
Che cos'è davvero l'intimità nel matrimonio? E perché la Chiesa insiste tanto su un tema che molti considerano ormai superato? In un tempo in cui la sessualità è spesso ridotta a consumo, tecnica o prestazione, questo libro propone una prospettiva radicalmente diversa: riscoprire l'intimità come dono totale di sé, come linguaggio del corpo capace di esprimere amore vero, tedele e fecondo. Attraverso esempi concreti, testimonianze e un solido impianto antropologico e spirituale, Jason Evert affronta con chiarezza le domande più diffuse sulla contraccezione, sulla Pianificazione Naturale della Famiglia e sul senso profondo della sessualità umana. Ne emerge una proposta sorprendente: non una serie di divieti, ma un cammino positivo capace di rafforzare il legame tra gli sposi, approfondire la comunicazione e restituire alla coppia una gioia più piena e duratura. Pura intimità non è un manuale tecnico, ma una guida per comprendere che il matrimonio non è solo un'unione affettiva, bensì una vocazione: quella di rendere visibile, attraverso il proprio amore, qualcosa del mistero stesso di Dio.
Il rapporto amoroso viene spesso romanticamente inteso come una fusione, una riduzione del due all’uno, una reciproca totale trasparenza. Ma questo, ci dicono Isabella Guanzini e Silvano Petrosino, non rende affatto giustizia alla vera essenza dell’intimità, che invece nasce dall’accogliere una presenza che è irriducibilmente indisponibile. L’altro deve restare altro, mai completamente posseduto. La logica del controllo è sorpassata dalla logica dell’amore, che con discrezione entra in contatto con il segreto dell’altro e il suo incantesimo. Si stabilisce così un felice intreccio di due misteri che si toccano e si cercano dandosi spazio e costruendo non un progetto di futuro pianificato e rassicurante, ma un aprirsi insieme all’avvenire, tempo dell’avvenimento che accade senza avvisare. Una riflessione a due voci sul rispetto reciproco e sull’amabilità del segreto dell’altro che custodiscono la perenne fecondità del rapporto autentico.
Il volume tratta uno dei temi più discussi e spesso fraintesi della storia umana: il rapporto tra sesso e fede. Nel corso dei secoli, infatti, la sessualità è stata talvolta interpretata come qualcosa di sospetto o moralmente pericoloso, generando l'idea che desiderio, piacere e religione siano realtà incompatibili. Attraverso l'analisi di diversi passi dell'Antico e del Nuovo Testamento, il libro mostra invece come la Bibbia presenti una visione positiva del corpo, dell'amore umano e dell'unione tra uomo e donna. La sessualità, quando vissuta nell'amore, nel rispetto e nella responsabilità, non è qualcosa da reprimere ma un dono voluto da Dio, parte integrante della creazione e della vita spirituale. Con uno stile narrativo, il volume invita il lettore a superare paure, pregiudizi e miti radicati, riscoprendo la prospettiva in cui fede e intimità non si oppongono, ma si illuminano a vicenda. Un percorso che mira a riconciliare sessualità e spiritualità, restituendo al corpo e al desiderio il loro significato più profondo.
«Com'è possibile, dal punto di vista della comunione, che uomini e donne battezzati in Cristo, per il fatto di essere ciò che sono, senza una scelta a priori da parte loro, siano respinti ed esclusi dal cammino comunitario?». A partire da tale interrogativo, don Cristóbal Rodríguez Hernández affronta, con rigore teologico e sensibilità pastorale, le più importanti questioni che ruotano attorno alla presenza, effettiva e auspicata, dei credenti LGBT nella Chiesa. Si tratta innanzitutto, ci dice l'autore, di riconoscere la fondatezza della loro esperienza spirituale e da qui costruire un percorso di inclusione all'interno del tracciato del magistero della Chiesa. Il riferimento costante è l'esortazione apostolica di papa Francesco Amoris Laetitia, mentre dalla tradizione spirituale ignaziana don Cristóbal prende in prestito il modo di intendere il discernimento e l'accompagnamento, per una prospettiva che non può non far riflettere, per una Chiesa del futuro salda nei principi, ma dialogica.
Questo libro contiene una rielaborazione delle relazioni presentate dal 1999 al 2018 da mons.
Paolo Rigon (1938-2020) alle inaugurazioni dell'anno giudiziario del Tribunale ecclesiastico ligure, in qualità di vicario giudiziale. Il testo, che è frutto del lavoro autoriale del dott. Carlo-Italo Parodi, ha un indirizzo pastorale come avrebbe voluto don Paolo. Nei suoi interventi mons. Rigon doveva parlare delle cause di nullità di un matrimonio, ma lo faceva ribaltando la prospettiva e valorizzando la bellezza del sacramento. Anche in queste pagine, attraverso l'osservazione di un'ampia casistica e l'analisi dettagliata delle motivazioni che portano al fallimento di un matrimonio, si è voluto fornire ai giovani uno strumento di orientamento nella scelta di sposarsi. Un contributo per coppie e singoli nella formazione della conoscenza, della volontà, della libertà e della capacità di giudizio.
Le persone transgender sono migliaia solo in Italia e chiedono di essere ascoltate e riconosciute dalle comunità cristiane. Eppure, nel nostro Paese, la riflessione teologica è spesso rimasta indietro rispetto alle scienze, e la pastorale - di conseguenza - balbetta. Questo volume, primo nel suo genere in Italia, prova a colmare quel ritardo con un approccio intenzionalmente transdisciplinare. Clinica, sociologia, antropologia culturale, filosofia, teologia morale, teologia biblica e teologia pastorale si interrogano insieme: non per costruire sintesi affrettate, ma per mantenere aperte le domande e lasciarsi provocare da saperi, sensibilità e vissuti plurali. Le tre parti in cui si articola questo libro - scienze, teologie, pastorali - sono precedute da testimonianze di vita e di fede, perché prima delle idee vengono le persone (e le loro esperienze). Non è u n trattato ideologico né una raccolta di indicazioni operative. È uno strumento di lavoro, onesto ma anche provvisorio, per le comunità cristiane che vogliono coniugare ascolto autentico e pensiero teologico rigoroso. Perché le transidentità rappresentano una sfida che è urgente accogliere e affrontare. Le autrici e gli autori dei diversi contributi sono: Antonio Autiero, Carlo Casalone, Luisa Derouen, Fabrizia Giacobbe, Diego Lasio, Giulia Longoni, Marzia Mauriello, Federico Sandri, Cristina Simonelli. Prefazione di Mimmo Battaglia.
Dialogo audace sulle grandi questioni etiche del nostro tempo nell’era delle intelligenze artificiali, il confronto etico assume nuove, affascinanti dimensioni. Cosa succede quando due voci autorevoli del pensiero contemporaneo incontrano un’IA avanzata, pronta a esplorare i confini della moralità? Questo libro cattura l’essenza di un confronto senza precedenti: Renzo Puccetti, medico e bioeticista di fama, e padre Giorgio Maria Carbone O. P., teologo, si misurano con Gemini, un modello di intelligenza artificiale, in un dialogo schietto e provocatorio. Dall'aborto all'eutanasia, dall’orientamento sessuale all'identità di genere, fino alle frontiere più complesse della bioetica e della vita umana, ogni tema è esplorato con profondità, argomentazioni rigorose e la sorprendente prospettiva offerta da un’intelligenza non umana. Questo volume non offre risposte facili, ma invita il lettore a una riflessione critica e stimolante, dimostrando come il dialogo tra scienza, fede e tecnologia possa illuminare le sfide etiche che la nostra società è chiamata ad affrontare. Un testo indispensabile per chiunque desideri comprendere meglio le complesse intersezioni tra morale, scienza e futuro.
In un tempo segnato da forti polarizzazioni sul tema del genere e dell’identità sessuata, questo volume invita la comunità cristiana a superare reazioni istintive, semplificazioni ideologiche e contrapposizioni sterili, per aprirsi a un confronto serio, critico e rispettoso con la complessità del reale. Attraverso un dialogo rigoroso tra etica teologica, scienze umane e gender studies, gli autori propongono una lettura approfondita della corporeità sessuata, dell’identità personale, dei ruoli sociali e delle dinamiche culturali che plasmano l’esperienza dell’essere donna e dell’essere uomo. Il percorso si sviluppa partendo da una mappa storica degli studi di genere e da un’analisi della maschilità tossica per mettersi poi in ascolto attento di testimonianze concrete di famiglie. L’opera si distingue per lo stile dialogico e per l’attenzione costante al legame tra teoria e prassi, tra riflessione teologica ed esperienza vissuta, nella prospettiva di una Chiesa chiamata a esercitare un compito profetico di accoglienza, discernimento e responsabilità educativa.
Questo libro coniuga una grande umanità con una grande spiritualità; spiritualità non come evasione né sovrastruttura, ma come anima dell’umano, che getta luce - una luce calda e per molti versi risolutiva - sui nostri rapporti, offrendo chiavi importanti per vivere l’ineludibile diversità fra l’uomo e la donna, fra i caratteri, le abitudini, l’educazione ricevuta, in modo non conflittuale ma costruttivo. Con commenti e testimonianze di Anna Maria e Danilo Zanzucchi.
La "maternità surrogata", detta anche "gestazione per altri" o "utero in affitto" è al centro dell’attuale dibattito internazionale. All’indomani dell’approvazione della legge sulla maternità surrogata come "reato universale", si offre al lettore un’occasione di riflessione sulla natura di questa pratica sotto il profilo medico, giuridico, antropologico e sociale e sulle implicazioni e le criticità bioetiche e biogiuridiche. Con l’ausilio di esperti, si indaga su come la maternità surrogata faccia sorgere in modo diverso le domande fondamentali e originarie: cosa significa essere madre? Cosa significa essere figli? Cosa significa avere figli ed essere genitori? Qual è il significato della famiglia? Quando la dignità umana di tutti i soggetti coinvolti è pienamente rispettata?
Il testo analizza il contesto italiano delle cure palliative, proponendo raccomandazioni per garantire l'accesso universale e migliorare l'assistenza a pazienti con malattie inguaribili e alle loro famiglie. Il documento, promosso dalla Pontificia Accademia per la Vita e dalla Conferenza Episcopale Lombarda, incoraggia un approccio olistico che integra competenze cliniche, relazionali e spirituali. Tra temi principali: formazione obbligatoria per i professionisti, standardizzazione del trattamento del dolore, supporto ai caregiver sensibilizzazione sociale. L'obiettivo è costruire una cultura della cura che valorizzi la dignità e il benessere di ogni persona.

