
La cristianità orientale ha sempre riconosciuto alla liturgia la capacità di custodire tutto l’essenziale della nostra fede. I tropari, brevi inni poetici, introdotti nella liturgia bizantina nel corso dei secoli, sono esempio di questa sintesi di alto contenuto teologico, ricchezza spirituale e ricerca di una bellezza poetica che esprima la contemplazione. In essi troviamo espressa la fede dei padri della chiesa, con il loro approccio alla Scrittura e l’abbeverarsi alla sapienza dei primi concili. Queste preghiere, cantate nella liturgia con musiche di rara bellezza, vengono qui presentate divise secondo vari temi legati alle feste dell’anno liturgico, ai santi, al contenuto, perché anche il lettore occidentale possa accedere alle grandi ricchezze in essi contenute.
“Venite, ascendiamo al monte santo,
con fede contempliamo
la luminosissima trasfigurazione del Signore,
adorandolo con fede e dicendo:
Tu solo sei nostro Dio,
tu che ti sei incarnato
e hai deificato il genere umano”.
La buona agricoltura si vede dal buon cibo, si odora nei suoi profumi, si sente nella sua fragranza. È possibile trasformare il mondo attraverso la buona tavola e farne un'esperienza di umanizzazione e anche di civiltà. Del lavoro della terra si è alimentata la poesia, e anche la musica. Un tempo, mentre si lavorava, si cantava. Oggi è urgente creare, con fantasia e originalità, un corredo di pratiche, di tradizioni, di riti per intrecciare la fatica dei campi a momenti di pausa, di respiro, di allegria, perché lavoro e affetti si ricongiungano e l'uso della tecnologia sia riportato a ordini più elevati di esperienza. Si apre all'agricoltura un futuro di responsabilità. Le nuove generazioni possono cogliere le opportunità che l'agricoltura offre, perché hanno uno straordinario potenziale di energie. Se si vuole salvare la terra, non basta lavorarla, occorre pensarla e raccontarla.
Queste pagine, immediate e penetranti nella loro trasparenza, sono attraversate da un filo rosso, una traccia, un racconto che può aiutare molti nella loro ricerca spirituale, nel cammino personalissimo verso la scoperta dell’“uomo nascosto del cuore”, attraverso una progressiva docilità allo Spirito che non cessa di agire nel credente. André Louf è stato ed è tuttora per un gran numero di uomini e di donne una guida sicura in tale cammino alla ricerca dell’“uomo nuovo”, posto nel nostro cuore mediante la grazia del battesimo, e che lungo tutta la vita il credente è chiamato a far emergere, lasciandosi assimilare al Figlio dell’uomo, a colui che ci ha insegnato a vivere in questo mondo.
(dalla “Prefazione” di Enzo Bianchi, priore di Bose)
André Louf (Lovanio 1929) è entrato a vent’anni nell’abbazia trappista di Mont-des-Cats, nelle Fiandre francesi. Eletto abate durante il concilio Vaticano II, ha contribuito con i suoi scritti e la sua umile sapienza alla riscoperta degli elementi essenziali della vita cristiana in occidente e al rinnovamento della vita monastica invocato dal concilio. Lasciato nel 1998 il servizio abbaziale, vive oggi ritirato in un eremo.
I brevi racconti e riflessioni di padre Panont si distinguono per una saggezza che ci viene incontro attraverso l'esperienza vissuta attorno a quel messaggio unico che è il Vangelo, la bella notizia che Dio ci ama. Sono attinti dalla vita e dalle situazioni di ogni giorno e ci aiutano in modo semplice e immediato (proprio alla maniera delle parabole) a riflettere sul nostro cammino di fede. Questo nuovo titolo, centrato sul tema della misericordia, è particolarmente adatto al periodo del Giubileo straordinario del 2016.
Una raccolta di nove canti tradizionali e non, tra i piu famosi dedicati al ragazzo santo". "
Il volume presenta un'antologia di testi con al centro il tema dell'amore inteso come fedeltà, progetto, impegno. Il materiale, attinto dal patrimonio letterario e spirituale mondiale, senza confini di culture, tempi e generi, è confluito quasi naturalmente in un unico "canto di nozze", una sorta di grande partitura articolata in cinque "movimenti": il preludio, la serenata, i cori, il duetto, gli echi.
«Tra le pagine che ora rileggo mi sorprendono e mi restano cari alcuni tratteggi; “Possiamo tutti, nella misura in cui ci è consentito, essere fonte di luce e liberazione per gli altri!... E ancora: ”Sono i gesti poveri, feriali, le parole sommesse, bisbigliate, le attenzioni sottili che danno la vita”.O altrove:”Da brandelli di verità si può essere condotti alla Verità.. Da una briciola di significato al Significato”. O ancora:”Negli eventi gravi la parola e il gesto che ci salvano sono quelli più poveri. Le ore intense impongono sobrietà e semplicità. Si è raggiunti solo dall’essenziale”… Si tratta di segnavia del vivere che reputo molto preziosi e profondi per chi, come me, è un cristiano “semplice”, ma anche per il laico che gioca lealmente la sua ricerca, l’uno e l’altro attanagliati da una propria indomabile insoddisfazione per l’angusto contingente.
Credo che la mission dei minuscoli componimenti qui felicemente raccolti sia soprattutto quella di offrire una direzione di senso, un crinale che orienta fra i mille dispersivi impegni che assiepano una qualunque nostra giornata, un criterio per abbeverarsi alle svariate e spesso contraddittorie sorgenti d’informazione. Il filo esile che aiuta a non perdersi nel dedalo dei tanti quotidiani labirinti.»
Piccoli libri per tutti in cui brevi pensieri di Autori di ogni tempo e Paese si alternano a immagini significative e simboliche. Adatti ad ogni occasione speciale, ne fanno un momento di riflessione e meditazione sul tema prescelto.
...se è bello guardare un campo di grano pieno di papaveri, guardarlo con gli occhi di Cristo... Chissà come li guardava Cristo, quando guardava i campi di grano e gli venivano in mente il mondo e tutti gli uomini come fossero un campo di spighe. Chissà come guardava le cose! Chissà come le cose stesse si sentivano tremare per lo sguardo che portava loro Cristo, per come guardava il bambino che giocava o quando guardava la foglia che cadeva...
Noi siamo fatti capaci di vivere così". Luigi Giussani
Un commento dotto al "Cantico delle creature" di Francesco d'Assisi: il commento di un uomo di scienza che guarda agli elementi della natura con rigore, ma anche nutrito di conoscenze teologiche e abituato alla meditazione religiosa. L'autore (1911-1974), scienziato, politico, divulgatore ed educatore, visse le sue numerose attività grazie a un'unità interiore e a una profonda spiritualità di credente. Il volumetto è introdotto dalla prefazione di Guy J. Consolmagno, direttore della Specola Vaticana.
Il Cantico spirituale, composto nel 1584 a Granada per le carmelitane del Monastero di S. Giuseppe, è l'opera maestra della letteratura religiosa di tutti i tempi. Ispirato al Cantico dei cantici, descrive il cammino dell'anima ("sposa") alla ricerca dello "sposo", Gesù Cristo. Ogni strofa di cui il testo è composto (40 in totale) è seguita da un commento spirituale, volto a chiarirne i significati e le implicazioni. Questa edizione del testo, corredata da un'approfondita introduzione, permette al lettore di apprezzare tale peculiare commistione di poesia e teologia. Nel descrivere questo cammino, il pensiero mistico di Giovanni della Croce raggiunge il suo vertice.

