Fino al V secolo, i Padri latini utilizzavano instrumenta per indicare l'insieme delle Scritture o loro parti: le consideravano mezzi con cui Dio si fa conoscere e tramite cui l'uomo può accogliere la proposta salvifica divina. Essi erano consapevoli della distanza linguistica e culturale che si frappone tra quegli scritti e i loro nuovi destinatari e, comunque, nutrivano il desiderio di coglierne il messaggio al fine di corrispondere alla volontà divina. Perciò, fin dall'inizio elaborarono metodologie in parallelo, in dialogo o in autonomia rispetto ai grandi interpreti ebrei o non cristiani. Questo impegno è proseguito nel tempo contribuendo a rendere l'ermeneutica una disciplina autonoma. La collana si inserisce in questo solco e offre preziosi strumenti per comprendere le Scritture di Israele e della Chiesa antica. Illustra le metodologie più aggiornate e adeguate per interpretare in modo corretto i testi biblici secondo il loro corpo di appartenenza. Gli autori, docenti del Pontificio Istituto Biblico e della Pontificia Università Gregoriana, sono tra i più qualificati esponenti dell'esegesi biblica in campo cattolico.
Il presente lavoro si pone in continuità con il precedente manuale sul Pentateuco («Fate una siepe attorno alla Tora». Lezioni sul Pentateuco) e condivide la stessa finalità, quella di offrire un valido strumento per lo studio del testo sacro a tutti coloro che si accingono ad affrontare seriamente la lettura e l'interpretazione della Bibbia. Oggetto di ricerca sono un gruppo di sei libri dell'Antico Testamento denominati "Profeti anteriori": Giosuè, Giudici, 1-2Samuele e 1-2Re. Questi libri presentano una sequenza narrativa della storia d'Israele abbastanza lineare, che dalla conquista della terra di Canaan si conclude con la caduta di Gerusalemme e l'esilio del popolo in Babilonia. In questo volume si intende affrontare le questioni della formazione di questo corpus letterario (capitolo I), della storia di Israele (capitolo II) e dell'analisi teologica dei singoli libri biblici (capitoli III e IV).
Dal suo piccolo appartamento nel cuore della città di Caserta, luogo di continui arrivi da ogni parte di Italia di uomini e donne desiderosi di confronto e dialogo, Raffaele Nogaro riflette sul senso profondo di una fede nuda, spogliata da ogni orpello, ritualità, cerimoniale e convenzione sociale. Liberando Gesù da tutte le appropriazioni che ne hanno offuscato l'annuncio evangelico egli pone al centro della diaconia gli operai del Vangelo, i laici e le donne. E a quest'ultime riconosce un ruolo fino ad oggi, con pretesti e mistificazioni, ancora negato.
Una riflessione profetica sul nostro tempo. In una società segnata da diseguaglianze e crisi morali, questa lectio di Ernesto Salierno propone un'analisi lucida del "peccato strutturale" che condiziona la vita personale e collettiva. Con linguaggio chiaro e fondamento evangelico, l'autore invita a una scelta decisiva tra la logica del profitto e la via del Vangelo. Un testo ricco di spunti spirituali e sociali, utile per la riflessione personale e comunitaria, capace di parlare al cuore e alla coscienza del lettore.
Pensiamo di conoscere a perfezione le parabole e il loro significato; tutti noi, sin da piccoli, le abbiamo ascoltate alla Santa Messa, lette sui libri, compreso il loro significato durante le omelie... Leggendo questo libro, resterai sorpreso e scoprirai che in realtà sono moltissime le cose sulle parabole che ancora non sai: perché l'uomo vende tutti i suoi averi senza sapere quanto vale il tesoro? Perché il buon pastore abbandona novantanove pecore pur di salvarne una? Quanto vale un talento? Perché i lavoratori della vigna ricevono tutti la stessa paga se alcuni hanno lavorato molte più ore? Perché il padrone loda l'amministratore disonesto? Don Renzo Lavatori e don Luciano Sole, esperti di teologia, prendono in esame tutte le parabole raccontate da Gesù presenti nei Vangeli e ti accompagnano, con parole semplici e stile comprensibile, a comprenderne il significato più profondo e la ricchezza di spunti e riflessioni che ne scaturiscono. Rileggerai con occhi nuovi le parabole e ti sentirai spinto e provocato a porti domande vitali, le cui risposte luminose si trovano in questi brevi racconti di Gesù.
«La faccia che a Cristo più si somiglia»: così Dante magnifica la bellezza del viso di Maria di Nazareth, cogliendovi il riflesso più vivido della bellezza di Gesù, ossia del suo amore incondizionato per il Padre e per l'umanità. Nulla sappiamo della bellezza fisica di questa donna di fede, cantata dai poeti, rappresentata dai pittori, immaginata dai fedeli in preghiera. Rintracciando nella Bibbia la "via della bellezza" dell'amore che salva il mondo, questo libro - nuova edizione, interamente riveduta e ampliata, di "La bellezza di Maria" (2005) - contempla l'esperienza "estetica" e autenticamente umana di colei che lo Spirito ha più perfettamente conformato al Figlio di Dio.
Elena Bosetti, nata a Pressano di Lavis (TN) nel 1950, è suora di Gesù Buon Pastore della Famiglia Paolina. Dottore in Sacra Teologia, per oltre trent'anni è stata docente di Esegesi del Nuovo Testamento alla Pontificia Università Gregoriana e in altri atenei romani, tra cui l'Istituto di Teologia per la Vita Consacrata «Claretianum» (Roma). È autrice di numerose pubblicazioni scientifiche e divulgative tradotte in più lingue e ha commentato per diversi anni il Vangelo nel programma A sua immagine - Le ragioni della speranza (Rai Uno). Ha collaborato con diverse riviste di carattere teologico e pastorale. Attualmente si dedica al ministero della Parola e alla formazione biblica. Per Àncora è stata nel team delle bibliste che hanno realizzato Atti degli apostoli, Lettere cattoliche, Ebrei e Apocalisse tradotti e commentati da sei bibliste (2023).
La novità evangelica è quella del Cristo, morto e risorto, con in mano le intere Scritture d'Israele, il rotolo sigillato che solo l'Agnello può decifrare nel suo senso ultimo e definitivo (Ap 5).Il Nuovo Testamento, dunque, compie l'Antico, trasfigurandolo alla luce abbagliante della Pasqua del Signore Gesù, un evento che ha sconvolto i primi testimoni, convertendoli a un orizzonte esistenziale nuovo.In questi esercizi spirituali Francesco Rossi de Gasperis, sapiente e profondo conoscitore delle Scritture, ci accompagna a porci in ascolto del cuore del Signore che pulsa nella Parola ispirata per accogliere docilmente il suo Spirito nella preghiera incessante. Finché, nella grande gioia del vangelo, «gli occhi si illuminino e il cuore arda...» e ci si disseti alla sorgente inesauribile del suo cuore trafitto.«Non si entra nel Nuovo Testamento se ci si limita a studiarlo per accrescere le proprie conoscenze, vi si entra solo se ci coinvolge e ci condiziona esistenzialmente».
Scrivendo dopo il Vangelo gli Atti degli apostoli, Luca ha firmato la prima storia del cristianesimo. Nessuno, dopo di lui, oserà fare altrettanto. Egli risulta così l'autore del Nuovo Testamento dall'imponente opera di cinquantadue capitoli. Primo storico del cristianesimo, Luca fu davvero uno storico? La ricerca moderna gli ha mosso diversi rimproveri: la sua opera sarebbe parziale e soprattutto partigiana, imprecisa, antigiudaica, e ci darebbe un ritratto deformato di Paolo. Daniel Marguerat insorge contro tali processi ingiustamente intentati all'autore degli Atti. Prima di condannare Luca quale falsificatore della storia cristiana, occorre interrogarsi sulle sue motivazioni teologiche e sui suoi procedimenti di scrittura. Come si scriveva la storia nell'epoca greco-romana? A quale esigenza di chiarire l'identità del cristianesimo risponde l'opera di Luca? Perché Paolo vi è divenuto l'eroe principale della cristianità nascente? Lo studio di Marguerat, per esplorare siffatte questioni, utilizza i nuovi strumenti dell'analisi narrativa. Il progetto storiografico di Luca è studiato là dove si realizza, nella costruzione del racconto. Si ricostruisce progressivamente il lavoro compiuto dall'autore sul significato degli eventi che egli riferisce, e il modo in cui egli intende farsi capire dal lettore. Una solida conoscenza degli storici del primo secolo, giudei e romani, aiuta a scoprire l'originalità degli Atti su temi cruciali quali: l'identità del cristianesimo tra Gerusalemme e Roma, l'opera dello Spirito, il conflitto tra giudei e cristiani, il dramma di Anania e Saffira, la conversione di Saulo e l'enigma del finale dell'opera.
Questo libro invita il lettore a compiere un viaggio dentro e oltre la superficie dell'emozione della rabbia, affrontandola non solo come fenomeno sociale, ma come espressione antropologica, clinica e spirituale. La rabbia, infatti, affonda le radici nella storia personale, nel corpo, nella cultura e - non ultima - anche nella complessa relazione con Dio.Il percorso parte da un excursus storico, attraversa una lettura fenomenologico-relazionale della rabbia per approdare all'analisi di alcuni passi dei Vangeli. Attraverso episodi tratti dai Vangeli di Marco e Luca, viene esplorata la rabbia agita e subita da Gesù, fino a giungere alla rabbia fraterna che affonda le sue più profonde radici nel rapporto con Dio.
Attraverso una riflessione spirituale e teologica sul Siracide - il testo sapienziale attribuito a Gesù Ben Sira, noto come il maestro di Gerusalemme - questo studio esplora i suoi grandi temi, presentando Ben Sira come educatore, maestro e testimone. Un personaggio capace di parlare ai lettori di ogni tempo con parole concrete e profondamente umane. Al centro della proposta vi è l'idea che la sapienza non sia un sapere astratto, ma una forma di vita: un cammino quotidiano fatto di ascolto, discernimento, prova e fiducia. In sette meditazioni, l'autore affronta i nodi centrali del Siracide: il rapporto tra l'umano e il divino, il timore di Dio, la fatica della scelta, il valore della disciplina, il senso della sofferenza, il ruolo della Legge e la ricerca della sapienza. Ben Sira si svela come un ponte tra la tradizione e il presente, tra l'ebraismo del II secolo a.C. e un'etica dal respiro universale. Il suo messaggio si fa attualissimo: formare uomini e donne capaci di abitare sapientemente la realtà, per diventare, a loro volta, maestri, testimoni e servitori della sapienza.
Lo studio delle metafore ha ricoperto, a partire dagli anni ottanta del secolo scorso, un ruolo prioritario all'interno della linguistica. Solo più recentemente l'attenzione è stata rivolta alle metafore che si trovano nel testo biblico. Il presente volume, facendo propria la metodologia e la terminologia della linguistica cognitiva, si concentra sul Salterio e in particolare sulle metafore dei Sal 120-134, così detti «delle salite». Nella prima parte dell'opera è offerta per ciascun salmo un'analisi esegetica puntuale, che coniuga l'attenzione al testo ebraico con la valorizzazione delle forme letterarie. Nella seconda parte, lo studio prende in considerazione non più il singolo salmo, ma tutta la raccolta vista come un unico corpus poetico. Procedendo con gradualità, emergono quelle metafore che, smettendo di essere semplicemente figure retoriche e letterarie, diventano strutture portanti del pensiero e della teologia dei quindici salmi.