
IL LIBRO
Dopo aver trascorso diversi anni in Libano, Frédéric Pichon e la sua famiglia decidono di lasciare Beirut per la Francia. Ma quello a cui si predispongono non è un qualsiasi viaggio di ritorno, perché avrà come filo conduttore le comunità cristiane d’Oriente, insediate con le loro antiche chiese non lontano dai luoghi dove sono vissuti Gesù e gli Apostoli.
Inizia così un lungo periplo attraverso il Libano, la Siria, la Turchia e la Grecia, costellato di incontri, peripezie, incursioni nella storia antica e moderna di questi luoghi, attraverso deserti, valli e montagne a strapiombo su cui vegliano monasteri austeri e remoti.
Lo sguardo dell’autore è acuto e penetrante: giocano a suo favore l’esperienza di vita nel Vicino Oriente, la conoscenza della lingua, un rapporto di grande empatia con le popolazioni locali e un sincero sentimento religioso. Il risultato è un racconto vivace, sempre suggestivo, spesso appassionante, soprattutto capace di cogliere l’anima profonda e molteplice dei cristiani d’oriente, cattolici, ortodossi, maroniti e caldei che sopravvivono, con grandi sofferenze e coraggio, ogni giorno più isolati, in un mondo musulmano contraddittorio e travagliato.
L'AUTORE
FRÉDÉRIC PICHON, dopo la laurea in lingua araba, ha trascorso diversi anni a Beirut. Attualmente è ricercatore di Scienze religiose all’École Pratique des Hautes Études e insegna storia e geografia in un liceo della periferia parigina. Viaggio fra i cristiani d’Oriente è la sua prima opera pubblicata.
RECENSIONI
Camillo Langone, «Il Foglio», 25 aprile 2008
«Doloroso quanto istruttivo.»
Viaggio dentro il cuore è un itineriario sulle orme dello scritto giovanile di Madre Candida dell'Eucaristia, Nella stanza del mio cuore. Il leit motiv del libro è la dimensione del viaggio, molto cara a Madre Candida. Il viaggio compiuto insieme a Madre Candida è dentro al cuore che per la Madre, come ricorda l'autore nella sua introduzione, rappresenta la "stanza" del discernimento e dell'interiorizzazione. "Polmone del viaggio" è l'Eucaristia, maestra in questo viaggio è Maria e compimento del viaggio è la missione.
Questo testo intende raccontare la vita di suor Maria Giuseppina di Gesu' Crocifisso, nuova beata.
Il male nella vita presente, il dolore degli innocenti, il peccato originale, l'eternita' dell'inferno.
Dal cuore del mar Mediterraneo alle rive del Gange, tra la più antica tribù dell’India: i Santals. Erano giovani, la maggior parte ventenni. Con Padre Cordaro conosceremo la vita di altri Missionari: A. De Bono, B. Bugeja, G. Milanes, G. Portelli, B. Cauchi, R. Milito, G. Grech Cumbo, N. Merlisenna, G. B. Panepinto, S. Nobile, A. La Greca, M. Bellissimo. Spesero la loro esistenza per i più poveri dell’India, facendo della Parola evangelica una forza di pace e di riscatto sociale.
Nino Giordano, docente di materie letterarie nelle scuole superiori, ha collaborato con varie case editrici nella realizzazione di testi scolastici.
Accanto all’interesse verso i grandi della letteratura italiana (“Il passero e la ginestra”, in libertà tra le Operette morali di Giacomo Leopardi, Franco Cesati 2003) da alcuni anni coltiva un sogno: valorizzare il patrimonio umano e spirituale della Sicilia.
Nel 2006 ha scritto una biografia su Padre Salvatore Nobile S.I. (AdP, 2006); ora presenta questo lavoro che, attraverso la vita di un altro sacerdote siciliano Padre Giuseppe Cordaro S.I., ripercorre la storia dei pionieri gesuiti nella Missione “Santal”.
Il libro tocca molti aspetti della visita di San Vincenzo ai poveri. La Visita Vincenziana si connota per un elemento nuovo: non basta l'emozione, occorre l'organizzazione: organizzare l'aiuto, analizzando, in uno spirito di semplicità e umiltà, le necessità dei poveri e prevedendo interventi efficenti, ben regolati a seconda delle necessità. Una buona organizzazione del servizio avrebbe infatti permesso un'assistenza corporale e spirituale più efficace". "
Il testo realizzato da P. Carulli mette in luce in maniera sintetica ed efficace l’intuizione che ebbe San Vincenzo de’ Paoli nel promuovere e valorizzare la capacità delle donne di ogni condizione sociale ad operare per alleviare la povertà e la sofferenza. Egli infatti riteneva che, prendendo a modello Maria “madre premuorosa”, le donne avessero un potenziale enorme da esprimere ed impiegare a beneficio di tutta l’umanità. Lo scrittore sottolinea le tappe più significative del percorso indicato a San Vincenzo dalla Divina Provvidenza nel lontano milleseicento ed in particolare descrive il profilo delle donne che hanno segnato profondamente il cammino spirituale del Santo.
Un percorso di oltre cinquant'anni, dentro le vicende del mondo del lavoro, del movimento cattolico, della Chiesa, durante l'età liberale: è l'alveo nel quale scorre la vita dell'Unione Operaia Cattolica di Torino (UOC), dalla sua fondazione nel 1871 al suo confluire nella Federazione Italiana Uomini Cattolici nel 1923. L'associazione fu tra le prime società di mutuo soccorso cattoliche sorte in Piemonte e divenne col tempo la più consistente e attiva: dal punto di vista del numero dei soci essa, per un certo periodo, fu in grado di non sfigurare di fronte alle organizzazioni liberali e socialiste. Per questi motivi, e anche per la sua primogenitura, divenne un modello per altre società non solo della regione, ma pure a livello nazionale, fin verso la fine dell'Ottocento e i primi del Novecento, quando il movimento operaio cattolico prese ad organizzarsi per categorie professionali, sulla base del tipo di lavoro svolto dalle maestranze. A questo punto l'UOC dovette cedere il campo, nel movimento operaio cattolico torinese, ad altre modalità organizzative: le Unioni professionali, la Lega del Lavoro, l'Ufficio del Popolo e infine l'Unione del Lavoro, nuclei più combattivi, disposti ad intraprendere azioni di resistenza e talvolta anche di sciopero, sorti nel solco dell'esperienza democratico-cristiana alla quale del resto l'UOC aveva contribuito a preparare il terreno.Tra i suoi meriti si devono collocare il contributo portato alla maturazione di una coscienza operaia tra le file cattoliche, l'opera di formazione di molti laici del ceto popolare all'apostolato attivo, l'apporto fornito allo sviluppo del movimento cattolico torinese e piemontese di fine secolo e dei primi del Novecento.Gli sforzi di quei decenni non risultarono vani: nella Chiesa era diventato più visibile il ruolo del laicato, le società di mutuo soccorso avevano preparato la strada ai sindacati, il movimento cattolico si era diversificato in varie espressioni, compresa quella partitica. Con il fascismo la stagione della libertà avrebbe conosciuto una lunga interruzione, ma le idee e l'impegno di molti avrebbero saputo superare l'inverno del ventennio per germinare in una nuova primavera.

