
Le meditazioni di questa Via Crucis prendono spunto dalla Lettera enciclica di papa Francesco sull’amore umano e divino del Cuore di Gesù Cristo (Dilexit nos, 24 ottobre 2024) e ne riportano le frasi più salienti. Le stazioni sono tradizionali e le invocazioni sono tratte dalle litanie al Sacro Cuore di Gesù.
La Quaresima è un viaggio del cuore. Questo sussidio guida i bambini stazione dopo stazione lungo la Via Crucis, mostrando come la preghiera e l'Amore di Cristo possano trasformare la sofferenza in Speranza. é nel mistero della Passione che scopriamo insieme la forza vera dell'Amore e della preghiera. Ogni tappa contiene una meditazione, una preghiera e un'attività pratica. Età di lettura: da 7 anni.
Mettendoci in ascolto di Dilexit nos, l’ultima Lettera Enciclica scritta da papa Francesco "sull’amore umano e divino del Cuore di Gesù Cristo", cercheremo di rispondere all’appello dell’evangelista Giovanni che ci invita ad alzare "lo sguardo verso colui che hanno trafitto" e a cadere in ginocchio davanti al mistero dell’amore umano e divino del suo cuore che, donandosi oltre ogni ragionevole motivo umanamente comprensibile, ci ha rivelato le ragioni della "speranza che non delude" e che solo cuori purificati e rinnovati dall’azione dello Spirito possono comprendere. I sei schemi di via Crucis: Prima settimana di Quaresima: la croce un cuore che precede nell’amore; Seconda settimana di Quaresima: La croce un cuore che ripara le ferite; Terza settimana di Quaresima: La croce un cuore che raccoglie i frammenti; Quarta settimana di Quaresima: La croce un cuore che consola gli afflitti; Quinta settimana di Quaresima: La croce un cuore che perdona le offese; Settimana Santa: La croce un cuore che palpita per la vita del mondo.
Padre Pio, il santo cappuccino stigmatizzato del Gargano, ha vissuto la sua esistenza come una continua Via Crucis. Le sue sofferenze fisiche e spirituali, unite alla profonda comprensione del mistero pasquale, lo hanno reso un testimone eccezionale della Passione di Cristo. Padre Pio incoraggiava fortemente la recita della Via Crucis, considerandola una delle preghiere più efficaci per entrare in comunione con Cristo sofferente e ottenere grazie spirituali. In questa opera coinvolgente, gli autori ci conducono alla scoperta di come Padre Pio ha vissuto la sua personale passione e di come, attraverso il messaggio della Via Crucis, ha insegnato a comprendere il mistero della sofferenza alla luce della Passione di Cristo. Ma questo libro non è solo un viaggio spirituale: è anche uno strumento unico e prezioso per la preghiera. Il volume propone una Via Crucis speciale, arricchita dalle parole e dalle meditazioni di Padre Pio, un invito universale rivolto a tutti i fedeli a immergersi nel mistero della Croce. Recitare questa Via Crucis significa unirsi al santo di Pietrelcina nella sua straordinaria devozione e scoprire una fonte inesauribile di grazia e consolazione spirituale.
La salita al Calvario cambia sempre la vita di chi ha abbracciato la propria croce ma cambia anche la vita di coloro che, ogni giorno, nei nostri ambienti di vita e di lavoro, sono a contatto con la malattia e la sofferenza. Come il Cireneo essi si fanno carico delle croci dei fratelli e delle sorelle divenendo per loro e insieme con loro "pellegrini di speranza". Le meditazioni di questa particolare Via Crucis, tratte da storie reali, possono essere per il lettore una preziosa occasione di riavvolgere come un nastro la memoria del cuore e di tornare lì dove la passione e l'amore del Risorto hanno irrotto nella propria storia e nella propria vita.
La Via Crucis è una antica e pia pratica cristiana, che permette ad ogni fedele di ripercorrere, rivivere e interiorizzare le tappe della Passione e Morte di Cristo. In occasione del Giubileo della Speranza, mediante delle riflessioni che partono dal dramma e dal dolore dell'intera umanità, per raggiungere l'esperienza intima di ogni uomo, nel segno della Speranza, l'autore mostra come il Signore, proprio grazie alla sua Passione e Morte, dona nuova luce all'oscurità del dolore e della sofferenza, vincendo per sempre il peccato e la morte. Il testo può essere utile sia per la preghiera personale e sia per la celebrazione comunitaria.
Le immagini sono tratte dalle stazioni della cappella del Pontificio Collegio Internazionale Maria Mater Ecclesiae (Roma)
Una via crucis con al centro il tema della speranza. In Cristo sofferenza e morte non sono più l'ultima parola sull'uomo, lo sono, invece, perdono e vita eterna. Ha speranza chi vive con la certezza che in Gesù ogni uomo è legato alla misericordia divina. Lo attesta il grande passato del Primo Testamento e, soprattutto, la vita risorta narrata nel Nuovo. Questo porta il cristiano a viere il presente, per quanto drammatico possa essere, con la certa speranza che Dio interviene sempre nella storia per condurre l'uomo al suo destino di bene, di vita e di salvezza.
Il libro raccoglie una serie di riflessioni bibliche, spirituali e poetiche sulle ultime parole pronunciate da Gesù sulla croce, offrendo un suggestivo e insolito percorso meditativo. A ogni capitolo i diversi autori e autrici si confrontano in profondità con uno dei momenti più intensi della Passione, interpretando le ultime parole di Gesù alla luce della contemporaneità. Voci come quelle di Adriana Valerio e Cristina Simonelli, insieme a quelle di altri teologi, biblisti e poeti, contribuiscono a rendere l'opera una sinfonia corale, dove ciascuna e ciascuno aggiungono una sfumatura diversa alla comprensione del mistero del Venerdì santo. Le meditazioni proposte, pur mantenendo una rigorosa aderenza alle fonti bibliche, si aprono a una lettura sensibile alle esperienze umane universali: il perdono, il senso del sacrificio, la fragilità umana, la compassione, l'amore incondizionato. Attraverso questo cammino, i lettori e le lettrici sono invitati a meditare sul mistero della croce e sul senso delle ultime parole di Cristo, riscoprendo la potenza del messaggio evangelico nel contesto delle sfide e delle sofferenze umane.
Il libro propone una riflessione esegetica, teologica e spirituale sulle quattordici stazioni della Via Crucis. Si apre con un denso testo storico che inquadra il pio esercizio della Via Crucis dalle origini ai giorni nostri; prosegue con una introduzione che spiega il senso e le caratteristiche della Via Crucis a partire dai racconti evangelici della Passione; dopo una preghiera e meditazione d'ingresso, entra nel vivo della meditazione di ciascuna stazione; si chiude con una preghiera di conclusione.
Una avvincente e inedita Via Crucis che capovolge lo sguardo meditativo e contemplativo, ponendosi dal punto di vista di Gesù di Nazaret, il Cristo, che "compassiona" il dolore della creazione, gli spasimi della terra, le tante agonie dell'uomo e invoca il Padre, perché lo Spirito rinnovi la vita e spazi la non-cultura dell'annientamento e della morte. La Via Crucis, intesa come esercizio di meditazione e pietà cristiana, è un lascito notevole di san Leonardo da Porto Maurizio. Sebbene più di tre secoli ci separino dal frate minore riformato, la sua pratica è ancora attuale, feconda di guadagni, tanto per lo spirito di chi crede, quanto per chi non ha il dono della fede. Il pio sacro esercizio è salutare, prima che per la teologia e la spiritualità, per la pratica, più che mai urgente e necessaria, della misericordia, della compassione o, se si preferisce, dell'"empatia.
Una Via Crucis che si colloca sulla scia della tradizionale spiritualità cristiana. Le quattordici stazioni, precedute da un'introduzione e che si completano con una conclusione che si apre sulla Risurrezione, sono caratterizzate: dal racconto della passione di Gesù secondo i Vangeli; dalla forma litanica, che favorisce la partecipazione attiva e il coinvolgimento; dal commento in forma di preghiera da parte del celebrante. Infine la sottolineatura del momento celebrato: l'ingiusta e profonda sofferenza vissuta dal Figlio di Dio, l'apertura nei confronti di chi oggi condivide queste sofferenze, l'invito a rendersi solidali e aprirsi all'amore.
«La Via Crucis non è una devozione triste. San Josemaría ha insegnato spesso che la gioia cristiana ha le sue radici a forma di croce. Se la Passione di Cristo è via dolorosa, è anche il cammino della speranza e della sicura vittoria. Come egli spiegava in un'omelia: Pensa che Dio ti vuole contento e che, se da parte tua farai tutto il possibile, sarai felice, molto felice, felicissimo, anche se in nessun momento ti mancherà la Croce. Ma la Croce non è più un patibolo, è il trono dal quale Cristo regna. E, accanto, c'è sua Madre, che è anche Madre nostra. La Vergine santa ti otterrà la fortezza di cui hai bisogno per camminare con decisione sulle orme di suo Figlio.» (dalla Prefazione di Álvaro del Portillo)

