«In cammino verso il Giubileo, ritorniamo alla Sacra Scrittura»: rispondendo a questo invito di papa Francesco, il libro vuole essere una bussola capace di orientare a 360° i credenti nel cammino giubilare, accompagnandoli quotidianamente ad ascoltare e meditare il Vangelo del giorno, illuminati dal commento di autori spirituali.
Venezia, che conserva ancor oggi un'evidente impronta bizantina, nacque bizantina nel VI secolo e tale rimase nell'alto Medioevo almeno fino al IX secolo. Poi il legame con Costantinopoli si fece via via più lento, ma all'interno di questo si scrisse la vocazione commerciale di Venezia. L'autore traccia la storia del rapporto millenario che nel corso del Medioevo ha unito la città lagunare all'impero bizantino fino alla caduta di questo, nel 1453. Dalla fondazione di Venezia sotto la pressione dell'espansione longobarda alla dipendenza da Bisanzio, all'indipendenza entro la sfera dell'impero all'aperta ostilità che condusse Venezia a partecipare, nella quarta crociata, alla conquista di Costantinopoli.
I due testi in dialogo che costituiscono la trama di questo libro sono una meditazione sul fantasma in quanto prodotto della fantasia e come luogo e soggetto dell'amore. Mescolando riferimenti e implicazioni, si propongono di confrontare, in una prospettiva inedita, due personaggi eccezionali: Guido Cavalcanti, il «primo amico» di Dante e l'ineguagliato maestro della fenomenologia amorosa, e Ibn Rushd, l'Averroè dei Latini, il filosofo arabo che più profondamente ha segnato il pensiero occidentale del XIII e del XIV secolo. Se per questi due autori la congiunzione con l'intelletto unico designa la perfezione suprema, è però la funzione del fantasma quella che, ogni volta, si rivela decisiva. Da questo punto di vista, Intelletto d'amore è la migliore introduzione che si possa immaginare a ciò che ancor oggi rende interessante Averroè, Cavalcanti, Dante e la poesia amorosa: la questione del fantasma, in quanto vi si espone il rapporto tra l'intelletto e il desiderio e la mutua implicazione, l'intreccio, del desiderio della conoscenza e della conoscenza del desiderio.
Trenta parole chiave per aprire altrettante porte: la preghiera dell'Oratorio estivo per i ragazzi diventa un bussare per conoscere il volto misericordioso di Dio, tra passato, presente e futuro, come veri e propri pellegrini di speranza.
"Le ore della passione" è l'opera spirituale più famosa della serva di Dio Luisa Piccarreta: dettate durante le sue estasi mistiche su ispirazione di Gesù, costituiscono una raccolta di 24 preghiere e meditazioni, organizzate in base alle ore della giornata, in riferimento all'ultimo giorno di vita di Cristo sulla terra. Dalla dolorosa separazione dalla Vergine Maria fino alla sepoltura, passando per l'Ultima Cena e il Calvario, questi scritti guidano il fedele lettore ad accettare in tutte le circostanze della vita la Divina Volontà. Un vero viaggio spirituale alla riscoperta del momento fondativo della Fede cristiana. All'interno del volume è presente anche uno schema delle Ore da accompagnare alla preghiera e alla meditazione. Prefazione Don Marcello Stanzione.
L'orsetto di peluche, il sole, la casa... Questo delizioso libro illustrato è l'ideale per far scoprire animali e oggetti della vita quotidiana ai bambini più piccoli. Età di lettura: da 1 anno.
«Prometto di esserti fedele sempre»... ma è proprio così? Ogni promessa d'amore pretende l'eternità. E allora perché tradiamo? Come può il nostro cuore amare due persone contemporaneamente e ritrovarsi «diviso», nonostante il matrimonio o la consacrazione o l'ordinazione? In questo libro autori e curatori, tutti professori dell'Ateneo Pontificio Regina Apostolorum, affrontano il tema del tradimento e dell'adulterio del cuore secondo la psicologia, la sociologia, le neuroscienze, la teologia morale, biblica e sacramentaria, il diritto canonico e di famiglia, affinché ognuno, ogni giorno, possa scegliere di amare Dio o il coniuge con cuore «indiviso», cioè con tutto il cuore.
Giustiniano (482-565) è il più noto imperatore di Bisanzio. Originario dell’Illirico, percorse una brillante carriera pubblica fino a salire al trono nel 527 assieme alla famosa consorte, Teodora. Il nuovo sovrano di Bisanzio si sentiva profondamente romano e si ripropose di attuare alcuni obiettivi che cambiarono profondamente l’assetto del suo impero, riformandolo dall’interno, raccogliendo in modo sistematico il diritto romano ed eliminando ogni forma di dissidenza religiosa. Riconquistò poi almeno in parte i territori già appartenuti a Roma e caduti nel V secolo sotto il dominio dei barbari. Il libro restituisce la complessità della sua figura e del suo potere al centro delle crisi militari, demografiche, politiche e teologiche che agitarono l’Impero romano d’Oriente in età tardoantica.
Come testimoniano i due studi qui riuniti, per Giorgio Colli la ricerca filologica sui testi del pensiero greco è fin dall’inizio – in sintonia con la lezione di Nietzsche – inseparabile dalla riflessione teoretica. E centrale, nel suo percorso speculativo, si rivela subito Empedocle, sul quale Colli si concentra già nella tesi di laurea, e di frequente negli scritti successivi. All’interno di una cornice costituita dal complesso rapporto fra sostanza e divenire, fra unità e molteplicità – nodo metafisico essenziale per comprendere la grecità e il pensiero stesso –, Colli mostra come per Empedocle non vi siano due realtà, una trascendente rispetto all’altra, ma noumeno e fenomeno avvinti, e come la radice metafisica, l’interiorità di ogni realtà individuale, sia costituita dal suo impulso vitale a congiungersi con il tutto e a ritrovarsi in esso. Empedocle è dunque un mistico che vive e considera come inseparabili la dimensione mortale e quella immortale, aspetti polari di una medesima natura la cui trascendenza è irriducibile a una spiegazione razionale.
Siamo abituati a pensare che le foreste siano statiche, che stiano lì, immobili, da sempre. Ma non è così. Semplicemente vivono, e cambiano, a un ritmo più lento del nostro. C'è, tuttavia, un momento in cui abbiamo la possibilità di apprezzarne il cambiamento, e, ironia della sorte, è proprio quando vi si abbatte una calamità o, come si dice in ecologia, un «disturbo». Che sia un incendio, un'alluvione, un'eruzione, ciò che segue non è l'estinzione totale. Al contrario. Disturbi di questo tipo sconvolgono un ecosistema, ma al tempo stesso aprono la strada a nuove specie animali e vegetali. Come le orchidee, ad esempio, che muoiono all'ombra fitta degli alberi, ma proliferano nei terreni aperti e assolati. O come le aquile, che battono le foreste disastrate perché, senza gli alberi, godono di maggiore visibilità sulle prede a terra. Ed è proprio questa capacità di adattamento, questa naturale resilienza, ad accumunare i boschi e le foreste che Vacchiano ha incontrato durante la sua attività di ricerca e i suoi viaggi, e che racconta in queste pagine. Una resilienza acquisita grazie a milioni di anni di lenta evoluzione, che però potrebbe non bastare di fronte alle pressioni e ai cambiamenti estremamente repentini a cui stiamo sottoponendo la nostra casa comune da un secolo a questa parte. E quindi? Vacchiano indica una strada. Dal parco nazionale di Yellowstone negli Stati Uniti alla foresta pluviale delle isole Haida Gwaii nell'Oceano Pacifico, fino alla piemontese Val Sessera, ogni bosco rivela storie di connessioni: tra alberi e alberi, tra alberi e animali, tra alberi e acqua, o aria, o fuoco. Tra alberi e uomini. E anche, tra uomini e uomini. Dimostrando quanto siamo immersi negli ecosistemi che ci danno la vita. Siamo in relazione con ogni loro elemento. Che ne siamo consapevoli o meno, noi siamo una loro causa e un loro effetto. Le storie che Vacchiano racconta parlano di piante, boschi, foreste, ma soprattutto di noi, di come sapremo immaginare il nostro futuro in relazione all'ambiente che ci circonda.
La sintesi più fervida e accorata del pensiero mariano di don Tonino Bello. Un pensiero che riassume la sua visione della fede, della Chiesa, del mondo; un pensiero intriso di passione, partecipazione, tenerezza, lucidità. Trentuno titoli mariani, trentuno istantanee scattate alla Vergine di Nazaret: una litania per i nostri tempi, ricca di immagini splendide che nel testo si accompagnano ad ampi squarci di catechesi.