Quale idea avevano i discepoli di Gesù? Gli atti, i gesti, i miracoli che Gesù ha compiuto, che senso avevano per i seguaci di quel Maestro? I vangeli non sono libri nè di saggezza né di morale, ma essenzialmente racconti della vita e della morte di Gesù. Tuttavia questi libri, scritti da cristiani, sono affidabili? Raccontano davvero le azioni di Gesù, la sua vera storia? Pagina dopo pagina l'autore dimostra che la "religione" dei discepoli non li ha aiutati a comprendere il messaggio di Gesù e nemmeno la sua persona. Forse è proprio a partire dai nostri fraintendimenti che, come i discepoli, anche noi oggi abbiamo l'occasione di convertire la nostra comprensione di Dio, non a partire dalle nostre idee religiose ma dalla narrazione dell'umanità di Gesù.
Pensiamo di conoscere a perfezione le parabole e il loro significato; tutti noi, sin da piccoli, le abbiamo ascoltate alla Santa Messa, lette sui libri, compreso il loro significato durante le omelie... Leggendo questo libro, resterai sorpreso e scoprirai che in realtà sono moltissime le cose sulle parabole che ancora non sai: perché l'uomo vende tutti i suoi averi senza sapere quanto vale il tesoro? Perché il buon pastore abbandona novantanove pecore pur di salvarne una? Quanto vale un talento? Perché i lavoratori della vigna ricevono tutti la stessa paga se alcuni hanno lavorato molte più ore? Perché il padrone loda l'amministratore disonesto? Don Renzo Lavatori e don Luciano Sole, esperti di teologia, prendono in esame tutte le parabole raccontate da Gesù presenti nei Vangeli e ti accompagnano, con parole semplici e stile comprensibile, a comprenderne il significato più profondo e la ricchezza di spunti e riflessioni che ne scaturiscono. Rileggerai con occhi nuovi le parabole e ti sentirai spinto e provocato a porti domande vitali, le cui risposte luminose si trovano in questi brevi racconti di Gesù.
Opera che ha acquisito l'importanza di un classico della riflessione cristologica, questo saggio di Karl Adam raccolse al suo apparire, in Germania e in Italia, notevoli consensi per il linguaggio nuovo con cui presenta Cristo ai contemporanei, facendo proprie le istanze critiche della mentalità del Novecento e prendendo le distanze sia dal “gesuanismo”, sentimentale e troppo umano, sia dal “docetismo”, che induce a scorgere nel Cristo solo la divinità. La sua visione riesce a trasmettere con efficacia e immedesimazione spirituale la comprensione dell'umanità piena di Gesù; le sue intuizioni sulle facoltà dell'Uomo-Dio, sul senso della realtà, sulla ricchezza e l'equilibrio perfetti dei rapporti con gli uomini si dispiegano in pagine di qualità letteraria oltreché di solidità teologica. Originale è la collocazione del discorso sulla Risurrezione e la Pentecoste prima di quello sulla Croce: Adam avverte che il cammino per attingere l'abisso del mistero dell'amore sacrificale, anche e soprattutto nell'uomo d'oggi, presuppone la luce spiegata della Pasqua. Su «études» un recensore scriveva: «Questo libro è opera di un teologo che ha meditato profondamente sul nodo vitale del cristianesimo e di un apostolo che vuole comunicare la sua fede con un ardore mirabile».
L'esegesi della pericope di Is 8,23b-9,6, condotta in queste pagine secondo l'approccio pragmatico-comunicativo, ha come punto di partenza l'effetto che essa intende raggiungere a livello perlocutorio: da qui sgorga il focus sul tema della speranza, che, pur non presente nel suo contenuto semantico, appare come il fine ultimo verso cui l'intero brano è indirizzato.Muovendo da tale consapevolezza, il contributo si articola in tre capitoli, finalizzati a elaborare una "teologia pragmatica" della speranza isaiana: a partire dalla considerazione del contesto (cap. I), attraverso un'accurata analisi lessicale e sintattica (cap. II) e approdando, infine, a un approfondimento semantico e pragmatico-comunicativo (cap. III), lo studio coglie rispettivamente - sulla base del modello offerto da Isaia - alcune tracce per una teologia della speranza, la logica interna di un testo che la racconta e, in ultima istanza, la pragmatica di una pericope che intende nutrire tale speranza nel lettore.
Otto donne, otto storie intense, attraverso le quali don Bruno Tarantino, con il suo stile inconfondibile, ci mostra il volto misericordioso e rivoluzionario di Dio. In un’epoca in cui le donne erano considerate ai margini della società e della religione, Gesù rovescia ogni convenzione: le vede, le chiama, le ascolta, le guarisce, le rende protagoniste. Figure come l’emorroissa, la Cananea, l’adultera, la donna curva… diventano centrali nella storia di grazia. Le loro storie ci invitano alla più fondamentale delle conversioni: cambiare la nostra idea di Dio. Siamo chiamati a “cestinare” visioni non evangeliche per scoprire il Padre che ci conosce e ci ama. Queste donne di fede osano e ci mostrano che Dio si rivela non nella potenza o nella norma, ma nella relazione e nella grazia; sono donne e sono storie che parlano ancora oggi per dirci che nel Vangelo le periferie esistenziali diventano luoghi centrali dell’amore divino.
Tre splendide cartine geografiche in grande formato (cm 70 x 100), raccolte in cartellina. Per aiutare i catechisti a far scoprire e comprendere ai ragazzi la terra di Gesù e i luoghi del primo annuncio cristiano. Le tre cartine: La terra di Gesù: Gerusalemme al tempo di Gesù: I viaggi di San Paolo.
Spesso siamo portati a considerare l'eros in contrapposizione all'agape, ma tra queste due espressioni dell'unico amore vi è distinzione e somiglianza. Sia nell'eros che nell'agape affermiamo noi stessi dimenticando noi stessi, ci troviamo perdendoci nell'altro. Il Cantico dei cantici ci permette di cogliere come eros e agape sono il frammento e il tutto dell'esperienza amante. Cogliendo la terrestrità e l'umanità dell'amore del Cantico dei cantici, la sua dimensione erotica, se ne coglie la portata simbolica. Quella portata che ci conduce a vedere nello scambio delle parole e nell'incontro dei corpi degli amanti del Cantico la parabola dell'amore di ogni coppia umana, ma anche il mistero della parola di Dio che prende dimora nel corpo umano.
Un libro di poesie che nasce dall'ascolto profondo dei Salmi, lo spartito millenario del dialogo tra l'umanità e Dio. Il vento e il filo d'erba è l'opera intensa e ispirata di Vittorio Nocella: non una traduzione, né una semplice riscrittura, ma una rilettura poetica e spirituale che fa rivivere i testi sacri alla luce dell'esperienza personale. Con parole essenziali e vibranti, l'autore intreccia preghiera e poesia, fragilità e fiducia, restituendo ai Salmi la loro forza originaria. Un invito a "pregare con la vita", con autenticità, lasciandosi condurre dal vento dello Spirito tra le pieghe più intime dell'anima.
La Bibbia è patrimonio culturale dell'umanità. Dopo il Nuovo Testamento, Ares pubblica i primi due volumi dell'Antico Testamento nell'unica edizione italiana curata dalla Facoltà teologica dell'Università di Navarra e con il testo latino della Neo Volgata a piè di pagina. L'opera è rivolta a chiunque voglia immergersi nel libro più importante della storia: il cardinal Giacomo Biffi definì la Bibbia di Navarra "un'edizione per l'uomo" sottolineandone l'ideale ampiezza di pubblico. Volume 1
La Bibbia è patrimonio culturale dell'umanità. Dopo il Nuovo Testamento, Ares pubblica i primi due volumi dell'Antico Testamento nell'unica edizione italiana curata dalla Facoltà teologica dell'Università di Navarra e con il testo latino della Neo Volgata a piè di pagina. L'opera è rivolta a chiunque voglia immergersi nel libro più importante della storia: il cardinal Giacomo Biffi definì la Bibbia di Navarra "un'edizione per l'uomo" sottolineandone l'ideale ampiezza di pubblico. Volume 2
Ester è una donna che, cercando di resistere all'assimilazione alla cultura dominante, rimane fedele alla sua identità e al suo Dio. Il libro biblico che porta il suo nome è in questo un testo di resistenza etica e spirituale nei confronti di ogni impero e di ogni ideologia. In esso il non parlare di Dio diventa un parlare di donne, di uomini, di giustizia, di relazioni, di buon uso del potere, di ricchezza e di beni. Così la Bibbia invita a vedere e udire Dio dentro la sua assenza, persino in una notte senza Dio, come era la notte dell’occupazione persiana per gli ebrei, come è la notte del nostro tempo, dove l'eclissi di Dio sta generando una sempre più cupa eclissi dell'umano. Ed è importante che a rischiarare questa notte oscura sia una donna, che questa luce mattinale che ci consente di fare il prossimo passo sia affidata alla piccola lanterna di una presenza femminile.