Il testo si propone di avvicinare due ambiti di studio: la psicologia e la religione. Attraverso l'excursus di autori autorevoli, si vuol condurre gradualmente il lettore ad esplorare la psiche dell'uomo religioso, per sondare il confine che intercorre tra disturbo patologico e fenomeno religioso. La religiosità, che è una delle dimensioni fondamentali della vita, in alcuni soggetti clinici risulta particolarmente marcata. A tal proposito, viene posta all'attenzione del lettore la domanda su come sia possibile identificare una reale esperienza mistica, differenziandola da un disturbo psicotico, e su come psicoanalisi e teologia si pongano a riguardo. Affinché questo sia possibile, il testo offre un'accurata analisi dei fenomeni mistici straordinari che interessano il campo del soprannaturale, del diabolico e dello psicopatologico e richiamano l'attenzione chiaramente critica di psichiatri e psicologi. Prefazione di Angelo Comastri. Postfazione di Raffaele De Luca Picione.
Nel Quarantotto le Calabrie furono il teatro di una rivoluzione radicale, sociale e tendenzialmente repubblicana. Nelle principali città si formarono dei comitati di salute pubblica, che presero il potere e proclamarono il 2 giugno 1848 la decadenza della monarchia dei Borbone e la sovranità del popolo. Nei centri rurali, fin nei più piccoli paesini, migliaia di uomini - piccoli proprietari, sacerdoti, professionisti, artigiani, contadini e braccianti - fecero il loro ingresso sulla scena politica e difesero per ben un mese la rivoluzione contro l'esercito del re. Dagli anni Venti del XIX secolo al 1848, il movimento politico radicale e il movimento popolare per il recupero dei beni comuni - terre, foreste, pascoli e acque pubbliche - occupati dai privati e alienati dallo Stato, diedero vita a dei gruppi di azione collettiva per i commons. Radicali e popolazioni lottarono contro lo Stato e i 'notabili' usurpatori per l'autonomia democratica dei municipi, la gestione collettiva delle risorse comuni e la ridefinizione in senso repubblicano e federale dello Stato, proiettandosi oltre la dimensione comunitaria, nel contesto rivoluzionario italiano ed europeo. L'emergere di una 'politica rurale' evidenzia le continue dinamiche di tipo orizzontale tra una politica 'alta', borghese, e le sollecitazioni provenienti 'dal basso'. Il caso calabrese si può considerare uno dei modelli della politicizzazione rurale, simile ad altre aree europee, come il Midi francese, la Renania e il Baden in Germania. Peculiare nel panorama italiano, ma integrato all'interno del lungo Quarantotto europeo.
Per interpretare il nostro sistema sociale è necessario ricorrere, secondo Hartmut Rosa, alla categoria di accelerazione che, innescata e sostenuta dalla competitività, genera l'esperienza che ognuno di noi fa di sentirsi costantemente in ritardo su tutto, portando a una sorta di alienazione autoinferta per l'iniziativa di prolungarsi da soli il tempo lavorativo. È proprio attraverso il dinamismo incessante della crescita che il sistema capitalistico cerca la sua stabilità. Sembra non vi sia alternativa al correre, al produrre, alla prestazione: che fare? Rallentare? Accelerare? Rosa individua una terza via nel concetto di risonanza: risuonare con il mondo e con l'altro significa ascoltare entrambi perché ci parlano, senza ridurli a qualcosa da trasformare secondo le nostre esigenze. Educare alla risonanza - nella scuola - significa educare alla cittadinanza, alla sostenibilità, alla vita buona.
Dibattito pubblico e senso comune associano erroneamente la povertà educativa ai soli paesi in via di sviluppo, mentre è invece molto diffusa anche in un paese avanzato come l'Italia, dove si riproduce per via intergenerazionale, colpisce persino i diplomati e include una quota consistente di adulti. Nel nostro paese molti hanno smesso di "imparare a imparare" e hanno sovente dimenticato ciò che hanno appreso a scuola. Mentre la politica si limita a fare della scuola il capro espiatorio, nessuno si preoccupa di comprendere come in realtà sia il contesto culturale extrascolastico ad alimentare il fenomeno. Il volume, che raccoglie e integra ricerche empiriche sulle competenze di base non solo degli studenti ma dell'intera popolazione italiana, spiega che cos'è la povertà educativa, come se ne misurano l'intensità e la diffusione, quali fattori ne influenzano la riproduzione, dove si nascondono le sue molteplici cause e in quali ambiti se ne osservano gli effetti più sfavorevoli. Ne emerge un panorama allarmante, a fronte del quale i decisori politici dovrebbero reagire con interventi di ampio respiro, di lungo periodo e rivolti alla fetta più ampia possibile della popolazione.
La body percussion (o body music, quando si include l'uso della voce) è una disciplina che permette di sviluppare fluidità e consapevolezza motoria, qualità alla base di un buon rapporto con il proprio corpo, che diviene "strumento". Essa favorisce una corretta produzione musicale, una più esperta fruizione e stimola l'invenzione gioiosa e giocosa. Mette in relazione ciò che si sa con ciò che si sa fare e consente apprendimenti autentici, ancorandoli a un'esplorazione dello spazio personale, relazionale e fisico. Il libro spiega perché l'esperienza musicale ha un elevato potenziale formativo ed espressivo e come impiegarlo in maniera creativa e consapevole. È ricco di modelli e spunti didattico-musicali per l'ora di musica e fornisce anche una messa a fuoco dei nuclei fondanti dell'educazione musicale, intesa come esperienza multisensoriale che orchestra elementi visivi, uditivi, tattili e semantici.
Nel mondo dei nostri giorni, l'irrompere del dopo pandemia e della guerra in Ucraina ha rappresentato un "punto di svolta", un tornante della geopolitica. A simiglianza di quel che accade nell'esistenza degli individui in frangenti siffatti, allorché la durezza delle contingenze induce a guardarsi indietro e rimeditare il senso del proprio passato, così una vicenda più grande e corale sollecita a prendere coscienza dei nodi dirimenti di una storia secolare, segnata dal vizio d'origine di una modernizzazione tardiva e delle sue conseguenze nella prospettiva della lunga durata, dall'età sabauda alla Repubblica di ieri e di oggi. Sullo sfondo della necessaria ricomposizione di un tessuto sociale lacerato, si avverte la necessità di ritrovare un sentimento di coesione, pensoso dell'interesse nazionale e di un comune destino, affiora forte anche il bisogno di una religione civile, nella suggestione 'attualizzata' di un Risorgimento prossimo venturo, per fondare un'idea gagliarda di Paese e di Futuro.
Nel XIX secolo, cosa più unica che rara nella storia dei processi di canonizzazione ecclesiastici, si è assistito alla presentazione di diverse cause per restaurare e approvare, a beneficio di tutta la cristianità, il culto dei Sette Arcangeli e dei loro nomi, soppresso a Palermo dall’Arcivescovo mons. Raffaele Mormile, intorno probabilmente al 1813. Protagonista indiscusso di questa straordinaria iniziativa popolare fu il teologo spagnolo, oggi semisconosciuto, Cav. Pedro Maria Heredia del Rio, erudito, politico, poeta e scrittore che, mosso da incredibile fervore e straordinario affetto verso i Sette Principi Angelici, salvò il culto degli Arcangeli dal sicuro oblio cui sarebbe stato destinato. Novello Antonio lo Duca, tra il 1826 e il 1831 Pedro Maria Heredia del Rio presentò ben cinque delle sei cause apostoliche, innanzi ai papi Leone XII, Pio VIII e Gregorio XVI, riuscendo così a riaprire il dibattito teologico sull’esistenza della Terza Forza di Salvazione del Cristianesimo.
Javier Sorribes Gracia (Madrid, 1967), economista di professione, è appassionato di genealogia familiare. Il suo bis-bisnonno Fulgencio María de Heredia Cabrera y Vida (1816-1894) era figlio di Tomás, fratello di Pedro Maria Heredia del Rio. Partendo dai ricordi di famiglia trasmessi oralmente dalla madre, inizia lo studio dell’albero genealogico di famiglia.
Questo libro raccoglie antecedenti della storia della famiglia Heredia, hidalgos, cavalieri, religiosi, militari ecc., con particolare attenzione alla figura di Pedro Maria Heredia del Rio e alla sua devozione ai Sette Arcangeli.
Carmine Alvino (Avellino, 1978), avvocato e scrittore, ha recentemente dato inizio a una nuova proposta teologica d’ispirazione cattolica denominata “Arcangelologia”, avente a oggetto la conoscenza, lo sviluppo e la diffusione del culto devozionale ai Sette Arcangeli Assistenti al Trono di Dio. Sull’argomento ha scritto oltre 50 libri.