
Caposaldo della Fede cristiana, punto fondamentale della "Spiritualità dell'unità", il significato profondo dell'Eucaristia: "Sacramento di unità". "Sei entrato nella mia vita più dell'aria nei miei polmoni, più del sangue nelle mie vene". Questa confidenza di Chiara Lubich, esprime il profondo rapporto personale che ha saputo instaurare lungo tutta la sua vita con Gesù Eucaristia. Punto fondamentale su cui si basa la spiritualità dell'unità essa produce frutti inaspettati che la rivelano "sacramento di unità", come il Concilio Vaticano II ha riaffermato con convinzione, facendo nascere una comunità nuova e germi di resurrezione nella storia e nella natura .Lungo il libro Chiara Lubich, attraverso pagine di diario e brani di conversazioni inedite, così come attraverso scritti pubblicati ma spesso non noti, attraverso episodi vivi e concreti narra la sua graduale scoperta della presenza di Gesù Eucaristia nella sua vita e in quella del Movimento a cui ha dato vita. Una narrazione che diventa "mistagogia", una proposta discreta che convince e coinvolge il lettore nella medesima esperienza.
Matthew Fox - ex domenicano espulso dall'ordine dall'ex prefetto della Congregazione per la dottrina della fede, Joseph Ratzinger, e ora sacerdote della Chiesa episcopale americana - denuncia la mancanza di compassione, tipica della società contemporanea, come perdita di una delle capacità fondamentali dell'essere umano.
Le rivelazioni del Sacro Cuore a santa Margherita Maria Alacoque e quelle sulla Divina Misericordia a santa Faustina Kowalska sono separate da circa duecentocinquanta anni, ma fanno parte di un unico progetto divino concepito per la salvezza degli uomini soprattutto per i "tempi ultimi", tempi nei quali la pratica della fede tenderà a raffreddarsi sulla terra. Nel presente volume, oltre alla ricostruzione della storia e dei contenuti dei messaggi di queste rivelazioni, si tratteggiano gli elementi dottrinali, scritturali, teologici e culturali che, recepiti poi nel magistero e nella liturgia, hanno costituito la premessa e il fondamento di devozioni che hanno informato tanta parte della spiritualità cattolica. Prefazione del cardinale Raymond Leo Burke.
"Credo che l'artista debba operare per svegliare e dilatare questa scintilla di assoluto che è in tutti, e che ci fa veramente uomini", affermava Diego Fabbri (1911-1980), una delle più alte e intense espressioni di quel "teatro cattolico" che darà altri straordinari esempi di feconda vitalità. Nel suo teatro, in effetti, Diego Fabbri, riconosciuto come autore di sicuro talento anche dai suoi critici più prevenuti, mette in scena una fede cristiana che si interroga e interroga senza posa lo spettatore fino a delineare quel senso "tragico della vita" che accomuna l'umanità migliore e più attenta alla realtà spirituale del vivere, e molto al di là degli steccati ideologici o confessionali. Scandagliare l'uomo, dunque, per giungere a quel mistero di Dio rivelato nella vicenda, scandalosa e luminosa, della croce e risurrezione di Gesù di Nazaret. A distanza di tanti anni, in un clima culturale mutato, sempre più teso ma anche aperto alle ragioni della speranza, cosa rimane e cosa può dirci ancora il teatro di Diego Fabbri? È la domanda a cui cercano di rispondere, da vari angolazioni, i contributi qui proposti.
"Il più bel Credo" sono le parole con cui inizia un bellissimo pensiero di Padre Pio. In esso il mistico francescano ha inteso affermare che il Credo più alto pronunciato dall'uomo è quello che gli sgorga dal cuore, nel momento della massima sofferenza quando, senza smarrirsi, si eleva a Dio e gli proclama tutta la sua fede.
Questo libro guarda al lutto e all’abbandono (nei casi di divorzio) attraverso gli occhi di uno psichiatra e attraverso il ricordo di coloro che hanno sperimentato queste forme di perdita.
Esso contiene un insieme di informazioni, interviste e consigli pratici che cercano di rispondere alla domanda: che cos’è il lutto? Come agisce emotivamente, fisicamente, mentalmente e spiritualmente su coloro che ne fanno esperienza? Come vengono elaborati il lutto e la separazione? Quando, queste elaborazioni, divengono preoccupanti e patologiche?
Le risposte non si limitano a passare in rassegna le conclusioni della ricerca psichiatrica ma osano andare oltre accennando al ruolo che la fede in Gesù Cristo può avere in queste condizioni.
Pablo Martinez, è uno psichiatra evangelico spagnolo. Oltre alla sua attività professionale è impegnato ampiamente nel ministero cristiano: é stato infatti Presidente dei Gruppi Biblici Universitari spagnoli, Presidente dell'Alleanza Evangelica spagnola, Insegnante di Psicologia pastorale al CEEB di Barcelona e nell'Instituto Biblico (IBSTE). Le Edizioni GBU hanno pubblicato di P. Martínez, Abba Padre, Teologia e psicologia della preghiera, La spina nella carne. Come trovare forza e speranza nella sofferenza.
Ali Hull, autrice delle interviste, è giornalista freelance e collabora con diverse agenzie evangeliche britanniche.
Indice
Prologo (A. Johnson)
1. Comprendere cosa succede interiormente:
le fasi di una normale elaborazione del lutto
2. Quando il recupero diventa difficile
Il lutto patologico e come prevenirlo
3. Come possiamo aiutare?
La consolazione dei familiari del defunto
4. Perdite molto dolorose
Genitori e bambini alle prese con il lutto
5. Il divorzio
La perdita di un amore e la morte di una relazione
6. Oltre il dolore
Conforto per il presente, speranza per il futuro
Capita di venire sorpresi dall'irrompere di fatti o persone - che non ci aspettavamo né ci auguravamo - dentro la nostra vita. Quando ce ne accorgiamo, ci troviamo ormai coinvolti e ce li dobbiamo sorbire! Una situazione del genere si verifica - particolarmente - quando viene a farci visita la signora Tribolazione. È maleducata fin dalla nascita, arriva senza chiedere permesso e nel momento meno opportuno; né pare accorgersi del disturbo che ci dà, anche se ne mostriamo evidenti i segni. Che fare, in questi casi? Non ho la pretesa di insegnarti un trucco magico per farla scomparire, né scrivo per offrirti cose che fa piacere sentire. Vorrei invece parlarti di quello che è necessario ascoltare. Ecco: dovremo imparare a trasformare questi tempi non desiderabili in occasione di crescita personale e di maturazione nella fede, di risveglio della speranza, di maggiore sensibilità alla presenza di Dio che guida la nostra vita. Come affrontare le prove della vita, secondo la dignità umana e la fede cristiana.
Accettare il declino e prepararsi a rinunciare al desiderio, del tutto comprensibile, di un'esistenza prolungata non significa rivoltarsi contro la bontà della vita. "Non mi respingere nel tempo della vecchiaia", dice il salmista, "affinché io possa raccontare la tua grandezza alle generazioni a venire". Accogliere il dono dell'ultima età della vita è espressione - e non rifiuto - di pienezza. La sua bellezza dev'essere tramandata e onorata: solo così, celebrandola come il tempo della lode, prenderemo atto delle nostre responsabilità e confermeremo il rapporto tra le generazioni fino all'ultimo giorno delle nostre vite. Un manuale per vivere con consapevolezza e gioia la terza età.
Prendersi cura degli altri come professionista, volontario o familiare può essere fonte di realizzazione personale e di affermazione di se stessi. Gli aforismi del libretto suggeriscono l'importanza di prendersi cura di se stessi per essere di vero aiuto agli altri, aprendo loro il cuore e testimoniando amore e fiducia. Assistere significa non solo occuparsi del fisico delle persone, ma dell'intera persona, in tutte le sue espressioni psicologiche, intellettuali e spirituali.
La sofferenza fa parte della vita umana. Occorre saperla affrontare in modo da trasformarla in opportunità di crescita e di energie da mettere a servizio degli altri. Questo non avviene automaticamente, ma attraverso un processo graduale e spesso faticoso. A volte è importante farsi aiutare anche da persone competenti per rendere il cammino più facile e fruttuoso.
La preghiera ha sempre necessità di apprendimento. Nonostante l'uomo di oggi sia convinto che la preghiera possa sgorgare spontaneamente dal cuore, è sempre necessario imparare a pregare. Nessun percorso è più vero e alto di quello che Gesù ha indicato ai suoi discepoli, quando gli hanno chiesto: "Signore, insegnaci a pregare" (Lc 11, 1). Queste pagine, senza dimenticare il difficile dialogo con la contemporaneità, intendono prendere sul serio le indicazioni di Gesù: parlare a Dio con le parole con cui Dio ci ha parlato, Lui che è Parola fatta carne nel Figlio. Riandare le parole del Padre Nostro e lasciare che esse si espandano fino a innervare la quotidianità e scoprire in essa la presenza di Dio.

