"Le pagine che il lettore troverà raccolte in questo libro non sono semplicemente un trattato teologico o un saggio di spiritualità. Esse offrono invece una riflessione viva e concreta su tre realtà che accompagnano la vita di ogni uomo e di ogni donna: il lavoro, la festa e il Giubileo. Sono dimensioni che, se vissute alla luce del Vangelo, diventano vie privilegiate per riscoprire la propria dignità e per aprirsi all’incontro con Dio. Il lavoro, che plasma la vita e diventa collaborazione con l'opera creatrice di Dio; la festa, che trasfigura il tempo ordinario in lode e comunione; e il Giubileo, che rinnova il cuore e apre a un orizzonte di misericordia e speranza. Tre dimensioni che, pur diverse, si illuminano reciprocamente e costituiscono una via concreta per vivere con responsabilità, fiducia e gratitudine la nostra presenza nel mondo" (dalla Prefazione del card. Angelo De Donatis).
Francesco Marulli (Copertino, 1979), presbitero della Diocesi di Nardò-Gallipoli, svolge il ministero di parroco, direttore dell'Ufficio per la Pastorale sociale e il lavoro della sua Diocesi e assistente regionale per la Puglia e territoriale per la Metropolia di Lecce del Movimento Cristiano Lavoratori. Ha conseguito il Dottorato in Teologia con Specializzazione in Dottrina Sociale della Chiesa alla Pontificia Università Lateranense.
Nel centenario della nascita, l'Azione Cattolica Italiana ricorda Vittorio Bachelet (1926-1980), protagonista di una stagione decisiva per la vita associativa e per la presenza dei laici nella Chiesa.
Le introduzioni alle Assemblee nazionali del 1970 e del 1973, qui riproposte, restituiscono il pensiero di un presidente capace di leggere il tempo nuovo aperto dal Concilio Vaticano Il e di indicare ai laici una strada fatta di dialogo, responsabilità e confronto con il mondo contemporaneo.
Un contributo prezioso per comprendere una stagione storica e per riflettere, oggi, sul senso dell'impegno ecclesiale e civile dei laici.
Lo scopo di questo lavoro è cercare e trovare il senso più profondo e vero dell’esistenza umana. Senza pretendere di voler dare una risposta ad un quesito tanto vasto e profondo, gli autori vogliono solo scorrere le pagine della Scrittura, ed umilmente mettersi in ascolto, per trovare, ed offrire al lettore, credente e non credente, solamente alcuni spunti, che egli, se lo vuole, potrà sviluppare, poi, e continuare ad approfondire.
Il lettore di queste pagine trova in esse alimento per la propria riflessione. «Infatti, a volte, la lettura di una pagina può guidare, spronare, illuminare, incoraggiare chi, talvolta, si trova nel dubbio o in situazioni di disagio. Infatti, le pagine di questo diario, che ripercorre alcuni anni di vita del nostro autore, offrono spunti di profonda riflessione e di riconciliazione con l’Assoluto a chi è alla ricerca di serenità e di fiducia in sé stesso...» (Letizia Li Donni).
L’autore completa un lungo ciclo di studi sulla dimensione del "cuore" (considerato in ottica spirituale e cosmica, mediante un approccio interdisciplinare e interculturale) e si confronta con la fase critica che l’umanità sta attraversando sia sul piano culturale e sociale come su quello spirituale porgendo gli esiti delle ricerche più attuali che coniugano l’ambito scientifico con quello meditativo e ascetico. Questo è il tempo della convergenza. Pertanto la riflessione dell’autore approda, con riferimenti ad esperienze vissute e a dinamiche in atto, alla necessità di unire i cuori, superando ogni confine, mediante una connessione spirituale cui fa da sponda la coscienza cosmica universale ed onnipervasiva.
Le nuove meditazioni di Padre Zambotti - camilliano, fondatore delle Tende di Cristo, luoghi di accoglienza per poveri ed emarginati, in Italia, Brasile e Messico - si incentrano sulla famiglia di Nazaret. Esempio unico di ascolto, contemplazione del mistero, fede e preghiera, realizzazione piena dell'amore e della tenerezza di Dio. Immaginando Gesù che scrive ai genitori, si snoda il racconto, intercalato dalle meditazioni di Padre Francesco. Un piccolo prezioso inno, lo stupore di fronte al creato, un canto di gloria e di attesa.
Come attrezzare i giovani a camminare nella fede? Come aiutarli a crescere con una spiritualità robusta e intelligente, capace di porsi domande e insieme cercare risposte? Il percorso che don William propone in questo aureo libretto intende raccogliere questa sfida, invitando i giovani lettori a guardarsi dentro senza ricadere nell'intimismo, a guardare al Signore senza inventare un "Dio a modo mio", a guardare in faccia i fratelli senza scuse.
C'è una strada per essere "più vivi e più umani"? Sì, ci dicono gli autori di questo libro, ideale proseguimento del loro precedente Giuseppe siamo noi. È la strada delle virtù, temi forse oggi passati un poco in disuso, quasi dimenticati, ma che devono tornare a essere essenziali nella nostra vita. Le virtù, però, come occasione concreta e non come teoria, capaci di permeare la nostra esistenza nei suoi momenti decisivi: l'amore, le scelte, il discernimento, la giustizia, la famiglia... L'esistenza umana, infatti, non è evento puramente biologico, ma qualcosa di più: avventura spirituale, avventura dell'anima. E solo il ritorno alle virtù come caratteristiche umane piene può aiutarci a rendere la vita capace di generare vita: esperienza di comunità e non mero esercizio narcisistico e individuale, perché, come dicono i due autori, «una virtù che non incontra le provocazioni della realtà e le persone concrete, che non si sporca di terra e forse neanche di peccato, non è virtù».
"Era una nave che conosceva la sua meta, capitano era un coraggioso esploratore che non si limitava a consultare le carte e voleva aprire vie nuove".
Amerigo e Laura
"Ho incontrato Sammy ed è stato un dono, perché incontrare l'allegria, la curiosità, l'intelligenza incarnate insieme in una persona è un dono raro.
La cosa che mi fa impazzire è quanto amore c'è intorno a te, Sammy".
Dalla prefazione di Jovanotti
Un bambino precoce, luminoso e molto attento ai bisogni altrui: Carlo Acutis sin da piccolo dimostrava una spiccata maturità spirituale, un umorismo fresco col quale sdrammatizzava qualunque difficoltà, un contagioso entusiasmo per le piccole cose. Questo libro ci restituisce il ritratto di Carlo come segno vivo della grazia di Dio: nelle parole dei genitori, i primi a seguirlo nel cammino di conversione e a testimoniare il miracolo della sua fede, ritroviamo tutta la forza della sua gioia di esistere e la profondità della sua devozione. Antonia e Andrea infatti ci aprono il loro scrigno di ricordi e memorie raccontando di un giovane che faceva quotidianamente esperienza della santità nell'incontro con Gesù Eucaristia, che praticava la carità fraterna nei confronti degli abbandonati e delle persone senza fissa dimora con un'istintiva semplicità, che nella sua esistenza su questa Terra ha tenuto al centro il desiderio costante e fermo di aspirare a ciò che Dio desiderava per lui. L'esempio di Carlo è un faro per chiunque aspiri a una comunione piena con il Signore, nei gesti e nei pensieri più semplici e quotidiani. E a far fiorire la propria vita nell'amicizia con Gesù.
Parlare di morte ha senso ai nostri giorni?
Che cosa suscita pensare ad essa?
Tra cronaca e fiction ci appare sempre lontana, riguarda sempre altri, fino a trovarci assuefatti ad essa.
Le cose cambiano quando la morte entra prepotentemente nel nostro orizzonte e sconvolge la nostra vita.
Lo sguardo cristiano sulla morte allarga la prospettiva e ci proietta oltre, ci lascia intuire un “dopo” carico di speranza, mentre l’arte cristiana ci offre meravigliosi scorci, forti provocazioni, stimolanti riflessioni su questi temi.
Queste pagine, attraverso il confronto con opere d’arte di forte impatto, cercano di riportare l’attenzione su temi un po’ dimenticati, come morte, resurrezione, misericordia, giudizio, che sono al centro della fede cristiana, forza scaturita proprio dalla morte e resurrezione di Gesù, per ritrovare speranza per il nostro oggi.
Quarta di copertina
Il trionfo della morte di Clusone e la Danza macabra di Pinzolo con sottile ironia e con un certo coraggio offrono un richiamo a «ben vivere», per poter anche «ben morire». Perché la risurrezione è la destinazione finale del nostro pellegrinare.
Biografia dell'autore
Sergio Dell’Orto, nato a Carate Brianza (MB), dopo aver svolto il suo ministero in parrocchie di Monza e della Brianza, attualmente è parroco di San Bernardo, alla Comasina a Milano.
In un tempo in cui il modo di credere e di vivere il sacro sta cambiando profondamente, Credere Oggi dedica questo numero alla complessa realtà delle SPIRITUALITÀ POPOLARI, spesso ai margini delle religioni istituzionali ma ricche di significato per chi le vive.Cosa intendiamo oggi per "spiritualità" e in che senso possiamo definirla "popolare"? Quali sfide pongono alla teologia e alla pastorale i percorsi spirituali alternativi, la musica cristiana pop-rock, la richiesta di liturgie più partecipate o di una morale meno rigida? Attraverso un’analisi teologica e sociologica, il volume riflette su fenomeni che interrogano le Chiese e danno voce alla ricerca spirituale del popolo di Dio, mette a tema anche le sfide pastorali, i vissuti giovanili e il pluralismo religioso, con un focus sul contesto italiano.