Quando l'autore ha consegnato al suo editore - forse Teòfilo - i due rotoli di papiro della sua opera (Vangelo di Luca e Atti degli Apostoli), il secondo rotolo con ogni probabilità conteneva anche un proemio, un titolo e forse il nome dello scrittore. Il titolo originale scomparve quando, all'inizio del II secolo, si passò dal rotolo al codice: gli Atti furono uniti direttamente al terzo vangelo. Nel progressivo formarsi del canone neotestamentario i quattro vangeli riconosciuti come normativi furono presto raccolti e trasmessi insieme; di conseguenza, gli Atti degli Apostoli furono separati dal terzo vangelo e ricevettero il loro titolo attuale. Gli Atti non sono un trattato di teologia. Luca guarda alla realtà ecclesiale del suo tempo - una Chiesa composta in prevalenza da persone provenienti dal paganesimo e sempre più separata dal giudaismo - con lo sguardo di fede, per scoprire in essa il disegno di Dio. Seguendo i criteri della Collana (Nuova versione della Bibbia dai testi antichi), il volume offre un'ampia introduzione, il testo greco, la nuova versione italiana, le note filologiche e il commento teologico degli Atti degli Apostoli.
Il libro offre - in un formato grande, con caratteri grandi e a due colori - i testi della Passione di Gesù, sia nella forma lunga sia nella forza breve. I testi dialogati dei Vangeli sono strutturati a tre lettori. Per una celebrazione fedele ai riti e comoda nel suo procedere, questa edizione contiene anche il rito della commemorazione dell'ingresso di Gesù a Gerusalemme per la Domenica delle Palme e la Preghiera universale per il Venerdì Santo. Il formato del libro è pensato per l'utilizzo all'ambone, alla sede e a un leggio in presbiterio, secondo le norme del rito.
Che rapporto esiste fra parola di Dio e liturgia? L'espressione "sacramentalità della Parola", comparsa in un recente testo del magistero (Verbum Domini, n. 56), costituisce il frutto di un lungo cammino di ripensamento di quel rapporto. Il presente volume, scritto a quattro mani da un biblista e da un teologo, intende mettere a fuoco il significato dell'espressione attraverso un itinerario strutturato in quattro momenti. Il primo ricostruisce il percorso che ha condotto il magistero a formulare il tema, seguendo le tappe principali della sua acquisizione. Il secondo si interroga sulla possibilità di un discorso biblico sul carattere sacramentale della parola di Dio, alla luce di alcuni passi scelti dell'Antico e del Nuovo Testamento. Il terzo momento esamina criticamente le proposte teoriche più rilevanti che, nel corso del Novecento, hanno offerto un'elaborazione coerente dell'argomento. La sezione conclusiva è infine dedicata a una ripresa delle questioni bibliche e teologiche implicate nel tema.
Quando e perché è nato il presepe? Il volume prova a rispondere attraverso tre diverse attenzioni. La prima ripercorre i luoghi memoriali della nascita di Gesù sino all’evento di Greccio e alle sue riletture. Grazie ad esse si giunge al presepe così come lo conosciamo e componiamo, nei suoi personaggi e nelle sue ambientazioni popolari e popolaresche. La seconda si pone in ascolto della tradizione: Vangeli, Apocrifi, Padri, narrazioni liturgiche, popolari, poetiche e, persino, musicali. La terza presta attenzione al "mistero". Per i cristiani, infatti, Dio si è fatto uomo perché l’uomo diventasse Dio. La rappresentazione del Natale, nella sua simmetria teologica alla Pasqua, costante nelle fonti visive non meno che in quelle letterarie, dice la condiscendenza di Dio che in Gesù ha assunto forma umana, così da renderci partecipi della sua stessa vita. La Prefazione è di mons. Piero Marini, già vicario della Basilica papale di Santa Maria Maggiore ad praesepe e la postfazione mons. Vittorio F. Viola, segretario della Congregazione per il Culto.
Ciò che, al primo impatto, maggiormente colpisce nell’icona di San Pietro sono la fluente capigliatura e la folta barba, entrambe bianche. Sono simboli per comunicare che ci troviamo di fronte ad un anziano (presbitero), ad un saggio. Mentre con la mano destra benedice, la sinistra presenta un “rotolo”, simbolo delle Lettere da lui scritte. Sempre nella mano sinistra si intravedono due chiavi: sono le chiavi del Regno affidate al Principe degli Apostoli: «Ti darò le chiavi del Regno dei cieli, tutto ciò che avrai legato sulla terra resterà legato nei cieli e tutto ciò che avrai sciolto sulla terra resterà sciolto nei cieli» (Mt 16,19).Anche il mantello e la stola, con il loro colore oro, richiamano fortemente l’idea dell’autorità di Pietro (Primato) all’interno del collegio apostolico. San Pietro non guarda direttamente chi si pone di fronte all’icona, quasi a suggerire che egli non ne è il protagonista, lasciando così spazio alla contemplazione del rotolo della Parola.
Via crucis secondo lo schema tradizionale; le meditazioni sono tratte dagli Esercizi Spirituali tenuti da Joseph Ratzinger alla Curia Romana.
Il nuovo documento ufficiale dei vescovi italiani sulla catechesi. Il testo, redatto dalla Commissione episcopale per la dottrina della fede, l'annuncio e la catechesi e sancito dal voto della 66ª Assemblea generale della Conferenza episcopale italiana (19-22 maggio 2014), è il frutto di un cammino decennale ed è destinato a diventare il punto di riferimento per parroci, catechisti e operatori pastorali, chiamati a un rinnovamento del modo di "fare catechesi" oggi. Il documento è corredato di un utile e dettagliato glossario.
Lo studio della figura di Maria e del suo ruolo nel disegno di Dio è parte integrante della teologia cattolica. Maria non costituisce il centro del disegno di Dio - esso infatti spetta a Gesù Cristo, che rimanda sempre alla sacra Trinità -, ma è inserita per volontà divina al centro del disegno. Ogni sguardo complessivo alla fede cattolica incontra inevitabilmente - e fortunatamente! - la madre di Gesù. Il libro presenta in modo sintetico gli aspetti principali della dottrina mariana e si rivolge in primo luogo agli studenti del ciclo di base degli studi teologici. Per questo motivo l'esposizione cerca di coniugare le dimensioni proprie della fede cattolica con le esigenze di carattere scientifico della teologia e con la mentalità critica distintiva del nostro tempo.
Il volume presenta un commento spirituale e pastorale delle letture della Sacra Scrittura che la liturgia propone per le celebrazione eucaristiche delle domeniche e delle solennità per il primo anno del ciclo triennale (Anno A).La caratteristica principale dell'Anno A è il ricordo preponderante al Vangelo di Matteo, il Vangelo più ricco d'insegnamenti di Gesù e più attento alle necessità della vita della Chiesa. Vangelo dottrinale, esso contiene cinque lunghi discorsi e mette in rilievo il compimento delle Scritture. Vangelo ecclesiale, dà istruzioni per la vita della comunità.
Che cosa significa "pensare Dio altrimenti"? Non costruire un'alternativa al cristianesimo, ma portarlo fino in fondo: oltre l'immagine di un Dio-Ente supremo separato dal mondo, verso una comprensione del divino come principio vivente e relazionale che tutto fonda e tutto attraversa. È questa la proposta del monismo relativo, il paradigma al cuore di questo saggio. In sei densi capitoli Paolo Gamberini propone un sistema nuovo e davvero innovativo, una rilettura della fede cristiana nei suoi principi fondamentali: l'incarnazione, la Trinità e l'identità stessa di Dio, alla luce di una teologia che integra scienza, filosofia e spiritualità non-duale. Il risultato non è un'astrazione speculativa: è un percorso a cui il lettore è invitato «non come spettatore passivo, ma come viandante che, passo dopo passo, oltrepassa i confini della dualità». Un'opera destinata a fare scuola e a intercettare l'interesse di tutti coloro che ancora si interrogano ma non si riconoscono più in nessuna delle risposte date finora (compresa quella cristiana) in chiave teistica.
"Sociologia generale" si propone come manuale di riferimento per studenti che affrontano la disciplina nei corsi universitari. L'impianto dell'opera si fonda sulla centralità della categoria di persona: in questa linea di pensiero, essa viene intesa come fondata sul possesso di quattro principali attributi (unicità, relazionalità, storicità e concretezza)e nella sua correlazione con la struttura sociale, distinguendola così dal concetto di individuo, concepito come astratto e fungibile. La centralità della persona evidenzia anche la scelta di considerare "la voce della scienza" un'impresa comune, sintesi di voci diverse che, insieme, costruiscono la società e la scelta di fare legittimamente propri tutti gli strumenti che la ricerca sociale ha sviluppato nel corso del tempo. Il volume è suddiviso in due parti: nella prima è presentato lo sviluppo delle idee sulla società che, nell'arco di due secoli, gli scienziati e le scienziate sociali hanno generato vivendo nel loro tempo; nella seconda vengono illustratigli ambiti nei quali gli esseri umani in società si trovano a fare esperienza di vita. In questo libro, dunque, si può trovare il pensiero della disciplina: le teorie che autori e autrici hanno contribuito a costruire producendo idee utili alla comprensione e alla spiegazione delle forme della convivenza umana. Inoltre, si può trovare la discussione sulle sfere d'azione nelle quali le persone vivono, dalle forme delle loro interazioni al lavoro, dai modi della comunicazione alla famiglia, dalla scuola al tempo libero, solo per fare alcuni esempi. Il manuale propone anche lo studio di alcune sociologhe degli ultimi due secoli: spesso il lavoro di queste donne è stato relegato in un secondo piano che non ha consentito loro di far conoscere diffusamente il proprio pensiero, oscurato da logiche escludenti. Il presente testo si propone di recuperare e proporre questa ricchezza alle nuove generazioni di studenti. Il manuale è corredato da strumenti didattici digitali per studenti e docenti, tra cui Padri e madri della sociologia un podcast pensato come percorso di apprendimento sonoro, liberamente fruibile inquadrando il codice QR posto sul risvolto di copertina.