Il volume raccoglie venticinque studi pubblicati negli ultimi anni (2004-2024) che trattano testi e temi dell’epistolario paolino. Per la sua finalità didattica e la sua natura antologica tale pubblicazione, senza la pretesa di essere esaustiva, mira a integrare la presentazione generale della figura di Paolo e delle sue lettere proposta nel precedente manuale dell’autore Paolo di Tarso e il suo epistolario. Introduzione storico-letteraria e teologica (Roma 2021). Il percorso è cadenzato secondo una progressione «canonica». I primi due studi riguardano la lettera ai Romani. Seguono otto contributi dedicati alle lettere ai Corinzi. Per la lettera ai Galati si approfondisce il brano della seconda dimostrazione (Gal 3,1-4,7). Due contributi si occupano della lettera agli Efesini, uno di quella ai Filippesi, uno della lettera ai Colossesi e altri tre riguardano le lettere ai Tessalonicesi. Quattro approfondimenti concernono le Lettere Pastorali (1-2Tm; Tt) e uno la lettera a Filemone (Fm 10-20). Chiudono la rassegna due studi di carattere generale. Il primo riguarda la sostenibilità economica nelle comunità paoline e il secondo focalizza il pensiero dell’Apostolo sul lavoro umano e la sua santificazione. Seguendo gli odierni approcci metodologici, il libro unisce sapientemente l’analisi letteraria dei brani esegetici con la ricchezza del loro messaggio teologico, riletto alla luce dell’intera lettera presa in esame e nell’orizzonte unitario del pensiero dell’Apostolo.
Alla vigilia del cinquantesimo anniversario della Regola dell’Ordine Francescano Secolare (OFS), approvata da Paolo VI il 24 giugno 1978, e mentre tutta la famiglia francescana vive con gratitudine l’ottavo centenario del Transito di san Francesco, questo volume si offre come un contributo originale e significativo al cammino dei francescani secolari e, più in generale, di quanti desiderano lasciarsi interrogare dal Vangelo vissuto nello stile di Francesco d’Assisi.
La Regola dell’OFS non è semplicemente un testo normativo da conoscere o un documento da studiare. È una proposta di vita, una via concreta di sequela evangelica che continua a parlare all’uomo e alla donna di oggi. Per questo ogni generazione è chiamata a riscoprirne la ricchezza, a rileggerla alla luce delle sfide del proprio tempo e a tradurla in scelte quotidiane di fraternità, servizio e speranza.
Questo libro nasce nelle fraternità dell’Ordine Francescano Secolare dell’Emilia-Romagna: dalle domande dei formatori, dal desiderio dei Consigli di avere fra le mani uno strumento vivo. L’OFS Emilia-Romagna ha poi affidato a una francescana secolare il compito di rileggere la Regola OFS come forma di vita per l’oggi. L’équipe formativa regionale ha camminato accanto all’Autrice: i singoli articoli si aprono in una rilettura tematica, con schede operative. Un libro da leggere e, soprattutto, da usare e condividere insieme, passo dopo passo.
La ricchezza della regola OFS come proposta di vita laicale fondata sul vangelo, sulla fraternità e sulla cura concreta del creato e del prossimo. Dalla penitenza intesa come conversione gioiosa e continua, al valore del lavoro, della famiglia e dell'impegno sociale. Il testo affronta temi cruciali come la fedeltà, la minorità, la sobrietà e la missione nel mondo, intrecciando riflessioni teologiche, spunti storici e strumenti pratici per una formazione integrale. Non è un manuale teorico, ma un commento vivo e attuale alla regola OFS, scritto da laici per i laici. La prospettiva è familiare, vicina a chi sa che la vera conversione si misura tra bollette, relazioni umane, coraggio di scegliere la sobrietà e la cura del creato.
Che cosa ci spinge ad aprire o riaprire la Bibbia? Anche di fronte a brani che spesso minano il nostro morale e sono utilizzati per spaventare? Con questo libro l'autrice, attraverso una rivisitazione attenta e profonda dei testi biblici e grazie alla sua lunga esperienza nell'accompagnamento spirituale, ci aiuta a interpretare quei passaggi della Bibbia che molto spesso risultano "irricevibili" a causa di traduzioni errate, moraliste e dogmatiche. Così accompagnati, potremo arrivare ad accogliere anche quelle affermazioni "scandalose" contenute nella Scrittura che ci paiono pietre d'inciampo come "parole di fuoco", luminose e benefiche, attraverso le quali ci raggiunge la voce del Dio totalmente altro.
Per diversi mesi padre Frédéric Manns ha tenuto una rubrica settimanale su L'Osservatore romano intitolata «I Racconti della domenica», molto seguita e apprezzata anche da Papa Francesco. In questa rubrica, che qui viene raccolta in un volume, con la sua sapienza biblica e teologica padre Manns ha raccontato personaggi e vicende della Bibbia, mostrandone la ricchezza religiosa, umana e teologica, insieme ai rimandi letterari di ieri e di oggi. Un piccolo capolavoro di teologia biblica che restituisce al lettore la ricchezza sempre inesauribile della Sacra Scrittura, raccontata di nuovo da un biblista che per decenni ha insegnato e predicato in Terra Santa.
La Bibbia è il più grande intreccio narrativo della storia dell'umanità, eppure troppo spesso riusciamo a renderlo noioso. Come restituire alla Parola la sua forza d'urto? Come far sì che le storie bibliche smettano di suonare come le lezioni e tornino a essere ciò che sono: racconti capaci di scuotere, coinvolgere e trasformare chi li ascolta? Lorenzo Voltolin parte da questa constatazione per costruire un metodo. La prima parte entra nella "sala macchine" del racconto biblico: Paul Ricœur, l'esegesi narrativa, il corpo come luogo dell'annuncio. La seconda parte è un laboratorio esperienziale: nuove grandi icone bibliche - da Caino ai discepoli in Galilea - diventano specchi dell'umano contemporaneo attraverso percorsi operativi completi di schede, dinamiche di psicomotricità, esercizi ignaziani e azioni teatrali.
Come accostarsi alla letteratura sapienziale biblica? Il libro, risultato di un corso solido e collaudato, fornisce un’utile introduzione che accompagna il lettore - biblista, studente alla prima esperienza o semplice appassionato - alla scoperta delle caratteristiche letterarie e storiche dei cinque libri esaminati: Proverbi, Giobbe, Qohelet, Siracide e Sapienza. Di ogni libro Luca Mazzinghi mette a fuoco i temi teologici con la profondità del biblista e la chiarezza del docente di lungo corso. Questa nuova edizione propone l’ampliamento di alcune parti che hanno accolto il progresso degli studi sui temi trattati e un aggiornamento bibliografico.
L'approccio pastorale alla Bibbia, ispirato dalla fede ecclesiale nella Parola di Dio e motivato dalla finalità salvifica che si attua nel mistero pasquale di Gesù Cristo, Figlio di Dio, costituisce l'orizzonte e insieme il fondamento teologico del libro. Esso riflette criticamente sul binomio Bibbia-catechesi, che è parte costitutiva del dinamismo missionario della Chiesa inviata ad evangelizzare. La materia è articolata in tre parti. Nella Parte Prima: Profili si offre l'analisi dei profili che compongono il rapporto tra Bibbia e catechesi (Identità e metodologie; Interdisciplinarietà; Forme e contenuti della catechesi nella Bibbia). Nella Parte Seconda: Percorsi nell'Antico Testamento, si propone il commento di dodici pagine anticotestamentarie articolate in tre capitoli (Pentateuco e Libri storici; Libri profetici; Libri sapienziali). La terza Parte Terza: Percorsi nel Nuovo Testamento analizza ventinove pagine neotestamentarie articolate in tre capitoli (Vangeli sinottici e Atti degli Apostoli; Lettere paoline e scritti apostolici; Scritti giovannei). Oltre all'ambito propriamente accademico, il libro si rivolge a tutti i protagonisti della pastorale, con particolare attenzione a quanti operano nell'ambito dell'insegnamento, della catechesi e della formazione dei gruppi biblici. Prefazione di Luis Antonio Tagle.
Pur narrando la stessa vicenda dei Sinottici, il Vangelo di Giovanni appare autonomo rispetto a essi e fornisce spesso informazioni complementari utili anche ai fini della ricostruzione storica. La differenza più evidente consiste nell'estensione temporale del ministero di Gesù, oltre alla sua persistente presenza in Gerusalemme e, in particolare, nel Tempio, cornice privilegiata di diversi insegnamenti.
In questo commento discorsivo e scorrevole, Blenkinsopp esplora la storia biblica di Abramo, facendoci dono di un ritratto nuovo e creativo di questo intrigante antesignano per giudaismo, cristianesimo e islam. Mentre decifra i testi di Genesi 11-25, Blenkinsopp si concentra sull'arte letteraria e teologica della narrazione nel suo insieme. Egli discute inoltre una serie di questioni sollevata dalla saga di Abramo, tra cui la conferma delle promesse di Dio, il cosiddetto sacrificio di Isacco (anche in rapporto alla morte di Gesù) e il ruolo dell'altro figlio di Abramo, Ismaele. Ogni capitolo comprende poi una sezione intitolata «Colmare le lacune», che analizza con occhio critico una quantità di commenti ebraici, cristiani e islamici suscitati dal testo-base di Genesi nel corso dei secoli. Abramo ne esce illuminato di una luce nuova. Da storico esperto qual è, Blenkinsopp ci restituisce un riassunto solido ed essenziale del testo, delle sue affermazioni e delle sue ricche risorse per la fede. Concentrandosi infine sul ruolo e la funzione che la tradizione abramitica seguita a svolgere, al lettore e alla lettrice si spiega che cosa può significare il patriarca per i cristiani di oggi.
Perché Gesù per parlare di Dio, del suo Regno e di ciò che si aspetta dalle persone, ha deciso di raccontare delle storie? Anche nel suo confronto con gli avversari, il Nazareno si serve di racconti per mettere in crisi una certa visione di Dio e della fede, e suscitare così un nuovo agire: più fraterno, attento agli ultimi, ai più deboli e agli emarginati. Gesù non "spiega" Dio come una teoria, ma lo rivela col proprio agire. Analogamente, solo una storia narrata può mettere in scena l'eccesso d'amore che è la vera novità di Dio. Con il loro finale aperto le parabole suscitano la creatività dell'uditore, chiamato a vivere di questa nuova immagine di Dio nella propria quotidianità. Ripercorrendo trentadue parabole tratte dai vangeli sinottici, il noto esegeta belga Camille Focant ci offre un percorso biblico fresco e piacevole, al fine di esplicitare come funziona ancora oggi l'insegnamento in parabole di Gesù.
Siamo abituati a pensare che il Nuovo Testamento sia opera di pochi uomini illustri: Matteo, Marco, Luca, Giovanni e Paolo, ma la realtà storica è molto diversa. Nel mondo romano, scrivere un libro era un'impresa che dipendeva dal lavoro invisibile di una moltitudine di collaboratori anonimi di origine schiavile. Candida Moss ci conduce nel cuore delle officine scrittorie dell'antichità, mostrando come segretari e amanuensi abbiano fornito un contributo essenziale nella realizzazione dei primi manoscritti dei vangeli: erano loro a produrre la pergamena su cui venivano vergati i testi, a scrivere sotto dettatura e a rifinire le parole degli apostoli, essendo dotati di una cultura letteraria, giuridica e storico-culturale pari a quella dei loro padroni. Senza questi veri e propri coautori dimenticati, il messaggio di Gesù non avrebbe mai raggiunto i confini dell'Impero. Il volume, frutto di una ricerca rigorosa, approfondisce il ruolo degli schiavi nella diffusione del cristianesimo, nello sviluppo di concetti fondamentali della dottrina cristiana e nella stesura della Bibbia, ribaltando la nostra visione delle origini cristiane e restituendo il giusto posto nella storia a chi, pur in catene, ha contribuito a formare la civiltà occidentale.
Non c'è paragrafo del Nuovo Testamento che non rinvii all'evento della Crocifissione. Quale parola può dunque fl uire da una morte così turpe? Come può l'arte della persuasione declinarsi con l'evento più scandaloso della storia umana? Tale paradossale congiungimento è stato possibile soltanto a condizione che gli autori raggiungessero il grado zero della retorica: una retorica senza orpelli, dove forma e contenuto sono inscindibili poiché, in tal caso, la forma è il contenuto, lo stile è il messaggio, la parola è il silenzio. Se fin dall'epoca patristica si è cercato di cogliere il messaggio persuasivo del Nuovo Testamento, tuttavia nel corso dei secoli troppe volte si è sminuito o addirittura trascurato il nesso tra stile e contenuto. È quanto si propongono i due autori. Essi hanno individuato 105 voci che riassumono sistemi argomentativi, figure e tropi che innervano gli scritti del Nuovo Testamento. Se ne offre la definizione, se ne elencano esemplificazioni testuali e se ne illustra la funzione contenutistica. Dopo la Sinossi paolina bilingue (San Paolo, 2013), gli autori offrono un altro strumento innovativo e completo, in grado di condurre verso la bellezza dei contenuti nel Nuovo Testamento.