Le nove lettere raccolte nel libro rappresentano altrettanti "giorni" per apprendere un metodo di meditazione sull'esempio di quello di Maria, Madre di Gesù. Ciascuna di esse è collegata a un esercizio che introduce, mediante la concentrazione su una parte del corpo, a una tappa del processo di integrazione della persona. In corrispondenza di ogni "giorno", vi è un quadro che conduce al cuore del tema di ciascuna lettera tramite le suggestioni emotive suscitate dall'immagine e dai colori. Le lettere sono rivolte anche a persone che non hanno molta familiarità con la fede religiosa. A tutti viene proposto un percorso semplice e accessibile per risollevarsi interiormente e incamminarsi verso la Luce.
"Insieme a quello della vita, la fede è il più grande dono che una persona possa ricevere. Infatti l'uomo per vivere ha bisogno di ideali in cui credere e di obiettivi nobili da raggiungere. Ha bisogno di dare un senso alla sua giornata, che gli permetta di lottare contro tutte le difficoltà che incontra. L'esistenza umana è una lunga navigazione in un mare perennemente in tempesta. Non è possibile affrontarla senza una meta da raggiungere, che ricompensi delle fatiche affrontate. La fede cristiana è una luce divina che illumina la vita e che ne rivela la bellezza e la grandezza. È un dono che Dio offre a tutti i suoi figli, così come fa risplendere il sole su ogni angolo della terra. Con la luce degli occhi l'uomo può vedere le cose sensibili. Con quella dell'intelligenza risalire dal visibile all'invisibile. Con la luce della fede sciogliere l'enigma che lo riguarda e diventare capace di rispondere agli interrogativi che lo assillano. Questo libro si propone di aiutare a riscoprire la fede come cammino esistenziale. Il mondo oggi ha bisogno di uomini di fede, che aiutino l'umanità a trovare Dio e con lui il valore e la gioia della vita". (Padre Livio)
Linee di indirizzo pastorale e criteri di discernimento, alla luce della Esortazione Evangelii gaudium, per un nuovo profilo dei responsabili del RnS in vista dei rinnovi pastorali per il Quadriennio 2015-2018. A ispirare questo cammino sarà l'Esortazione Evangelii gaudium, che lo stesso Papa Francesco ha definito documento programmatico per la Chiesa". Alla luce della Evangelii gaudium rileggeremo attentamente le nostre "prassi", le nostre "priorità pastorali" e ci impegneremo a rinnovarle all'interno del nostro cammino di responsabilità per il tempo a venire. Il presente documento "La gioia di servire", modellato dunque sulle attesa pastorali del Pontefice, ci spinge a guardare con fiducia e dedizione ai fratelli e alle sorelle del RnS, ma anche a quanti il Signore ci chiederà di raggiungere fuori dai nostri Gruppi e Comunità, con un cuore nuovo, con uno spirito nuovo, con una convinzione nuova, con una gioia nuova, con un "passo" nuovo. "
C'è una dimensione del futuro che, a partire da Agostino, vanta una lunga tradizione nel pensiero occidentale. Essa riguarda la vita interiore, risorsa disponibile solo se si osa l'avventura della conoscenza di sé, dell'educazione, del primato accordato ai valori umani. L'inefficacia del discorso moralistico e impositivo e il logoramento di quello esortativo e paternalistico confermano l'esigenza di cercare altrove le risposte e le indicazioni di futuro. Questa tradizione ci dice che il futuro nasce anche dall'interiorità. In tale contesto svolge un ruolo fondamentale una facoltà solitamente tenuta in sospetto, l'immaginazione. Movimento interno alla creatività, essa non è riducibile a illusione o a fuga dal reale, ma è un atteggiamento esistenziale che apre una strada al futuro e pensa che ciò che non è possibile oggi lo potrà essere domani.
La crisi economica globale, i drammatici focolai di violenza e conflitto, la povertà che divide il mondo in due, il timore per la distruzione del pianeta, non sono ancora riusciti a spegnere la speranza in un mondo migliore o frenare le nuove domande che emergono con sempre maggiore intensità dal tessuto sociale.
Esiste una crescente attenzione ai diritti umani, alla condizione delle donne e dei minori, a quella dei migranti e degli sfollati, aumenta la consapevolezza della necessità di salvaguardare l’ambiente e risparmiare risorse ed energia, cresce la voglia di giustizia e di pace e siamo alla ricerca di un mercato più equo e sostenibile, sempre più voci si levano contro la guerra, la pena di morte o il mercato delle armi. Dialogo, giustizia e pace sembrano diventati termini di dominio pubblico. Ma le domande di speranza che emergono dal mondo, i termini utilizzati dalla cultura e dalla società contemporanea possono essere letti alla luce dell’esperienza cristiana? Anzi: la comunità cristiana può essere oggi profezia di speranza, o sa soltanto dire no? Noi, cristiani del nostro tempo, abbiamo un contributo da aggiungere a questo mondo distratto, una direzione di marcia da indicare?
Tredici parole di oggi – da amore a Chiesa, da corpo a Europa, da fede a gay, da giustizia a mondo, da morte a Parola, da poveri a speranza, fino a verità – «parole cariche di rinnovato significato per il mondo attuale» vengono declinate a voce alta per condividere la speranza e la gioia del vangelo con tutti gli uomini di buona volontà.
Il volume raccoglie le puntate delle trasmissioni radiofoniche di Mons. Enrico dal Covolo nella rubrica domenicale di Ascolta si fa sera, in onda su Rai Radio 1. È la continuazione di un libro precedente ("Luce nella sera. Storie semplici", edito da Rai Eri, Roma 2013). Sono raccolte così le puntate successive, dal mese di settembre 2013 fino al luglio 2014. L'autore intende dedicare questo secondo volume alle persone che l'hanno seguito nelle trasmissioni, e che lo hanno spronato (o costretto?) a pubblicarle. Queste persone sono tante, ma in modo speciale sono gli appartenenti al Gruppo parrocchiale "Lectio e servizio" di Santa Maria della Speranza in Roma.
Gli autori, un frate poeta e una scrittrice, raccontano le radici della loro fede, trasmettendo in parole e in poesia il senso del loro affidarsi. Ne nasce uno straordinario inno alla bellezza della fede e alla forza dell'amore.
Nel messaggio di ingresso nella diocesi di Milano, il 10 febbraio 1980, il cardinal Martini scriveva che "all'interno della storia compete alla città di Roma un ruolo tutto speciale. Essa, come sede di Pietro, è il segno e lo strumento concreto dell'unità di tutti i cattolici, e ad essa guardano con crescente fiducia anche tanti altri credenti in Cristo". E proprio sotto il segno della Città Eterna, simbolo di una Chiesa che si edifica sul fondamento della fede, sono raccolti gli scritti compresi in questo volume: due corsi di Esercizi spirituali dedicati alle tradizionali "colonne della Chiesa" (Pietro e Paolo), il saggio del 1983 "C'è ancora qualcosa in cui credere", sulla solidità della decisione di fede e sulla pace interiore che essa può infondere, e gli interventi nelle varie edizioni della "Cattedra dei non credenti", a indicare sentieri di dialogo tra il credente e il non credente (che convivono in ogni uomo) e a ricordare che l'incredulità, come la fede, non è mai una condizione spirituale stabilmente acquisita.
L'uomo è un viandante sempre alla ricerca di frammenti di senso, in particolare oggi che è collocato in una società pluralista e in un tempo di crisi. "Uomo, dove sei in rapporto a Dio, in rapporto all'uomo, in rapporto al creato, in rapporto alla morte e in rapporto a te stesso?": nel rispondere a tali domande, l'autore ci conduce in un viaggio verso la scoperta della verità che abita ognuno di noi, nella ricerca di una strada per giungere alla nostra piena umanizzazione.
Raccolta di 92 testi tratti dalle Lettere di san Pier Giuliano Eymard. Un aiuto utile soprattutto per i laici che cercano una presenza significativa nella Chiesa e nella società. Molte persone si sono confidate con lui e gli hanno chiesto consiglio per la vita spirituale. Attento alla grazia e alla libertà di ciascuno, il padre Eymard offre in queste Lettere delle raccomandazioni concrete per una vita spirituale profonda e matura, indicando nell'Eucaristia il sole che illumina e riscalda un cammino di santità fedele alla propria vocazione.
Tre racconti, "tracce di vita" all'incrocio tra spiritualità e narrativa, storie accomunate dalla voglia di vivere la vita in tutta la sua profondità e bellezza.