
L’uomo non può vivere senza amare. È l’amore che dà significato alla vita. La vita umana viene percepita come valore e come realtà ricca di senso quando si ama e si è amati. Vivere e amare sono una vera e propria arte. Il libro intende l’etica del vivere come arte di vivere, come arte di amare la vita e come modalità di realizzare la pienezza dell’umano in tutte le relazioni e nei diversi ambiti dell’esistenza.
Informazioni sull'autore
Salvatore Cipressa è docente di Teologia morale nell’Istituto Teologico Calabro di Catanzaro e nell’Istituto Superiore di Scienze Religiose Metropolitano di Lecce. Dal 2014 al 2022 è stato Segretario nazionale dell’ATISM (Associazione Teologica Italiana per lo Studio della Morale).
Il volume raccoglie gli Atti del Seminario di studio che si è svolto a Catanzaro, dal 30 giugno al 3 luglio 2015: Teologia morale e teologia pastorale. La dimensione pratica della teologia. La relazione tra teologia morale e teologia pastorale, pur nel rispetto dello statuto epistemologico e metodologico di ciascuna disciplina, ha messo in risalto la possibilità di dialogo tra le due scienze teologiche, ma anche la prospettiva di unione che diventa fortezza se vissuta in relazione sinergica e dinamica. Gli interrogativi che il Seminario ha suscitato sono stati molteplici.
Attenta e accurata riflessione è stata riservata ai due sinodi sulla famiglia e in particolare alla questione etico-teologica ma soprattutto pastorale dei fedeli divorziati-risposati. Il nesso tra teoria e prassi è stato messo a tema in maniera specifica nell’ambito della teologia e in particolare della teologia pastorale. Nell’articolazione del rapporto tra momento teorico e momento pratico sarà necessario attivare una relazione di reciprocità. Non solo la teoria illumina la prassi, ma anche la prassi dà luce nuova alla teoria.
Alberto Melloni tratteggia la storia e la dottrina del Concilio Vaticano II; Giuseppe Angelini illustra La teologia morale: il comandamento di Dio tra natura e cultura; Dario Vivian delinea Il pratico e le pratiche: ricognizione sulla teologia pastorale e il suo statuto epistemologico; Severino Dianich propone Magistero incerto? Prassi e interpretazioni in evoluzione; mentre Basilio Petrà illustra Il rapporto tra magistero romano e coscienza etico-dottrinale della chiesa nella sua cattolicità: una riflessione tra due sinodi; Martin M. Lintner propone Lo status quaestionis etico-teologico dei divorziati risposati e modelli teologico-pastorali in Germania e Austria; Franco Lanzolla illustra I fedeli divorziati e risposati. Linguaggi, atteggiamenti e prospettive di accompagnamento.
Salvatore Cipressa è ordinario di teologia morale presso l’Istituto Superiore di Scienze Religiose di Lecce e docente invitato presso l’Istituto Teologico Calabro. Segretario nazionale ATISM.
La teologia morale ha il compito di formare le coscienze, di aiutare le persone a discernere e avere la giusta visione dell'insieme, di presentare le verità e i valori che dovrebbero condurre alle decisioni da prendere davanti a Dio. Il volume, che raccoglie gli Atti del X Seminario nazionale dell'ATISM, dal titolo: La teologia morale dopo l'Amoris Laetitia, propone non una morale "fredda da scrivania" ma ricca di amore misericordioso e vicina alle persone.
A distanza di 50 anni dalla promulgazione dell'enciclica Humanae vitae molte cose sono cambiate e mutamenti profondi hanno segnato tutti gli ambiti della vita, in particolare quello della sessualità e della procreazione. Il volume, che raccoglie gli Atti del XXVII Congresso Nazionale dell'Associazione Teologica Italiana per lo Studio della Morale (ATISM), aiuta a riflettere in maniera approfondita sulla complessità dell'umano e sul senso dell'enciclica, indagandone gli apporti antropologici e teologico-morali, i nodi problematici, le questioni aperte.
La finalita della regola di vita dei Trinitari e di riscattare i prigionieri di guerre sante sia cristiani che musulmani. Essi inoltre dovevano dividere tutti i loro beni in tre parti: per i poveri, per riscattare i prigionieri, per il proprio sostentamento. LA REGOLA DI VITA DEI TRINITARI E`UN TESTO MEDIEVALE SUI GENERIS COSI`DA RISULTARE PER VARI ASPETTI ORIGINALE. LA SUA FINALITA E`DI RISCATTARE E LIBERARE I PRIGIONIERI DI GUERRE SANTE, SIA CRISTIANI CHE MUSULMANI. I TRINITARI DOVRANNO DIVIDERE PER REGOLA TUTTI I LORO BENI IN TRE PARTI: UNA PER I POVERI, UNA PER RISCATTARE E LIBERARE I PRIGIONIERI, UNA PER IL PROPRIO SOSTENTAMENTO. GIOVANNI DE MATHA, IDEATORE DEL GRUPPO DEI TRINITARI, A MOTIVO DEL TESTO DELLA REGOLA TRASMETTE LA SUA VOLONTA DI RITORNO AL VANGELO: COME OBIETTORE DI COSCIENZA, CRISTIANO DISARMATO IN PENO TEMPO DI GUERRE SANTE; UOMO CHE PAGA DI PERSONA E CHE CERCA DI MOSTRARE" PIU`CHE DI "DIMOSTRARE" ATTRAVERSO LE OPERE DI MISERICORDIA NEL CONTESTO DEL RISCATTO E DELLA LIBERAZIONE DEI PRIGIONIERI. "
La parola "giustizia" ricorre sia nella quarta sia nell'ottava Beatitudine. Alla prima delle due, che si rivolge a "quelli che hanno fame e sete della giustizia", è dedicato questo libro. Su di essa riflettono e si confrontano Luigi Ciotti, da sempre impegnato nella lotta contro tutte le ingiustizie e per la difesa della legalità, e Salvatore Natoli, un filosofo laico sensibile ai temi religiosi e all'universalità del messaggio cristiano. Nei due saggi che compongono il volume gli autori sottolineano il valore non solo teologico e religioso, ma anche etico, civile e politico della giustizia annunciata e promessa nel Discorso della Montagna. Dimostrano come nella società secolarizzata contemporanea - attraversata da una fenomenologia dell'ingiustizia che assume di volta in volta nomi e forme diverse (disuguaglianze sociali, povertà, schiavitù, violenza e guerra) - la parola evangelica conservi la sua concretezza umana e, anzi, la sua attualità e radicalità rivoluzionaria. Ci ricordano come il Vangelo esprima un'universale aspirazione degli uomini e li motivi a un'azione comune per la costruzione di un mondo più giusto, tenendo viva la speranza anche per i non credenti.
Hai mai provato a riflettere su cos'è che non va in giro per il mondo? Ancora meglio, ti sei mai chiesto che cosa puoi fare tu per cambiarlo? Non è una domanda semplice, è vero... allora potresti provare a domandarti questo: sei davvero libero dai tanti pregiudizi che pervadono la nostra società? Sei finalmente in grado di andare oltre quelle che sentiamo definire ovunque "differenze"? E che cosa sono, queste differenze? Per quanto molte vite siano spesso il rovescio di altre, per quanto ognuno di noi maturi le proprie esperienze e affondi nella terra con radici diverse, l'umanità è una grande famiglia allargata. Attraverso un dialogo appassionato, Luigi Ciotti e Stefano Garzaro ci mostrano le storie dei cosiddetti "emarginati", e ci ricordano che non ha nessuna importanza il luogo da cui veniamo: dovremmo tutti imparare a prenderci cura l'uno dell'altro, proprio come in una famiglia. Età di lettura: da 11 anni.
Il presente volume nasce dalla volontà dell'autore di analizzare la personalità e l'opera di Cristoforo Colombo, cercando di mettere in luce in cosa consista la sua visione religiosa, coniugando al proprio interno aspetti storici, geografici, religiosi, economici, politologici, finanziari e di analisi territoriale. In particolare, si pone l'attenzione sulla visione escatologica dell'Ammiraglio in relazione agli eventi connessi con la scoperta del Nuovo Mondo, un quadro estremamente variegato che offre numerosi spunti di analisi. La storiografia si è occupata molto di Colombo e dei vari aspetti della sua personalità e vicenda storica, ma soltanto alcuni studiosi hanno preso in considerazione il discorso religioso.
Il millenarismo è sempre stato un argomento suggestivo e stimolante. Tale dottrina scaturisce in maniera esaustiva dall’interpretazione letterale di Ap 20, indicante il millennio come misura temporale del ritorno alla splendente, mitica, età dell’oro, suscitando secolo dopo secolo l’irrefrenabile desiderio di datarne l’inizio. Il millenarismo si basa su una concezione del mondo dove pessimismo e determinismo si rincorrono in un ineluttabile cerchio: il mondo presente è tanto malvagio da non poter essere migliorato. Gli uomini non possono fare null’altro che attendere il nuovo mondo: spetta solo a Dio farlo emergere. Possono, tuttavia, mantenere una speranza, quella di assistere alla fine del vecchio mondo che, per quanto drammatica e sconvolgente, permetterà, tra le doglie di un parto cosmico, al nuovo mondo di nascere.
Per la maggior parte dei teologi cattolici, tali credenze sul futuro sono di solito abbastanza strane ed anche bizzarre. La maggior parte dei cattolici ha poca familiarità coi termini premillenarismo dispensazionale pretribolazionista. Eppure tale sistema teologico è la fonte comune per quei milioni di cristiani che credono nel rapimento, in sette anni di tribolazione e nei letterali mille anni di regno di Cristo. I presupposti teologici dispensazionali hanno permeato gran parte dell’evangelicalismo e fondamentalismo protestante americano e mondiale e hanno plasmato le prospettive conservatrici della cristianità protestante e del cristianesimo organizzato in misura enorme.
Quello che si vuole fare emergere nell’opera, evitando le interpretazioni fantasiose, è ciò che è possibile cogliere dalla Scrittura, tenendo presente il modo espressivo, umano e storico in cui la parola divina si concretizza.
Carlo Cioni, modenese, sposato e padre di cinque figli, è studioso di teologia. Ha già pubblicato Il Premillenarismo Dispensazionale Pretribolazionista nella Prospettiva dell’Escatologia Cattolica (Ateneo Pontificio Regina Apostolorum, 2013).
“La bellezza salverà mondo”: così dichiara lo scrittore russo Fedor Dostoevskij. Questa bellezza si incarna in una persona, Gesù Cristo, segno della tenerezza e della carezza di Dio verso l’umanità, come dichiara spesso con entusiasmo Papa Francesco: questo libro affronta la vita di Gesù nella sua interezza, dall’Annunciazione all’Ascensione, in ordine progressivo, avvalendosi dei brani dei vangeli. Inoltre, si avvale di emblematici riferimenti culturali per mostrare come il volto radioso di Cristo da sempre affascini letterati, scrittori, poeti, pittori, scultori e musicisti esattamente come le persone semplici e non istruite.
Nel volume vengono studiati i due più grandi monumenti della genialità cattolica che sono la Summa Theologiae di San Tommaso e la Divina Commedia di Dante. La luce dei più grandi misteri della fede si riflette continuamente nei due capolavori. Come tutti sanno la fonte teologica primaria della Divina Commedia resta sempre la Summa Theologiae. Tuttavia, ciò che in San Tommaso è rigorosa esposizione dottrinale, in Dante diventa spesso alta contemplazione. Così la via veritatis diventa naturalmente via pulchritudinis, capace di esercitare un fascino straordinario che perdura fino ai nostri giorni. L'autore dichiara, tra l'altro, il suo desiderio di lavorare all'interno di questo studio ricercando anche i punti di contatto fra temi e contenuti dell'oggetto specifico della ricerca e quelli legati a problematiche tipiche dei nostri giorni. Si è prestata inoltre particolare attenzione, alla teologia di Joseph Ratzinger-Benedetto XVI di cui papa Francesco ha riassunto, in una semplice frase, tutta la grandezza: "Benedetto XVI faceva teologia in ginocchio, e tutti lo sappiamo".
L'immortalità dell'anima e la risurrezione dei corpi, il giudizio universale e quello individuale, l'inferno e il paradiso sono i temi ricorrenti nei saggi raccolti nel volume, dedicati alle tematiche escatologiche nell'iconografia medievale. Il principale argomento della trattazione è tuttavia la morte, considerata sia nella sua portata analogica - la riflessione cristiana ha conosciuto da sempre differenti accezioni e livelli - che in quella dialettica, che coglie della morte un volto positivo e uno negativo. Prefazione di Severino Dianich. Con un saggio in collaborazione con Agnese Maria Fortuna.

