
Giovanni (c. 100 d.C.), figlio di Zebedeo e fratello di Giacomo fu, secondo il quarto Vangelo a lui attribuito, il discepolo prediletto di Cristo. Secondo Eusebio, a Patmo, dove fu relegato, scrisse l'Apocalisse. La data di composizione dell'opera risale all'incirca al 97 d.C. Nell'Apocalisse, unico libro profetico del Nuovo Testamento, Giovanni elabora con molta originalità le tematiche del profetismo antico-testamentario: nasce così un testo che seduce i lettori per la ricchezza e la varietà delle invenzioni fantastiche e affascina gli esegeti per la complessità dei simboli e l'oscurità del linguaggio.
L'Apocalisse, attribuita all'evangelista Giovanni, è l'ultimo e forse il più misterioso dei testi che compongono la Bibbia, sicuramente quello che più di ogni altro impregnò di sè la fantasia dei lettori medioevali e moderni.
Ultimo dei libri del Nuovo Testamento, l'Apocalisse chiude il canone cristiano della Bibbia con una parola profetica che intende rivelare e far riflettere sul senso degli eventi storici nel proprio tempo.L'opera di Giovanni mira a infondere coraggio in mezzo alle persecuzioni e a sostenere l'impegno morale dei cristiani, perché non si lascino vincere dalla tentazione del sincretismo e del compromesso. Il compito che ci si assume, affrontando la lectio divina dell'Apocalisse in un contesto di nuova evangelizzazione è di ritornare all'ascolto fedele della Parola proclamata soprattutto in ambito liturgico per vivere con coerenza l'annuncio di speranza che il Cristo risorto propone ancor oggi alla sua chiesa.
Destinatari
Lettori che cercano un sussidio per 'leggere' la Bibbia attraverso un esercizio di «ascolto orante» e di riflessione personale.
Autore
CLAUDIO DOGLIO ha conseguito presso l'Istituto biblico di Roma la licenza in scienze bibliche e il dottorato in teologia biblica presso l'Università gregoriana. È docente ordinario di Sacra Scrittura presso la Facoltà teologica dell'Italia settentrionale; tiene i corsi di lingua ebraica e di greco biblico; insegna esegesi biblica dell'Antico e Nuovo Testamento. Dal 2002 è condirettore e redattore della rivista «Parole di Vita», bimestrale dell'ABI. Ha pubblicato diversi articoli e studi biblici, in particolare sull'apocalittica e l'Apocalisse di Giovanni.
Da sempre, per il grande pubblico, l'Apocalisse attribuita a Giovanni è sinonimo di profezia sulla fine del mondo e quindi di predizione dei cataclismi futuri che ne segneranno il collasso. Questo nuovo commento intende proporre una chiave interpretativa radicalmente diversa, in linea con le acquisizioni più recenti della ricerca storica. Dall'analisi emergono così un'opera e un autore, che, nella cornice della cultura e della società imperiale del I sec. d.C., si sforzano di promuovere fra i seguaci di Gesù un ideale incentrato sulla purezza sacerdotale dei membri del gruppo e sul carisma e l'autorità profetici.
Il titolo del volume riproduce quello dell'originale greco Apocalisse di Giovanni e ne esplicita il contenuto mediante le prime parole del testo: Apocalisse di Gesù Cristo. Per l'autore di Apocalisse, che si attribuisce il nome di Giovanni, non c'è quindi altra rivelazione che non sia di Gesù Cristo.
Grande conoscitore dell'opera giovannea, Simoens dichiara esplicitamente che «studiare l'Apocalisse dopo aver frequentato a lungo san Giovanni apre piste stimolanti. Gli orizzonti del Vangelo di Giovanni si allargano; quelli dell'Apocalisse pure. Mediante il ricorso a generi letterari diversi, e anche grazie a questa diversità, le due raccolte si illuminano a vicenda. Dimostrano un'evidente parentela» (dalla Prefazione).
Lo studio si articola in due sezioni: quella dedicata alla traduzione ne propone una molto prossima all'originale greco, nel convincimento che, malgrado le asprezze della resa italiana, sono proprio alcuni dettagli della lingua greca a trasmettere una visione corretta del testo. La sezione dedicata all'interpretazione non costituisce un commento da affiancare ai molti già esistenti, ma ha la peculiarità di offrire un'interpretazione antropologica e teologica del testo.
Sommario
Prefazione. I. Una traduzione. Presentazione. Apocalisse di Giovanni: una struttura letteraria. Apocalisse di Giovanni. II. Un'interpretazione. 1. L'Apocalisse di Gesù Cristo secondo Giovanni. 2. Il Prologo e la Prima Visione (Ap 1). 3. Le sette lettere alle Chiese (Ap 2-3). 4. Visione del trono e di Colui che è seduto sul trono. I ventiquattro anziani e i quattro viventi (Ap 4). 5. Visione del libro sigillato con i sette sigilli, di un angelo e di un agnello immolato (Ap 5). 6. Visione dell'Agnello che apre i sette sigilli (Ap 6). 7. Il settimo sigillo (Ap 7,1-8,1). 8. Visione degli angeli con le prime sei trombe (Ap 8,2-9,21). 9. Visione dell'angelo con il piccolo libro aperto (Ap 10). 10. La misurazione del tempio. I due testimoni. La settima tromba (Ap 11). 11. Visione della donna e del drago (Ap 12). 12. Le due bestie e l'agnello (Ap 13,1-14,5). 13. L'ora del giudizio di Dio. Visione (Ap 14,6-20). 14. Le sette coppe con i sette flagelli (Ap 15-16). 15. Il giudizio e il discernimento della prostituta (Ap 17). 16. Caduta di Babilonia e giudizio (Ap 18). 17. Le nozze dell'Agnello (Ap 19,1-10). 18. Sette visioni (Ap 19,11-20,15). 19. Il cielo nuovo, la terra nuova e la Gerusalemme celeste (Ap 21,1-22,5). 20. Epilogo (Ap 22,6-21). 21. Conclusione. Glossario. Bibliografia. Indici.
Note sull'autore
Yves Simoens, nato nel 1942 a Kinshasa (Congo), sacerdote gesuita, insegna Sacra Scrittura al Centre Sèvres di Parigi e al Pontificio Istituto Biblico di Roma. Conduce la sua attività pastorale (ritiri ignaziani e accompagnamento spirituale) soprattutto in Belgio, Francia, nell'Africa centrale e ad Haiti. Nella sua attività, sia accademica sia pastorale, e nelle sue pubblicazioni traspare un'attenzione costante al rapporto tra l'Antico e il Nuovo Testamento, visto come atto di nascita del Cristo in ogni lettore o lettrice della Bibbia, e come fondamento di ogni relazione autentica. Presso le EDB ha pubblicato: Secondo Giovanni. Una traduzione e un'interpretazione (2000; 22002), Entrare nell'Alleanza. Un'introduzione al Nuovo Testamento (2003), Il Libro della Pienezza. Il Cantico dei Cantici. Una lettura antropologica e teologica (2005), Il corpo sofferente. Dall'uno all'altro Testamento (2006).
Questo commentario, coronamento dell’ultimo, grande sogno che ancora padre Vanni conservava nel cassetto e al quale ha dedicato l’ultimo decennio della sua vita, si presenta in due volumi, ma costituisce a tutti gli effetti un’opera unica, da intendere e consultare in maniera complementare.
L'autrice, che da oltre dieci anni tiene dai microfoni di Radio Maria il programma "La Bibbia in briciole" con un crescente numero di affezionati ascoltatori, spiega e commenta l'Apocalisse di san Giovanni con semplicità e chiarezza, base per una riflessione ricca e rigorosa.
"Apocalisse" ovvero rivelazione, si tratta quindi della rivelazione di Dio agli uomini di cose che riguardano l'avvenire, in particolare gli "ultimi tempi". In questo testo ne viene fornita un'interpretazione celeste donata ai figli della Divina Volontà. Alcune cose note e meno note sulla fine dei tempi e sull'amore di Dio che vuole salvarci.

