
Una raccolta di contributi storici e attualizzanti sull'ambone come spazio significativo nella liturgia cristiana.
Molte persone, anche colte e brillanti, dinanzi alla morte si comportano in maniera inspiegabilmente irrazionale, finendo per causare a sé e agli altri sofferenze inutili e ampiamente evitabili. Da un lato, è una questione di ignoranza: sulla morte scrivono molto i filosofi, i bioeticisti o i religiosi, ma raramente si sente la voce dei medici, che senza dubbio sono coloro che la conoscono meglio. Dall'altro lato, è una questione di paura, di invincibile paura, e si sa che la paura è una cattiva consigliera. Alla paura di non esistere più, si aggiunge spesso, anche più forte, la paura di soffrire, ed è questo che rende il libro che tenete tra le mani un rassicurante e necessario testo di riferimento, speciale, utile e unico. Gian Domenico Borasio è uno dei maggiori esperti europei di cure palliative e ha un messaggio importante per tutti noi: sapendola gestire, nella grande maggioranza dei casi la morte non è dolorosa, e per i casi in cui lo sarebbe, ci sono risorse mediche adeguate che possono essere usate con successo. Solo, bisogna conoscerle, ma purtroppo non è sempre così. Ci sono manuali di medicina che ancora riportano concezioni ormai tramontate sulla presunta dannosità di certe sostanze e di certe pratiche palliative, e nelle università si insegna poco su questo tema, o addirittura si insegnano cose sbagliate. Anche ai medici, dunque, è dedicato questo libro, perché apprendano una parte tanto fondamentale del loro lavoro, a beneficio di tutti.
Il volume affronta le questioni legate al sesso/gender da una prospettiva biologica, relativa agli aspetti biodinamici che governano lo sviluppo di ogni essere umano; da quella socio-antropologica, relativa alle costruzioni culturali elaborate dalle differenti culture in rapporto al sesso/gender, e dal punto di vista dell'etica, che si interroga sulla sostanza etica dei differenti orientamenti relativi a questo tema nella modernità contemporanea. La proposta di fondo è quella di superare gli schemi classificatori delle teorie relative al sesso/gender, sottolineando la singolarità e unicità di ogni essere vivente al quale deve essere garantito il diritto di vivere una vita degna di essere vissuta.
A volte la vita ci sorprende tendendoci degli agguati, che stravolgono il nostro quotidiano. Se poi si tratta di dover rinunciare alla serenità di un matrimonio felice, perché la morte arriva repentina a portarci via il marito, sembra che tutto ci stia crollando addosso. Non è così, anche se niente può essere più come prima. Bisogna mettercela tutta per non lasciarsi confondere da ciò che sembra un'evidenza e imparare ad usare gli occhi del cuore per vedere che il bene non è finito. Il marito è solo "in trasferta" e questa nuova fase della nostra esistenza, pur nella fatica della distanza, se arricchita da una spiritualità profonda, mostrerà la bellezza e il mistero di un amore sempre più forte e fecondo.NB Ogni capitolo si conclude con una canzone composta dall'autrice, che è anche disponibile sul canale YouTube di Àncora, inquadrando il codice QR nel libro.
Le potenzialità di intervento sulla vita umana offerte dalla società "biotecnologica" amplificano le possibilità di scelta di ciascun individuo e pongono nuove urgenze educative che richiedono l'acquisizione di una "cittadinanza bioetica". Il testo mostra come attraverso una didattica "generativa" la scuola possa diventare un luogo per educare le giovani generazioni alla riflessione sulla bioetica. Il testo delinea, con indicazioni operative, le metodologie didattiche per sperimentare questo progetto educativo.
Il celibato ecclesiastico è attualmente al centro di tantissimi dibattiti all'interno della Chiesa Cattolica. Non solo a causa della diversità di interpretazione dei suoi fondamenti biblici e della disparità con cui esso è vissuto dalle varie Chiese Cristiane, ma anche perché non pochi cattolici ed ecclesiastici sono convinti che una delle spinte più forti verso le revisione della disciplina del celibato ecclesiastico venga proprio dal Concilio Vaticano II. La verità invece è che il Vaticano II ha sostenuto e raccomandato il celibato ecclesiastico, fino a presentarlo come una virtù sacerdotale irrinunciabile per coloro, sia celibi che sposati, che in Oriente o in Occidente sono chiamati al sacerdozio cattolico. Per molti questa può essere una grande sorpresa, ma è un dato di fatto che merita di essere sottolineato e propriamente spiegato a tutti coloro che sono interessati al tema del celibato. Proprio per questo la presente pubblicazione si sviluppa su due assi principali: da una parte l'analisi del pensiero conciliare sul "celibato ecclesiastico" e dall'altra l'approfondimento magisteriale fattone da Paolo VI, sulla base della dottrina e della storia bimillenaria della Chiesa. . Questa breve pubblicazione viene offerta come aiuto a chi deve affrontare con competenza i dibattiti in corso sulla legge del celibato/continenza ecclesiali, ma soprattutto a coloro che stanno percorrendo con grande generosità il cammino del celibato ecclesiastico, o che, come i seminaristi, si stanno preparando a percorrerlo.
Il Gruppo di ricerca del «Diploma in Teologia Pratica con specializzazione in Pastorale familiare» della Pontificia Università Gregoriana di Roma ha composto questo libro in un tempo avvolto dall'oscurità di una pandemia che tanto ha segnato la vita quotidiana, ma che è possibile accogliere come un kairós rivelativo, che smaschera tante sicurezze, scoprendo la nostra vulnerabilità, emblema tragico di una globalizzazione che invoca solidarietà, riconoscendo la tessitura fragile di popoli e nazioni in cui tutto è connesso. Un tempo che ci sfida ad andare avanti, docili alla trasfigurazione di quello che può apparire oscuro nella complessità. La sfida ha la forma del poliedro, offerto da papa Francesco per stimolare l'azione pastorale della Chiesa. Il poliedro può rappresentare anche il matrimonio e la realtà familiare, da non pensare secondo modelli di perfezione, convinti che la vita, anche quella che si presenta più complessa da integrare nella prospettiva evangelica, esprime la storia di una grazia che non lascia indietro nessuno. E l'azione pastorale, sia che si esprima nella riflessione, sia che si impegni nella pratica, deve avere come punto sorgivo la convinzione che il Vangelo come ipotesi di vita possa abitare spazi in cui l'imperfezione è epifania di un limite costitutivo dell'esistenza, ma non una barriera che ostacoli l'azione provvidente e misericordiosa di Dio, mediata dalla Chiesa, volto umano e umanizzante del suo amore.
I matrimonio cristiano non è solo una scelta di vita, ma un'autentica chiamata ad evangelizzare. In questo libro, don Renzo Bonetti ci guida a riscoprire la missione profetica degli sposi, chiamati a rendere visibile l'amore di Cristo nel quotidiano Attraverso una riflessione profonda e concreta, l'autore mostra come la vita coniugale sia un dono per la Chiesa e il mondo, capace di trasmettere la bellezza dell'amore divino. Un testo che offre agli sposi strumenti per vivere con consapevolezza e gioia la propria chiamata evangelizzatrice.
In questa società, che sempre più spesso si trova a dover affrontare problemi etici fondamentali per il destino della civiltà occidentale, si avverte l'urgenza di un dialogo tra laici e credenti che individui un senso della vita condiviso, un'unica verità etica. E questo è realizzabile, ovviamente, solo se si supera ogni sorta di relativismo e di integralismo, sia laicista sia confessionale, in quanto rinuncia alla "sfida della ragione come apertura alla categoria della possibilità". Da laico e credente, Sandro Bondi invita ad approfondire tale ambito di riflessione tracciando una "mappa culturale" del nostro tempo, dalla quale emergono i tanti campi in cui si rivela indispensabile un confronto tra laici e credenti, tra ricerca e fede, tra modernità e tradizione.
Descrizione dell'opera
I recenti casi di eutanasia verificatisi in Italia hanno avuto larga risonanza e sollevato un acceso dibattito pubblico. L’argomento suscita infatti profondi echi emotivi nell’animo di ciascuno, ma la conoscenza della problematica e dei temi a essa connessi è spesso scarsa.
Il volume tratta, dal punto di vista etico, due questioni inevitabilmente collegate: le Dichiarazioni anticipate di trattamento (o Testamento biologico) e l’eutanasia. Esamina la letteratura medico-giuridica internazionale per evidenziare le linee fondamentali che si sono sviluppate in questi ultimi decenni, con particolare attenzione all’area italiana. Commenti e riserve dell’autore arricchiscono la descrizione delle diverse posizioni.
L’ampia analisi riguarda sei tematiche: il problema della partecipazione del malato alle strategie terapeutiche e l’intervento umano nella cessazione della vita; le Dichiarazioni anticipate di trattamento (o Testamento biologico); la precisazione su alcuni concetti medico-assistenziali (malattia terminale, nutrizione e idratazione artificiali, accanimento terapeutico); i provvedimenti di fine vita (eutanasia; situazioni che provocano indirettamente la fine della vita; trattamenti di sedazione terminale no stop); gli aspetti di una corretta assistenza del morente; il mutato rapporto medico-paziente; la medicina e l’accompagnamento del morente.
L’impegnata monografia conduce infine un’approfondita riflessione sul problema della cosiddetta strategia alternativa all’eutanasia, quale sfida del nostro tempo per garantire l’umanizzazione del morire e quale ineludibile punto di incontro tra bioetica laica e religiosa.
L’esposizione è chiara e accessibile anche a un pubblico non particolarmente specializzato in medicina ed etica.
Sommario
Premessa. I. Qualche richiamo all’emergere del problema della partecipazione personale del malato alle strategie terapeutiche e dell’intervento umano nella cessazione della vita. II. Testamenti di vita e dichiarazioni anticipate di trattamento. III. Qualche precisazione su concetti medico-assistenziali. IV. Provvedimenti di fine vita. 1. Eutanasia e suicidio assistito: azioni dirette e intenzionali atte a provocare la “morte pietosa”. 2. Situazioni e prassi che provocano indirettamente la fine della vita. 3. Fase preagonica e agonica; trattamenti di “sedazione terminale no stop”. 4. Conclusioni: diffusione dell’eutanasia, del suicidio assistito e dei provvedimenti di fine vita nella società contemporanea. V. Aspetti di una corretta assistenza del morente. VI. Epilogo. Bibliografia.
Note sull'autore
Adriano Bompiani ha al suo attivo una lunga docenza all’Università Cattolica di Milano; è stato presidente del Comitato nazionale per la bioetica dalla sua fondazione (1990); presidente dell’Ospedale pediatrico “Bambino Gesù”, Istituto di ricerca e di ricovero; direttore dell’Istituto scientifico internazionale “Paolo VI” di ricerca sulla fertilità e infertilità umana per una procreazione responsabile. Sotto il governo Amato (1992-1993) è stato Ministro per gli Affari sociali. È membro del Comitato di bioetica del Consiglio d’Europa e del Comitato dei rappresentanti governativi per la bioetica dell’Unesco. Presso le EDB ha pubblicato Bioetica in Italia. Lineamenti e tendenze (1992) e Bioetica dalla parte dei deboli (1995).

