
La vita non è un problema da risolvere ma un mistero da vivere. E Osho attraverso le sue parole ci indica come cogliere le infinite opportunità nascoste dietro ai tanti problemi che ci troviamo ad affrontare ogni giorno. Diverse sono le chiavi di volta e tante le certezze che affiorano leggendo le parole del maestro, sicuramente non quelle cui siamo abituati, ma prospettive inevitabili con cui dobbiamo fare i conti se aspiriamo a vivere con totalità e pienezza il nostro tempo nel mondo. “L'ABC del risveglio” è una vera e propria pietra miliare nella comprensione del pensiero di Osho e nel personale percorso verso l'autoconsapevolezza.
Un ritratto spirituale della Santa che dal sacrificio, vissuto in unione a Cristo, ha dato origine a una comunione non solo nel suo tempo (1458-1524), ma anche con altre generazioni di santi e testimoni della fede: san Filippo Neri, il beato Henry Newman e il servo di Dio Giorgio La Pira, fra gli altri, hanno trovato consonanza e ispirazione dalle opere di santa Camilla da Varano.
Una guida al vasto panorama delle tradizioni religiose, del passato e del presente, affinché, nell’avvicinarsi all’una o all’altra di esse, in base ai propri interessi, sia possibile muoversi con criterio nello studio delle loro rispettive storie e identità.
Intento del volume non è quello di entrare nel merito delle singole religioni ma piuttosto proporre una riflessione sulle questioni di fondo che accomuna le diverse tradizioni. Le tematiche di fondo che vengono affrontate vanno dalla nozione di ‘religione’ a una breve storia degli studi sui fenomeni religiosi, da una riflessione sulle tre categorie fondanti del storico-religioso – il mito, il rito, il sacrificio – alla differenza fra religioni etniche e religioni fondate.
L’autrice si sofferma in particolar modo sul mondo mediterraneo antico e tardo-antico, che per un verso è più familiare al lettore e quindi a lui più immediatamente accessibile, e per l’altro si configura come un importante terreno di manifestazione di esperienze decisive per la definizione dell’identità culturale, oltre che religiosa, dell’attuale scenario europeo e mondiale.
A parlare della “propria” Shoah sono oltre 700 testimoni romani che hanno fatto richiesta di supporto nell’ambito del progetto per la distribuzione del “Fondo Svizzero per vittime della Shoah in stato di bisogno”. Proprio l’obiettivo ‘altro’ di queste testimonianze rispetto a interviste programmate per fini espliciti di ricostruzione storica costituisce motivo di fascino. Si dà voce non solo a chi non aveva mai raccontato, ma soprattutto a chi non ha storie particolarmente significative o eroiche e si limita a includere la sua personale esperienza nel destino generale “delle difficoltà e disagi avuti da tutti gli ebrei vissuti in quel periodo”. Le voci narranti si inseriscono progressivamente nella storia della presenza degli ebrei a Roma, fino a diventare preminenti e a trasformarsi in un vero e proprio coro a più voci dai toni sempre più drammatici. Ne scaturisce l’immagine di un gruppo di famiglie uscite a stento dal ghetto prima e dalle persecuzioni fasciste e naziste poi, con effetti che perdurano fino ad oggi. Le vicende degli ebrei romani, per la loro antica e ininterrotta presenza sul territorio e per le problematiche con cui si sono dovuti confrontare, acquistano un valore paradigmatico, utile a capire non solo la storia della diaspora ebraica, ma anche generali dinamiche di convivenza tra gruppi di maggioranza e di minoranza. Questo libro, nato da un progetto di ricerca ideato da Raffaella Di Castro, vuole avere il valore di un risarcimento morale a chi ha offerto di affidare ad altri la propria storia, portandola fuori dall’ambito privato. La liberazione della parola e il bisogno di essere ascoltati, a lungo censurato, hanno contribuito alla presa di coscienza del danno indelebile subito da più generazioni. Il lavoro di raccolta delle testimonianze si è svolto tra il 1999 e il 2001 e si è poi esteso fino al 2005, presso la Deputazione Ebraica di Assistenza e Servizio Sociale di Roma, fondata nel 1885 per aiutare i più bisognosi della Comunità.
La fotoreporter Roberta Hidalgo è passata alle cronache di tutto il mondo attraverso la prima missione mediatico-fotografica compiuta in Italia, che immortalò papa Giovanni Paolo II nella sua piscina della residenza estiva di Castel Gandolfo: le foto furono poi pubblicate nell'agosto 1981 dal settimanale Gente dell'editore Rusconi e a settembre dello stesso anno da Paris Match (i diritti furono infatti acquistati prima dalla Rusconi in esclusiva per l'Italia, poi, in esclusiva per l'estero, dalla Rizzoli con la mediazione di Licio Gelli, che successivamente le mostrò al papa stesso). In questo saggio si ripubblicano le storiche foto che diedero scandalo nel 1981 e la spy story che ne derivò. Un saggio scandalistico che rimette in gioco una questione da trent'anni sopita, ma mai dimenticata.
Il movimento beghinale è stato soprattutto un movimento di donne, comunemente conosciute con il nome di beghine.
Per il loro carattere d’indipendenza verso l’autorità maschile potrebbe essere anche considerato il primo movimento femminista. Ma perché il termine “beghina” è oggi usato come sinonimo di bigotteria o d’ipocrisia?
La grande ricchezza spirituale scaturita dal movimento beghinale ha nutrito i trattati teologici di nomi celebri, come Meister Eckart o l’ammirabile Ruysbroeck, ma gli scritti delle beghine sono quasi inesistenti. Perché? E come mai, benché siano state le prime infermiere d’Europa, non esiste traccia di questa loro missione nei libri di storia della medicina?
Queste ed altre domande troveranno risposta nella prsente pubblicazione il cui scopo è riabilitare una lunga, feconda e spiritualmente ricca storia di donne che hanno cercato la santificazione nella libertà e che tanto avrebbero ancora da dire a noi donne e uomini del XXI secolo.
Le liriche di Cecilia Ronchetti trovano l'accordo giusto per pregare la sapienza della croce" (cfr. 1Cor 1,18-25) che diventa allora, comprensibilmente, allo stesso modo, "poesia". " All'immagine della croce siamo soliti associare un vocabolario sicuramente più duro e rozzo, pieno di tutta l'aridità che anche il solo ricordo evoca nei cuori. L'Autrice con le sue liriche introduce il lettore alla meditazione aprendo una prospettiva inusuale, associando alla croce il termine poesia"... "
Un Don Bosco "diverso", "quotidiano", fuori dagli schemi: così lo presenta un appassionato cultore della sua vita e delle tradizioni del suo tempo. Viene fuori un ritratto inedito del "santo dei ragazzi", particolarmente arguto, allegro e, come sempre, vicino ai più difficili e poveri. Un prete dalla grande umanità che parla con tutta la propria vita ma anche con i suoi occhi profondi e un intenso sorriso.
Tra le priorità della Chiesa contemporanea è necessario un rinnovato impegno missionario. In questa lettera circolare, frutto dell'impegno dell'Assemblea Plenaria, viene evidenziato questo invito.

