
Problemi inediti e scottanti di bioetica, fenomeni migratori di massa, crisi ecologica planetaria... Per reagire a questi temi di pressante attualità, la Bibbia può risultare una fonte di ispirazione? Può essere così lungimirante da sollecitare uno stile di azione per i cristiani coinvolti nei dibattiti in corso? A quali condizioni il loro impegno può essere credibile ed efficace?
Anne-Marie Pelletier risponde a queste e altre domande senza giri di parole, basandosi sulla sua profonda conoscenza della Parola rivelata nelle Scritture e sulla sua convinzione che essa sia capace di illuminare potentemente la “crisi dell’uomo” attraversata dalla nostra civiltà, anzitutto ispirando fiducia e inoltre suscitando uno sforzo di intelligenza e discernimento.
In tal modo – e dato che la sapienza biblica vuole essere universale, non riservata a questa o quella osservanza religiosa – la nota biblista d’Oltralpe mostra che la difesa della vita e dell’umanità è una lotta in cui la voce dei cristiani può raggiungere i nostri contemporanei di buona volontà.
Incisi nella pietra con caratteri di fuoco, i comandamenti impongono all'uomo l'obbedienza e al tempo stesso esigono la libertà di trasgredirli: la legge divina ha senso solo se ammette la facoltà di non osservarla.
Nonostante siano il passo biblico più conosciuto e citato al mondo, simbolo per eccellenza del monoteismo, i Dieci comandamenti hanno ancora molto da raccontare. Che cosa rappresentano oggi e che suggestioni nascono dalla loro (ri)lettura? La rivelazione della parola divina a Mosè sul Sinai è un dialogo fra terra e cielo ricco di chiaroscuri, fraintendimenti, emozioni che prendono il sopravvento, come quando, infuriato con il popolo d'Israele per il vitello d'oro, il profeta spezza le prime Tavole della Legge. Dall'analisi di Elena Loewenthal emerge che il principio di responsabilità – la consapevolezza che ogni azione o pensiero porta con sé delle conseguenze – è senz'altro la filigrana dei comandamenti. In questa breve sequenza di imperativi positivi o negativi si snodano la storia passata e le aspettative future. Ma malgrado una struttura apparentemente semplice, i due passi biblici che enunciano i comandamenti nascondono sottintesi, dubbi, difficoltà. Ed è proprio attraverso le aporie che si dipana la ricchezza di significati, che le infinite rifrazioni del testo si aprono alla lettura.
Il libro espone in maniera sistematica e creativa i principali apporti messi a fuoco nel corso del Ventesimo secolo intorno alla figura di Gesu di Nazareth nei diversi campi della riflessione teologica e sui grandi temi cristologici. Un libro di carattere prevalentemente teologico, anche se aperto ad altri campi del sapere. Esso ha riunito i contributi di teologhe e teologi come espressione della multiculturalita che caratterizza il cristianesimo e la teologia contemporanei. Alcune delle nuove prospettive in cui si articola la riflessione su gesu`sono: quella femminista, quella interreligiosa, quella cosmocentrica. Non manca un approccio a partire dall'ebraismo. Gli studios i potranno incontrarvi una sintesi dei maggiori temi cristologici a quanti non sono specialisti in teologia il volume offre un aiuto per approfondire la conoscenza della persona di gesu`e per darsi ragione della fede in lui. L'opera si ri volge inoltre a tutti coloro che, puo`essendo fuori dall'or izzonte religioso, sono comunque interessati al significato di gesu`di nazaret nella storia delle religioni, del pensiero e della cultura. Tre gli autori: l. Boff, professore di etica e filosofia della religione all universita di rio de janeiro, brasile; j. Pelaez, professore ordinario di filosofia neotestamentaria all universita di cordova; j. Sobrino, professore di teologia all universita centroamericana di san salva-dor, el salvador; j.j. Tamayo, professore all universita carlos iii, madrid; j. Dupuis, professore alla facolta di teologia dell universita gregoriana di roma.
"Non c'è nulla di certo nella Bibbia, ma bisogna fare un percorso per capirlo. Mi sono valso di tante voci importanti... è un elenco lungo che va da Mosè a monsignor Ravasi. Mi ha aiutato Paolo Ricca." (Roberto Benigni)
L'Autore collega le Dieci Parole alle cure sanitarie e a tutto ciò che le rende valide, professionali, umane. Con libertà di interpretazione e di critica, le indicazioni del Decalogo sono rilette nel contesto della prassi terapeutica, applicata all'attività sanitaria quotidiana. Le riflessioni che ne scaturiscono risultano utili a vivere con dignità, quando ci si trova in condizione di malattia e quando ci si prende cura di qualcun altro, in qualità di operatore sanitario o di familiare, di amico o di volontario. Una particolare considerazione viene riservata alle Cure palliative che, introdotte da tempo, non hanno ancora raggiunto una diffusione capillare nel nostro Paese.

