
Un testo sulla magnanimità. E' un ideale che ha le sue radici nella fiducia nell'uomo e nella sua intrinseca grandezza. E' la virtù dell'agire. E' la forma suprema della speranza umana. La magnanimità è una virtù capace di dare senso a una vita intera, trasformandola, dandole nuovo significato e guidandola verso la maturazione della personalità. E' la prima virtù che identifica un leader.
Un antico insegnamento dei padri risuona dal iv secolo: "Fuge, tace, quiesce" (fuggi, resta in silenzio, rimani in pace). Può ancora essere un invito per noi oggi, in questa società veloce in cui tanto rumore e svariati stimoli ci distraggono? La scelta di pubblicare questo classico di un appassionato conoscitore della spiritualità orientale è un tentativo di proporre anche agli uomini e alle donne di oggi una strada per rispondere al desiderio profondo di trovare un senso per la propria vita, in una relazione autentica con Dio. Solitudine, silenzio e preghiera: la ricerca di luoghi, momenti e modalità per vivere in un intenso e costante rapporto con il Signore della vita può guidarci a trovare nella quiete l'unificazione interiore anche in mezzo alle preoccupazioni e alle fatiche di ogni giorno.
Le estreme possibilità della libertà si realizzano nella vita eterna: in quella originaria di Dio, e in quella partecipata dell'uomo.Questo - in una battuta - è l'orizzonte di senso in cui si collocano i contenuti del presente volume, che ha dunque il merito di sottrarre i due poli del discorso - "eternità" e "libertà", appunto - a quella prefigurazione che banalmente è portata ad opporli, e di indagarne invece la coniugazione positiva.
Più in particolare, in questo volume teologi e filosofi sono chiamati a rispondere - sia in chiave storica sia in chiave teoretica - a due domande: l'una sulla possibilità di pensare Dio come immutabile e insieme come libero; l'altra sul carattere progressivo o immutabile della partecipazione umana alla beatitudine divina. La prima questione è quella del rapporto tra l'intelligibilità filosofica di Dio, e la rivelazione che Egli offre di sé nella Scrittura e nella Tradizione: rapporto di forte tensione, certo - si pensi solo allo "scandalo" dell'Incarnazione -, ma rapporto anche e soprattutto di reciproca illuminazione.La seconda questione, che mette direttamente e coraggiosamente a tema la vita del Paradiso, finisce per essere, prima ancora, un'indagine intorno al senso stesso della libertà finita dell'uomo.
Temi sommamente impegnativi, dunque: ai quali è facile che i teologi si sottraggano, e ai quali è veramente raro che i filosofi mettano mano. Temi, pure, trattati in un linguaggio accessibile e, per lo più, colloquiale. Non a caso, l'occasione che ha generato il volume è stata l'edizione 1996 dei "Colloqui internazionali di Teologia di Lugano": un appuntamento ormai più che decennale, che ha avuto tra i suoi iniziatori Eugenio Corecco e Hans Urs von Balthasar.
Manfred Hauke, sacerdote, si è diplomato in Teologia presso la Facoltà di Teologia di Paderborn. Ha poi conseguito un primo dottorato in Teologia Dogmatica presso l'Università di Monaco di Baviera e un dottorato di abilitazione in Teologia Dogmatica presso l'Università di Augsburg. Dal 1993 insegna Teologia Dogmatica presso la Facoltà di Teologia di Lugano. Ha pubblicato i seguenti volumi: Heilsverlust in Adam (Paderborn 1993); Gott oder Göttin? Feministische Theologie auf dem Prüfstand (Aachen 1994; ingl. 1995); Die Problematik um das Frauenpriestertum vor dem Hintergrund der Schöpfungs- und Erlösungsordnung (Paderborn 19954; ingl.1988)).
Paolo Pagani si è laureato in Filosofia Teoretica all'Università Cattolica di Milano.Presso l'Università di Venezia ha conseguito il dottorato di ricerca, con una dissertazione - di prossima pubblicazione - dedicata a elenchos e contraddizione performativa. Dal 1994 insegna Filosofia presso la Facoltà di Teologia di Lugano. Ha pubblicato il volume Sentieri riaperti (Milano 1990).È anche autore di saggi di antropologia e di filosofia morale.
L'essere cattolico a partire dagli scritti del Card. Leo Scheffczyk.
Nel settembre 2020, la facoltà di teologia di Lugano (Svizzera) ha ospitato un simposio internazionale in occasione del centesimo anniversario della nascita di Leo Scheffczyk (1920-2005), nominato cardinale da san Giovanni Paolo II per i suoi meriti teologici. Scheffczyk ha sviluppato una profonda sintesi della fede cattolica. Allo stesso tempo, era aperto alle molteplici esperienze che possono avvicinarci al mistero di Dio. Dopo una discussione sistematica del tema della "esperienza" (tra scienze naturali, filosofia e teologia), il volume offre vari contributi al dialogo del cardinale con teologi contemporanei, partendo dal Concilio Vaticano II (tra i quali Karl Rahner, Edward Schillebeeckx, Leonardo Boff, Joseph Ratzinger e Hans Urs von Balthasar). La parte seguente si dedica all'importanza e all'esperienza della grazia. Altri temi riguardano il realismo salvifico, lo sviluppo dei dogmi, il principio di 'et-et' e l'essere cattolico nel contesto della globalizzazione.
Assistiamo oggi al diffondersi di testi – alcuni dei quali sono autentici best-seller – che propagano l’ateismo e intentano un attacco alla religione. L’autore del presente saggio, teologo nordamericano profondo conoscitore di questa letteratura, espone in modo puntuale i tratti caratteristici di questo fenomeno “nuovo”, avvicinandone con rilievo critico le tesi principali e i punti problematici.
Dalla quarta di copertina:
«È un fenomeno facilmente osservabile nelle librerie e sulla stampa: si vanno diffondendo libri che propagano l’ateismo e intentano un attacco diretto alla religione, in particolare al cristianesimo, raggiungendo anche tirature da best-seller.
Il merito del libro del teologo nordamericano di Washington, John Haught, è di conoscere la varia letteratura in materia, soprattutto di lingua inglese (anche digitale), ma di concentrarsi sui libri più completi e più diffusi di questa tendenza, e precisamente L’illusione di Dio (2006) di Richard Dawkins; La fine della fede (2004) di Sam Harris; Dio non è grande (2007) di Christopher Hitchens.
La concentrazione sui testi principali, nel contesto di altri scritti, ampiamente citati, permette al teologo di svolgere una trattazione essenziale e puntuale, espositiva e critica, delle tesi principali di questo fenomeno».
dall’Editoriale
L'opera affronta alcuni aspetti del nostro rapporto con le persone con disabilità mentale. Con presentazione di Massimo Reichlin.
Ricco di nozioni storiche e di considerazioni filosofico-teologiche, il saggio offre un contributo alla nostra comprensione del valore umano dello sport e del suo posto nella vita cristiana, oltre le facili letture che se ne danno di solito in chiave moralistica. Le tesi dell'autore sono tanto incisive quanto provocatorie: nessuno, fra quanti leggeranno questo piacevole libro, guarderà più allo sport nello stesso modo di prima.
Con grande semplicità e senza mai banalizzare, proponendo un approccio integrato e multidisciplinare, Harvey spiega con argomenti razionali e di fede le molteplici questioni che ruotano intorno all'attrazione verso persone dello stesso sesso. Sulla base della sua solida formazione di psicologo, professore di teologia morale e direttore spirituale, Harvey non si sottrae al confronto con le opinioni contrarie al bene della persona, le confuta con chiarezza e carità, doti tanto necessarie quanto rare quando si viene a trattare di quest'argomento, su cui anche il mondo cattolico - non la Chiesa - sembra essere ancora molto confuso. Prefazione di Matteo Maria Zuppi, postfazione di Juan José Perez-Soba.
L'esigenza di spiritualità nel mondo occidentale è più forte che mai. Allo stesso tempo le Chiese perdono membri e importanza. La nostra cultura sembra dunque in preda a una profonda crisi di fede. Perché? Perché troppo spesso ci si accontenta di risposte superficiali e concezioni di Dio approssimative, se non addirittura falsate. Eppure il Dio della Bibbia non è un "simpatico bonaccione", men che meno è irrilevante e inoffensivo. Dio smuove e commuove allo stesso tempo. È un Dio che provoca meraviglia: quella meraviglia che molti hanno smarrito. Johannes Hartl spiega come ritrovarla. Il suo messaggio è: dobbiamo uscire dalla nostra zona di comfort spirituale, per tornare ad abitare (e annunciare) una fede piena e appagante. Il suo libro è un rifiuto del cristianesimo "effetto benessere". Lo dichiara in modo netto: se vogliamo prendere sul serio la nostra fede, dobbiamo prendere sul serio Dio. Anche se questo Dio indomito a volte diventa scomodo e scuote le nostre facili certezze. Prefazione di Hermann Gletter.
Nell'ottica di Harnack il dogma è considerato dalla prospettiva dell'incontro della predicazione cristiana con la cultura ellenistica, e la sua storia come storia della concettualizzazione e della sostanziazione metafisica della figura di Gesù. Scritto di portata rivoluzionaria, la Storia di Harnack è la messa in discussione della legittimità di un cristianesimo fondato sui dogmi. Frutto di un sapere vastissimo, quest'opera - per dirla con Yves Congar - è il risultato felice del concorso di una serie di doni eccezionali: potenza di lavoro, chiarezza di vedute, unione di erudizione del dettaglio e di visione d'insieme, sensibilità per gli sviluppi e le differenze, e tutte queste capacità unite a uno stile brillante e alle qualità del conferenziere. L'edizione del centenario è la ristampa anastatica in sette volumi di quella straordinaria impresa editoriale che fu la versione italiana edita alla vigilia della prima guerra mondiale, tra il 1912 e il 1914, in Svizzera. Il volume primo, dopo una parte introduttiva sull'idea, la funzione e i presupposti della storia del dogma, prende in esame il cristianesimo delle origini, sia gentile sia giudaico, fino ai tempi e alla figura di Marcione
Nell'ottica di Harnack la storia del dogma è considerata dalla prospettiva dell'incontro della predicazione cristiana con la cultura ellenistica, e la sua storia come storia della concettualizzazione e della sostanziazione metafisica della figura di Gesù. Scritto di portata rivoluzionaria, la Storia di Harnack è la messa in discussione della legittimità di un cristianesimo fondato sui dogmi. Frutto di un sapere vastissimo, quest'opera - per dirla con Yves Congar - è il risultato felice del concorso di una serie di doni eccezionali: potenza di lavoro, chiarezza di vedute, unione di erudizione del dettaglio e di visione d'insieme, sensibilità per gli sviluppi e le differenze, e tutte queste capacità unite a uno stile brillante e alle qualità del conferenziere. Il volume secondo (di sette) si apre con uno sguardo storico generale sulla formazione della chiesa apostolica per proseguire con la storia dell'ellenizzazione del cristianesimo in quanto sistema di dottrina.

