
si immagina tra Petrarca stesso e Sant'Agostino; ma essi non sono che personificazioni e drammatizzazioni delle due contraddittorie componenti dell'anima del poeta l'anelito religioso da una parte, la brama di gloria e la schiavitù d'amore dall'altra in contrasto tra loro. Ci troviamo di fronte quindi allo stesso conflitto che dà vita alla grande poesia delle "Rime". Ma nel "Secretum" Sant'Agostino non esce vincitore dal colloquio la cui chiosa potrebbe essere un verso del "Canzoniere" stesso: "ch'io vedo il meglio ed al peggior m'appiglio". Petrarca, infatti, continuerà a scrivere poesia d'amore negli anni successivi: solo concludendo le "Rime", all'avvicinarsi della morte, nella preghiera alla Vergine chiederà che lei lo perdoni dell'"error" e prenda atto dei suoi "cangiati desiri", affinché "almen l'ultimo pianto sia devoto". Si può ben dire che, per Petrarca, letteratura e vita coincidono.
Nelle visioni di William Blake, la "terra di Ulro" designa un luogo di sofferenza e costrizione che molto somiglia a quello che Milosz ha attraversato, dalle turbolenze degli anni dell'anteguerra all'invasione nazista della Polonia, al regime sovietico, all'esilio. Ma per tutta la vita Milosz ha pensato che scrivere potesse servire anche a infrangere i cancelli di quel luogo sinistro. Il libro è una autobiografia intellettuale.
Tewje è una delle figure più note e più vive della letteratura ebraica. Vende latte e latticini di casa in casa, in un distretto russo di fine secolo, ed intrattiene con i suoi clienti un rapporto fatto di riflessioni sagge, di storpiate citazioni bibliche e di comprensione per il dolore altrui. "Piccolo eroe positivo" vive la sua odissea quotidiana a contatto con le brutture della vita e della storia, che è quella della diaspora ebraica ma anche quella dell'uomo contemporaneo di fronte al disordine che lo circonda. Eppure Tewje non si scoraggia e affronta con humor arguto tutte le difficoltà, forte di uno stoicismo che trova nel senso comico la sua grande forza. Con prefazione di Gad Lerner.
"L'uva puttanella" è il romanzo autobiografico al quale Scotellaro lavorò dal 1950 alla morte, nel 1953. "Contadini del Sud" è il primo risultato di un vasto programma di esplorazione del comportamento culturale, religioso, sociale dei contadini meridionali. Entrambi sono la testimonianza di una sofferta partecipazione civile. Rocco Scotellaro (Tricarico, 1923 - Portici, 1953) nel 1944 fondò la sezione del Partito socialista a Tricarico, di cui divenne sindaco a soli 23 anni.
La vigilia di Natale, un caso fortuito fa incrociare i destini di Ellen, quarantenne irlandese, ma americana d'adozione, a Dublino per cercare la madre naturale, e di Martin, ex poliziotto, un matrimonio fallito e un figlio ucciso da un pirata della strada. Ma un altro caso fortuito lega i loro destini: la madre naturale di Ellen vive nella stessa località dove è sepolto il figlio di Martin. Ai due protagonisti, divenuti prima amici e poi amanti, non resta che prendere insieme la strada che li porterà alla metà comune: la penisola di Inishowen. Una strada che cambierà profondamente le loro vite.
Esteta, conferenziere, conversatore, polemista, uomo di spettacolo, Oscar Wilde (1854-1900) crebbe a Dublino in un ambiente spregiudicato. Studiò a Oxford e ben presto si impose come una delle personalità dominanti nei circoli artistici e nei salotti inglesi e francesi. Dopo il matrimonio, la sua relazione omosessuale con lord Alfred Douglas suscitò enorme scalpore. Il padre di Alfred lo trascinò in tribunale, dove Wilde nel 1985 fu condannato per omosessuaità a due anni di lavori forzati. Scontata la pena, ridotto in miseria, abbandonato da tutti, morì a Parigi dove si era rifugiato. In questo Meridiano, tutto il meglio di ciò che Wilde stesso raccolse in volume, oltre a qualche campione della sua attività giornalistica.
California. In una discarica pubblica viene fatta una macabra scoperta: una testa umana sfigurata e irriconoscibile. La polizia brancola nel buio e l'FBI chiama Marcus Mawbray, patologo in pensione, nel tentativo di far luce su questo delitto che mostra inquietanti somiglianze con altri casi avvenuti in passato. Mentre l'assassino continua a seminare morte e terrore, Marcus, aiutato dalla sua giovane assistente, si avvicina alla soluzione del caso.
Un americano trasferitosi a Parigi con la famiglia scopre una vecchia bottega di restauro di pianoforti. Inizia a frequentare il negozio, affascinato dalla particolarità dell'atmosfera e incuriosito dalla reticenza dei due proprietari. Deciso a svelare il piccolo mistero, riesce a guadagnarsi la fiducia di Luc, il restauratore più giovane, che si rivela amichevole e generoso di informazioni. Mentre con il suo aiuto prende familiarità con lo strumento, il protagonista riscopre la voglia di fare musica dopo anni di trasferte, figli piccoli e incertezze economiche.
Il volume raccoglie una scelta di quasi mille lettere, per la maggior parte inedite, dalla cui semplice successione cronologica emerge una serie di temi rilevanti: la formazione culturale e morale negli anni della guerra e della Resistenza; l'impegno attivo nel PCI per oltre un decennio; il distacco dal partito ma non dalle motivazioni profonde della politica; trent'anni di lavoro editoriale presso Einaudi e infine il progressivo riconoscersi e atteggiarsi di Calvino come scrittore e letterato che si interroga, si commenta, si mette in questione discutendo con amici, autori, letterati, critici, editori.
Il libro è un viaggio alla scoperta di sei tribù sconosciute. Tribù con una peculiarità: la pelle bianca. E che invece di vivere immerse in un molle privilegio tropicale, come vuole il luogo comune sui rapporti tra colonizzatori e colonizzati, sono povere, discriminate, a volte disperate. Sono gli ultimi olandesi dello Sri Lanka; i contadini tedeschi di Seaford Town, in Giamaica; i Sudisti americani del Brasile; gli ultimi polacchi di Haiti; i Baster di Rehoboth, allevatori calvinisti della Namibia; i Blanc Matignon, normanni e bretoni, della Guadalupa. Le loro storie, le loro tragedie, le loro follie offrono al lettore una lente d'ingrandimento attraverso la quale guardare, in modo diverso, sei Paesi del sud del mondo.

