
Questa Via Crucis accompagna i fedeli nella meditazione degli ultimi passi di Cristo lungo la Via Dolorosa di Gerusalemme. Le riflessioni di Fr. Marcelo Ariel Cichinelli, francescano di Terra Santa, unite a testi biblici e immagini evocative, invitano a una preghiera più profonda e personale. Un libro per aiutarle a vivere la Passione di Cristo come cammino di fede, speranza e conversione, riscoprendo la Croce come segno di salvezza e amore. Prefazione di Luigi Maria Epicoco.
Non basta credere per essere cristiani. Non basta oltrepassare una porta per sentirsi liberi e dire di essere "cristiani in uscita". Non basta percorrere una strada in salita per raggiungere l'obiettivo e sentirsi "giubilati". Se c'è una strada da percorrere per vivere il giubileo dobbiamo stringerci la mano e passare dalla disperazione alla risurrezione senza lasciare nessuno durante il cammino. Gli affamati, i migranti, le donne usate, gli ammalati e i bambini abbandonati ci chiedono di non essere commiserati, ma amati e riscattati. La quaresima non è tempo di disperazione. Non è orientata al Venerdì Santo, ma alla Pasqua di risurrezione. Per questo non è il tempo delle mortificazioni, ma è il tempo delle vivificazioni. Si tratta di scoprire forme nuove e originali per vivere nella dinamica del dono che innalza la qualità della propria vita mettendola in sintonia con quella del Cristo vivente e così sperimentare la Pasqua come pienezza della vita del Risorto. È questa la via crucis del giubileo. Ti invitiamo a percorrerla per "azzerare" tutto quanto ci impedisce di sentirci amati da Dio per poterlo comunicare a tutti ... nessuno escluso.
«Quando un cristiano percorre e celebra il Triduo vive un 'mistero' che tocca e interpella tutti gli uomini. È un mistero universale e non può essere vissuto in modo individualistico. E questo perché il cristiano è stato 'assimilato' alla morte di Cristo e alla sua resurrezione. Siamo chiamati a rispondere a una grande chiamata». Partendo da questo assunto, Giuseppe Florio propone ai singoli e alle comunità un percorso originale dentro la vicenda della Passione, Morte e Risurrezione, per rendere concreto il cammino del Triduo con cui i cristiani celebrano la novità assoluta della presenza di Dio nella loro vita.
Questa Via Crucis secondo lo schema tradizionale esce nell'anno del Giubileo ordinario 2025, in cui la Chiesa ci vuole "pellegrini di speranza", cioè in cammino nella storia del mondo come testimoni di Cristo, nostra speranza. Le "meditazioni" sono affidate a testi tratti dalla bolla di indizione del Giubileo Spes non confundit di papa Francesco.
Una Via crucis percorsa insieme a Maria, che non abbandona il figlio Gesù. Insieme al card. Comastri, con gli occhi della Madre di Cristo e della Chiesa contempliamo il mistero della Passione, con la sua voce e i suoi gesti riviviamo l'amore che vince la morte, con la sua intercessione preghiamo Gesù che si offre per noi sulla croce.
Il tradizionale rito della Via Crucis al Colosseo nelle meditazioni scritte per la prima volta da Papa Francesco. Il Pontefice nelle quattordici stazioni sviluppa un colloquio intimo con Cristo, fatto di riflessioni, interrogativi, introspezioni, confessioni, invocazioni.
Ispirata al Vangelo secondo Marco, questa contemplazione della Passione di Gesù, che dalla Via Crucis della condanna a morte diventa la Via Lucis della sua risurrezione, contiene anche poesie di cristiani e di non cristiani, tutti in attesa di un volto trasfigurato, tutti con una domanda nel cuore:«Cosa posso sperare?». Solo Gesù Cristo è capace di rispondere a questa domanda.
Tra i gesti che esprimono il rapporto tra due persone, l'abbraccio è quello che sicuramente rappresenta al meglio il legame costruito giorno per giorno tra loro. Gesù lo ha prima affermato e successivamente mostrato salendo sulla croce per la nostra salvezza. è sulla croce che ci ha abbracciati ed è sulla croce che ci ha indicato, con le Sue braccia aperte per ciascuno di noi, che nessuno è un escluso e che tutti possono costruire un mondo migliore.
«Con tutto te stesso»: non si può pensare di amare diversamente, di vivere diversamente. Ce lo ha insegnato il Signore Gesù in tutto quello che ha fatto, per come ha vissuto, nelle parole che ci ha consegnato, perché imparassimo a metterle in pratica. Ce lo ha insegnato soprattutto sulla via della croce, quando ha preso su di sé tutto il male del mondo, per dare a noi la possibilità di una vita nuova. Gesù ha dato la vita per primo, con tutto se stesso. Quando ti senti stanco o deluso, quando vorresti stare solo fermo senza far niente o vivere per conto tuo ma con la tristezza nel cuore, chiedi a Dio la forza per rialzarti, sempre. Anche la preghiera va vissuta «con tutto te stesso», così come questa Via Crucis che ora percorrerai insieme ai tuoi amici, che sono i tuoi fratelli e le tue sorelle. Senti quanto Dio ti ama, pensa ai gesti che ha compiuto, scegli di seguirlo imparando a dare la vita per amore, con azioni buone. Questa è la strada per un'esistenza piena e felice. Gesù non ti impedisce di vivere in mille modi diversi, non ti toglie i tuoi sogni o i tuoi desideri, ma li riempie del suo amore che dura per sempre, perché tu possa sognare, desiderare, vivere «con tutto te stesso». Età di lettura: da 11 anni.
Il pio esercizio della Via Crucis, tanto diffuso in occidente, aiuta a rivivere gli ultimi tratti del cammino terreno di Gesù, da quando, con i suoi discepoli, «dopo aver cantato l’inno, uscirono verso il monte degli ulivi» (Mc 14,26) fino al momento in cui il Signore fu condotto sul Calvario (Mc 15,26), fu crocifisso e fu sepolto.
La storia dei primi pellegrini a Gerusalemme ci rivela, già nei primissimi secoli, la presenza di un itinerario di preghiera attraverso i luoghi fondamentali della Passione. La Via Crucis nel senso attuale risale al Medioevo. Intorno al 1294 un frate domenicano, Rinaldo di Monte Crucis, nel suo Liber peregrinationis afferma di essere salito al Santo Sepolcro e descrive le varie “stationes” che anticipano le stazioni della attuale Via Crucis.
La Via Crucis, così come oggi è vissuta, è nata in Spagna nel XVII secolo, soprattutto negli ambienti francescani e da qui è passata in Italia. Un convinto ed efficace propagatore fu san Leonardo da Porto Maurizio (†1751). Nel 1991 san Giovanni Paolo II ha voluto dare al percorso un particolare riferimento biblico. Non figurano quelle stazioni di cui non si parla nel Vangelo quali le tre cadute, l’incontro di Gesù con la Madre e con la Veronica. Sono invece presenti altri quadri con evidenti richiami evangelici: Gesù nell’orto degli ulivi, il giudizio di Pilato, la promessa del Paradiso, la presenza della Madre e del discepolo presso la Croce.
In questo opuscolo, senza sottovalutare il percorso tradizionale delle stazioni, si è voluto valorizzare questa scelta fatta nel 1991 per la Via Crucis del Colosseo e poi ripetuta in altri anni.
Brevi meditazioni per le stazioni della Via Crucis. L'autore invita i battezzati a ripercorrere insieme a lui l'erta del Calvario, mediante un sapiente susseguirsi di elementi, a cominciare dalla Parola di Dio, in vista del conseguimento dei frutti spirituali che da tale percorso derivano.
Via crucis con meditazioni del rettore della Basilica del Santo e immagini a colori del Cristo passo - affresco di Jacopo da Montagnana da poco restaurato e conservato all'interno della Basilica. Prefazione di Giancarlo Zamengo.

