
Questo lavoro vuole offrire un modesto contributo per fronteggiare una crisi di identità che, in alcuni casi, ha assunto proporzioni drammatiche. Mi sta a cuore riuscire a presentare una visione panoramica più completa possibile della spiritualità francescana a partire dagli elementi basilari che la definiscono.
Spero che il mio contributo possa aiutare molti a trovare motivi validi per entrare a far parte della grande Famiglia francescana, e possa aiutare altri a trovare motivi convincenti per rimanere.
Dalla presentazione dell'autore.
Il libro offre una riflessione sulla presenza e l’importanza dello Spirito Santo nel vissuto del credente. Le considerazioni sviluppate da Juan Uriarte puntano a rivitalizzare la presenza cristiana nella società di oggi, ossia a promuovere un “modello alternativo” di vita tanto ecclesiale quanto civile.
Dapprima il testo descrive un mondo bisognoso di Spirito e raccoglie alcuni dei segni più preoccupanti di questa carenza. In un secondo momento richiama le affermazioni di carattere teologico e spirituale che ci avvicinano all’identità e alla missione dello Spirito Santo. In un terzo passaggio il libro presenta alcune dimensioni dello Spirito Santo che illuminano la gestazione dell’uomo “alternativo”. Il quarto capitolo tratteggia il profilo di quest’uomo spirituale e alternativo e, allo stesso tempo, scopre in esso la “complicità” e l’impronta dello Spirito Santo. Nella quinta parte si indicano una serie di compiti che, per generare questo tipo di persone e di comunità, lo Spirito assegna oggi alla Chiesa.
La chiesa oggi deve fare un atto di coraggio e rendersi conto che si trova davanti a una realtà che corre velocissima e che rischia di far sentire il suo linguaggio fuori tempo, inadeguato. Bisogna muoversi come sta già facendo papa Francesco: tornare al cuore del linguaggio evangelico ed elaborare un linguaggio nuovo. E di questo cambiamento i veri protagonisti sono i giovani.
Descrizione dell'opera
I racconti dei quattro Vangeli sono il cuore della formazione spirituale del cristiano. Si trovano all'inizio del Nuovo Testamento come testimonianza principale su Gesù di Nazaret, vengono proclamati nella messa e costituiscono il riferimento per la catechesi e i percorsi di catecumenato.
Ciascuno dei quattro evangelisti offre una "voce" che racconta la storia di Gesù e la venuta del regno di Dio. Ogni voce ha il suo timbro forte e la si può ascoltare separatamente, ma insieme creano un canto profondo, armonico, come se fossero un unico coro.
Il volume presenta i Vangeli di Matteo, Marco, Luca e Giovanni, accompagnandoli con strumenti che aiutano il lettore a capire il testo e a colmare la distanza tra la cultura e la lingua del mondo mediterraneo antico e le nostre.
All'inizio del volume vengono fornite le informazioni essenziali che introducono alla lettura dei Vangeli, mentre la parte finale spiega l'utilizzo che la Chiesa fa di questi testi nella liturgia e propone un elenco delle letture che scandiscono i cicli dell'anno liturgico.
Il testo evangelico è corredato di note, fotografie e cartine, riquadri di sintesi, spiegazione di parole chiave. Un utile ed efficace apparato di informazioni e di approfondimenti per capire e vivere nell'oggi il messaggio di Gesù.
Sommario
Approfondimenti archeologici. Cartine. Definizioni e spiegazioni di termini e idee (R.D. Witherup). Spunti di preghiere (M. Wiederkehr). Insegnamenti di giustizia sociale (M. Elsbernd). Personaggi principali (R.D. Witherup). Personaggi non così minori (C. Upchurch). Riassunti dei vangeli (R.D. Witherup). Riquadri esplicativi (R.D. Witherup). Ulteriori inserti esplicativi (R.D. Witherup). Uso liturgico delle Scritture (R.D. Witherup).
Note sui curatori
CATHERINE UPCHURCH è direttrice del Little Rock Scripture Study in Arkansas.Si occupa di formazione e catechesi per gli adulti attraverso pubblicazioni, conferenze, corsi e incontri di riflessione. È direttrice del periodico A Year of Sundays e condirettrice della rivista di spiritualità biblica The Bible Today.
RONALD D. WITHERUP,preside di facoltà e docente di Sacre Scritture al St. Patrick Seminary di Menlo Park (California), è superiore generale della Compagnia dei sacerdoti di san Sulpizio, congregazione dedita principalmente alla gestione dei seminari e alla formazione del clero. Tra le sue pubblicazioni tradotte in italiano: La conversione nel Nuovo Testamento, Àncora, Milano 22001.
Il dono di una “miscellanea di studi” in onore di un Collega, giunto al prestigioso traguardo dell’ottantesimo genetliaco, è anzitutto un riconoscimento allo studioso e insieme l’occasione per ripercorrerne il profilo e l’esperienza di vita.
Per me è un privilegio presentare questa raccolta di contributi promossa dalla Pontificia Università Salesiana per il Card. Angelo Amato, avendo condiviso con lui fin dalla giovinezza gli anni degli studi, della specializzazione e dell’insegnamento nella sede romana del “Salesianum”, e successivamente la prima proiezione al servizio della Santa Sede come Consultore di importanti dicasteri della Curia Romana, fino a diventare Segretario della Congregazione per la Dottrina della Fede e infine Prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi.
Vedendolo da vicino, ho ammirato in Don Angelo la curiosità per la qualità e per la varietà, la passione per la scuola e per la didattica, con una tendenza innata e sempre più consolidata alla perfezione negli scritti e nella predicazione, ciò che suscitò per lui una universale stima. (…) Siamo davanti a un intellettuale che, innestato sulla tradizione dei Padri, ha sviscerato le ricchezze della Cristologia e della Mariologia, comunicandone la bellezza e lo splendore a schiere di discepoli.
Accompagnando poi il delicato e fondamentale lavoro della Congregazione per la Dottrina della Fede (2002-2008), come esperto “cooperatore della verità” ha contribuito a cesellare importanti documenti per guidare il popolo di Dio nella pluralità della ricerca teologica, con una rispettosa attenzione al dialogo ecumenico e interreligioso. Negli ultimi anni (2008-2018), la vita del Card. Amato è stata scandita dalle beatificazioni e dalle canonizzazioni che hanno comprovato pubblicamente la santità della Chiesa pellegrina nel tempo.
Auspico vivamente che il Card. Amato continui ad accompagnarci con la luce dei suoi scritti e con il gusto del vero e del bello riflesso anche nella produzione iconografica a cui si dedica con sorprendente ispirazione. “Ad Multos annos”!
(dalla Prefazione di S. Em. il Card. Tarcisio Bertone)
L'opera di Unamuno, che presenta tutti i tratti di organicità e sistematicità, non sarebbe comprensibile pienamente se non se ne evidenziassero le basi filosofiche e le preoccupazioni teologiche. È infatti alla luce di una filosofia della religione che le ricerche incentrate sull'unico problema, quello dell'ansia immortale di immortalità dell'uomo concreto, pervengono ad una prospettiva coerente ed unitaria anche se ciò non esclude un'evoluzione intellettuale ed esistenziale. Unamuno è un autentico uomo religioso che ha vissuto una struggente quanto tragica ansia di eternità, di sete di Dio, pur non avendo abbracciato totalmente nessun credo religioso positivo, giacché egli ha sempre reagito con veemenza contro ogni tentativo di volerlo incasellare. Unamuno è fautore di una religione poetica, issata sull'esperienza della parola creatrice, mediante la quale non soccombe alla tentazione del nulla. I nuclei fondamentali della riflessione unamuniana ruotano intorno a due temi, i quali rappresentano, per così dire, due facce della stessa medaglia: l'ansia per il destino umano e la preoccupazione per la personalità, da non intendersi in senso psicologico, ma etico-esistenziale, come emerge sia nell'opera sul "Sentimento tragico della vita" (1913) sia nei celebri poemi dove ribadisce che "Il fine della vita è di farsi un'anima".
Miguel de Unamuno (Bilbao, 1 864 - Salamanca, 1936), uno dei più importanti filosofi spagnoli del secolo scorso, concepì "l'Agonia del cristianesimo" (1924), un'opera dal taglio colloquiale e semi-autobiografico, in seguito a una profonda crisi esistenziale, più forte e pregnante di quella grande crisi spirituale che l'aveva gettato nello sconforto nel 1 897, dettata anche dal tormento nostalgico vissuto durante l'esilio e la fuga in Francia. Tutta la vita di Unamuno si sviluppò in una costante lotta interiore che è stata ragione di confronto con i grandi temi del cristianesimo e motivo di impegno politico e sociale e che lo ha portato a scontrarsi con la monarchia, con la dittatura di Primo de Rivera e con la sollevazione militare di Franco agli albori della guerra civile spagnola, durante la quale Unamuno morì, nel 1936. In questo scritto, molte delle idee già espresse in Del sentimento tragico della vita (1913) vengono rinnovate da una forte vis polemica nei confronti della società e delle ideologie precostituite, e da un intenso dramma interiore. Un conflitto che sta alla base della stessa agonia del cristianesimo che abita ogni singolo individuo, ogni uomo cristiano, che è agonico per definizione. L'agonia è, infatti, la "lotta" di chi vive lottando contro la vita stessa, e contro la morte, poiché il fine della vita è farsi un'anima, un'anima immortale. Questa è per Unamuno "ansia d'immortalità".
Questo volume offre una rilettura del pensiero di Bernard Lonergan in chiave etica, proponendo un metodo trascendentale capace di orientare il discernimento morale nell’epoca contemporanea. Muovendo dall’analisi della coscienza intenzionale e dei suoi quattro livelli - esperienza, comprensione, giudizio e decisione - l’autore mostra come l’«auto-trascendenza» possa costituire la base di una trasformazione personale e comunitaria. In un contesto segnato da relativismo e crisi di valori, il realismo critico di Lonergan si rivela una risorsa per fondare la ricerca della verità e del bene comune, evitando derive soggettivistiche. Attraverso il dialogo con il cinema, la riflessione sul progresso tecnologico e l’urgenza ecologica, il saggio dimostra la vitalità di un approccio che integra filosofia e teologia. La novità dell’opera risiede nel legame sistematico tra la struttura cognitiva lonerganiana e i problemi attuali - dall’innovazione scientifica all’ecologia integrale - proponendo un’etica radicata nella via pulchritudinis, capace di coniugare rigore intellettuale e apertura al dialogo.
La questione antropologica è oggi più che mai urgente in tutti gli ambiti. Che cosa è l'uomo? Meglio, chi è l'uomo? Varie sono le risposte, spesso tra loro inconciliabili. Eppure il presente e il futuro dell'uomo, nonché del pianeta in cui vive, dipendono non poco dalle risposte di cui si occupa l'antropologia teologica. In tale orizzonte il volume presenta in particolare il pensiero di Chiara Lubich, offrendo alcune novità dal punto di vista metodologico e contenutistico. Dopo un'introduzione sulla persona e l'opera letteraria della Lubich, vengono esaminati i contenuti più importanti della sua concezione antropologica, alla luce della specifica metodologia dell'autore: una "metodologia dall'interno", che si differenzia da quelle che la tradizione teologica ha definito "dall'alto" o "dal basso". Ne deriva la constatazione di quanto pertinente sia per l'antropologia della Lubich l'attributo a essa associato di "trinitaria".

