Solo attraverso gesdi quotidiani che rimettono in luce l'umanità dell'uomo, possiamo pensare di salvarci. Il sorriso, il bel garbo, la tenerezza ela preghiera: questi gli ingredienti per un'umanità umanizzata e umanizzante. Un piccolo libro dal grande contenuto, che invita alla concretezza: parole che non si fermano sulla carta, ma che chiedono di diventare vita. Questo mondo ha bisogno del profumo di un uomo migliore.
Spesso siamo portati a considerare l'eros in contrapposizione all'agape, ma tra queste due espressioni dell'unico amore vi è distinzione e somiglianza. Sia nell'eros che nell'agape affermiamo noi stessi dimenticando noi stessi, ci troviamo perdendoci nell'altro. Il Cantico dei cantici ci permette di cogliere come eros e agape sono il frammento e il tutto dell'esperienza amante. Cogliendo la terrestrità e l'umanità dell'amore del Cantico dei cantici, la sua dimensione erotica, se ne coglie la portata simbolica. Quella portata che ci conduce a vedere nello scambio delle parole e nell'incontro dei corpi degli amanti del Cantico la parabola dell'amore di ogni coppia umana, ma anche il mistero della parola di Dio che prende dimora nel corpo umano.
Quale vita oltre la vita?” non è un semplice saggio, ma una raccolta straordinaria di testimonianze autentiche provenienti dall’aldilà. Anime che hanno parlato dal mistero della morte, visioni mistiche di santi e rivelazioni soprannaturali si intrecciano in queste pagine, offrendo uno sguardo unico e profondo su ciò che ci attende dopo il tempo terreno. Il libro raccoglie e presenta con chiarezza i grandi temi dei novissimi – morte, giudizio, inferno, paradiso – senza dimenticare il purgatorio, luogo di misericordia e di speranza, descritto attraverso parole che provengono da chi lo ha visto o sperimentato in visioni celesti. Ogni testimonianza è un invito a guardare oltre il velo, a prendere sul serio l’eternità, a lasciarsi guidare da chi ha intravisto con gli occhi dello spirito la realtà ultima della vita. Un testo che consola, ammonisce e illumina: un dono per chi desidera approfondire il mistero della vita oltre la morte con la concretezza viva di voci e visioni che vengono dall’eternità.
Troverete in queste pagine delle brevissime riflessioni sul Vangelo della domenica e di altre ricorrenze, distinte per i tempi e gli anni liturgici A, B e C. Sono considerazioni su aspetti della Parola necessariamente limitati, ma sempre agganciati al vissuto esistenziale. L'idea è stata quella di realizzare una piccola opera in cui ogni riflessione, data la brevità, sia di facile e immediata lettura e quindi più facilmente fruibile. Poiché vi si fa spesso riferimento al passaggio dal pane corpo al vino/sangue di Cristo, è presente in appendice una breve nota sul rapporto tra Pasqua cristiana e Pasqua ebraica, che a consigliabile leggere come prima cosa per una migliore comprensione. L'auspicio è che queste riflessioni possano offrire a chi legge un piccolo auto ad percorso spirituale personale.
Ecco una scrittura immediata, vitale, a tratti poetica, segno di una verità che passa attraverso l'esperienza vissuta dell'Autore e si traduce in uno stile comunicativo, un tu per tu che sa mettersi nudo e arrivare al cuore.
Teresa Algranati era figlia di Cesare Algranati, che fu direttore di "Avvenire" dal 1902 al 1915 e fondatore di altre riviste cattoliche, oltre che autore di moltissimi articoli su svariate testate giornalistiche. Per molti anni aiutò il padre nel ramo del giornalismo. All'età di vent'anni sentì la chiamata del Signore a formare e organizzare gruppetti di donne che si proponevano di aiutare i sacerdoti nelle loro necessità materiali e spirituali. Fondò così nel 1946, a Bologna, l'Opera della Riconoscenza, approvata dal Cardinale Nasalli Rocca: una comunità di giovani consacrate, dette Veroniche (ora Figlie di Madre Umilissima), che lavoravano e pregavano per sostenere i sacerdoti nella loro missione a servizio delle anime. Teresa prese il nome di suor Maria Veronica, ma sul settimanale "Vita femminile" di cui era direttrice e sul quale scriveva novelle, romanzi e curava una rubrica, si firmava "Nonna Susanna", titolo che è rimasto il più noto e familiare per chi l'ha conosciuta e amata. Questo libro è nato da alcuni suoi fogli dattiloscritti rimasti in un cassetto per anni. In essi suor Maria Veronica svela alcune sue esperienze spirituali straordinarie. Prefazione del card. Matteo M. Zuppi. Presentazione di P. Serafino Tognetti.
Nella rubrica Abitare le parole Nunzio Galantino pratica la scrittura come esercizio spirituale: una ricerca costante che ogni settimana illumina i significati che non vediamo più nelle parole per troppa superficialità o poca cura nel loro uso. Questo libro offre una prospettiva unica sul modo in cui le parole possono trasformare e dare significato alla nostra esperienza. Attraverso una scrittura intima, profonda e coinvolgente, l'autore invita i lettori a scrutare dentro sé stessi e a condividere un profondo legame emotivo. La scrittura diventa così un viaggio spirituale, un esercizio di rispetto per il silenzio e un'opportunità di abbracciare e accogliere le differenze di cui ciascuno di noi è portatore senza giudicare. Una lettura che celebra la bellezza delle parole e il potere dell'immaginazione e della riflessione, spingendo oltre la superficie i confini della comprensione e dell'amore per la vita.
Scomparso a 99 anni, Luigi Bettazzi ne avrebbe compiuti 100 il 26 novembre. EDB lo ricorda pubblicando la sua ultima fatica: «Da tempo mi colpisce il discorso su Dio. E non solo quello tradizionale, trasmessomi dal catechismo e dalla teologia, ma quello in uso oggi, iniziato con "la morte di Dio" e continuato andando "oltre Dio"». Con queste riflessioni il vescovo emerito di Ivrea ha anticipato il suo incontro con la Persona che da sempre lo ha cercato e accompagnato rendendosi presente nella sua preghiera e nel suo impegno cristiano e umano.
All'inizio di tutto, quando non c'era nulla se non quell'Inizio, c'erano l'amore, la gratuità, la comunione Tutti ci chiediamo: possiamo vivere assieme in questa epoca di individualismo assoluto? Quali relazioni stabilire? Da dove può nascere la speranza di una vita in comune? Quali sono le forze che possono purificare l'amore e renderlo costruttivo? L'autore di questo breve ma profondo libro ci aiuta a ricercare, in una visione antropologica e biblica, le radici della nostra convivenza su questa terra.
L’esperienza mistica è sperimentare il Mistero quale aspetto sovrarazionale del Sacro, che, eccedendo le capacità naturali dell’uomo, è incomprensibile e inesprimibile, ma coinvolge l’affettività. Il volume intreccia i tre àmbiti della filosofia, della sociologia e della teologia per esaminare tale esperienza nel suo darsi storico dall’antichità greca a oggi, nelle principali correnti della mistica cristiana, nelle religioni indù, ebraica, islamica, in autori come Dante e Tolkien, e in rapporto con altri campi quali la matematica e la cinematografia, e questioni teoretiche: quali siano gli esatti contorni di un’esperienza del divino; quale ruolo in essa abbiano conoscenza e affettività; la distinzione cristiana tra ‘buona’ e ‘cattiva’ divinizzazione.
Roberto Beretta, giornalista di Avvenire per oltre trent’anni, parte dall’esperienza personale di semplice laico per spiegare perché ormai è diventato necessario essere un po’ meno cattolici per tentare di diventare un po’ più cristiani. «In "Meno cattolici + cristiani" Beretta avvia un confronto serrato con la realtà: la Chiesa - e più in generale il cattolicesimo - affronta una crisi reale, e qui non si tratta solo di mantenere rituali o osservare norme. Quello che serve è un salto: riformulare la domanda su Dio con onestà, coraggio e senza imposizioni.» (Paolo Rodari) Duemila anni di dogmi, tradizioni, riti, documenti, pratiche pastorali, devozioni, abitudini, precetti morali - a volte contraddittori tra loro e spesso incomprensibili agli uomini d’oggi - hanno appesantito la Chiesa al punto che molti faticano a ritrovarvi i tratti originari del messaggio di Cristo. Mentre l’interpretazione delle Scritture e la ricerca teologica compiono significativi passi in avanti, ai credenti (ma anche ai cosiddetti «lontani») continua a essere proposta una dottrina pensata per altri tempi: quando la Chiesa si sentiva unica ed esclusiva padrona della «verità» e della «salvezza». Prefazione di Paolo Rodari.
Il corpo è il luogo da cui la liturgia prende inizio. L'iniziazione alla ritualità religiosa non può prescindere da un'attenta considerazione degli stati mentali, all'origine delle forme affettive essenziali per l'atto di fede. Le neuroscienze possono aiutare a comprendere le condizioni mentali dell'esperienza rituale, con tutto il loro spessore corporeo e simbolico. Questo migliora la partecipazione interiore e attiva. Consapevoli, si prega meglio. L'eucaristia domenicale oggi è il comando del Signore più trascurato e dimenticato. La vicenda della messa è quindi la questione pastorale più attuale e drammatica. Il motivo di tale abbandono, così diffuso, deve essere quindi profondo, difficile da identificare e da rimediare. La crisi rituale non è però da addebitarsi solo alla secolarizzazione o alla scristianizzazione ma anche alla difficoltà pastorale a cogliere il potere performativo del rito, in una cultura che, invece, è sempre più caratterizzata dalla potenza tecnologica dell'immagine, dello spettacolo e della produzione virtuale. La divina liturgia tuttavia è forte. Non subisce l'insostenibile complessità e velocità delle reti ma può umanizzarle con la ripetizione dei riti. Il corpo dà senso perché c’è un'intelligenza corporea che tratta il corpo non un mero esecutore di disposizioni mentali ma lo rende un dispositivo capace di interpretare e organizzare. Le neuroscienze ci conducono a cogliere questa inesplorata risorsa.