
"Il centro vitale della fede cristiana è il Verbo incarnato (cf. Gv 1,1-18), la sua relazione con il Padre e lo Spirito Santo, il vincolo di amore consolidato con l'umanità e l'intero creato. La passione che caratterizza lo studio teologico relativamente alla dimensione storico-culturale nei confronti del Galileo non vuole suscitare maggiore adesione al messaggio da lui proposto, quanto comprendere sempre meglio la portata delle sue parole e della sua opera. Esse rappresentano un'unità inscindibile con la persona divina-umana di Gesù di Nazaret, riconosciuto e confessato Cristo dalla comunità dei discepoli». dalla Prefazione di Mons. Domenico Battaglia. «L'essenza di questo libro è contenuta nella citazione in capite, tratta dal Vangelo secondo Giovanni: "Se tu conoscessi il dono di Dio". Un'espressione presente nel dialogo tra Gesù e la Samaritana al pozzo (cf. Gv 4,1-42). In questo invito c'è l'indirizzo, la bussola, la strada del percorso cristologico offerto dall'autore che ricorda a tutti la vera dinamica di ogni processo conoscitivo proposto dalla teologia. Chi più si avvicina a Dio, anche grazie all'approfondimento speculativo del dato rivelato, sente maggiormente la responsabilità e la cura per ogni dimensione umana, per ogni persona». dalla Postfazione di Carmine Matarazzo.
Quest’opera di Arnaldo Vidigal Xavier da Silveira rappresenta un importante contributo alla teologia del XX secolo per il rigore intellettuale con cui affronta un tema difficile e mai adeguatamente approfondito: quello della possibilità di un Papa eretico. L’autore non si limita ad offrirci un quadro sintetico ed esaustivo delle diverse posizioni teologiche e canoniche emerse nel corso dei secoli, ma propone una equilibrata soluzione del problema, invitando i teologi a cercare una posizione condivisa. Lo studio venne pubblicato nel 1975 in lingua francese, ma ebbe diffusione solo tra gli specialisti. Oggi viene presentato per la prima volta al grande pubblico offrendo un contributo primario al dibattito, anche per il suo distacco dalla contingenza dell’ora presente.
Il volume raccoglie alcune delle sue interviste fatte a teologi conosciuti e apprezzati anche a livello internazionale, come l'arcivescovo Bruno Forte, il padovano Luigi Sartori, artefice di profonde intuizioni teologiche e l'islamologo Maurice Borrmans. Sapientemente inserite in questo libro, le interviste proposte fanno respirare al lettore la mistica spiritualita della comunita monastica di Bose, la ventata di novita portata oggi nella Chiesa e nella societa dal movimento dei Focolarini, quella serieta dello studio e della riflessione che si ha l'impressione di toccare con mano negli Atenei Pontifici, nonche la competenza propria dei figli di Sant'Ignazio di Loyola quando si commentano i Vangeli. Nella prima parte del libro a presentare i valori fondanti del Cristianesimo sono: Luciano Manicardi, Ignazio Sanna, Maurice Borrmans e Luigi Sartori. La seconda tematica e affrontata da Francesco Maceri, Ulderico Parente. A parlare di Teologia, infine, sono Bruno Forte e Piero Coda.
Dell'esistenza del purgatorio e della difficoltà di una sua definizione secondo la natura oggettiva, ci interessa in maniera particolare, e ciò giustifica il titolo dato alla presente opera, il modo in cui alcuni pontefici si sono attivati affinché questa dottrina venisse dapprima promulgata, poi rielaborata e dunque infissa nella coscienza dei fedeli ed in tal modo trasmessa alle genti, nonché del loro lavoro ministeriale rispetto al suo rapporto con le indulgenze e con la preghiera offerta per i defunti.
Medico e filosofo tedesco, di famiglia protestante ma passato al cattolicesimo e diventato prete, Johannes Scheffler (1624-1677), che assunse lo pseudonimo di Angelus Silesius (angelo della Slesia), è stato giustamente definito "versificatore di Eckhart", ma il suo "Pellegrino cherubico" è in realtà una sintesi completa della tradizione mistica occidentale. Esso fonde mirabilmente la riflessione di origine classica, soprattutto neoplatonica, filtrata attraverso i mistici medievali tedeschi, con i motivi più profondi della pietà cristiana. Il versante speculativo del libro è stato altamente stimato da pensatori quali Hegel e Schopenhauer, e la sua profondità psicologica ha causato l'ammirazione di psicoanalisti come Lacan. Il "Pellegrino cherubico" non è però un'opera facile: i suoi distici racchiudono spesso, nel breve spazio di due versi, concetti tra i più elevati del misticismo. La versione qui presentata, con l'accuratezza della traduzione e la ricchezza della introduzione e delle note, permette al lettore la comprensione e il godimento di questo capolavoro della poesia tedesca e di quella spirituale di tutti i tempi.
La chiesa trova se stessa se esce da sé. Se diventa rilevante per l'umanità e per le sfide del presente. Se, mettendosi alla sequela di Gesù, contribuisce all'"unità di tutto il genere umano". In conformità con questo principio teologico del Vaticano II, Stefan Silber illustra anzitutto il contesto socio-culturale della chiesa di oggi. Approfondisce, in un secondo passaggio, diversi aspetti della "chiesa dei laici" con concretizzazioni della dottrina della "chiesa dei poveri" (con un particolare riferimento da Dom Hélder Câmara e a papa Francesco). Nell'ultima parte del saggio discute le conseguenze pratiche di questa impostazione, in relazione a cinque diversi temi. I contributi riflettono così la necessità fondamentale di una conversione pastorale e missionaria per la chiesa e indicano in quale direzione essa dovrebbe puntare - e dove questo avviene già. Papa Francesco ci invita a chiederci sempre di nuovo come vogliamo comprendere la chiesa; non solo, ma ci domanda soprattutto di viverla in modo nuovo. Questo libro ha lo scopo di fornire impulsi per entrambi questi aspetti, prendendo posizione su vari temi e fornendo proposte su diverse sfide.
Una storia raccontata da un bambino di 8 anni, Davide, che ha avuto dal cielo il dono di vedere cosa ci sarà dopo la morte. Un racconto fatto non solo di parole, ma con una vita passata dalla tragedia di una malattia incurabile alla speranza e alla gioia. A Davide sono venuti incontro gli Angeli, la Madonna (due volte al santuario di Cassano delle Murge) e poi Gesù - dal giorno della prima Comunione. Così testimoniano i suoi genitori, Elisa e Salvatore, che il bambino ha condotto sulla strada della fede: «Nelle parole certe di nostro figlio e nei suoi occhi pieni di luce, abbiamo visto che esiste il Paradiso. Davide non vedeva l'ora di andarci e ora ci attende là!».
Una presentazione dell'ordito ecclesiologico della trama pastorale di Mons. Cesare Pagani (1921-1988). Il libro non e una biografia in senso classico e nemmeno unacronistoria dettagliata dell'episcopato tifernate-eugubino eperugino-pievese di mons. Cesare Pagani (1921-1988); non e neppure una rassegna di ricordi personali. Queste pagine sonouna presentazione dell'ordito ecclesiologico della trama pastorale che il compianto Arcivescovo ha inserito nel solco dela stagione postconciliare; una presentazione nella quale ilrimando alla necessaria scansione temporale fa solo da sfondo al prevalente interesse per le lettere pastorali, pensate e redatte come strumento di dialogo sulle molteplici sfide che la Chiesa, giunta alla soglia" del terzo millennio di storia, e chiamata non solo a lanciare con energia, ma anche araccogliere con simpatia. Il libro non intende tener vivo solo il ricordo di mons. C.Pagani, ma vuole offrire l'occasione per ritrovare nella ricchezza della sua personalita, "nuovi segni di vita, nuovi richiami di testimonianza e di impegno nella Chiesa". "
«La visita pastorale nella diocesi di Foligno mi ha aiutato a cercare la presenza del Signore lungo i sentieri degli uomini, facendomi capire che la cattedra episcopale non è un bene immobile, ma mobile, e che in ogni strada c’è una corsia che conduce a Dio, perché in ogni cuore è latente una sete di infinito».
Volti incontrati, storie toccate con mano e raccontate da una Chiesa “in uscita”, che nelle piccole esperienze di vita quotidiana ha riconosciuto segni di Vangelo.
Lo scorrere del tempo consente di misurare, in un rapporto di rilievo storico, sia l'imponenza della statura umana, cristiana e presbiterale di don Primo Mazzolari, sia la risonanza dell’opera da lui svolta nella Chiesa e nella società italiana della prima metà del ‘900, come pure la rilevanza della sua visione ecclesiologica, legata alla forza dell’intuizione più che alla legge della speculazione. Il Parroco di Bozzolo ha contribuito, come "manovale", ad allestire il "cantiere" del Concilio Vaticano II. Il manovale ha il compito di preparare i ferri e le tavole per la carpenteria, così come la malta per il muratore; la pala, la betoniera e la carriola sono gli strumenti del suo mestiere. Egli è il primo anello della "catena di montaggio" delle maestranze di un cantiere edile: è abituato alle intemperie, a mangiare polvere, a sopportare i richiami del capomastro, senza venire a patti con la propria coscienza, come ha saputo fare, con nobile semplicità, don Primo Mazzolari.
Il titolo di questo volume è tratto dall'epitaffio tombale di Silvestro II al Laterano. La Doctissima Virgo per eccellenza è la Madonna, la cui immagine è stata scelta per la copertina, ma il testo originale può alludere anche alla Sapienza, la Sophia.

