
"Gerusalemme è dappertutto", come ha scritto il grande storico Franco Cardini, e questo grazie a un dialogo intessuto fin dal I secolo a.C. fra la civitas Judaeorum e la penisola dove la potenza romana si è sviluppata. Ciò è tanto più vero per Roma, il Caput mundi che il martirio di Pietro e Paolo trasformarono in una nuova segreta meta di pellegrinaggio per la nascente comunità cristiana. In occasione del Giubileo della Misericordia, queste pagine propongono un itinerario alla scoperta delle tracce di Terra Santa a Roma, del legame tra Gerusalemme, Città Santa, e la Città Eterna: da Santa Maria Maggiore, dove sono riposte le presunte reliquie della culla che la Madonna avrebbe portato con sé nella fuga in Egitto, a Santo Stefano Rotondo, copia dell'Anastasis, passando per Santa Prassede, San Giovanni in Laterano e la basilica di Santa Croce in Gerusalemme.
La conquista islamica è avvenuta all'insegna del jihad e della sharfa, la guerra santa contro i non musulmani e il diritto fondato sul Corano. Quando le popolazioni di religione cristiana, ebraica e zoroastriana che abitavano lungo le rive del Mediterraneo e negli sterminati territori dell'antica Persia vennero sottomesse dagli arabi (nei secoli VII e VIII) e dai turchi (circa quattro secoli dopo), divennero, nei loro stessi territori, dhimmi, privi di diritti e oggetto di una "protezione" (dhimma) che pagavano lautamente. Ma quali forze, secolo dopo secolo, prepararono e imposero la dhimmitudine, modellandosi su un progetto politico di lungo termine teso a sconfiggere le altre religioni? Come è possibile spiegare un'espansione dell'islam così rapida e una sua penetrazione così profonda in paesi tanto diversi tra di loro e spesso sede di culture antiche e profondamente radicate? Che cosa travolse e riplasmò società evolute e articolate, sotto il profilo politico, giuridico ed economico? E perché per lungo tempo la dhimmitudine è stata rimossa o negata nei paesi occidentali? Sulla scorta di una documentazione storica cospicua, Bat Ye'or dimostra che se la dhimmitudine è stata certamente la conseguenza delle conquiste militari, è però stata soprattutto il frutto della cooperazione (in alcuni casi fattiva e consapevole, in altri fondata su tragici malintesi) di élite civili e religiose altamente civilizzate e di maggioranze poco coese e per questo motivo incapaci di reagire.
Questo è un testo di apologetica cattolica. Il titolo riporta la frase rivolta a Bruno Cornacchiola - un ateo mangiapreti che voleva assassinare il papa dalla Madonna nell'apparizione delle Tre Fontane del 1947. È il percorso di verifica della fede dell'autore che si rivolge ai cattolici tiepidi e agli agnostici senza pregiudizi - come dice il sottotitolo - invitandoli a ripercorre insieme il cammino visitando le opere degli apologeti cattolici più importanti e a prendere una posizione chiara di fronte all'avvenimento cristiano.
A cinquant'anni dalla dichiarazione conciliare Nostra Aetate la conoscenza dell'ebraismo è ancora relativamente inadeguata e molti «cristiani comuni» rischiano di restare ancorati a preconcetti che non rispondono più allo stato della ricerca sulla Bibbia ebraica o sul Gesù storico. Un certo «antigiudaismo», da distinguere dall'antisemitismo, è ancora oggi presente in molte comunità sia cattoliche che protestanti: non si tratta tanto di un dialogo interreligioso, spesso difficile, ma della sostanziale mancanza di conoscenza reciproca. Il volume, rivolto soprattutto a insegnanti e catechisti, si propone di colmare, almeno in parte, questa mancanza. Con un linguaggio semplice, discorsivo e comprensibile l'intento è offrire ai lettori le conoscenze di base alla luce della ricerca scientifica moderna e alcuni spunti concreti di didattica per trasferire le conoscenze ad alunni e studenti.
«Questo tascabile non vuole essere nulla di più che un contributo cristiano al dibattito contemporaneo.
Inizio ripercorrendo i quattro principali raggruppamenti di materiale biblico che esprimono un atteggiamento negativo nei confronti delle pratiche omosessuali, ma proseguo con l’insegnamento positivo di Genesi 1 e 2 sulla sessualità e sul matrimonio, insegnamento che anche Gesù, nostro Signore, approvava.
Poi passo ad ascoltare con attenzione le cinque argomentazioni principali che vengono avanzate a favore delle coppie dello stesso sesso e cerco di rispondere con sensibilità.»
Indice
Prefazione 7
01. Il contesto 9
02. I divieti biblici 15
03. Sessualità e matrimonio nella Bibbia 25
04. Considerazioni su argomentazioni contemporanee 33
05. L'epidemia di AIDS 47
06. Fede, speranza e amore 53
Nel corso del XVI secolo le dottrine scaturite dalla protesta di Lutero si diffusero largamente anche in Italia, assumendo connotazioni peculiari e intrecciandosi con altri movimenti religiosi e specifiche eredità culturali. Massimo Firpo ne ricostruisce le origini e la storia mettendo in luce il ruolo decisivo esercitato dall'esule spagnolo Juan de Valdés negli anni che fecero da sfondo al concilio di Trento. Irriducibile alla Riforma protestante, il suo magistero spiritualistico seppe infatti orientare inquietudini e istanze di rinnovamento diffuse tanto a livello popolare quanto ai vertici delle gerarchie sociali, tra letterati e aristocratici, vescovi e cardinali.
Un breve ma importante studio teologico che porta a domande inesplorate, e forse neanche previste, sugli angeli e sull'origine del male, che attraversano l'intero testo e cercano delle risposte nella meditazione teologica e nell'approfondimento di alcune pagine della Bibbia. Qual è la differenza tra il peccare dell'uomo e il decadere dell'angelo? Ma gli angeli come hanno potuto peccare? Qual è la relazione tra il loro decadere e l'origine del male? Che cosa è la tentazione? Il male è solo assenza di bene o è anche rovesciamento del bene? Qual è la differenza tra ciò che Dio promette (la salvezza) e ciò che Dio permette (il male e l'azione dell'omicida fin dalle origini) e lo rende occasione di bene? Queste domande attraversano l'intero testo e cercano nella meditazione teologica di alcune pagine chiave della Bibbia (Genesi, Giobbe, Matteo, Lettera di Giuda, Lettera agli Ebrei) e nell'approfondimento della fede, grazie al riferimento alla Tradizione e al Magistero della Chiesa, un orientamento e un orizzonte di senso sulla questione della libertà degli angeli e l'origine del male. È una lettura d'interesse per chiunque, in particolare per i credenti e per è chi è affascinato dall'argomento.
Scritta dal cappuccino siracusano Samuele Cultrera, questa biografia sorprende per il realismo e la fedeltà ai dati storici e ricostruisce con grande precisione la vicenda umana di Carolina Santocanale prima e di suor Maria di Gesù dopo, mettendo a fuoco la sua psicologia e la sua spiritualità. Su tutto emerge il carisma più eminente vissuto da suor Maria di Gesù e che l'ha portata alla santità, quello della carità praticata e attuata in tutte le sue sfumature sino all'eroismo.
"La proposta del tema dell'accidia, vizio capitale e soprattutto malattia dell'anima, è stata fatta non solo esponendo e commentando i contenuti degli autori più significativi con assoluto rispetto e con critica lucidità. È il modo che è 'nuovo': partecipe e distaccato, descrittivo e diagnostico, conduce il lettore in una esplorazione dell'animo umano attenta e coraggiosa, senza perdere mai di vista il fondamento della ricerca di verità sull'uomo: la fede nel Verbo di Dio che si fa 'carne', Gesù Cristo." (Renzo Gerardi)
Raccogliendo una feconda intuizione di Basilio di Cesarea, questo studio elabora e propone il "paradigma della sintassi" come concetto chiave d'interpretazione della dottrina trinitaria. Alla luce di questa proposta, si apre un'originale possibilità di dar ragione del mistero dell'unità e della pluralità trinitaria, garantendo simultaneamente la consustanzialità delle tre persone divine e la taxis delle loro relazioni. A partire da questa syntaxis trinitaria, l'autore riesce anche a reinterpretare alcune delle polarità paradossali che attraversano la fede, secondo una logica delle "relazioni asimmetriche" ispirata a quelle intratrinitarie. Si addita così, per la riflessione teologica nel suo insieme, una via feconda che colloca la dottrina trinitaria al cuore della grammatica della fede.

