Ecco uno studio di ricerca, di scoperta, di approfondimento, con la scalata verso le vette della teologia, che trascendono anche le stelle, per penetrare nei Cieli di Dio Trinità di Amore infinito. «Excelsa super sidera»: espressione liturgica altissima, questa, che subito risuona già nei titoli dei quattro capitoli contenuti in questo libro, chiamato suggestivamente con il titolo ben significativo: Sublimità della teologia. Le “sublimità” qui presentate sono: la Santissima Trinità, la Santissima Eucaristia, l’Immacolata Concezione, la Santa Chiesa Cattolica. Queste quattro somme verità della teologia vengono esposte non singolarmente staccate, ma armonizzate fra loro in continuità con il legame trascendente che le unisce nello scambievole procedere l’una dall’altra, nella pienezza di quella consistenza divina che proviene dalla Santissima Trinità, sorgiva Onnipotenza infinita di ogni essere, dal più grande al più piccolo, nell’universo intero.
La fede cristiana e la cultura attuale hanno tante cose da spartire, tra le quali la stessa teologia, che è atto e frutto di mediazione tra fede e cultura: si tratta di un ruolo che oggi è particolarmente importante approfondire, in quanto aiuta a comprendere perché sia necessaria una formazione teologica per ogni cristiano consapevole della sua missione nella Chiesa e nel mondo.
Per molti osservatori, il cristianesimo occidentale subisce oggi un lento deterioramento, sopravvivendo soprattutto in forme sociologiche - devozioni, pietà popolare, sacramenti -, mentre scompare quasi del tutto dai quadri valoriali delle società europee secolarizzate, le quali fanno volentieri a meno di ogni riferimento religioso. Il libro offre invece alcuni "fotogrammi di rinascita", mostrando come il cristianesimo possa rigenerarsi, se saprà liberarsi dalle incrostazioni storico-culturali che lo hanno appesantito e tornare alla radice che lo ha generato: l'esperienza spirituale del profeta di Nazaret e la carica messianica della sua testimonianza. Le tre parti del libro - Riabilitazioni della fede, Per una Chiesa possibile e Partigiani dell'impossibile - sono funzionali proprio al tentativo di urgente rivitalizzazione dell'esperienza cristiana nel contesto culturale contemporaneo. Il cristianesimo potrà così tornare a essere una fonte di ispirazione solo riscoprendo il suo carattere libero e sovversivo, abbandonando pretese di egemonia teocratica e resistendo al rischio di essere strumentalizzato dalle ideologie politiche.
Don Alessandro Maria Minutella (1973), presbitero e dottore in Teologia dogmatica e in Storia del dogma, è esperto del pensiero di H. U. von balthasar e apprezzato conferenziere sui social network.
Questo trattato di epistemologia teologica, giunto ormai alla quarta edizione, è stato molto apprezzato dai migliori teologi viventi per il suo rigore scientifico che mantiene il discorso estraneo alle contrapposte ideologie del progressismo e del tradizionalismo. Le varie forme della «falsa teologia», infatti, sono qui criticate non perché esprimano opinioni non condivise ma perché pretendono di interpretare la fede cristiana in modo inadeguato, ignorando la razionalità insita nella rivelazione divina, sia per quanto riguarda i suoi contenuti (dogmatici e morali) sia per quanto riguarda il modo della sua comunicazione (che implica la verità dei “proeambula fidei”).
L’assunto principale di questo trattato è dunque mostrare come la teologia, in quanto “scienza della fede”, si debba limitare a proporre ipotesi scientifiche di interpretazione del dogma e non abbia la competenza per riformulare o ricreare la fede della Chiesa partendo da presupposti filosofici che ne ignorano o addirittura ne vanificano le ragioni intrinseche.
Un’Appendice di questa nuova edizione esamina le teorie teologico-morali che più hanno influito sul linguaggio e sui contenuti del Magistero recente.
L’AUTORE
Antonio Livi (Prato 1938) è accademico pontificio e presidente dell’ISCA (International Science and Commonsense Association). Su questo argomento ha pubblicato Razionalità della fede nella Rivelazione. Un’analisi filosofica alla luce della logica aletica (edizione in inglese: Reasons for Believing. On the Rationality of Christian Faith).
Di Gesù sono note soprattutto le parabole. Fin dalle origini, però, anche i suoi "detti" autentici (i lóghia) hanno colpito i lettori dei vangeli per la loro concisione, immediatezza e potenza. In questo suo importante lavoro postumo, Gerhard Lohfink si dedica all’analisi di settanta "detti" cruciali del Signore, ricercando la voce stessa di Gesù nei testi evangelici. Lontano dalle sterili controversie accademiche, attinge a un vasto "strumentario" esegetico, confrontando i vangeli sinottici, esplorando le loro forme e offrendo paralleli illuminanti dall’Antico Testamento e dal giudaismo antico. Ciò che emerge è un’immagine potente e spesso sorprendente di Gesù, della radicalità del suo messaggio: Lohfink rivela la forza, la bellezza e la serietà delle parole di Gesù. Esaminando temi cruciali come l’avvento del Regno, la missione dei dodici, l’esistenza del discepolo, l’etica della comunità, la crisi di Israele e soprattutto la rivoluzionaria "pretesa di autorità" di Gesù, Lohfink mette in luce la "maestà" che si manifesta in modo discreto ma chiaro in ogni "detto". Questo lavoro, frutto di una indagine seria e rigorosa, sa sfidare e nutrire: offre nuove e inaspettate prospettive. Non a caso è stato acclamato dalla critica internazionale. È un’opera essenziale per teologi, pastori, guide spirituali e per chiunque desideri approfondire la conoscenza di Gesù storico e confrontarsi con l’immortale vividezza delle sue parole.
A distanza di quarant'anni dalla pubblicazione di La Chiesa in missione, Severino Dianich riprende le tematiche che avevano reso quel testo una pietra miliare per l'ecclesiologia e le rilegge arricchendole con le nuove prospettive e i nuovi problemi che, in questi decenni, hanno obbligato la Chiesa a fare i conti con se stessa, con il mondo e con il Vangelo. In particolare, il Pontificato di papa Francesco ha dato un'accelerazione forte ad alcune domande ormai inevitabili, quando si parli della comunità cristiana come luogo di annuncio e di missione: in questo senso, la categoria dell'altro diventa necessaria per poter interpretare presente e futuro dell'annuncio evangelico, nella storia, in vista della proposta di salvezza che contraddistingue il cristianesimo fin dalle sue origini. L'altro, che non è semplicemente "distanza- da colmare o "diversità- da integrare, bensì la necessaria pro-vocazione che muove ogni progetto di costruzione di una comunione che non sia esclusiva ma capace di rimodellarsi «per aiutare tutti i fedeli a sentirsi corresponsabili, nella molteplicità dei carismi che lo Spirito di Gesù diffonde, nell'unica missione» (dalla Prefazione di Giacomo Canobbio).
Questo volume raccoglie 24 omelie di Cirillo di Gerusalemme. Le prime 19 sono indirizzate ai catecumeni e sono state pronunciate nei giorni immediatamente precedenti il loro battesimo, che era celebrato nella grande veglia di Pasqua. Mentre le ultime 5, quelle mistagogiche, sono rivolte ai neofiti nei giorni immediatamente successivi al battesimo. Rispecchiano il tono dell’immediatezza e della familiarità con cui furono pronunciate. Sembra che furono improvvisate e trascritte subito dagli stenografi. Grazie a una prodigiosa memoria mediante ricorrenti citazioni della rivelazione divina Cirillo spiega il battesimo e il simbolo della fede nelle prime 19 e illustra l’infinito valore e gli effetti divini dei sacramenti appena ricevuti, cioè battesimo, cresima e eucaristia. Sono meditazioni radicate nella Parola di Dio, che testimoniano la piena ortodossia di Cirillo. Sono di capitale importanza per l’aspetto liturgico e storico archeologico, perché furono pronunciate, intorno al 350, in prossimità del Golgota e Cirillo fa continui riferimenti a ciò che allora si poteva ammirare a Gerusalemme. È la prima edizione italiana con testo greco a fronte curato da Antoine Augustin Touttée. Introduzione, traduzione e note di Maria Benedetta Artioli.
Questo volume nasce dal desiderio di offrire al popolo di Dio uno strumento che lo aiuti a interpretare il nostro tempo e lo incoraggi ad annunciare il Vangelo in un contesto socio-culturale profondamente mutato. Siamo di fronte al tramonto del cristianesimo in Occidente o stiamo invece vivendo un’epoca di straordinarie opportunità per la fede? Come rispondere in sede pastorale alle sempre più frequenti esortazioni del magistero della Chiesa verso una nuova evangelizzazione, elaborandole in sede teologica? Gli autori di questo volume corale sono persuasi della convenienza di dare vita a una "teologia dell’evangelizzazione" che si giovi di un più stretto dialogo con la filosofia e con le scienze sociali e, soprattutto, sappia estendere l’oggetto e il soggetto della teologia pastorale oltre a una prospettiva esclusivamente ministeriale. La nuova evangelizzazione si configura sempre più come un gioco di squadra, dove sacerdozio ministeriale e sacerdozio comune dei fedeli sono chiamati a cooperare con coraggio, sviluppando le competenze necessarie. Oggi è urgente discernere la posta in gioco di questa sfida, favorire l’ascolto dello Spirito, individuare i mezzi e i linguaggi da impiegare suggerire nuove strade da percorrere - riconoscendo, come a Emmaus, in quali viandanti può nascondersi il volto di Cristo.
Che cosa significa "pensare Dio altrimenti"? Non costruire un'alternativa al cristianesimo, ma portarlo fino in fondo: oltre l'immagine di un Dio-Ente supremo separato dal mondo, verso una comprensione del divino come principio vivente e relazionale che tutto fonda e tutto attraversa. È questa la proposta del monismo relativo, il paradigma al cuore di questo saggio. In sei densi capitoli Paolo Gamberini propone un sistema nuovo e davvero innovativo, una rilettura della fede cristiana nei suoi principi fondamentali: l'incarnazione, la Trinità e l'identità stessa di Dio, alla luce di una teologia che integra scienza, filosofia e spiritualità non-duale. Il risultato non è un'astrazione speculativa: è un percorso a cui il lettore è invitato «non come spettatore passivo, ma come viandante che, passo dopo passo, oltrepassa i confini della dualità». Un'opera destinata a fare scuola e a intercettare l'interesse di tutti coloro che ancora si interrogano ma non si riconoscono più in nessuna delle risposte date finora (compresa quella cristiana) in chiave teistica.
Questo è un libro per gente in crisi e in particolare «crisi di fede». A partire dalla sua esperienza pastorale, l'autore, gesuita e teologo, esamina le più frequenti obiezioni e difficoltà che trova la fede. Fino a scoprire che la fede è in crisi o non è. La tradizione biblica ne parla come di uno squilibrio o una serie di squilibri che sono i passi di un pellegrinaggio. I pellegrini sanno che «la fede entra dai piedi» «perché essa è quel modo innato e sempre nuovo di «tornare a toccare terra».
Un testo di riferimento al quale rivolgersi per riflessioni, confronti, informazioni sulla vita consacrata. Opera fondamentale.