La spiritualità del beato Luigi Caburlotto indica la strada della "devozione del cuore", intesa come devolvere, cioè dare a Dio quello che è di Dio: hai fatto tanto per me, è ben giusto che io faccia qualcosa per te. Il suo rapporto con Dio è fondato sulla fiducia filiale, incondizionata in qualsiasi situazione, fosse anche di peccato, di crisi, di rottura: Signore, dove nascondere l'abisso del mio peccato, della mia miseria se non nell'abisso della tua misericordia? In questa biografia, il pensiero spirituale del beato Luigi Caburlotto emerge in tutta la sua forza ed è facile comprendere come sia il risultato di una vita ben integrata umanamente e spiritualmente: Egli è stato un uomo tutto di Dio e per questo tutto donato ai fratelli; un uomo che ha curato le periferie, come invita papa Francesco, per cercare chi è dimenticato da tutti.
L'uomo di oggi spesso rischia di essere preda di mille paure. Alla luce della Parola, l'Autore ci accompagna in un cammino di guarigione interiore, in cui Gesù ci aiuta a perdonare.
Madre Teresa di Calcutta diceva: "Quello che noi facciamo è solo una goccia nell'oceano, ma se non lo facessimo l'oceano avrebbe una goccia in meno".
Cosa c'è dopo la morte? Con quale corpo risorgeremo? Dove sono e cosa fanno i nostri morti? Esistono il paradiso e l'inferno? Che cos'è "vita eterna"? Alla fine ci sarà un giudizio? Cosa si può dire riguardo alla reincarnazione? E ancora: È lecita la dispersione delle ceneri? Riportare al centro della riflessione cristiana i grandi temi dell'aldilà vuol dire aiutare le donne e gli uomini di oggi a vivere il momento presente, lontani da sterili paure e inutili sensi di colpa, ma soprattutto con un senso, nella serena consapevolezza che ciò che ci attende al termine della vita sarà solo un abbraccio di compimento e di eternità. "Quello che il bruco chiama fine del mondo, il resto del mondo lo chiama farfalla" (Lao Tze)
Introduzione di Ferruccio Parazzoli.
Raccolta inedita, adatta anche ai non specialisti, dello studioso che ha innovato la teologia contemporanea con il concetto di stile.
Pavel viene a conoscenza di una fantomatica "Associazione amici del deserto" con sede a Brno, i cui adepti percorrono e studiano tutti i deserti del mondo. Dopo un lungo e ostinato apprendistato riesce infine a farne parte, conoscendo soci incomprensibili, guide scorbutiche e carezzevoli signore. In un clima minaccioso e gravido di misteriose conseguenze, inizia un'avventura spirituale dall'esito inaspettato.
Molte persone sanno bene che dovrebbero mangiare meno (e meglio) e muoversi di più. Ma rimangono bloccate nell'incapacità di affrontare diete o percorsi di riequilibrio alimentare. In questo libro un grande maestro zen e una nutrizionista ci aiutano a eliminare questi blocchi e a ricollegarci con quegli aspetti che possono migliorare il nostro peso corporeo e il nostro benessere in generale. Come? Attraverso la consapevolezza, ovvero l'essere pienamente presenti in ogni attimo: uno stile di vita da adottare integrandolo nell'alimentazione, nell'attività fisica, in tutte le sfaccettature della quotidianità. Unendo le ultime conoscenze della scienza alimentare e l'antica tradizione buddhista riusciremo a eliminare gli ostacoli fisici, psicologici e culturali che ci impediscono di alimentarci nel modo corretto, assaporando il cibo per nutrire sia il corpo sia la mente.
Questo sussidio per il Santo Rosario, tutto centrato sul mistero del Sacratissimo Cuore di Nostro Signore, offre spunti di riflessione e meditazione che aiutano a conoscere e penetrare nel mistero dell'Amore di Dio, un Amore che si è incarnato e che si esprime, nel Cuore di Cristo, in un segno vivo ed efficace. Le meditazioni sono tratte da scritti e interventi di papa Francesco, di Benedetto XVI e di Giovanni Paolo II. In tutti e tre i Pontefici ricorre il tema del Cuore collegato a quello della Misericordia: un connubio inscindibile.
Gli esercizi spirituali di papa Francesco predicati dal carmelitano p. Bruno Secondin. Sulla trama del cammino di Elia profeta, p. Bruno propone la sua "lectio divina" in tre movimenti: - Il primo basato sul "capire": un risalire al testo, al suo significato di base, allo scavo esegetico. - Il secondo, il "meditare", fa fiorire il testo svelandone tutte le sue potenzialità spirituali ed esistenziali. - Infine il terzo, l'"applicare a noi", alla nostra storia presente, alle nostre scelte, e qui p. Bruno propone lo stile di Elia la cui voce turba e ferisce la nostra coscienza facendola persino sanguinare. Il lettore potrà ripetere l'esperienza che papa Francesco e i membri della Curia romana hanno fatto, lasciandosi condurre fino "alle radici della fede, avendo il coraggio di dire no all'ambiguità, passando dagli idoli vani alla pietà vera, dalla fuga al pellegrinaggio", per usare ancora le parole indirizzate a p. Secondin dal Papa.
"Caro prete, grazie per essere stato a cena con noi ieri sera. Scusa di nuovo per i nostri tre bambini: hanno fatto di tutto per non farci parlare tranquillamente. Inoltre, quando sei arrivato la cena non era nemmeno pronta: mia moglie aveva fatto tardi al lavoro e doveva fare il bagnetto al più piccolo. Tu però sei stato gentile, hai portato caramelle morbide e hai raccontato le barzellette, tanto che come hai visto alla fine non c'era verso di ficcarli a letto. Quando hai iniziato a parlare, mi hai detto che va tutto bene, che ringrazi Dio, che ogni cosa è una grazia, che comunque è bello. Me lo dicevi, ma gli occhi dicevano altro. Parlo di un sentimento che, per utilizzare un linguaggio che capisci bene, chiamerò il silenzio del Sabato Santo". Un colloquio tra un giovane prete e un giovane sposo sulla vita, la vocazione, lo smarrimento e la speranza.