondo quanto suggerito dalla stessa AL, il saggio è suddiviso in tre capitoli, che in modo diverso si concentrano sulle tematiche morali fondamentali presenti nel capitolo VIII dell’Esortazione. Il primo capitolo propone un’analisi dettagliata della complessa recezione teologica del Documento. Il secondo capitolo presenta una breve introduzione dedicata agli antefatti. Il terzo capitolo, raccogliendo le istanze che emergono dall’AL nel capitolo in questione, intende ripensare l’esperienza umana a procedere dalla coscienza, riconosciuta nella sua valenza originariamente morale e religiosa (teologica). Il passaggio conclusivo è riservato al tema del discernimento, nel suo nesso alla saggezza (phrónesis), che è momento costitutivo della coscienza morale e credente.
Il dramma dell'abbandono suppone il dono della generazione.
Dentro e al di là del dramma, l'accoglienza adottiva di una mamma e di un papà dischiude una luce di speranza che, senza cancellare la ferita, apre una nuova possibilità di vita filiale.
La storia di Gesù compie il senso definitivo dell'esperienza adottiva mostrando l'inseparabile rapporto tra abbandono e fiducia.
Questo volume è un tributo di riconoscenza a un docente, uno studioso di teologia e un intellettuale, che appartiene al (ristretto) novero dei maestri di vita. La riflessione di Giuseppe Angelini è caratterizzata da una epoché critica, rispetto ai luoghi comuni, non solo del sapere filosofico e teologico tradizionale e "scolastico", ma anche - e soprattutto - rispetto alle forme diffuse della cultura moderna: una sospensione critica tesa a riscoprire l'evidenza morale che sta all'origine del soggetto, a partire dalle mediazioni culturali nelle quali si attesta quella verità, sempre religiosa, della quale soltanto egli può vivere.
Il volume è frutto di una preziosa collaborazione tra docenti della Facoltà Teologica dell'Italia Settentrionale, i proff. Bolis, Chiodi, Romanello, Rota Scalabrini, e dell'Università di Padova, il prof. Da Re. Le differenti prospettive, filosofiche e teologiche, assumono come unico tema di riflessione il discernimento, la discretiospirituum, nel suo originario rapporto con la phrón?sis aristotelica e la prudentia tomista, nell'intento di mettere in luce la ricchezza di tale processo virtuoso.
Contenuto
Un volume per festeggiare gli 80 anni del prof. Antonio Marangon. Una raccolta di contributi di numerosi colleghi italiani e di alcuni giovani docenti della Facoltà teologica del Triveneto, molti dei quali sono stati suoi allievi nei lunghi anni di insegnamento presso diversi istituti del nord Italia. Gli articoli sono organizzati attorno a quattro nuclei tematici: 1. la questione del rapporto tra esegesi e teologia 2. il primato di Dio e della sua Grazia, così come appare dall’evangelo di Paolo 3. la realtà del Gesù storico 4. temi vari di esegesi e teologia biblica.
Destinatari
Per studenti e insegnanti di teologia.
Autore
MICHELE MARCATO, curatore della sezione biblica, nato nel 1971 e ordinato nel 1998, ha conseguito il dottorato in teologia biblica nel 2012. È docente di letteratura paolina allo Studio teologico interdiocesano di Treviso - Vittorio Veneto e all’Istituto superiore di scienze religiose delle medesime diocesi, dove insegna anche introduzione alla Bibbia e letteratura giovannea. Ha pubblicato: Qual è la volontà di Dio? Il discernimento cristiano nella lettera ai Romani (EDB, Supplementi di Rivista Biblica, Bologna 2012).
La liberta' secondo le diverse concezioni e secondo quella cattolica. Il problema della liberta' dal punto di vista religioso, viene affrontato in modo sistematico e divulgativo. La liberta' costituisce l'essenza e il valore piu' alto dello spirito umano, ma la liberta' dell'uomo non e' assoluta, e neppure e' riducibile all'arbitrio del singolo, come oggi purtroppo la si intende. La liberta' umana e' invece una liberta' creata, che responsabilmente e consapevolmente si decide per il bene, come risposta ad una chiamata divina. Il senso ultimo della morale non puo' essere trovato in questo mondo, e presuppone una concezione dell'uomo ben lontana dal materialismo e dal nichilismo oggi imperanti: non c'e' liberta' dunque, che in riferimento a quell'Assoluto (Dio) come Liberta' suprema, dalla quale l'uomo e' derivato come liberta' finita". "
Il silenzio non consiste nel semplice vuoto di rumori, ma è un'assenza/presenza di "qualcosa" ("silenzio parlante"), di parole già dette e di parole taciute. Il silenzio è colto come la capacità di sospendere la parola per fare deserto, espressione altrettanto eloquente quanto quella del linguaggio parlato. Se oggi il rumore impera, riscoprire il senso delle "parole non-dette" (silenzio) è di estrema importanza per progredire sul versante dell'essere contro il frastuono dell'apparire e la chiacchiera insignificante.
Secondo F. Nietzsche, il nichilismo è lo "smarrimento dei valori tradizionali - Dio, Verità, Bene - e lo scivolamento verso il trivellante sentimento del proprio nulla". In un mondo frutto del caso, l'uomo si ritrova senz'anima, destinato al niente della morte e senza un fine soprannaturale. Contro questo modo di concepire l'esistenza, si espongono a livello multidisciplinare (teologia, filosofia, psicologia, morale) non solo le contraddizioni interne del nichilismo, ma anche quelle dei suoi precursori (agnosticismo, materialismo, ateismo, scientismo, laicismo). Particolare attenzione viene data alla fondazione religiosa della libertà, della morale e dell'amore (contro il relativismo) e alla critica delle concezioni di Dio come Nulla e Ineffabile (misticismo, teologia negativa). Guidano lo studio il realismo e il pensiero cristiano, due prospettive che offrono risposte per superare le precarietà della vita (divenire, vuoto, male, angoscia) e intravedere la presenza dell'Assoluto. In Appendice, le classiche "dimostrazioni dell'esistenza di Dio" esemplificano la perenne validità di una "metafisica dell'essere" profondamente anti-nichilista.
Libertà e amore sono i valori più alti dell’uomo; tuttavia, nonostante le loro legittime autonomie, non sono valori assoluti, né tanto meno appesi al nulla di una vita mortale (esistenzialismo e nichilismo), ma si giustificano solo come derivati dalla libertà creatrice del «Dio-Amore» che fornisce di un senso ultimo tutta la morale e la convivenza umana. Il pensiero cristiano offre in merito risposte esaurienti sul mistero del mondo, superandone le contingenze, i relativismi e i laicismi; affermando la verità del bene e riconoscendo la Trascendenza. Uno studio divulgativo che miscela sapientemente antropologia e teologia, morale e politica.

