
Suddiviso in ventiquattro capitoli, tanti quanti sono gli anni vissuti dalla giovane carmelitana, il volume offre innanzi tutto una sintetica presentazione della personalità e dell'esperienza spirituale di Teresa di Lisieux. Seguono i capitoli, anch'essi brevemente introdotti dalla curatrice, e che intendono considerare da differenti punti di vista la dinamica dell'esperienza interiore della santa francese, mettendo in rilievo il suo pensiero, ma soprattutto il suo sentire. I brani tratti dall'epistolario vengono radunati attorno a tematiche specifiche: Dio, la fiducia, la debolezza, la vocazione, la sofferenza, la grazia, la prova, la santità, la Chiesa, Maria, la gioia... Anche da questi scritti emergono valori che vanno oltre il tempo e che manifestano tutta la loro modernità: l'incontro con Cristo; l'esigenza di farsi piccoli, la semplicità e l'umiltà, la gratitudine, uno sguardo sereno sulla propria debolezza.
La missione, nella prospettiva cristiana, è una delle espressioni più alte dell'amore del prossimo. L'impegno nella missione è anzitutto proporzionato alla consapevolezza del dono ricevuto: l'amore di Dio. Chi si sente da lui amato, chi scopre questo tesoro nascosto, si dedica alla missione perché i fratelli e le sorelle si sentano a loro volta amati e giungano alla sua stessa esperienza gioiosa. Pier Giordano Cabra offre qui alcuni appunti sparsi circa le più frequenti situazioni in cui viene a trovarsi chi è impegnato nella missione oggi. Non tratteggia dunque una ponderosa teologia della missione, ma raccoglie semplici considerazioni nate dalla vita, offrendole a chi desidera fare dell'esistenza cristiana un dono per gli altri - sapendo che il vangelo è un dono che nasce dalla gioia di chi lo offre e porta gioia a chi lo riceve.
Molti di noi tendono a essere estremamente critici verso sé stessi. Ci sono certi nefasti monologhi interiori in cui torniamo puntualmente a svalutare noi stessi, ad accusarci, perfino a insultarci. Chiunque riterrebbe inaccettabile rivolgersi a un altro con parole del genere, ma se lo facciamo riferendoci a noi stessi allora lo accettiamo. Quel che Michael Tischinger auspica, invece, è che smettiamo di comportarci così, seguendo invece l'adagio: Non fare a te stesso ciò che non vuoi che gli altri facciano a te. Nei suoi molti anni di pratica terapeutica, l'autore ha individuato una legge costante: la via della guarigione parte spesso dall'estraniazione da sé per giungere all'amore di sé. Ecco dunque che in 52 brevi storie Tischinger presenta le diverse possibilità e sfaccettature del volersi bene in rapporto alla salute psichica. Sono storie autentiche e toccanti - e che allo stesso tempo aprono, con leggerezza giocosa, la via d'accesso all'amore per sé stessi. Un libro, insomma, che suggerisce come volersi bene.
Di domenica in domenica il Risorto dà appuntamento ai suoi: il suo vangelo li raggiunge nelle loro fatiche, nei loro dubbi e nelle loro speranze. La sua Parola è una realtà viva: domanda di essere accolta e messa in pratica, oggi. È questa la vera fatica del credente: tenere sempre il cuore aperto, lasciarsi interpellare, disposto alla conversione. Le preghiere di questo libro nascono da questo ascolto, ascolto personale e ascolto condiviso con altri cristiani. Le loro reazioni e le loro esperienze sono il terreno fecondo in cui sono nate. Non intendono "coprire" la Parola, cioè sovrapporsi ad essa, ma casomai destare una risposta che parte dalle labbra per investire l'esistenza. Dall'ascolto, dunque, del vangelo della liturgia domenicale sorge il dialogo orante con il Tu che nella Scrittura torna a parlare a noi, per rispondere agli interrogativi e ai problemi che punteggiano la nostra vita quotidiana.
Spesso come cristiani facciamo di tutto per non dare nell'occhio. Al massimo, portiamo con noi dei piccoli segni che indicano la nostra fede o le nostre convinzioni religiose: una catenina con il crocifisso, l'effigie di un santo sul cruscotto o un adesivo sul parabrezza dell'auto. Magari approfittiamo della penombra di una chiesa per accendere furtivamente una candela e recitare una preghiera di intercessione. Insomma: ci mimetizziamo. Le cose si fanno però più avvincenti quando la fede chiede di manifestarsi all'esterno e noi usciamo allo scoperto. Ecco allora che sorgono domande molto concrete, come per esempio: devo portare il mio amico a messa con me? Come famiglia dobbiamo pregare prima dei pasti, anche se ci sono degli ospiti ai quali la nostra fede è estranea? Dov'è il luogo opportuno per manifestare ciò in cui credo? Sono pronto per mostrarmi come credente? E se vengo segnato a dito, ridicolizzato, emarginato, contestato? Mauritius Wilde incoraggia a rimanere ancoràti alla propria fede: a testimoniarla, come viene detto nella Bibbia. E invita a tutti gli effetti il lettore e la lettrice a un viaggio emozionante, a un percorso capace di nutrire e arricchire la spiritualità personale di ciascuno di noi.
Cosa ha da dire Giovanni della Croce al «giovane che vive sul divano [...] che va in pensione a 20 anni», per usare una forte immagine di papa Francesco? Questo testo confronta la realtà di dipendenza dalla tecnologia e dai social network unitamente all'opinione di una buona fetta di gioventù "atea per delusione", con la spiritualità del dottore mistico Giovanni della Croce. Il testo mette in luce l'attualità del Dottore Mistico che dimostra una profonda conoscenza delle dinamiche del conflitto interiore di fronte alle contraddizioni degli appetiti della natura sensibile che assediano da sempre la spiritualità umana. I suoi consigli sono al contempo sia la base per comprendere l'affettività autentica rivelata dal Cristo sia un tentativo di risposta al modo di pensare e di relazionarsi dei giovani scettici di oggi. Riscoprire la ricchezza dell'incontro concreto è l'augurio di questo libro.
"Beato l'uomo..." (Sal 1,1). Beato è l'aggettivo che inaugura il libro dei Salmi. Un aggettivo che ricorre centinaia di volte nella Bibbia, punteggiando le pagine dell'uno e dell'altro Testamento, dalla Genesi all'Apocalisse. Un aggettivo che suona come constatazione e augurio, promessa e annuncio, presente e futuro. Un aggettivo che - per l'intensità della sua ripresa anaforica - tocca la sua sommità espressiva sulle labbra di Gesù nel discorso della montagna (cf. Mt 5,1-12; Lc 6,20-26), in cui il Maestro traccia il ritratto dei discepoli mentre disegna contemporaneamente il proprio autoritratto . È lui l'uomo delle beatitudini e il cristiano, sapendo che "chiunque segue Cristo, l'uomo perfetto, diventa anch'egli più uomo", avverte come rivolta a se stesso la chiamata a diventare, a sua volta, un uomo delle beatitudini.
Tutti sappiamo quanto il tema del perdono e della misericordia di Dio verso il peccatore sia centrale nel ministero di papa Francesco, al punto che ha dedicato a questo argomento un anno giubilare straordinario. «Dio non si stanca mai di perdonare» è uno dei refrain della predicazione del papa venuto "dalla fine del mondo-. Il perdono, quindi, è coniugato sotto vari aspetti, che mettono al centro tre immagini precise: l'umanità che abbisogna di misericordia - un'umanità spesso affaticata, sotto pressione, divisa e a rischio di disperazione -; Gesù che si fa uomo proprio per salvare dalla schiavitù e che muore per liberarci, sacrificando se stesso perché il perdono di Dio e la riconciliazione tra noi sia possibile, oltre ogni legge; il Padre, che accoglie sempre il peccatore che ritorna a lui. Vi è un mezzo per cui questo perdono diviene evidente, ed è il Sacramento della Riconciliazione. Attorno a questi temi ruota il Bergoglio-pensiero e tutti, in breve, li ritroveremo nelle pagine seguenti.
Una lettera di Papa Francesco rivolta ai giovani, anzi al giovane, privilegiando il "tu" personale, in uno stile fatto di prossimità, franchezza, semplicità, tenerezza e simpatia.
Una rilettura dell'amicizia in chiave cristiana, quella che fratel Fusco offre in questo libro, a partire da un'analisi attenta e partecipata delle amicizie vissute da Gesù stesso. Ognuna di queste fu speciale: Giovanni, Lazzaro, Nicodemo, Maria di Magdala, fino a Giuda, ciascuno di questi rapporti racconta una particolare tipologia di amicizia. Fusco ripercorre queste relazioni attraverso racconti, meditazioni ed esercizi di preghiera, va a fondo del vero significato di amicizia e accresce e rende più maturo il nostro rapporto con Gesù.
Pensieri spirituali comunicati da Chiara Lubich ai focolari nel mondo espressione della sua vita e del suo carisma. 300 testi, alcuni dei quali inediti. Sin dai primi anni Ottanta Chiara Lubich, avvalendosi dei moderni mezzi di comunicazione, ha dato vita a una conferenza telefonica mensile o bimensile che collegava contemporaneamente dalla Svizzera (da cui il nome Collegamento CH) i più importanti centri del Movimenti dei Focolari sparsi nei cinque Continenti. In quell'occasione comunicava un pensiero spirituale, frutto della sua vita e del suo carisma. Ne è nata un'originalissima esperienza di vita cristiana comunitaria, a livello mondiale, che ha visto una folla di persone camminare insieme, aiutandosi reciprocamente, sulla via della santità. Il volume raccoglie i quasi 300 pensieri spirituali comunicati da Chiara Lubich tra il 1981 e il 2004 e alcuni altri inediti.

