
Dalla scoperta dei manoscritti del Mar Morto il problema delle attese messianiche della comunità di Qumran non ha cessato di calamitare l'interesse generale. Troppo spesso, tuttavia, ci si è lasciati prendere da una prospettiva fuorviante: l'affannoso desiderio di rintracciare negli scritti messianici di Qumran le origini del messianismo cristiano. Abbandonata quest'ottica, il saggio di Ludwig Monti riporta la questione nel contesto che le è proprio, tentando di dipanare le concezioni messianiche qumraniche lungo i due secoli dell'esistenza della comunità del Mar Morto. Si scopre così che accanto all'attesa di figure messianiche individuali i qumranici nutrivano una speranza di carattere collettivo, imperniata sulla comunità in quanto soggetto messianico che si pensava alla fine della storia: servendosi della comunità messianica qumranica Dio avrebbe fatto irruzione nella storia affrettando il compimento del tempo. Sono gli anni in cui Gesù di Nazaret va dicendo ai suoi discepoli: "Vi sono alcuni tra voi che non morranno senza aver visto il regno di Dio venire con potenza".
La parola è lo strumento principe della comunicazione, a maggior ragione quando ci si riferisce alla parola biblica, e proprio alla Sacra Scrittura come evento comunicativo è dedicato questo libro. La parola non solo "dice", ma "fa" qualcosa, perché non lascia, e non vuole lasciare, le cose come stanno, ma agisce per mutarle; per questa ragione l'interpretazione di un testo non può limitarsi al fatto semantico, ma deve tener conto della complessità dei meccanismi e degli agenti implicati nell'interazione comunicativa che si realizza nell'atto di leggere. Se in linguistica la pragmatica è un settore di studi consolidato, nel campo biblico è appena agli inizi; questo volume rappresenta quindi un'opera assolutamente innovativa e pioneristica.
Considerato il teologo più rilevante per lo sviluppo dell'ermeneutica nel periodo della Riforma, Flacio Illirico è noto soprattutto per l'opera "Clavis Scripturae Sacrae", di cui si propone e si commenta il primo trattato della seconda parte. La sua originalità non consiste nell'avere escogitato regole fino ad allora ignote o nell'avere enunciato in modo compiuto e chiaro quelle che già erano accolte e seguite dalla maggioranza degli interpreti. Da sottolineare sono, piuttosto, altri due aspetti: la dichiarazione netta della comprensibilità della Scrittura letta con fede e la composizione stessa della "Clavis", che elenca una serie lunghissima e dettagliata di difficoltà da conoscere e di norme da applicare nel campo linguistico, storico e retorico. Oltre a essere un libro unico in quanto ispirato da Dio - con tutte le conseguenze che ne derivano - la Bibbia è un "classico", un libro "antico" del quale occorre ritrovare l'attualità e l'applicabilità recuperandolo nella sua autenticità anche letteraria. L'impostazione di Flacio Illirico appare in questo ineccepibile e sorprendentemente moderna.
in questi ultimi tempi, negli studi sul vangelo di giovanni, prevale l insistenza sugli aspetti letterari, sulla capacita narrativa ed evocativa del testo, sul suo contatto con l ambiente giudaico e soprattutto sul simbolismo. In questi ultimi tempi, negli studi sul vangelo di giovanni, prevale l'insistenza sugli a spetti letterari, sulla capacita narrativa ed evocativa del to sul simbolismo. Questo libro di j. Ashton e`diverso. L' autore non ignora ni sottovaluta gli aspetti letterari e la problematica del simbolo, ma privilegia la comprensione intellettuale. Giovanni esige di essere compreso nel suo insieme. Un'esigenza simile era gi a stata avvertita da bultmann, che cercr di risolvere due enigmi: la posizione di questo vangelo nella storia del pensiero cristiano e la sua idea principale. Quella storica e`la prima preoccupazione di ashton: il vangelo di giovanni e`nato e si e`sviluppato in un ambiente ecclesiale caratteristico, in rapporto con un giudaismo in sviluppo, ma con la passione di un approfondimento delle sue tradizioni e dei suoi contenuti cristiani. In questo quadro emerge la figura di cristo, sulla cui centralita nel quarto vangelo nessuno ha mai dubitato, ma che richiede di essere ricompresa nei suoi attributi fondamentali di messia, di figlio di dio e di figlio dell uomo. Il libro, frutto maturo di lunghi anni di approfondimento, si muove costantemente ad un alto livello, come indicano anche gli excursus di un valore tecnico notevole. Se trovera nel lettore un impegno corrispondente e soprattutto la passione di comprendere, riuscira a fargli scoprire i codici genetici di tutto il quarto vangelo. Nel cielo giovanneo costituisce una stella particolarmente luminosa.
Il libro commenta alcuni brani scelti di tutti i libri che compongono il Nuovo Testamento, per introdurre alla comprensione sia del passo specifico sia delle principali prospettive teologiche degli scritti neotestamentari.
Lo studio filologico lessicale, retorico ed esegetico del testo ebraico / massoretico di Pr 24,23-34, una delle più piccole collezioni che costituiscono il libro dei Proverbi, intende proporre una modalità di lettura e comprensione di tale raccolta di detti proverbiali e componimenti sapienziali.
L'analisi retorica della sua struttura compositiva mostra una connessione tra i suoi elementi, diversa da quella lineare, tipica della narrazione, provocando e stimolando la capacità sapienziale del lettore che deve mostrarsi capace di oltrepassare la sua apparenza di antologia disordinata per riuscire a scovare la sua articolata logica d'insieme, così da poterne acquisire il prezioso insegnamento di vita.
DANIELE LO PRINZI
Daniele Lo Prinzi ha conseguito il Baccalaureato in Teologia, presso lo Studio Teologico S. Paolo di Catania, con una tesi su "Il lessico ebraico dei libro dei Proverbi. Campi lessicali ed analisi distribuzionale", diretta dal Prof. Antonino Minissale. Ha proseguito gli studi biblici fino a conseguire la Licenza in Scienze Bibliche, presso il Pontificio Istituto Biblico di Roma, con una tesina su "Una moglie che teme il Signore è degna di lode (Pr 31,30)", diretta dal Prof. Maurice Gilbert. È stato docente incaricato di esegesi biblica dell'Antico Testamento, presso l'Istituto Superiore di Scienze Religiose S. Luca di Catania. Ha difeso la tesi di Dottorato in Teologia, presso la Facoltà di Teologia di Lugano, su "Comportarsi secondo Sapienza conviene. Analisi retorica e spunti per l'interpretazione della collezione di Pr 24,2334", diretta dal Prof. Giorgio Paximadi.
Il testo, attraverso le rilettura dei passi più belli della Prima Lettera di Giovanni, vuole orientare a sviluppare la dimensione spirituale delle persone.

