
Duemilacinquecento anni fa, sotto l'albero dell'illuminazione, il Buddha comprese che all'origine dell'infelicità vi sono tre cause: l'errata conoscenza, il desiderio ossessivo e la rabbia. Di queste condizioni la più pericolosa è la rabbia, capace in un solo istante di minare sino alle fondamenta sia il corpo sia l'anima, di distruggere la nostra spiritualità. Gli insegnamenti buddhisti che si ritrovano in questo libro rivelano però che la profonda comprensione di questa emozione rende possibile riconoscere, circoscrivere e alleviare la sofferenza causata dalla collera, che diventa così un mezzo fondamentale per trasformare noi stessi e far emergere la nostra bontà primordiale. Grazie alla "pratica della felicità" e della compassione è possibile non solo vincere la rabbia, ma anche mutarla in potente alleato.
Con il termine amore possiamo intendere vari tipi di amore: l'amore di Dio, l'amore della sapienza, l'amore del prossimo, l'amore coniugale, l'amore filiale... A ognuna di queste possibilità sono legate questioni e domande che hanno attraversato l'intera storia dell'umanità. Riguardo alla divinità, uno dei temi al centro del pensiero filosofico e teologico riguarda il rapporto tra conoscenza di Dio e amore di Dio, e più in generale il rapporto tra amore e conoscenza. Allo stesso modo, riguardo all'amore di coppia, mille riflessioni ha sempre suscitato il rapporto tra desiderio e amore, tra passione e amore, tra l'amore fisico e quello spirituale. "Meglio in due che da soli" esplora questi diversi aspetti dell'amore, partendo in primo luogo dalla Bibbia ma senza dimenticare la lezione della filosofia ebraica, in particolare quella antica e medievale. Emerge così con coerenza un quadro che abbraccia i precetti del matrimonio e le estasi mistiche, l'erotismo e il rapporto con il creato. Per culminare con una riflessione su quella che sembra la negazione assoluta dell'amore e il trionfo dell'odio e del male, la Shoà.
Per superare I"attuale stallo dell'agorà pubblica, nella quale sembra che ciascuno, sia soddisfatto dalla mera enunciazione delta propria posizione/verità e disinteressato, nella sostanza, a farla interagire con la posizione altrui, il MEIC, Movimento Ecclesiale di Impegno Culturale, che rinnova la lunga e ricca storia del Movimento Laureati di Azione Cattolica, propone in questo volume alcune idee per Ia città futura.
Non si tratta della tappa finale di un percorso, ma dell'avvio di un itinerario di ricerca volto a ristabilire un legame ideale con quei Principi dell'orientamento sociale a cura di un gruppo di studiosi amici di Camaldoli, poi conosciuti con l'improprio nome di «Codice di Camaldoli» (1943-1945).
Umanesimo rinnovato, proposte per una del tutto nuova e reticolare "economia mista", linee di una risposta di sistema all'emergenza ambientale che tengano insieme, Ie domande istituzionali e quelle della vita quotidiana e degli stili di vita di ciascuno, nuovo Patto per la cittadinanza sociale che riguardi tanto i migranti quanto i nativi: ecco alcune proposte, nate da un confronto sul campo e non solt,anto da un"elaborazione a tavolino. Piccolo gesto di speranza, Progetto Camaldoli nasce per aprire la discussione.
Con la meditazione i monaci buddhisti riescono a raggiungere uno stato di serena felicità. E ci assicurano che è una condizione che tutti possono sperimentare. Ma come? Per rispondere a questa domanda un gruppo di psicologi, filosofi e neuroscienziati occidentali guidati da Daniel Goleman - il profeta della cosiddetta "intelligenza emotiva" - si è confrontato con il Dalai Lama. Dal loro incontro è scaturita una sola risposta: liberarsi dai "veleni della mente" (rabbia, desiderio, illusione) è la chiave delle felicità. Così se da un lato il Dalai Lama ci spiega come trasformare le emozioni negative in sentimenti positivi, dall'altro Goleman ci mostra, con rigorosi metodi scientifici, come la pratica della meditazione possa rimuovere le cause delle nostre peggiori pulsioni. Insieme i due autori ci invitano a gettare uno sguardo colmo di speranza sul lato più oscuro della nostra mente per renderlo limpido e luminoso.
Dopo India e Tibet, prosegue la migrazione del buddismo nello spazio, nel tempo e nelle culture. Ma qui, in Cina, l’occasione è così complessa che nel darne conto occorre mostrare con attenzione i partecipanti al gioco e il modo in cui viene condotto: l’inculturazione - operazione necessaria affinché il buddismo rinasca originale e autentico - ogni volta genera un buddismo legittimo in quel tempo e in quelle circostanze ma che in quelle forme è, di norma, un vicolo cieco per chi ad esse non appartiene. Non la storia come cronologia ma le avventure dello spirito in un Paese di cultura così diversa dalla nostra che tanti significati di quella non hanno riscontro in questa, e viceversa. Restano così come orfani termini quali Dio, religione, filosofia, peccato... mentre ci giungono concetti e nomi che non sappiamo tradurre: qi, ziran, ren.
Questo volume (circa 600 colonne, 120 voci) della Enciclopedia delle religioni tratta in primo luogo dei temi religiosi, o variamente legati alla religione, che si sono sviluppati nell’Europa antica. Con questo termine intendiamo riferirci a quella realtà che cronologicamente parte dalle fasi più remote della preistoria e giunge fino alla cristianizzazione dell’Europa (ma con qualche sopravvivenza - talora fino ai giorni nostri - nelle tradizioni folcloriche e in qualche zona marginale). E che geograficamente comprende l’intero continente europeo, ad esclusione del cosiddetto mondo classico (le civiltà e le religioni della Grecia antica e di Roma) e di quei mondi che variamente con quello sono entrati nell’antichità in contatto: le tradizioni religiose di questi ambiti sono state già trattate nel volume 11 di questa Enciclopedia, intitolato Religioni del Mediterraneo e del Vicino Oriente antico. Sulla base di considerazioni pratiche, ma soprattutto alla luce dell’ormai indubitabile continuità che da tempo immemorabile unisce l’Europa con territori geograficamente appartenenti al continente asiatico, ma culturalmente collegati al vecchio continente, si è allargato poi lo sguardo al mondo religioso dell’Eurasia.
Partendo dalle regioni più prossime all’Europa (quelle in cui si sono sviluppate le culture delle popolazioni Ugro-finniche e Uraliche), attraverso i mondi ormai asiatici delle religioni delle popolazioni Altaiche, si è giunti così fino all’Asia interna e alla Siberia. Il confine meridionale di questo territorio, che separa le tradizioni religiose trattate in questo volume da quelle - egualmente asiatiche - trattate nel volume 9 (Induismo), nel volume 10 (Buddhismo) e nel volume 13 (Religioni dell’Estremo Oriente), si colloca (curiosamente più o meno in corrispondenza con il tracciato dell’antica Via della Seta) una delle realtà storiche che maggiormente hanno contribuito alla realizzazione dell’unità culturale che definiamo appunto Eurasia.
In questo volume, infine, l’inclusione delle religioni dei territori dell’Artico, che appaiono diffuse con caratteri sostanzialmente omogenei in Europa, in Asia, ma anche nell’America settentrionale, ha comportato uno sconfinamento nel Nuovo continente.
Questo testo - noto sinora in Italia come "II canto del popolo ebraico massacrato" - si articola in quindici canti che ripercorrono, con straordinaria potenza evocativa, le tappe dell'annientamento dell'ebraismo polacco, dall'invasione nazista al rogo del ghetto di Varsavia. I versi lunghi di Katzenelson precipitano il lettore nel turbine della storia, vento orribile che scompone, cancella, vanifica la memoria, tende solo al vuoto, al nulla. Pochi scrittori sono riusciti come Katzenelson a rendere commensurabile l'incommensurabilità dell'Olocausto, a descrivere nella sua pienezza la vitalità di un popolo e l'immane vuoto che subentra nel mondo dopo il suo annientamento.
Nell'Europa del diciannovesimo e ventesimo secolo gli ebrei vissero in modo contraddittorio - talvolta drammatico - ma anche straordinariamente fecondo il conflitto fra il rispetto della tradizione e le sempre più pressanti esigenze di integrazione poste dall'avvento della società moderna. In questo libro, che chiude idealmente la trilogia composta da "Destini e avventure dell'intellettuale ebreo" e "Passione e tragedia", Riccardo Calimani ricostruisce la tormentata storia della comunità ebraica in due paesi chiave nel panorama culturale del Novecento europeo, la Francia e l'Ungheria, e analizza la personale "inquietudine" e le trame esistenziali dei suoi esponenti più famosi. Con questo libro Calimani completa la mappa dell'intellighenzia ebraica europea, raccontando come ogni suo membro affrontò il problema del rapporto con le proprie origini nel sempre più fosco scenario in cui si stavano creando le premesse della Shoah.
Tutti gli esseri umani hanno lo stesso desiderio: vivere una vita piena e felice e rifuggire la sofferenza. Un'aspirazione mai appagata, che diventa fonte di perenne insoddisfazione interiore. A questa situazione il Dalai Lama risponde spiegandoci che la possibilità di essere felici è dentro ognuno di noi: basta saperla coltivare. In questo volume Sua Santità insegna a non sopravvalutare l'esteriorità e i beni materiali, a controllare le emozioni, a sviluppare la consapevolezza di noi stessi e l'amore per il prossimo. Attraverso pratiche ed esercizi quotidiani eseguibili da chiunque, guida il lettore alla via che conduce alla calma mentale, in cui dolore, rabbia, paura e odio lasciano il posto a indulgenza e compassione. Il nostro cuore si apre così a una percezione più vera di noi stessi e della realtà che ci circonda, a un atteggiamento più disponibile e comprensivo verso gli altri: l'unico modo per accedere a una felicità vera e duratura.
Quasi scomparso nel resto dell'Occidente, il cattolicesimo popolare e "magico" è in Italia più vivo che mai. Il fenomeno più interessante è quello del "carismatismo": un movimento che, insieme a quelli ereditati dalla religione popolare, presenta anche lineamenti inediti e squisitamente moderni, come l'importanza data agli aspetti espressivi ed emozionali, o alle manifestazioni della soggettività e della spontaneità. Il libro è il racconto autobiografico del viaggio all'interno di un cattolicesimo spesso invisibile al resto della pubblica opinione. Per compiere l'indagine, l'autore si è per lungo tempo mescolato ai fedeli, osservandoli durante i loro riti, entrando nelle loro case, intervistandoli per ore, accompagnandoli nei lunghi pellegrinaggi verso i "luoghi santi" di Medjugorje o in singolari "ritiri spirituali" carismatici. Tornando infine a casa con un misto di incantata fascinazione e di preoccupata inquietudine.
Viene qui raccolta una parte della corrispondenza – lettere e conversazioni – di André Chouraqui con diversi interlocutori francesi, ebrei ma anche cristiani: Jules Isaac (18771963), storico, fondatore dell’Amicizia EbraicoCristiana di Francia; Jacques Ellul (19121994), giurista, storico del diritto, teologo protestante e saggista politico; Jacques Maritain (1882 1973), filosofo e teologo, convertito al cattolicesimo; Paul Claudel (1868 1955), poeta, drammaturgo e diplomatico; Marc Chagall (18871985),pittore bielorusso di cultura e religione ebraica.
Questi scambi sono testimonianza di amicizie autentiche, fondate su un profondo rispetto della Parola di Dio rivelata nella Bibbia, e anche di una costante preoccupazione per il “destino di Israele”. Un grande rispetto della Chiesa e dei cristiani, un profondo amore per Israele e il suo popolo e un’infinita considerazione per la sua straordinaria e tragica storia caratterizzano questi testi. “Il destino di Israele come dramma e destino di un popolo, ma anche come urgenza di dialogo e di riconciliazione.”
AUTORE
André Chouraqui, (Ain Témouches, Algeria, 1917 Gerusalemme 2007), uomo di legge, scrittore, ha speso la sua vita perseguendo il dialogo tra le culture che si appoggiano alle tre religioni monoteiste, con la consapevolezza che solo il loro mutuo riconoscimento può portare a una pace duratura. Nella sua vasta opera letteraria,che spazia dalla poesia alla saggistica e che gli ha valso importanti riconosci menti, hanno un posto di particolare rilievo i saggi sull’ebraismo. La sua opera più importan te resta tuttavia la traduzione e il commento in francese della Bibbia ebraica, del Nuovo Testamento e del Corano,testi di cui si è impegnato a mettere in luce le radici comuni. Ha vissuto gran parte della sua vita tra Gerusalemme e Parigi, partecipando attiva mente alla vita politica: è stato vicesindaco di Gerusalemme e consigliere del primo ministro israeliano Ben Gurion dal 1959 al 1963, nonché promotore di associazioni per il dialogo interreligioso.
Nel presente volumetto vengono proposte brevi annotazioni, storielle, rapidi commenti, formule di saggezza, il cui denominatore comune è il riferimento, in un modo o nell’altro, a un racconto, a un versetto e a volte a un’unica parola o a un tema della Bibbia ebraica.
AUTORE
Victor Malka, scrittore della tradizione ebraica, giornalista e docente all’università Paris X Nanterre, vive in Francia. Tra le sue numerose pubblicazioni, segnaliamo: Così parlano i chassidim. La saggezza e l’arguzia degli ebrei dell’Est (Paoline 1996); Ogni settimana ha il suo venerdì. Proverbi di saggezza ebraica (Paoline 1996); Shalom, Rabin. Un canto di pace spezzato, non vinto (Paoline 1997).

