
Gli studi qui raccolti mirano a documentare e illustrare il potenziale di rinnovamento del testo biblico. Composti a istruzione e guida delle comunità di fede in cui presero forma e da cui vennero trasmessi, gli scritti che formano Antico e Nuovo Testamento condussero a nuovi modelli di vita e oggi esigono di essere compresi e attualizzati. Da angolature esegetiche, storiche e teologiche diverse, nei vari saggi si mostra come l'elaborazione del corpus biblico sia avvenuta per la costituzione e la riforma della chiesa e delle chiese, si approfondiscono snodi fondamentali della storia della chiesa, ci s'interroga sulla funzione che la Bibbia potrebbe avere nell'elaborazione della teologia contemporanea.
La Passione iniziò con una festa: Gesù e i suoi discepoli si ritrovarono a cenare, a condividere un momento speciale di amicizia. A volte dimentichiamo che le nostre eucaristie, memoria viva dell'Ultima Cena, sono un'occasione di incontro, per celebrare insieme la vita, per festeggiare il fatto che non siamo soli. Le celebrazioni sono soste nel cammino e le viviamo in diversi modi. Festeggiare è godere il presente, ma ci permette anche di fissare le circostanze speciali. L'essenziale è trasformare questi tempi di verità in spazi di impegno reciproco. Il libro si struttura in tre parti: la contemplazione immaginativa di un brano biblico, una riflessione spirituale che attualizza il messaggio, una preghiera. Estratto dal libro "La Passione".
"Nel mondo contemporaneo le religioni continuano ad avere una grande rilevanza nella vita delle persone. Non solo perché ancora ampiamente in grado di influenzare i comportamenti individuali di moltissimi soggetti, ma anche per la loro capacità di condizionare profondamente le vicende sociali. Conoscere le religioni, allora, è importante non solo per comprendere il nostro passato, ma anche per capire il nostro presente e per poter immaginare il nostro futuro. Mettendo a confronto tradizioni differenti, questo volume si propone di offrire un'introduzione generale al fenomeno religioso, attraverso un percorso che parte da un'analisi dei suoi elementi più strutturali (i miti, i riti, il linguaggio simbolico), per giungere fino ad alcuni dei temi più discussi dagli studi religiosi contemporanei, come il fondamentalismo, il mercato religioso e il pluralismo".
I fiori del mandorlo, essendo i primi a sbocciare in primavera e talvolta già nel tardo inverno, simboleggiano la speranza e il ritorno alla vita della natura. Tuttavia, per il loro rapido sfiorire, rappresentano anche la delicatezza e la fragilità. Oltre ai fiori, anche la mandorla, ovvero il seme commestibile racchiuso nel guscio del frutto, ha ispirato miti e leggende, trovando un ruolo di rilievo nelle religioni, nell'arte e nelle tradizioni culturali. L'autore, dopo aver esplorato miti, racconti biblici, tradizioni talmudiche, islamiche e orientali legate al mandorlo e al suo seme, guida il lettore alla scoperta dell'iconografia della mandorla. Questa figura è presente non solo nell'arte romanica, gotica e del primo Rinascimento, ma anche nella comunicazione pubblicitaria contemporanea. L'intento è quello di presentare la mandorla come un seme non solo gustoso per il palato, ma anche ricco di significati mitologici, religiosi, artistici e culturali. Un tesoro prezioso, dai molteplici significati, che l'homo symbolicus di oggi, al pari di quello di ieri, dovrebbe custodire, proteggere e tramandare.
«Poeta, profeta, disturbatore delle coscienze, uomo di fede, uomo di Dio, amico di tutti gli uomini»: così l'arcivescovo di Milano Carlo Maria Martini salutava padre David Maria Turoldo celebrandone il funerale l'8 febbraio 1992, restituendo in pochi tratti un'esistenza cristiana tra le più intense del Novecento italiano, spesa per la salvezza de «L'Uomo» - nome emblematico di una testata promossa in gioventù - e volta alla penetrazione del silenzio di Dio. Nella Milano della Resistenza e del dopoguerra, nella Firenze di Giorgio La Pira, a Sotto il Monte - terra di Giovanni xxiii - negli anni precedenti e successivi al Concilio Vaticano ii, dentro e fuori i canoni dell'Ordine dei Servi di Maria a cui con convinzione appartenne, Turoldo diede corpo e voce alle aspirazioni di rinascita religiosa, civile, sociale della sua generazione, guadagnando consensi e suscitando dissensi. Le censure e le sanzioni in cui incorse per via gerarchica non gli impedirono - consolato da una vena poetica che si completò negli anni con una fertile ispirazione di traduttore dei Salmi e creatore di inni per la liturgia - di esprimere in molteplici forme comunicative le domande di libertà, giustizia, pace, che animavano gli scenari e le coscienze del suo tempo. Questo volume ricostruisce per la prima volta, attraverso un'accurata indagine d'archivio, l'intera vicenda esistenziale di David Maria Turoldo, nell'intento di restituire alla storia una figura più volte rievocata in termini mitizzanti o aneddotici: la ricchezza dei suoi incontri permette di recuperare la memoria di ideali, tensioni, disincanti che, in ambito cattolico e oltre, hanno percorso il secolo scorso.
Deceduto il 5 settembre 1914, a 41 anni, sui campi insanguinati della Marna, Charles Péguy non ha perso nulla della sua "attualità inattuale". Anarchico, socialista, dreyfusardo, amico degli ebrei, cattolico, anticlericale, la sua biografia umana e intellettuale sfugge ad ogni schema. Intransigente polemista, è al contempo il devoto pellegrino di Chartres, il cantore di Maria, il poeta che, nei Misteri, innalza un monumento a Giovanna d’Arco. Il volume, che raccoglie contributi di taluni dei maggiori specialisti di Péguy in Italia, offre una panoramica della vita, dello stile e dell’opera dell’autore. Esplora il profilo del credente e la sua appassionata difesa dell’Incarnazione, la sua opposizione a ogni riduzione spiritualistica o idealistica della fede. Péguy si colloca là dove Chiesa e mondo si incontrano e si compenetrano, posizionato «dentro e fuori la Chiesa, è la Chiesa in partibus infidelium, dunque là dove essa deve essere» (Hans Urs von Balthasar).
Ogni seguace di Gesù aveva alle spalle un "prima" non particolarmente grandioso. Pietro il pescatore esuberante. Nicodemo il maestro della legge devoto. Maria Maddalena la donna posseduta dai demoni. Matteo l'esattore delle tasse ladro. L'amore di Cristo ha guardato oltre la loro imperfezione perdonando, e ha trasformato le loro vite. E continua a farlo ancora oggi per chiunque crede. Esplorando i retroscena delle vite dei quattro protagonisti della prima stagione di "The Chosen", questo volume raccoglie 40 meditazioni giornaliere che consolideranno il rapporto personale del lettore con Gesù. Ogni meditazione comprende una citazione della Bibbia, una riflessione su un episodio del Vangelo, brevi spunti di preghiera e alcune domande per crescere nella fede.
Il libro esplora il tema della virtù teologale della carità secondo le indicazioni contenute in encicliche, esortazioni e lettere apostoliche di Papa Francesco. L'antropologia filosofica è la lente attraverso cui vengono indagate le questioni etico-religiose affrontate dal Pontefice nella sua attività pastorale. Natura, famiglia, comunità, politica, santità sono gli ambiti di indagine del suo messaggio, rivolto anche a chi si sente lontano dal Vangelo. Fondando l'esegesi sulla tradizione della fenomenologia tedesca, tra Edmund Husserl ed Edith Stein, Angela Ales Bello svela il senso dell'amore all'interno della complessa struttura antropologica dell'essere umano, aperto alla trascendenza, tra amore divino e amore umano.
Ritraducendo il greco del testo neotestamentario nella lingua d'origine, Pinchas Lapide ricostruisce l'ambiente in cui venne pronunciato il più dirompente dei discorsi di Gesù, facendone emergere la pregnanza e l'attualità. Il Gesù del discorso della montagna è il Gesù che chiama a fare: fare la volontà del Padre, fare le parole di Gesù. È un Gesù che prende posizioni politiche, che chiama alla trasformazione radicale di qualsiasi struttura di dominio allo scopo di sostituire i vincoli antichi con una forma assolutamente nuova di comunità umana. Amare il nemico non è solo un tema da predica domenicale: è un principio imposto con urgenza da una strategia dell'equilibrio e della distensione, poiché l'alternativa è semplice: eliminare la guerra o esserne eliminati.

