
Il giullare è colui che simbolicamente cammina a testa in giù e, così, propone uno sguardo capovolto sul mondo. L’espressione “giullare di Dio” (ioculator Domini) esprime per questo la sintesi della rivoluzione culturale di Francesco d’Assisi. Il suo sguardo rovesciato ha origine in una particolare proposta cristiana, che dalla follia dell’intuizione si incarna sia nella rappresentazione materiale sia nella storia, nella realtà dell’istituzione entro le forme “ordinate” dell’organizzazione politica, civile, religiosa ed economica. La vita fraterna come sudditanza reciproca, la rinuncia radicale al potere e alla ricchezza sotto ogni aspetto, la posizione di sottomissione e minorità, la gratuità del dono, la nudità come inanizione e privazione sono tutte “proposte ribaltate” che invertono – o tengono insieme – dentro e fuori, essere e apparire, visione e azione, parola e gesto, alto e basso, sublime e umile. Tale mutazione delle forme della rappresentazione e della concezione del mondo è tuttora una delle chiavi per comprendere la cultura umanistica e la modernità nel suo complesso. Nel volume studiosi di diverse discipline mostrano come la logica del rovesciamento di Francesco abbia inciso su arti figurative, letteratura, predicazione, devozione e drammaturgia, modificando nel profondo la cultura istituzionale, politica ed economica dell’Occidente medievale.
Oggi la religione è una realtà troppo complessa perché una sola disciplina, qualunque sia, possa esaurirla. Le scienze che se ne occupano costituiscono un campo conoscitivo in continua ridefinizione, aperto al confronto tra saperi diversi. Il panorama religioso è cambiato radicalmente, con l’affermazione del pluralismo e il ritorno delle religioni sulla scena pubblica. Le più recenti tecnologie digitali comportano un cambio di paradigma e i dibattiti sul metodo scientifico contribuiscono a mettere in luce il ruolo inevitabile della soggettività dello studioso, non semplice osservatore esterno, ma attore coinvolto nei processi di costruzione e interpretazione dell’oggetto di studio. In questa nuova edizione aggiornata e ampliata, il manuale affianca alle discipline tradizionali (sociologia, antropologia, psicologia) altre prospettive, come quelle proposte da teologia, filosofia, storia, neuroscienze, geografia, diritto comparato, educazione, semiotica, Digital Humanities. Far interagire strumenti, metodi e linguaggi è un requisito imprescindibile per costruire conoscenze adeguate a leggere e interpretare la pluralità dei fenomeni religiosi.
"Per fedeltà d'amore"è un viaggio intenso e coinvolgente alla scoperta della figura di Ildegarda di Bingen, monaca, profetessa, guaritrice e musicista del XII secolo, riletta attraverso una lente contemporanea. Francesca Serra intreccia spiritualità, antropologia, medicina e poesia in un'opera che esplora la vocazione come risposta a una chiamata d'amore, e la fedeltà come radice profonda del prendersi cura di sé, degli altri e del mondo. Questo libro parla al cuore e al corpo: invita a rallentare, ad ascoltarsi, a ritrovare equilibrio interiore e senso del sacro nella vita quotidiana. La visione ildegardiana della salute - intesa come armonia tra anima, corpo e natura - si rivela sorprendentemente attuale in un'epoca segnata da ansia, disconnessione e fragilità. Attraverso un linguaggio accessibile ma ricco di profondità, Serra ci accompagna in un percorso di guarigione del sé, dove la spiritualità non è evasione ma pratica concreta, radicata nel vivere, nel sentire e nel condividere. Un libro che consola, ispira e restituisce forza vitale.
La Riforma protestante rappresenta un momento di svolta per il rapporto delle donne con la Bibbia. La crescente alfabetizzazione e il focus sulla dimensione profetica dell'azione ecclesiale aprono loro nuove possibilità di acquisizione e trasmissione del testo sacro, nonostante la chiusura dei monasteri comporti la perdita di spazi di autodeterminazione femminile. La struttura patriarcale della società che impedisce alle donne il diritto di partecipazione resta sostanzialmente invariata; eppure, nonostante ciò, donne di tutti gli strati sociali hanno avuto la possibilità di leggere la Bibbia nelle diverse traduzioni volgari e di confrontarsi su questioni di fede non solo nello spazio privato, ma anche nella sfera pubblica. Il volume illustra questo processo, offrendo studi dedicati alle interpretazioni femminili della Bibbia nell'Europa centrale, occidentale e meridionale, nelle Isole britanniche e in Scandinavia.
Questo volume intende commemorare uno degli eventi più particolari e rilevanti della storia della chiesa cattolica del Giappone alla fine del XVI secolo: l’arrivo a Roma, nel 1585, di quattro ragazzi guidati da padri gesuiti, per rendere omaggio e obbedienza a papa Gregorio XIII.
È la sorpresa del Conclave per la successione di Francesco. Primo Papa dell'America del Nord, per quarant'anni missionario e vescovo in Perù. Leone XIV, al secolo Robert - "Bob" - Francis Prevost, è nato il 14 settembre del 1955. I 133 cardinali elettori lo hanno chiamato a guidare la Chiesa in un tempo in cui il mondo è segnato da quella che papa Bergoglio chiamava la terza guerra mondiale a pezzi. I primi gesti, le prime parole per capire come sarà il suo Pontificato a partire dal grande tema della pace; come affronterà questioni del dialogo ecumenico e interreligioso; quali saranno i suoi rapporti con gli Stati Uniti, dove ha già avuto divergenze con il presidente e il vicepresidente, e dove viene considerato il meno americano dei cardinali americani. Quale la sua attenzione per i migranti, il Sud del mondo, la povertà. L'inizio di un viaggio per cercare di conoscere Leone XIV e per scoprire qualche piccola curiosità.
Pur costretti dalla loro stessa immagine pubblica a una postura di asciutta razionalità, per tutto il corso dell'età moderna i monaci benedettini cassinesi si mostrarono profondamente fiduciosi non solo nella possibilità dei miracoli, ma anche nella capacità, posseduta da speciali oggetti, di favorirne il verificarsi. Ma quanto era radicata la credenza che taluni oggetti giocassero un ruolo primario nel provocare eventi prodigiosi? La presente ricerca prende in considerazione questo peculiare aspetto dell'esperienza religiosa maturata nella più grande formazione monastica dell'età moderna: la Congregazione benedettina cassinese.
Qual era il segreto di Pier Giorgio Frassati, giovane torinese morto a 24 anni, aperto, gioviale, sportivo, abile alpinista, impegnato politicamente, esempio di freschezza, gioia di vivere e grande generosità verso i più poveri? L'indissolubile connubio fra la fede e la vita, tra l'accoglienza del Vangelo e l'azione concreta nei diversi ambiti della realtà. Pier Giorgio era infatti convinto che la fede debba confrontarsi con tutto l'arco dell'esperienza umana, senza steccati, negli ambienti in cui si vive. «Un modello che può insegnare qualcosa a tutti» lo definì Filippo Turati, stupito perché «ciò che si legge di lui è così nuovo e insolito che riempie di riverente stupore anche chi non condivide la sua fede».
Protagonista e spettatrice degli eventi degli anni Settanta, l'Azione cattolica fu segnata dagli animatissimi dibattiti interni e dalla guida impressa dai presidenti nazionali (prima Vittorio Bachelet e poi Mario Agnes). Molte furono le tensioni provocate dall'unificazione organizzativa e soprattutto dal nuovo atteggiamento dell'associazione rispetto alla politica, e in particolare verso la Democrazia cristiana. Alla fine, più che un arretramento dalla scena pubblica, la "scelta religiosa" seguita al nuovo Statuto del 1969 fu un adattamento - ritenuto necessario - alle mutate condizioni della società e alle nuove traiettorie lungo cui l'Ac intendeva accompagnare il cattolicesimo uscito dal Concilio vaticano II. Addentrarsi nei "lunghi anni Settanta" dell'Azione cattolica - come è ora possibile attraverso i contributi presentati in questo volume - significa osservare con occhio critico un passaggio rilevante nella storia dell'Italia repubblicana e del cristianesimo. Le ricerche, svolte su documentazione d'archivio inedita e su moltissimi periodici, permettono così di scoprire protagonisti, luoghi e temi di una storia dalle origini composite e dagli esiti in parte imprevedibili.
La storia del cristianesimo in Giappone è tanto preziosa e commovente quanto sconosciuta ai più. Dopo una rapida fioritura grazie all'arrivo dei missionari europei nel XVI secolo, i cristiani andarono incontro a una serie di crudeli persecuzioni che portarono decine di migliaia di martiri, lasciando solo un piccolo gruppo di credenti a tramandare la fede nel segreto per oltre duecentocinquant'anni. L'ultima grande prova fu nel 1945, quando la bomba atomica venne sganciata proprio sul quartiere cristiano di Nagasaki. 17 marzo 1865. Mentre sta leggendo il breviario nella chiesa appena inaugurata a Oura, presso Nagasaki, padre Bernard Petitjean viene avvicinato da un piccolo gruppo di contadini. Una tra loro gli sussurra: «Abbiamo lo stesso cuore!» Dopo duecento anni di silenzio, i "cristiani nascosti- del Giappone rivelano la loro esistenza. Papa Pio IX li definì "il miracolo d'Oriente-. Il cristianesimo si era diffuso rapidamente in terra nipponica grazie all'opera dei gesuiti - primo fra tutti Francesco Saverio - e degli ordini mendicanti sbarcati nel XVI secolo. Dopo cinquant'anni di inarrestabile fioritura, la comunità dei fedeli andò incontro a violente persecuzioni che culminarono nella distruzione di tutte le chiese e nella cacciata degli stranieri dalla terra del Sol Levante: iniziava l'epoca del "paese blindato -, un isolamento che sarebbe terminato solo nel XIX secolo. Restava uno sparuto gruppo di cristiani, nei pressi di Nagasaki, i quali, trasmettendo la fede nel segreto, dovettero attendere sette generazioni prima di poter tornare allo scoperto. Nel 1945 la bomba atomica esplose proprio sul quartiere abitato dai cristiani di Nagasaki: il terzo sterminio di quel popolo in quattrocento anni.Questo saggio ripercorre gli sviluppi del cristianesimo in Giappone, dalle origini sino ai nostri tempi, inquadrandone le vicende nell'evolversi del contesto storico. Nel corso della narrazione, spiccano figure di grande fascino, tra cui il beato Giusto Takayama Ukon, considerato il più eccellente samurai del suo tempo; i servi di Dio Takashi Paolo Nagai e sua moglie Midori Marina Moriyama, la cui storia sta appassionando decine di migliaia di lettori in tutto il mondo; la venerabile Maria delle Formiche, che scelse di vivere con i più poveri. Accanto alle vicende dei cristiani, si aprono interessanti finestre su numerosi aspetti della cultura giapponese, come la cerimonia del the, i samurai, il buddhismo, il mito dell'imperatore, il boom economico nel XIX e XX secolo.
L'opera esplora la complessa storia dei simboli di Nicea e di Costantinopoli a 1700 anni dalla celebrazione del primo concilio ecumenico, del quale il Credo niceno attraverso quello di Costantinopoli, rappresenta l'eredità di più lunga durata, rimanendo sempre un punto di riferimento per le chiese. I contributi seguono lo sviluppo di questa formula a partire dal IV secolo, cioè dalla prima redazione del Simbolo nel 325, fino all'età contemporanea, attraverso le diverse tradizioni delle chiese, la trasmissione liturgica, letteraria, canonica, e missionaria, prestando attenzione agli aspetti filologici, paleografici, musicali e materiali. Il volume abbraccia così l'intera parabola del Simbolo niceno e niceno-costantinopolitano dalla tarda antichità, attraversando l'età medievale e poi moderna fino ai più recenti sviluppi del dibattito teologico. Alla ricostruzione storico-critica di questo percorso fanno da complemento una serie di exempla che nella loro particolarità restituiscono la trasversalità della storia di un testo e di una professione di fede trasmessi attraverso una molteplicità di lingue e tradizioni per approdare in contesti culturali, religiosi e sociali diversi, fino a innestarsi nella vita della maggioranza delle chiese.