
Dibattito pubblico e senso comune associano erroneamente la povertà educativa ai soli paesi in via di sviluppo, mentre è invece molto diffusa anche in un paese avanzato come l'Italia, dove si riproduce per via intergenerazionale, colpisce persino i diplomati e include una quota consistente di adulti. Nel nostro paese molti hanno smesso di "imparare a imparare" e hanno sovente dimenticato ciò che hanno appreso a scuola. Mentre la politica si limita a fare della scuola il capro espiatorio, nessuno si preoccupa di comprendere come in realtà sia il contesto culturale extrascolastico ad alimentare il fenomeno. Il volume, che raccoglie e integra ricerche empiriche sulle competenze di base non solo degli studenti ma dell'intera popolazione italiana, spiega che cos'è la povertà educativa, come se ne misurano l'intensità e la diffusione, quali fattori ne influenzano la riproduzione, dove si nascondono le sue molteplici cause e in quali ambiti se ne osservano gli effetti più sfavorevoli. Ne emerge un panorama allarmante, a fronte del quale i decisori politici dovrebbero reagire con interventi di ampio respiro, di lungo periodo e rivolti alla fetta più ampia possibile della popolazione.
Fra una trama e l'altra, un gioco e l'altro, la cultura si intreccia con tutti i nostri gesti e le nostre mosse quotidiane: andare al lavoro in bicicletta, timbrare il biglietto sull'autobus o curarsi con l'omeopatia sono scelte che hanno un significato culturale. La cultura ci costringe e ci condiziona ma si fa anche plasmare dalla nostra creatività. La cultura ha una lunga storia alle spalle, è sia routine che innovazione. Ripetiamo, riproduciamo e cambiamo. Siamo immersi nella cultura e la generiamo continuamente. Oggi la ricerca sociologica la intercetta nei suoi luoghi preferiti: nella comunicazione, nelle abitudini di consumo, nell'insubordinazione giovanile, nelle differenze fra cittadini autoctoni e stranieri, nelle innovazioni tecnologiche e nei movimenti di protesta. Bourdieu, Kymlicka, Gilligan, Saraceno e altri hanno indagato sulla cultura, toccando i nodi nevralgici della famiglia, delle differenze fra i gusti e le pratiche, introducendo parole nuove e offrendo spunti alla nostra intelligenza con interpretazioni spesso provocatorie e stimolanti. Nel volume occupano un posto di primo piano le intuizioni di Marx, Durkheim, Simmel e Weber dalle quali il termine cultura ha preso slancio, conservando la sua natura ubiqua, onnipresente, trasversale.

