
Nella storia dell'umanità non troviamo nessun altro maestro che abbia impiegato il genere della parabola, ereditato dall'Antico Testamento, in modo così vasto e sistematico come Gesù Cristo. Egli ne ha ampliato le possibilità e ne ha raffinato l'arte, giungendo a una perfezione tale che nessuno dei suoi seguaci - né della prima né delle successive generazioni - vi sarebbe mai più ricorso. In questo volume vengono presi in esame quei racconti che rappresentano vere e proprie parabole, con un intreccio, un soggetto e dei personaggi, tralasciando quindi le immagini e le similitudini di cui è ricco il Vangelo. Le parabole vengono affrontate in ordine cronologico - dedotto dai sinottici - e suddivise in tre categorie: quelle relative al periodo della missione di Gesù in Galilea; quelle pronunciate lungo il cammino verso Gerusalemme; quelle che riguardano gli ultimi giorni della sua vita terrena.
Le lettere dell'apostolo Paolo costituiscono una testimonianza di fede unica. Una fede vissuta nella tensione tra la fedeltà ai padri e la fedeltà all'azione dello Spirito nella storia. Il messaggio di Paolo tocca ogni credente, la sua figura affascina sempre: per questo si è immaginato che egli scriva questa lettera a tutti i ragazzi, perchè attraverso la sua straordinaria avventura dopo l'incontro col Risorto anche tanti altri possano vedere in Gesù colui che è atteso.
L'autore definisce questo suo commento una contemplazione del Vangelo di Marco; la parola del Vangelo, perché notizia di liberazione e di vita, esige un ascolto e un'accoglienza che non si limitano alla conoscenza e alla comprensione intellettuali. In queste pagine il commento essenziale e semplice si accompagna con la parola dei Padri della Chiesa e con alcune indicazioni pastorali. Molto interessante l'Introduzione che presenta in modo sintetico l'ambiente socio-culturale in cui visse Gesù e gli elementi essenziali per conoscere struttura e messaggio del vangelo di Marco.
Sempre più chiese e credenti desiderano una vita cristiana più autentica e genuina, che faccia davvero la differenza. Ma come realizzarla? Ce lo spiega la lettera di Giacomo, che denuncia un cristianesimo fatto di belle parole e pochi fatti, una fede ridotta alla superfice. Giacomo vuole che ci fermiamo e ci chiediamo: che cos'è la vera fede? La mia vita la dimostra? Scopriremo come i cristiani debbano affrontare la sofferenza e le prove, l'ingiustizia e la malattia, i conflitti con gli altri e la tentazione, la povertà e la ricchezza, la pianificazione e la preghiera. Questi sei studi aiuteranno individui e gruppi a scoprire la bellezza di un cristianesimo concreto, in modo diretto e incisivo.
L'autore
JAIME VÀZQUEZ ALLEGUE, membro dell'Ordine della Mercede, ha ottenuto il dottorato in teologia biblica presso l'Università Pontificia di Salamanca.
Membro dell'Associazione dei Biblisti Spagnoli (ABE) e dell'Associazione di Studi Ebraici (AEEHJ), ha pubblicato diversi lavori sulla letteratura intertestamentaria e sui manoscritti del mar Morto in riviste specializzate. E' inoltre autore de Los Hijos de la Luz y los Hijos de las Tinieblas. El Pròlogo de la Regia de la Comunidad de Qumrán, Biblioteca Midrásica, Verbo Divino, Estella 2000, e di Diccionario bíblico-hebreo-español, Estella 2002.
Attualmente è professore di Sacra Scrittura, Giudaismo e Letteratura intertestamentaria presso l'Università Pontificia di Salamanca.
Il libro
Nel 1947 si verificò uno degli eventi archeologici più importanti per lo studio della Bibbia: la scoperta dei manoscritti del mar Morto nella zona di Qumran.
Questa scoperta determinò una svolta radicale nel mondo degli studi biblici. I testi ritrovati appartenevano alla biblioteca dì una comunità ebraica che visse il contesto sociale, politico e religioso in cui nacque il cristianesimo, lo stesso che conobbe Gesù. La scoperta dei manoscritti si trasformò in uno dei principali apporti extrabiblici per conoscere il contesto religioso e sociale in cui visse Gesù.
I manoscritti del mar Morto intende essere un'introduzione ai testi di Qumran da diversi punti di vista. Tutti i collaboratori dell'opera sono specialisti nella materia che presentano e nella conoscenza della letteratura dell'epoca. Attraverso le pagine di questo libro il lettore scoprirà la ricchezza spirituale e teologica di tali manoscritti e resterà affascinato dal loro contenuto
Come far dialogare la vita di Gesù raccontata nei Vangeli con la grande letteratura universale? Don Paolo Alliata, noto per la sua maestria nell'interpretare la Bibbia attraverso i grandi testi della biblioteca universale, ci consegna alcuni scorci narrativi sulla vita di Gesù, organizzati in cinque sezioni, che concorrono a creare un vero e proprio ritratto dell'Uomo di Nazareth. Seguiremo così Gesù dai suoi inizi fino alla sua passione, morte e resurrezione, con uno sguardo rinnovato sulle sue parole, i suoi gesti e le sue relazioni. La trama narrativa è arricchita dalla tessitura artistica creata dai suggestivi acquerelli di Nicola Magrin.
Opera di uno dei protagonisti dell'odierna ricerca sul Gesù storico, questo volumetto espone le considerazioni e sovente i dubbi di uno studioso che pur avendo sempre scritto da storico per storici, qui indossa l'abito del cristiano che scrive per cristiani. La domanda che guida le riflessioni di Dale Allison è di quale utilità possa risultare il cosiddetto Gesù storico per la teologia cristiana, anche alla luce dell'atteggiamento che grandi e piccoli teologi hanno tenuto e tengono nei confronti della ricerca storica. Tra questi non è raro incontrare chi nega che la proclamazione del vangelo possa mai trovare una base sicura nei risultati provvisori della ricerca storica. Ma a dire dell'autore la ricerca del Gesù storico ha qualche importante lezione da dare anche alla teologia, e se è lecito chiedersi se dove due o tre storici sono riuniti insieme il Cristo biblico possa trovarsi tra loro, certo è che un Gesù non indagato neppure merita d'essere posseduto.
"La Bibbia non è stata scritta per i biblisti, né il Don Chisciotte per gli studiosi di Cervantes, né la Divina Commedia per gli esperti di Dante". Luis Alonso Schökel ricorre all'aforisma per sintetizzare la finalità di questi "appunti", raccolti in quasi quarant'anni di insegnamento al Pontificio Istituto Biblico e rielaborati con l'aiuto del suo allievo José María Bravo Aragón. Riflessione teorica sulla comprensione, la spiegazione e l'interpretazione dei testi letterari, l'ermeneutica si differenzia sia dal metodo esegetico (il modo sistematico di procedere nella comprensione) che dall'esegesi (l'esercizio della comprensione e dell'interpretazione). E si configura come la disciplina che riflette sul modo di dialogare con la pagina scritta, con il mondo dell'autore che l'ha generata e con quello del lettore che intende comprenderla.

