
Quali sono le specificità della religione islamica? Domanda alla quale il libro risponde ricostruendo i fondamenti dell'Islam da più punti di vista (teologico, normativo, spirituale) e sulla base delle sue due chiavi di accesso principale (il concetto di unicità di Dio e quello di rivelazione scritturale), senza dimenticare le vicende legate alla vita del profeta Muhammad e alla sua successione. Senza venire meno al rigore scientifico, l'autore ci mostra come l'Islam vede se stesso, non dimenticando di evidenziarne anche le difficoltà e le contraddizioni: lo scopo è quello di favorire una conoscenza di questa religione e delle sue idee dall'interno, anche grazie al continuo contatto e riferimento al Corano, e di offrirne un'immagine equilibrata, al di là dell'agiografia così come della condanna pregiudiziale.
I capitoli di questo libro sono tratti da una serie di discorsi tenuti da Osho a Pune, in India, a una platea di amici e cercatori. Originariamente proposti con il titolo "Dio è morto, ora lo Zen è l'unica verità vivente", essi rappresentano, insieme agli altri tenuti verso la fine della sua vita, l'apice di più di trent'anni di discorsi pubblici. In questo libro, dedicato a Nietzsche, Osho riconosce che l'essere umano ha la tendenza a trovare un significato anche, e soprattutto, là dove non ne esiste nessuno. È un'abitudine - oppure un bisogno primario - così radicata che neppure viene messa in discussione, a meno di non volerlo fare veramente. La proposta esistenziale di Osho è un invito a vivere liberi da valori, appartenenze, illusioni religiose o metafisiche. Forte della sua esperienza personale, egli apre alla dimensione della libertà dello spirito, sostenendo che è l'unica possibilità di vivere una vita davvero piena e realizzata. Questo di Osho è quindi un invito a essere totalmente scettici, a essere sempre alla ricerca della verità.
Il giornalista svizzero Jacques Légeret ha di tanto in tanto il privilegio di vivere con la famiglia all’interno della più antica (1760) comunità amish degli Stati Uniti, Lancaster County, a un paio d’ore d’auto dal caos di Filadelfia.
Raccontando l’esperienza di quotidiana condivisione delle attività religiose e sociali degli amish del «vecchio ordine» e ripercorrendo la misconosciuta storia che dalla Riforma anabattista porta a queste comunità rurali, Légeret si interroga su una società radicalmente diversa dalle nostre: Com’è possibile oggi, nel cuore degli Stati Uniti, vivere rispettando regole religiose e morali stabilite nel XVI e XVII secolo, rifiutare l’istruzione superiore e l’elettricità pubblica, bandire radio e televisione, spostarsi su carri trainati da cavalli, vestirsi tutti allo stesso modo?
Com’è possibile, cioè, nel paese dell’individualismo e della concorrenza a oltranza, rifiutare competizione, mondanità e tecnologia?
Un ritratto, dall’interno, di una società che relativizza profondamente i «valori» occidentali e propugna una vera e propria contro-cultura della non violenza, della sicurezza affettiva, della separazione dal mondo…
"'Vivere una doppia cittadinanza' è il titolo di un lavoro di dottorato discusso alla facoltà Teologica dell'Emilia Romagna sulla teologia della creazione nei quaderni de "La Civiltà Cattolica". L'autore, Federico Badiali, (...) segue con rigore le differenti acrobazie fra scienza, filosofia e teologia portate avanti in questi 150 anni dalla prestigiosa rivista dei padri gesuiti. (...) All'interno dell'arco di tempo preso in esame, dal 1850 al 2010, individua cinque svolte fortemente significative per quanto riguarda l'evoluzione storica della teologia della creazione. L'apprendimento sincronico, condotto di capitolo in capitolo, gli permette di prendere coscienza del fatto che le evoluzioni che hanno caratterizzato la teologia della creazione sono legate, in qualche modo, ai progressi o alle involuzioni che, di volta in volta, hanno riguardato la maniera in cui questa disciplina si è rapportata alla Scrittura, all'apologetica, alla scienza, all'evoluzionismo, all'ecologia. Dopo aver ricostruito, in maniera diacronica, gli sviluppi che la teologia della creazione ha conosciuto in ognuno di questi ambiti, Federico Badiali cerca, con successo, di mettere in luce il modo in cui la teologia della creazione si presenta oggi al confronto col pensiero postmoderno." (dalla Presentazione di Maurizio Tagliaferri)
"Con gioia presento la pubblicazione su don Mauro Fornasari, diacono della Chiesa di Bologna, nato a Longara il 22 aprile 1922, ucciso a Gessi il 5 ottobre 1944, ad appena 22 anni. È un atto dovuto a un figlio della nostra terra e della nostra Chiesa che ha testimoniato il Risorto fino all'effusione del sangue, con l'innocenza dei piccoli secondo il Vangelo che sono in verità i forti e i vincitori sulle potenze del maligno. Un atto dovuto alla sua fede che lo ha guidato e sostenuto, come una fiaccola nella notte più oscura, fra vicende amare, giorni tristi e violenti. Un atto dovuto alla sua famiglia e ai suoi compagni di cammino, che in queste pagine lo ricordano con affetto immutato e lo fanno rivivere per noi, nella sua semplice grandezza. È un dono di pace che tutti riceviamo: nonostante siano tanti gli anni passati da quelle vicende che hanno insanguinato le nostre Comunità, sappiamo come ogni giorno debba essere grande l'impegno per continuare a costruire la concordia, il rispetto della dignità di ciascuno, crescendo nella capacità del perdono e non della vendetta, della giustizia e non dell'usurpazione violenta. È un dono particolare per il nostro Presbiterio diocesano che può così ricordare e conoscere la figura eminente di don Mauro, trovando in lui una vera scuola di santità e un forte motivo di identità, ispirazione, incoraggiamento." (dalla Prefazione di mons. Roberto Macciantelli)
Nella lunga e complessa trama storica delle tradizioni costituzionali è determinante l'incontro con le tradizioni religiose. Se è noto il percorso che, durante duemila anni, si è sviluppato fra cristianesimo, nelle sue varie denominazioni, e costituzionalismo occidentale, sicuramente meno conosciuta, se non attraverso stereotipi che contribuiscono a renderla oscura, è la storia che si impone da quasi 1400 anni nel contesto culturale islamico. Il volume, che apre la Serie "Religioni e Costituzioni", mette in luce come in realtà i due itinerari si siano intrecciati in modo complesso, con accelerazioni e ritorni, contrasti ma anche reciproche influenze: essi si sono affermati attraverso una storia reale, primariamente ed eminentemente relazionale. Ripercorrerli, nella prospettiva di creare ponti, può portare a scoperte e a sorprendenti analogie che, superando antichi e duraturi stereotipi, possono favorire il dialogo fra queste due grandi aree geopolitiche.
Una “biografia doppia” in cui l’Autore intreccia – come in un romanzo – la vita di un protagonista della storia europea e quella della moglie, rievocando luoghi, personaggi, vicende e voci di un periodo storico che ha segnato la nascita dell’Europa moderna e il volto del cristianesimo come lo conosciamo oggi. Della vita di Caterina, a differenza del celebre marito, rimangono pochissime testimonianze oltre agli scritti di Lutero stesso e di qualche contemporaneo. Fu però una figura tutt’altro che marginale: in ventuno anni di vita in comune, l’ex monaca diede al marito sei figli; collaborò con lui come confidente e, in sua assenza, come alter ego, sovrintendendo da imprenditrice alla gestione dell’ex convento agostiniano di Wittenberg, dove ospitò alla tavola familiare professori, studenti e visitatori illustri. La prosa chiara e documentata e il particolare taglio narrativo dell’opera guidano il lettore a conoscere la figura e il pensiero di Lutero e a coglierne «la profonda religiosità» (Giovanni Paolo ii).
L'Autore, con la presente opera, vuole offrire un contributo all'attuale dibattito su numerose questioni, ancor oggi controverse, attinenti al paranormale". " Il quadro psicologico-antropologico tracciato dall'Autore per spiegare i "moti" dell'anima implicati nella "produzione" dei cosiddetti fenomeni "paranormali" aiuta a capire come la forma di un rito non può essere lasciata al gusto soggettivo o al libero arbitrio di qualcuno è [...]; essa segue piuttosto delle logiche precise che hanno radici nella plurisecolare tradizione liturgica della Chiesa, ma anche hanno un'eco nella "struttura" stessa dell'"anima razionale" dell'uomo. "
Esaminando il concetto della trascendenza di Dio nel pensiero giudaico e cristiano dei primi secoli, l'autore si concentra su una sola tradizione teologica, quella alessandrina, e analizza in particolare le idee contenute nelle opere di due dei maggiori esponenti: Filone e Clemente. Per comprendere meglio i concetti filosofici contenuti nelle loro opere, l'autore presenta una breve storia della nozione della trascendenza nella filosofia greca, dove evidenzia soprattutto le idee dei filosofi antichi che sono state riprese o reinterpretate dai due alessandrini. Di seguito, esamina il concetto della trascendenza divina in Filone e Clemente di Alessandria.

