
Questo nuovo libro sui Sacramenti completa quello dedicato all'iniziazione alla lettura della Bibbia Scuola della Nuova Evangelizzazione". "
Due dei più noti studiosi italiani di liturgia si interrogano, a partire da prospettive differenti, su chi sia l'uomo della liturgia, su quale affinità esistenziale esista tra l'uomo di oggi e il «fatto» della liturgia cristiana. Queste pagine, nate da conversazioni tenute a giovani universitari, offrono ad ogni lettore interessato e in ricerca un'introduzione chiara e autorevole alla liturgia e alla ricchezza antropologica di cui essa è maestra.
Una canonista e un liturgista uniscono le rispettive competenze nel tentativo di rileggere la grande tradizione liturgica, sacramentale e istituzionale, assumendo una «prospettiva di genere». Assumendo questa ottica, si chiedono se le istituzioni ecclesiali sono in grado di reggere alla rilettura che la nuova consapevolezza delle relazioni tra donne e uomini proietta su di loro. O, in altri termini, se le medesime istituzioni hanno la capacità di riconoscere la ricchezza e la forza che il segno dei tempi della emancipazione femminile ha recato nella società e nella cultura. Le problematiche sollevate e le soluzioni prospettate nascono da una duplice convinzione: la comprensione del Vangelo cresce nella coscienza delle persone credenti, e la tradizione progredisce grazie allo Spirito Santo. Avere fede nella presenza viva del Risorto che guida la Chiesa ? non solo in ambito spirituale, ma anche nella sua dimensione istituzionale ? è la condizione per aff rontare le questioni di cui ci si occupa qui, con molta speranza e apertura di cuore.
Andrea Grillo e Pietro De Marco si misurano, da prospettive opposte, sul sostegno offerto da parte del magistero pontificio di Benedetto XVI all’uso
del rito straordinario, quello latino preconciliare. Uno scambio franco e aperto tra posizioni teologiche diverse sull’emergenza liturgica che la Chiesa sta attraversando. Un felice esempio di come un difficile, ma non impossibile, dialogo sulla liturgia possa essere segno che lo stile conciliare
del confronto schietto serve oggi all’eredità stessa del Concilio.
Andrea Grillo, padre di Margherita e Giovanni Battista, è professore ordinario di teologia dei sacramenti e filosofia della religione presso il Pontificio Ateneo Sant’Anselmo in Roma. Insegna liturgia presso l’Istituto di Liturgia Pastorale dell’Abbazia di Santa Giustina in Padova, presso l’Istituto Augustinianum in Roma e presso l’Institut Superieur de Liturgie di Parigi. Tra le sue pubblicazioni: Introduzione alla teologia liturgica. Approccio teorico alla liturgia e ai sacramenti cristiani, Padova 1999
(II ediz. 2011); Oltre Pio V, Brescia 2007; Grazia visibile, grazia vivibile, Padova 2008; Riti che educano. I sette sacramenti, Assisi 2011. Per Le Edizioni San Paolo, Genealogia della libertà (2013) e Il Simbolo (2013).
Pietro De Marco è docente di sociologia della religione e di altre discipline sociologiche presso la Facoltà di scienze della formazione di Firenze. Filosofo e storico di formazione, sotto la guida di Eugenio Garin, si è occupato di storia del campo intellettuale europeo, umanistico-rinascimentale e otto-novecentesco. Redattore dell’Enciclopedia delle Religioni (Vallecchi) dal 1969 al 1974, annovera tra i suoi interessi l’apparire pubblico religioso (estetico e politico), le forme di religione politica e religione civile, l’interpenetrazione tra ordinamenti sacri e statuali moderni. È stato tra i firmatari dell’Appello per l’arte sacra al sommo pontefice Benedetto XVI. Collabora regolarmente, per l’attualità religiosa ed ecclesiastica, all’edizione fiorentina del Corriere della Sera.
La teologia sacramentaria sta vivendo un profondo ripensamento sia del suo impianto teorico, sia del suo rapporto con la prassi celebrativa della Chiesa. Qui si inserisce l’opportunità di una ricatalogazione dei sette sacramenti in genere ritus. Una tale “mossa” è in grado di spiazzare il sapere classico dalla sua presunta (e presuntuosa) autosufficienza e di spingere il saper post-classico (liturgico) ad un supplemento di anima (e di corpo). Sempre di qui nasce anche la necessità di collegare “vista” e “vita”, visibilità e vivibilità, per fare sintesi tra il fenomeno, la forma e la forza. Per i credenti questo è forse uno dei compiti più urgenti e delicati: esso implica la capacità di uscire dalle sterili alternative tra un tradizionalismo senza storia e un progressismo senza dogmi.
Destinatari
Studenti degli Istituti Superiori di Scienze religiose e di liturgia.
Autore
ANDREA GRILLO, sposato con due figli, è ordinario di teologia sacramentaria presso il Pontificio Ateneo S. Anselmo in Roma, ma insegna anche presso l’IPL dell’Abbazia di santa Giustina in Padova e la Facoltà teologica dell’Università di Lugano in Svizzera. Ha all’attivo molte pubblicazioni di carattere liturgico.
Papa Francesco, con Traditionis custodes (2021), ha felicemente superato lo stato di eccezione liturgica introdotto da Benedetto XVI con Summorum pontificum (2007). Una tappa importante della riforma liturgica si è così compiuta. Ed esige, ora, una rilettura accurata sul piano storico e su quello teologico.
Grillo parte da lontano: rievoca e spiega con maestria le grandi linee del percorso ideale e istituzionale che il Movimento liturgico e il concilio Vaticano II hanno iscritto irreversibilmente nella storia della Chiesa cattolica contemporanea. Eppure, la riforma liturgica conciliare ha rischiato di non essere compresa da alcuni e ha incontrato dubbi, perplessità, avversione da più parti. Ecco perché il teologo, dispieqando con acume e pazienza la logica di quel percorso, lo riprende in maniera teoricamente avvertita e praticamente creativa. Questo saggio, in una nuova versione aggiornata e aumentata, fa emergere perciò le ragioni profonde che ci permettono di comprendere la riforma liturgica come passaggio necessario della coscienza ecclesiale: né contro né senza Pio V, ma certamente oltre Pio V. Andrea Grillo, 1961, inseqna teologia dei sacramenti e filosofia della religione al Pontificio Ateneo S. Anselmo di Roma e liturgia presso l'Istituto di Liturgia Pastorale di Padova. Ha pubblicato numerosi articoli e saggi in campo liturgico, sacramentale e filosofico. Il suo recente manuale Eucaristia. Azione rituale, forme storiche, essenza sistematica (Queriniana, Brescia 2019) ha ricevuto il premio della European Society of Catholic Theology come “Libro teologico dell’anno’.
"Una delle questioni scottanti, in vista della II Assemblea del Sinodo dei Vescovi (ottobre 2024), è quella dell'accesso delle donne al ministero ordinato. In che misura l'"assenza di autorità", che la Chiesa ha riconosciuto a se stessa, può essere pensata per includere, anziché per escludere? Lo sviluppo recente della questione - in presenza di nuove evidenze antropologiche e culturali, che condizionano in radice la verità teologica - ha visto cambiare radicalmente il terreno delle giustificazioni ufficiali dell'"impedimento". Di fronte a ciò, in questo volume si è chiesto ad una serie di esperte ed esperti di valutare gli argomenti proposti dai documenti magisteriali pubblicati dal 1976 al 2018, con analisi di ordine esegetico, patristico, giuridico, ecclesiologico, simbolico e sistematico. Un esame critico e una rilettura dinamica di questi sei ambiti costituiscono la premessa necessaria per un cammino sinodale che sia capace di operare un discernimento significativo e una apertura fondamentale a un "oltre", in vista di una... traduzione della tradizione." Prefazione di Marinella Perroni.
Possono le donne accedere a tutti i gradi dell'autorità ecclesiale? Attraverso una breve cronistoria delle svolte che hanno caratterizzato l'intero percorso sinodale, l'autore fa emergere, con forza, le tensioni e il cammino nell'elaborazione del tema della partecipazione femminile alla vita e al governo della chiesa. Il risultato lo porta ad affermare che non esistono ulteriori motivi per impedire alle donne di presiedere la comunità cristiana.
Andrea Grillo in questo breve saggio a cavallo tra filosofa e teologia propone una riflessione sulla libertà. In una prima parte, l’autore affronta la questione dell’idea moderna di libertà, per poi esemplificarla in una lettura del concetto di tolleranza e arrivare così a riassumere in dieci tesi il rapporto costitutivo tra libertà e autorità, tra autonomia e riconoscimento. La seconda parte tocca i temi dell’identità ebraica e della logica della croce come definizione della cittadinanza, per finire con un’applicazione del discorso alle questioni che oggi agitano la coscienza familiare e matrimoniale. Nella terza parte l’attenzione viene concentrata sulla mistica e sul conflitto delle facoltà sul tema dell’evidenza e dell’autorità. Il testo si conclude con la formulazione di una serie di proposizioni che delineano sommariamente il profilo di una “genealogia della libertà”, tesi centrale e portante di questo piccolo volume.
È possibile una teologia della relazione omoaffettiva che non riduca i "segni dei tempi" al tradimento di principi troppo rigidi, né alle evidenze indiscutibili di un pensiero nostalgico? La ricostruzione del rapporto tra tradizione cristiana, sessualità e omosessualità negli ultimi due secoli e l'analisi dei principali documenti magisteriali prodotti dopo il Concilio - Persona humana (1975), Homosexualitatis problema (1986) e il Catechismo della Chiesa cattolica (1992) - rivelano l'incapacità di leggere i fenomeni del presente e di usare il patrimonio di distinzioni e di sapienza che ci viene dal passato. Una buona teologia non giustifica il risentimento verso le nuove richieste di riconoscimento e libertà e non le predetermina senza limitare le sorprese dello Spirito, ma le accompagna con discernimento aperto e con vigile lungimiranza.
Una breve presentazione della "vocazione rituale" della Chiesa può permettere di scovare diversi livelli in cui educazione umana e educazione cristiana si aiutano e si completano a vicenda. Intesa così, la sfida educativa vede il primato della "celebrazione dei misteri" sulla "affermazione dei valori". In un percorso che attraversa i sette sacramenti, ciò che è più divino e profondo viene attestato e promosso da ciò che è più umano e superficiale, almeno in apparenza. Ne risulta una rilettura dell'esperienza umana e cristiana insolita e promettente.

