
Il testo dal titolo “Santa Lucia” è un vero gioiello letterario perché presenta sia riferimenti colti agli artisti che ci hanno tramandato l’immagine della Santa per mezzo di dipinti e sculture, fino a Dante ed Alessandro Manzoni, sia, come una cornice, i destini di Venezia e di Siracusa, descritti con vivacità e in modo pittoresco dal punto di vista geografico e storico, sia dettagli concreti della vita quotidiana intessuta di feste tradizionali e miracoli legati appunto a Lucia.
Vediamo i due punti più rappresentativi del libro. Al Proconsole Pascasio che la martirizzò, Lucia citò San Paolo: “Coloro che vivono castamente e piamente sono tempio del Signore”. Per concludere, la leggenda degli occhi di Lucia indica che i veri Cristiani desiderano servire Dio e contemplarLo in Paradiso, e che l’amore umano che non tiene conto della purezza dell’animo non vale alcunché.
Il testo dal titolo “Saint Lucy” è la versione inglese del libro "Santa Lucia".
Questo testo, pubblicato per la prima volta 25 anni fa, inaugura la collana "Eterno presente", destinata a raccogliere scritti e pensieri che analizzano, scrutano in profondità, scompongono e ricompongono quell'anelito inestinguibile che probabilmente costituisce la vera molla dell'agire umano: il bisogno di ri-conoscersi. Testo che oggi ritorna prepotentemente di attualità perché, ci racconta l'autore nella postfazione, "Nei 25 anni trascorsi dalla prima pubblicazione [...] si sono verificati molti fenomeni che potrebbero essere presi in considerazione in quanto hanno profondamente segnato il cammino dell'umanità". Per il sociologo o per lo storico, spiritualità è l'insieme delle manifestazioni dell'esperienza religiosa di un certo periodo o gruppo; in tal senso si parla, per esempio, della spiritualità delle diverse tradizioni religiose. Oggi si fa strada anche una spiritualità laica, affrancata da ogni fede. Le religioni tradizionali, quella cristiana compresa, si ispirano al principio secondo il quale la spiritualità viene intesa come il desiderio umano di Dio e tutta l'elaborazione delle varie etiche risente di questo postulato di fondo. L'autore di questo libro offre invece il profilo di una spiritualità che si sviluppa coerentemente attorno all'amore divino per l'uomo. Non è un ritocco: è un capovolgimento. Ecco, dunque, il perché del titolo: Rifare la spiritualità.
Più di dieci anni fa nelle "Orme del sacro" Umberto Galimberti esplorava la religiosità in Occidente. Da allora la riflessione di Galimberti sul sacro e sulla sua crisi si è approfondita, mentre molte cose cambiavano nel panorama religioso e intellettuale, prima fra tutte l'elezione di Joseph Ratzinger a papa dopo la scomparsa di Giovanni Paolo II. In questo nuovo libro, che riprende solo in alcune parti il testo precedente, Galimberti mira a definire compiutamente la sua visione del cristianesimo, a cui riconosce il merito di aver dato vita e forma all'Occidente, ma che a questo Occidente ha anche strappato il cuore autenticamente religioso. Il cristianesimo è per Galimberti la religione dal cielo vuoto, la religione che ha desacralizzato il sacro, perché ha assegnato tutto il bene a Dio e tutto il male a Satana. Ha preferito la razionalità della filosofia greca con cui ha costruito la sua teologia al comandamento dell'amore che è l'essenza del messaggio evangelico. Per contare ancora qualcosa nel nostro mondo dominato dalla tecnica, questo cristianesimo ormai del tutto esangue e desacralizzato si è ridotto a un'agenzia etica, che si pronuncia su aborto, fine vita, scuola pubblica e privata, e si è fatto "evento diurno, lasciando la notte indifferenziata del sacro alla solitudine dei singoli, (...) che oggi, senza protezione religiosa, devono vedersela da soli con l'abisso della propria follia, che il sacro sapeva rappresentare e la ritualità religiosa placare".
L'instrumentum laboris per il 13mo Sinodo generale ordinario dei Vescovi che si terrà dal 7 al 28 ottobre 2012. In lingua francese. Il documento di lavoro dell'assemblea dei Vescovi traccia i temi su cui si rifletterà attorno all'argomento principale che è quello della Nuova Evangelizzazione. Si tratta di una delle principale sfide della Chiesa nel mondo contemporaneo, trovare itinerari per trasmettere il Vangelo con rinnovato dinamismo e nuovi metodi.
Questa esortazione apostolica post-sinodale raccoglie quanto emerso dal Sinodo Speciale per il Medio Oriente, svoltosi in Vaticano nell'ottobre 2010 e dedicato al tema della Comunione. In lingua francese.
Per un buon numero di cristiani, il Concilio Vaticano II (1962-1965) è stata un'esperienza storica di straordinario rilievo, capace di infondere speranza. La Chiesa appariva riprendere coscienza di se stessa e, ad un tempo, si apriva al mondo. I cristiani laici e i sacerdoti si ritrovavano più consci del loro compito evangelico, culturale e anche sociale. La ripresa della lettura della Bibbia e la meditazione, una collaborazione riscoperta tra preti e laici, un rinnovamento liturgico, un'istanza ecumenica nuova, così come la scoperta del dialogo interreligioso e una forte responsabilità di fronte ai problemi del mondo furono alcuni tra gli importanti impulsi del Vaticano II. Che cosa è avvenuto in quegli anni? E dove siamo, a cinquant'anni dal Concilio? Con un testo di facile lettura Daniel Moulinet ripresenta, per chi non ha vissuto il Concilio e per chi lo vuol ricordare, le grandi tappe e i testi essenziali prodotti. Far memoria delle grandi dichiarazioni conciliari, di come vi si è giunti, non è la sem-plice testimonianza di un evento storico, ma un'occasione per l'uomo d'oggi di confrontarsi con alcuni passi fondamentali della fede cristiana e con la responsabilità che ne consegue.
A diciotto anni dalla prima pubblicazione e a poco più di vent'anni dalla morte di don Giovanni Buzzoni, vengono riproposte le omelie da lui tenute come canonico teologo durante la messa di mezzogiorno nel duomo di Ravenna. Si tratta di testi di ispirazione patristica che l'autore propone alla comunità cristiana, seguendo il percorso dei quattro Vangeli e secondo le letture che scandiscono l'anno liturgico. Riflessioni rivolte all'uomo di oggi, formulate con taglio sapienziale. "In ogni pagina che don Buzzoni scrive emerge il coinvolgimento tra il messaggio evangelico e la coscienza che responsabilizza ogni uomo nell'amore verso Dio e il prossimo. Questa è saggezza, ciò che nell'antica tradizione dei Padri viene chiamata 'sapienza'" (dall'Introduzione di p. Benedetto Calati)

