
L’Azione Cattolica propone agli adulti la celebrazione della lectio divina sul libro del profeta Giona, da vivere a livello decanale. È un testo ricco di spunti per le nostre comunità e per ciascuno di noi, chiamati oggi a evangelizzare la grande città.
Si può essere tentati di fuggire da questa chiamata, non necessariamente per paura, ma anche soltanto per volere permanere nella quiete della forma di una esperienza religiosa che non dia troppi problemi. Attraverso il metodo della lectio vogliamo metterci in ascolto del Signore e lasciare che la sua Parola penetri fino al cuore, così da diventare lampada per i nostri passi e luce sul nostro cammino.
Può Dio ridere con le sue creature? E noi, possiamo ridere con lui? Paolo Pivetti ci conduce in un viaggio sorprendente tra le pieghe della Bibbia, del teatro e della storia, per riscoprire lo humor come attributo divino. Dalle "impertinenze" di Abramo ai racconti dei miracoli, viene decostruita l’immagine di un Creatore esclusivamente severo e distante. Lo humor di Dio non è sarcasmo, ma la forma più alta di misericordia: uno sguardo che relativizza il dramma umano per rivelarne la bellezza nascosta. Tra riflessioni profonde e un’ironia sagace, l’Autore invita il lettore a deporre le maschere del formalismo religioso. Perché la fede, quando è autentica, non teme il sorriso: al contrario, lo usa come bussola per navigare con leggerezza e verità nel complesso "Gran Teatro del Mondo".
Non è vero, come diceva don Abbondio, che «il coraggio uno non se lo può dare». Il coraggio è come un muscolo che va continuamente rafforzato, come un'arte da acquisire continuamente. La vicenda di Davide che sfida e vince Golia, assurge a metafora della vita; egli è infatti vittorioso in uno scontro ritenuto impossibile. I suggerimenti che essi offrono, con abbondanza di citazioni e di indicazioni concrete, prendono spunto dai cinque ciottoli che Davide usa per abbattere Golia: e così senso di responsabilità, autostima, umiltà, competenza, resilienza e la forza donata dalla fede stimolano i lettori ad acquisire il giusto atteggiamento nel cammino della propria e altrui esistenza, soprattutto davanti a tutte quelle difficoltà che appaiono come 'mostri' insormontabili.
In questo volumetto sono raccolti gli elementi essenziali, un piccolo saggio, di ciò che potrebbe essere una introduzione alla lettura storico-religiosa dei Salmi, una presentazione di ciò che la ricerca esegetica può dire a chi voglia guardare quei testi antichi secondo una linea di sviluppo che segna la storia stessa del popolo che li ha prodotti e sotto il particolare punto di vista della religione che ha ispirato quella poesia, la religione dell’Israele biblico. «Canti di Adonaj» chiama il poeta del Salmo 137 le laudi che i figli d’Israele avevano cessato di elevare a Dio nel tempio distrutto e si erano rifiutati di cantare nel paese in cui i loro vincitori li avevano deportati, l’immonda Babilonia.
La traduzione dei Salmi di David Maria Turoldo è ormai entrata a far parte dei classici della poesia. A trent'anni dalla sua morte si è pensato di riproporre, rivisitandola, una delle opere a lui più care, completamente rinnovata nei commenti del cardinale Gianfranco Ravasi. Affidiamo ai lettori questo frutto della consonanza teologica, esegetica e poetica di Turoldo e Ravasi, un testo di straordinaria fragranza spirituale ma anche umana, religiosa ed esistenziale e, quindi, un'opera aperta a tutti, credenti e non, a «re potenti e popoli tutti e giudici d'ogni paese, a giovani con le fanciulle, ai pargoli insieme agli anziani» (Salmo 148,11-12). «Gianfranco... io scrivo soprattutto per gli amici...; per gli amici antichi, quelli della resistenza per l'"Uomo": presenze che sempre evoco nelle mie dediche, al fine di continuare appunto a "resistere"», così scriveva Turoldo nella Premessa al volume, quasi un manifesto della sua poetica. Con un saggio inedito dedicato alla poesia di Turoldo.
Il Salterio, che è una raccolta di preghiere e di carmi, è intonato dalle labbra festose di antichi fedeli felici, ma lo è, in una tonalità ben più forte e più frequente, dalle bocche aride di sofferenti che lanciano a Dio il loro grido desolato: «Fino a quando, Signore? Per sempre?», avendo come «compagne solo le ombre». È per questo che si è pensato di riproporre, rivisitandola, una delle opere più care a David Maria Turoldo, la sua versione dei 150 Salmi. Gianfranco Ravasi
"Ora, queste cose avvennero loro per servire d'esempio e sono state scritte per ammonizione di noi, che ci troviamo agli ultimi termini dei tempi" (I Corinzi 10:11). Analizzare la figura di alcuni cattivi della Bibbia, può aiutarci a riflettere sul loro comportamento e far tesoro dei moniti che possiamo trarre dai loro fallimenti. L'apostolo Paolo, per esempio, cita la storia degli Ebrei peregrinanti per richiamare al rigore, alla purezza e all'unità. Pertanto, nell'esaminare ciascun personaggio, trarremo degli insegnamenti soffermandoci su alcuni dettagli delle loro vicende personali. Questo studio seguirà una semplice struttura che si ripeterà in ogni singola sessione. Utile per la lettura personale o per quando vi riunite in chiesa, tra amici o in piccoli gruppi, potete considerare insieme ciò che la Bibbia dice a proposito di ciascuno di questi personaggi. Ci sarà l'opportunità di esaminare la loro vita, di applicare al vostro quotidiano quanto avete imparato, di scambiarvi le vostre esperienze personali e di pregare insieme.
L'inno alla carità di Paolo è la «tavolozza dei toni dell'Amore di Dio». Papa Francesco ci invita a meditarla per gustare le infinite profondità con cui il Padre ama ciascuno di noi, e per imparare a disegnare la nostra vita con i medesimi colori. Seguire passo passo i tratti della carità di Dio è lasciarsi condurre da Gesù che è la Via per imparare ad amare, e costruire così la felicità vera. Il sussidio comprende 8 schede, che commentano la seconda parte di 1 Corinzi 13, letta alla luce di una parabola di Gesù. Ne scaturisce una vera e propria «lectio biblica familiare»: nata da famiglie e rivolta alla famiglia, raccoglie, con freschezza e immediatezza, le risonanze che maggiormente possono interpellare la vita attuale delle coppie.
Con la maestria del profondo conoscitore della Bibbia, Gianfranco Ravasi conduce il lettore a un sorprendente incontro con i Dieci Comandamenti, una riflessione sul senso dell'esistenza che non lascerà nessuno indifferente. "Non c'è specchio migliore in cui tu possa vedere quello di cui hai bisogno se non i dieci comandamenti nei quali tu trovi ciò che ti manca e ciò che devi cercare" (Martin Lutero). È uno specchio in cui non deve riflettere il suo volto solo l'ebreo o solo il cristiano, ma anche il "laico", ogni uomo che si interroga sul senso dell'esistenza, sul valore del bene e del male, della verità e della menzogna, della giustizia e del crimine, della vita e della morte.
«Non c'è specchio migliore in cui tu possa vedere quello di cui hai bisogno se non i dieci comandamenti nei quali tu trovi ciò che ti manca e ciò che devi cercare» (Martin Lutero). È uno specchio in cui non deve riflettere il suo volto solo l'ebreo o solo il cristiano, ma anche il "laico", ogni uomo che si interroga sul senso dell'esistenza, sul valore del bene e del male, della verità e della menzogna, della giustizia e del crimine, della vita e della morte. Certo, queste "dieci parole" sono moniti, "comandamenti", come siamo soliti definirli. Eppure, se ben compresi, ci si accorge che essi non cancellano la libertà dell'uomo, anzi, la esaltano ponendola al centro delle decisioni personali.
Nel commentario a I Corinzi, Richard B. Hays ci rivela un volto poco conosciuto, se non addirittura inedito, di Paolo di Tarso.
Accanto alla passione missionaria dell’apostolo, Hays ne mette infatti in luce le grandi competenze pastorali: scrivendo alla giovane comunità cristiana di Corinto, attraversata da gravi conflitti, Paolo non soltanto riesce ad affrontare i dissidi proponendo soluzioni in grado di evitare la spaccatura della chiesa, ma trova anche il modo di trasformarli in opportunità per l’evangelo.
Rivisitato dall’apostolo, il conflitto diventa quindi creativo e fecondo per la comunità che, attraverso di esso, impara a comprendere che cosa significa, nel concreto, vivere in Cristo.

